lunedì 16 luglio 2018

RECENSIONE || "Inviata speciale" di Jean Echenoz

<<Voglio una donna, ha dichiarato il generale. Mi serve una donna, chiaro?>>

Pronti per l'avventura? Si parte con "Inviata speciale", di Jean Echenoz, Adelphi Edizioni in una storia dalle mille sfaccettature in cui lo spionaggio e l'ironia risaltano creando un romanzo piacevole e scorrevole con la giusta dose di intrecci e intrighi.



Un narratore e tanti personaggi che hanno sia l'anima del burattino che uno pseudo libero arbitrio per srotolare le vicende intrecciate tra loro e che si compongono mano a mano come un puzzle. 
Siamo a Parigi, la protagonista ignara del suo destino -ma nemmeno tanto vogliosa di sapere quale potrebbe essere- si chiama Costance Coste, moglie di Lou Tausk (pseudonimo) compositore di una delle hit più famose della storia della musica, "Excessif". Loro sono il bersaglio del generale Bourgeaud a capo di una piccola unità che decide di fare spionaggio, niente di meno, che in Corea del Nord. Il vice del generale, Paul Objat, ha già pensato a tutto e proprio grazie al successo musicale passato, Costance, traduttrice della canzone, verrà accolta a braccia aperte e senza sospetti. Il piano è quello di affiancarla a uno dei sette generali vicinissimi a Kim Jong Un e scoprire quante più informazioni possibili, naturalmente tra le lenzuola.

<<Ci siamo, ha esclamato il generale, il contatto è stabilito. In che senso? ha chiesto Objat. Nel senso, ha spiegato il generale strofinandosi un Panter Vanilla contro l'orecchio, che meno di ventiquattr'ore fa Gang si è sbattuto la ragazza ed è un buon inizio.>>

Rapiscono Costance per un periodo di segregazione, che gli assicurerà la sua collaborazione, nella campagna francese (con richiesta di riscatto all'avaro Lou Tausk che non solo non pagherà la somma stratosferica, ma intesserà anche una relazione adulterina con la giovane segreteria del fratello) insieme a due scagnozzi ingaggiati dall'intermediario di Objat, che più che aguzzini diventeranno amici della bella Costance.
In questo lasso di tempo l'autore ci racconta le vicende dei singoli personaggi che in qualche modo vengono tutti collegati senza che loro ne sappiano nulla: Jean - Pierre e Christian, i carcerieri di Costance, vengono comandanti di qua e di là, fino ad arrivare in Corea del Nord e là rimanere prigionieri per anni; Lou Tausk non trova pace e dopo la relazione adulterina con Nadine, ci riproverà con la nuova segreteria del fratello; Pognel ricorderà al povero Tausk la brutta storia della rapina a mano armata avvenuta dieci anni prima in cui non si è preso le sue responsabilità scaricandole sul povero amico (Pognel ha necessità di un corso di gestione della rabbia); Paul Objat che tutto sommato è il personaggio che più rimane coerente, una sorta di eroe immune alla vena ironica della penna che lo ha creato, salverà la disinteressata e ingenua Costance.

<<Quanto a Costance, nemmeno a lei le cose andavano così male. Mai avremmo immaginato che si sarebbe abituata alla sua condizione di reclusa, al punto da non considerarsi più tale. Vero è che era trattata in modo più che corretto: le usavano gli stessi riguardi che avrebbero avuto in una clinica, in villeggiatura, in una residenza per artisti o in una casa di riposo.>>

Jean Echenoz è un autore che riesce a mantenere l'attenzione del lettore alta, che prende sul serio i suoi personaggi ma non troppo, creando un clima potenzialmente serioso, formale, rigido ma che spesso scende nell'assurdo e nello splatter. Leggere questo romanzo è principalmente divertente, appassionante in un vortice di vite completamente diverse, di emozioni e pensieri in una Parigi poco patinata. L'abbinamento tra il registro ironico e la trama proiettata verso lo spionaggio internazionale nella pericolosa Corea del Nord è quasi paradossale ma trova un equilibrio piacevole che in questo modo annovera Jean Echenoz tra uno degli autori da scoprire meglio.


COPERTINA 8 | STILE 8 | STORIA 7


Titolo: Inviata speciale
Autore: Jean Echenoz, traduzione di Federica e Lorenza di Lella
Numero di pagine: 248
Prezzo: 18,00 euro

Trama

Trentaquattro anni, camicetta azzurra attillata, pantaloni skinny antracite, corto caschetto alla Louise Brooks – in una parola, incantevole. È così che ci appare Constance, poco attiva e poco qualificata, ma in compenso duttile, molto incline alle disavventure sentimentali e misteriosamente capace di scatenare, con la sua morbida svagatezza, l'imprevedibile. Una quindicina di anni fa, fra l'altro, Constance è stata l'interprete di un successo planetario, Excessif, una di quelle canzoni che fanno ballare il mondo intero, dalla Lapponia allo Yemen, e assicurano a chi le compone – nella fattispecie il suo ex marito, Lou Tausk – un'esistenza oziosa e dorata. Una canzone che tutti ricordano ma che continua a essere popolarissima, guarda caso, fra gli apparatcik della Corea del Nord, incluso uno dei consiglieri più influenti del Leader supremo, Gang Un-ok. Giovane, charmant, educato in Svizzera e presumibilmente aperto al dialogo con l'Occidente, Gang è insomma il bersaglio ideale del languido fascino di Constance, che dopo varie, e per noi irresistibili, peripezie finirà – agente segreto suo malgrado – in una opulenta villa di Pyongyang con la missione quanto mai rischiosa di sedurre Gang, e destabilizzare la Corea del Nord. Con Inviata speciale Jean Echenoz torna alla narrazione pura, e insieme al noir e alla spy story, di cui è da sempre appassionato, mettendo la sua impareggiabile ironia e tutte le scintillanti risorse della sua scrittura al servizio della più affettuosa celebrazione: «Sabotare per espandere, potrebbe essere il mio slogan» ha del resto dichiarato. Quel che è certo è che seguendo Constance da Parigi alla Creuse alla baia di Wonsan, dov'è ormeggiato lo yacht di Kim Jong-un, ritroveremo, miracolosamente, l'euforia della lettura.






Nessun commento:

Posta un commento