Librini: Libri per bambini


Siete in cerca di un’idea per Pasqua divertente e utile per bambini dai 3 ai 7 anni?
Battello a Vapore riesce conciliare un packaging adatto all’occasione con la gioia della lettura: un uovo di carta (Ma non solo!) che nasconde una sorpresa… un libro!


Ebbene si, perché non regalare e nascondere un libro dentro all’uovo?
Così Battello a Vapore mi ha inviato Storie a Sorpresa con all’interno “Le avventure del signor Acqua”, che attraverso storie divertenti e avventurose spiega il ciclo dell’acqua la chimica e la meccanica degli altri elementi.

I libri sono sei: “Le avventure del signor acqua”, “Le avventure di Tino Cioccolatino”, “Le avventure di Camilla”, “Le avventure di Bruno Zozzo”, “Le avventure di Piccola Sirena” e “Sam Pastafrolla”. Il cartoncino che contiene il libro ha stampate sopra le indicazioni  per creare un simpatico mostro in modo da riutilizzarlo e riciclarlo in qualcosa di divertente.





La trovo un’idea geniale soprattutto per i più piccoli che non ancora golosi di cioccolato apprezzano di più qualcosa di tangibile e duraturo come un libro, un’altra storia da leggere prima della nanna insieme a mamma e papà.  Tra l’altro spesso le sorprese all’interno delle uova non sono di grande qualità o addirittura pericolose per i bambini di età inferiore ai tre anni, a maggior ragione Storie a Sorpresa riesce a raggiungere tutti i gusti.

Ma passiamo al libro “Le avventure del signor Acqua”, il volumetto è composto da ben quattro storie e una parte di “esperimenti” per giocare materialmente con il signor Acqua: da attività semplici, come le ombre da creare con le mani, a quelle più complesse come le nuove in barattolo.








<<Sono un piantagrane e nessuno mi vuol bene!>>

Arriva quell’età in cui i bimbi si convincono che quando vengono sgridati i genitori smettano di volergli bene e quindi la disperazione è infinita. Ci aiuta la favola scritta da Debi Gliori “Ti voglio bene anche se…”, Mondadori Ragazzi (32 pagine, 14,00 euro), ormai diventato un classico sia per la sua storia semplice e in rima che per i disegni grandi su pagine patinate e profumate.

Mini combina un sacco di guai e crede che Maxi non gli voglia più bene per questo. Allora Mini per assicurarsi che in ogni caso Maxi non smetta di amarlo si inventa un sacco di situazioni un po’ assurde in cui chiede a Maxi se anche trasformato in orso, insetto oppure coccodrillo lui non smetterà mai di stargli accanto.



<<Chiede Mini:”Anche se fossi un orsetto sbrana ossi?
Mi vorresti ancora bene?
E staremmo ancora insieme?”>>

Mano a mano che Mini chiede e si pone domande sull’amore, la questione si fa decisamente più complicata. L’amore si rompe o si stanca? L’amore finisce?
Maxi dal canto suo risponde a Mini confortandolo e in maniera sincera anche se semplice: di sicuro amerà Mini per sempre anche se non sa se l’amore si strappa e poi rattoppa. All’ultima domanda di Mini, Maxi risponde guardando le stelle

Finchè le stelle splendono
nel cielo buio e nero
l’amore sarà vivo
per sempre e per davvero.>>

Si chiude così una fiaba che io leggo solitamente a Gabriele per la “buona notte” ma che mi è stata molto utile in questo periodo in cui ogni volta che combina qualcosa e qualcuno lo sgrida, sente la necessità di riappacificarsi subito come se l’adulto che lo ha redarguito non gli debba voler bene mai più. Rassicurante e istruttiva consiglio questo magnifico libro dai 2 anni in su.






“Ho una splendida fotografia di classe. […] Un milione e mezzo di bambini innocenti furono uccisi durante l’olocausto. E quando vedo quella fotografia non so chi di loro sia sopravvissuto e chi no. So solo che io ce l’ho fatta.”

Ho sempre pensato che il Giorno della Memoria  fosse una buona occasione per spronare anche i più restii a scoprire, ricordare, non lasciare sbiadire le fotografie del passato. Al contempo non esiste una giornata designata per prendere in mano certi libri, soprattutto se parliamo di libri che riguardano l’Olocausto e i bambini.

“L’Olocausto, storie di sopravvissuti” di Zane Whuttungham e Ryan Jones, Valentina Edizioni (112 pagine, 14,90 euro), racchiude la brutalità della Storia in un fumetto pieno di immagini significative e storie di bambini che in un modo o nell’altro sono riusciti a sopravvivere al nazismo, alla guerra o ai campi di concentramento.
I protagonisti di questa raccolta sono: Heinz,  un bambino tedesco, che a causa della guerra ha dovuto lasciare la scuola e poi l’università a causa della sua religione. La sua famiglia riuscì a scappare in Inghilterra che però li trattiene e arrestò come “nemici pubblici”, in una sorta di beffa;

<<..Venne il capo della gioventù hitleriana. È arrivata la tua ora, devi lasciare la scuola. Non ti vogliamo più qui!>>

Trude che da piccola venne fatta scappare oltre la Manica, non ha nessun ricordo della sua partenza se non la sensazione della nostalgia provata dalla lontananza dai suoi genitori che mai più ha rivisto;





<<Tutti avevano paura che qualcuno bussasse alla porta, in particolare di notte.. quando i nazisti arrivavano per portare via le persone.>>

la storia di Ruth è a lieto fine: la sua mamma e il suo fratellino si sono riusciti a salvarsi grazie al buon cuore di una donna che lavorava all’ambasciata inglese che, violando il coprifuoco e rischiando la vita, riuscì ad allungargli i passaporti per farli fuggire in tempo;

<<In città gli ebrei venivano deportati. In ogni momento poteva arrivare il nostro turno. Mia madre doveva avere una volontà di ferro e un grande coraggio.>>

Martin si salvò con la sua sorellina riuscendo scappare in Inghilterra, meno fortunati il resto dei loro parenti che dalla Polonia furono deportati;

<<Viaggiammo tutto il giorno e quando venne sera… il treno si fermò e ci dissero di scendere. Fuori dalla stazione.. c’erano due file di soldati delle SS. Ci fecero camminare uno dietro l’altro. Il sospetto era che ci stessero portando in un posto… Dove ci abvrebbero sparato.>>

Suzanne viveva a Parigi e per lei era bellissimo crescere lì.  I suoi genitori furono deportati e la sua vicina di casa finse che fosse sua figlia salvandola e portandola in un posto sperduto della Francia lontano dalla guerra. Solo dopo parecchio tempo seppero che la guerra era finita;

 <<Ooh, la mia Parigi era splendida vivevo nel ventesimo arrondissement. Essere bambini a Parigi era bellissimo.>>

Arek è l’unico bambino di cui parla il libro che davvero è sopravvissuto a un campo di concentramento: 81 membri della sua famiglia sono stati uccisi.

<<Eravamo mille uomini in una baracca. Letti a tre piani.. dieci uomini per piano.>>

Pur avendo un lessico semplice le storie colpiscono grandi e piccoli. Il racconto si sviluppa con una grafica molto suggestiva che trasmette l’orrore che le parole tentano di mitigare, in una sorta di metafora disegnata: le orbite dei bambini vuote, le espressioni attonite, al pari delle SS e dei tedeschi con un ghigno terribile in viso, dalla corporatura possente e la mascella squadrata. I cattivi sono spesso presentati di dimensioni decisamente più grandi rispetto ai nostri protagonisti per dare l’idea del potere che avevano contro persone innocenti. I colori sono forti e anche quando deviano verso sfumature fredde non mancano mai di convogliare il significato definitivo di ogni storia. I personaggi sbucano e invadono gli spazi a loro riservati nei riquadri con i fumetti che raccontano in prima persona la storia di ognuno. Più che le parole colpisce il modo in cui ogni crudeltà viene rappresentata: una bambina che dondola su un’altalena montata su un grosso fucile, mani che si passano preziosi passaporti, motrici montate su svastiche, fantasmi sbiaditi che tentano di consolare chi ce l’ha fatta.          

 Al termine del libro troviamo le fotografie dei personaggi che fino a quel momento avevamo visto solo rappresentati dall’illustratore e viene raccontato che cosa è successo dopo la guerra, cosa è successo alle vite dei bambini che oramai sono persone anziane. Non manca un glossario con il significato delle parole con cui il bambino ha un primo approccio e di cui, di sicuro, necessita una spiegazione e una pagina dedicate alle date della Storia.

Un libro per un pubblico non minore dei 9 anni che sa colpire per la crudezza delle storie e per le illustrazioni davvero ben fatte e che riflettono bene il clima dell’epoca. Un libro che non nasconde la realtà e la tempera quanto basta per un approccio che non sconvolga ma che nemmeno si perda in banalità.




Letture da “televisione” si o no?

Mi sono capitati sotto mano due serie di libri per Gabriele che mi stanno facendo riflettere non poco. Dopo aver letto un articolo di un altro blog piuttosto famoso in cui si criticava apertamente la serie di Geronimo Stilton che a me, in generale, non è mai dispiaciuta mi sono messa in discussione.

In questo articolo si dice che i Geronimo Stilton ha un lessico sempliciotto, con una trama piuttosto sciapa e che le parole evidenziate per trasmetterne la semantica al piccolo lettore invece che stimolare alla ricerca del significato sia più messo lì in modo che i piccoli lettori non facciano nessuno sforzo per cercare sul dizionario la giusta definizione. All’età di questa mamma, verso gli otto anni si leggevano già classici che nella nostra epoca si ritengono noiosi o da affrontare da più grandi.

Ora, come darle torto?
Anche io preferisco che Gabriele legga qualcosa di meglio che una delle tante avventure di Geronimo Silton, qualcosa che gli rimanga dentro. Ma noi lettori adulti leggiamo solo cose che ci segnano? Classici? Quando eravamo bambini leggevamo anche cose di poco conto o solo e solamente “I promessi sposi”, “Jane Eyre” o “Il giardino segreto”?

Ecco che il mio lato da lettrice si dimena e si dibatte perché una soluzione semplice e univoca non c’è. Le due serie di cui vi parlavo all’inizio sono quelle di “Bat Pat” (7,90 euro a volume, battello a vapore), tutti i giorni in televisione su Rai Gulp e “Curioso come George”  (5,87 euro, Mondadori ragazzi) anche questo molto apprezzato da Gabriele su Frisbee. Entrambi i libri non si pongono come obiettivo quello di formare ma solo di divertire. Il lessico è all’osso, la sintassi molto semplice, i capitoli brevi (giusto un paio di pagine), il tema di certo curioso ma che a giovani lettori un poco esperti potrebbe apparire scontati.

E allora perché comprarli? Perché leggerli?
Il mio motto è “In medio stat virtus”, nel mezzo di solito ci si trova bene. Come per tutto bisogna trovare la giusta dose di ogni cosa. “Bat Pat” è carino, la storia è strutturata quasi come una sorta di copione, ogni personaggio viene rappresentato al momento della sua presa di parola e Bat Pat oltre che essere annoverato tra i personaggi è anche narratore della storia.

“Curioso come George” non mi ha delusa ma mi aspettavo la traduzione dei libri originali da cui si è preso poi spunto per la creazione della serie tv . Questi libri sono la semplice trasposizione degli episodi, niente di più e niente di meno. Belli i giochi enigmistici in fondo al volume, che aspettano chi legge al termine dell’ennesima disavventura di George.
A Gabriele piacciono tanto quanto basta per andare a letto sereno, magari alterno questi piccoli libri ad altri libri più seriosi come “Le più belle storie dei miti greci” (di cui vi parlerò presto).

In conclusione, si è vero queste serie lasciano il tempo che trovano, dovremmo spronare i bambini a leggere qualcosa dal contenuto più ricco e che li smuova di più. D’altra parte non credo che questo metodo possa avvicinare quei bambini che non amano la lettura; piuttosto alternare e variare le letture, anche perché penso che conoscere anche generi e stili diversi possa solo che arricchire i piccoli lettori.







Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Entriamo in pieno mood natalizio e iniziamo a leggere e rileggere la favola de "Il Grinch" di Dr. Seuss Mondadori (56 pagine, 16 euro) 

Un autore con un carisma non da poco: una figura di spicco non solo per i libri per bambini che ha scritto (tutti con un grande successo come il gatto col cappello, prosciutto e uova verdi) ma anche attivo nel mondo della politica americana.

I suoi scritti hanno sempre qualcosa da segnalare, da evidenziare: come per esempio in "Lorax" l'importanza dell'ecologia. Tornando al Grinch, di cui ormai tutti conosciamo la trama (il film è sempre in programmazione nei giorni che precedono o seguono Natale) a me piace soprattutto per la musicalità del resto in rima.


<<Nessuno sa il motivo di quell'odio micidiale: vi prego di non chiederlo, sarebbe tempo perso. Saran state le scarpe che gli facevan male, o forse la sua testa era avvitata di traverso. Ma se proprio insistete vi dò la mia opinione: per me era nel suo cuore la probabile ragione, un cuore troppo piccolo almeno di tre taglie, e il Grinch ci soffocava come in mezzo a due tenaglie.>>



Dai quattro anni in su diventa non solo un monito di bontà ma anche un esempio di bellezza del testo, un tuffo nella poesia per bambini. Gabriele è ancora troppo piccolo per capire il significato del racconto ma è molto attratto dalle figure colorate solo dal bianco, dal nero e dal rosso. L'edizione illustrata avvicina a questa storia anche i lettori più piccoli con delle belle illustrazioni a partire dalla cover rossa con un Grinch tutto verde e sogghignante in primo piano.




<<A forza di pensare, ebbe un'idea tremenda!
Una splendida idea...
SPLENDIDAMENTE ORRENDA!>>

Un regalo che verrà di certo apprezzato, da riesumare ogni Natale e gli volta che sentiamo il bisogno di avere il cuore di almeno tre taglie più grande!






Buongiorno, lettrici e lettori!



Sta arrivando il Natale e anche il pensiero di cosa regalare a dei bibliofili come noi. Ho trovato un'ottima soluzione nella versione deluxe de "Le cronache di Narnia" di C. S. Lewis edito da Mondadori (528 pagine, 35,00 euro).
Una bella edizione da collezione, curata nei minimi particolari e che ricorda molto quei libri che una volta si leggevano intorno al fuoco. Le pagine grandi e le illustrazioni attirano i bambini più piccoli che hanno l'occasione di appassionarsi a questa storia con i fratelli più grandi. Pagine patinate dal sapore antico aspettano solo di essere lette e scoperte.



"Le cronache di Narnia" sono state scritte nel 1950 (il primo libro "Il leone, la strega e

l'armadio) da C.S. Lewis. Grande amico di Tolkien e di altri scrittori e filologi britannici con cui fondò il circolo Inklings, Lewis riscuote molto successo con i suoi saggi e i suoi libri, in particolare con "Le cronache di Narnia" che diventano un classico della letteratura del Novecento.
La storia narra di due sorelle e due fratelli che varcano un vecchio armadio, trovato in una stanza vuota. L'armadio porta al mondo di Narnia, alle sue stranezze e alle sue 




magie. Inizialmente Narnia è è sotto lo 
scacco di una strega cattiva e dei suoi scagnozzi. Con l'arrivo dei quattro ragazzi (Peter, Susan, Edmund e Lucy) - che si scopre essere i quattro reali del regno- la strega viene combattuta e torna la pace. Ma la calma non è stabile e i ragazzi saranno costretti a tornare più volte a Narnia per combattere il male.






Una storia per ragazzi ma non solo, un viaggio in un mondo di fantasia dove il coraggio e la giustizia trovano posto e trionfano sul male. 

Il volume comprende tutti e sette i libri, ognuno corredato da bellissimi disegni, spesso vignette o personaggi all'interno del testo a colonna di  Pauline Baynes.
Un regalo fantastico per gli appassionati di Narnia ma anche per chi colleziona edizioni non banali e davvero preziose.

Seguite la pagina facebook Mondadori - libri per ragazzi per scoprire tanti libri da regalare per Natale ai giovani lettori #QuestoNataleVorreiRegalare.









Buongiorno, lettrici e lettori!

Oggi vi presento un libro che è una meraviglia per gli occhi. “Facciamo che” di  André Marois  con le illustrazioni di Gérard Dubois 
traduzione di Paolo Cesari  Orecchio acerbo editore (40 pagine, 13,90 euro), ricorda i libri dei nostri genitori, con disegni accurati dal gusto vintage.


Due bambini all’apparenza dritti ed educati, appena la mamma esce, inventano una storia che semina caos in tutta casa. Dalla camera da letto, alla cucina, dai vasi dei fiori fino al

cane e al gatto domestici, ogni cosa viene travolta dalla loro fantasia. Attaccati dai pirati e dai 





nemici (immaginari) cercheranno, infine, rifugio in un fiume (la vasca da bagno) che non reggerà la loro energia completando il putiferio casalingo.

Ho scelto questo libro non solo per i disegni - i tratti retrò e i colori pastello riportano a un altro tempo e hanno il sapore delle cose belle, dei ricordi dolci - ma anche per questa storia che a Gabriele fa esclamare molti “Oh no!” e gli scuce parecchie risate. Questi due bambini combina guai sono tanto confusionari quanto teneri, a dimostrazione di dove l’immaginazione infantile possa arrivare.






Divertente, colorato e se vogliamo anche educativo “Facciamo che” è un bell’esempio di come un libro per bambini possa diventare un’avventura con il solo potere della nostra fantasia.







Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Oggi vi voglio parlare di un libro rimasto nell'ombra fino ad ora perché Gabriele non lo mollava più, è diventata la nostra lettura fissa serale! 








"Mog, la gatta distratta" di Judith Kerr Libri Mondadori (32 pagine, 15,00 euro) è una storia illustrata che parla di questa gattona poco sveglia ma molto dolce che combina un sacco di guai. All'ultima delle sue disattenzioni Mog fugge in giardino e vede un ladro in casa. Scambiandolo per qualcuno che la può nutrire e far rientrare, miagola tanto forte da spaventare il furfante e dare l'allarme in casa, trasformandosi da "gatta combina guai" a "gatta eccezionale".





Tralasciando per il  momento il bel messaggio che manda, a me è piaciuto moltissimo, così a primo impatto, per le illustrazioni che sono leggermente retrò in alcuni tratti, in grandi pagine, lucide, pulite e dettagliate. Il testo descrive quasi tutto quello che vediamo raffigurato a parte un paio di scene in cui se il nostro bimbo è molto piccolo servirà puntare l'attenzione sul disegno. Il testo è bene uniformato con le immagini e molto semplice, tanto che Gabriele già a due anni lo apprezza. Non potevo aspettarmi di meno dalla stessa autrice di "Quando Hitler rubò il coniglio rosa", romanzo che ha fatto scintille nel periodo in cui ero alle elementari.


Mog pur essendo una gatta estremamente distratta viene amata dai suoi padroni e tutte le persone che hanno in casa un animale domestico (che diventa parte della famiglia) può capire benissimo di che cosa parla la famiglia Thomas, proprietaria di Mog. Noi abbiamo due gatti: Rufus e Kiki. La seconda dei nostri mici è proprio distratta come Mog e credo che la riuscita di questo libro nei confronti di Gabri sia il richiamo con lei, quantomeno come gatto.

Una storia semplice e carina, ottima per la buonanotte ma anche per un breve stacco durante la giornata!








Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Si sta avvicinando Halloween e che uno lo voglia o meno festeggiare non si può non essere contaminati dagli spiritelli, pipistrelli e fantasmi che vediamo nei negozi e nei film.

Gabriele ha solo due anni e festeggiarlo con lui è un po’ complicato, ma grazie all’aiuto di qualche casa editrice, quest’anno non mancheranno le letture adatte.
In questo post vi farò vedere dei libri adatti a tutte le età in tema hallowiano o comunque che trasmettano qualche brivido al nostro piccolo lettore. 

Pronti con carta e penna!


Per i più piccoli, parliamo dai 10 mesi in poi, vi consiglio i mini pops di Franco Panini Editore Ragazzi. Sono spettacolari, non si può dire altro di queste brevissime storie curate in ogni minimo dettaglio coi pop up. I pop up non sono parziali ma totali: il racconto prende vita con disegni e colori bellissimi. Ogni pagina rappresenta una scena della storia, il testo è scritto sulle parti in rilievo su questo 




vero e proprio teatrino di cartone. Per Halloween (ma non solo!) vi consiglio “Cappuccetto Rosso” e “I tre porcellini”, troverete a completare la serie “Riccioli d’oro” e “Cenerentola” di Meritxell Martì e Xavier Salomò (a un prezzo davvero abbordabile 9,50 euro). Bellissima l’idea di rappresentare le fiabe classiche in questo modo interattivo che ha conquistato fin da subito Gabriele, e anche me!






Salendo uno scalino, per i bambini di due anni, “Leo storia di fantasmi” di Marc Christian e Barnett Robinson (48 pagine, 15,00 euro) Terre di Mezzo Editore. Carinissima storia di un piccolo fantasma che incontra la sua prima amica. Mi è piaciuto moltissimo perché è un approccio alla festività di Halloween davvero soft. Inizialmente non sapevo come avvicinare al tema Gabri senza “traumatizzarlo” con scheletri e teschi. Con questa storia siamo entrati nel clima “horror” con una favola che in realtà non ha periodo. Leo è un piccolo fantasma e abita nella sua casa. Quando la dimora di una vita viene comprata da una famiglia lui è costretto ad andarsene. Ed ecco che si ritrova in una città che gli è familiare ma non è la stessa che ricordava, soprattutto nessuno lo può vedere e dargli aiuto. Quando inizia a perdere le speranze incontra una bambina che crede di essersi immaginata Leo. Il piccolo fantasma con il timore di spaventare la sua prima ed unica amica gli nasconde finché può di non essere un amico immaginario ma bensì un fantasma. Alla rivelazione della verità la sua amica gli vorrà ancora più bene. I colori sono freddi e i disegni ben fatti a me è piaciuto davvero tanto.





Arriviamo alla parte succosa di questo post. Geronimo Stilton per me  è un classico per quella fascia d’età che non è “né carne né pesce”, dagli 8 anni agli 11 – 12 anni. In questo periodo i libri definiti Young Adult sono troppo da “grandi”, mentre gli albi illustrati tendono a essere troppo riduttivi, in questo modo si rischia di non trovare più nulla di adatto e di far perdere una buona passione. Ed ecco che entra in scena questo topo avventuroso con tutti gli altri personaggi. Troverete in libreria “La notte delle zucche mannare”  (128 pagine, 9,80 euro) e “Una valigia piena difantasmi, e altre storie da brivido” Piemme Editore (352 pagine, 19,50 euro). Entrambi i libri sono come sempre super curati, con delle belle rappresentazioni e storie coinvolgenti e intriganti a cui nessun piccolo lettore saprà resistere. Questi due volumi li terrò in serbo per Gabri… Ma intanto una letta gliela do anche io… ;)










Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Oggi vi parlo di tre volumi che hanno come protagonista Giulio Coniglio di Nicoletta Costa Franco Panini Ragazzi. Tra scienza, cucina e inglese, con Giulio Coniglio non si ha paura di sbagliare. 


Il volume che probabilmente ha attirato di più la mia attenzione è quello sulla scienza, “Scopri la scienza con Giulio Coniglio”: un vero e proprio manuale con tantissime curiosità, sia su come è nata la terra che su fenomeni di tutti i giorni a cui non si sa dare una risposta. In particolare l’ultima parte del libro è dedicata ai perché più insoliti, divertenti e simpatici che attirano il lettore verso la scienza e stimola la sua curiosità.



Il manuale di cucina, “Le dolci ricette di Giulio Coniglio”, invoglia nella preparazione di tantissimi dolci ispirati alle fiabe oppure alle festività. Le pagine spesse e soprattutto plastificaste scongiurano qualsiasi disastro culinario e quindi utilizzabile anche con i bambini più piccoli, come Gabriele che a 2 anni è un bel pasticcione :) Per quanto riguarda la fattibilità delle ricette, il libro va da alcune davvero impegnative ad altre molto semplici, come impilare dei panini farciti. Questo ampio spettro permette di cucinare sia con bambini un po' più grandi senza lasciare indietro i più piccoli.


L’ultimo manuale è quello dedicato all’inglese, “Impara l’inglese con Giulio Coniglio” con tantissimi esercizi e giochi per i più piccoli. Quest’ultimo oltre che formativo l’ho trovato davvero divertente, con una serie di giochi sprona il piccolo lettore a imparare con la figura simpatica di Giulio. Tra figure da colorare, oggetti da contare e stagioni da imparare è uno dei libri più completi che ho visto fino ad ora.




Tutti e tre i libri sono rilegati ad anello, 
in manuali davvero pregiati e colorati composti di molte pagine e quindi di tantissime attività. I disegni sono divertenti, aiutano il bambino a concretizzare anche le parti più astratte del libro. Il testo e le immagini sono composti in modo originale ed equilibrato: in questo modo anche i bambini più piccoli non si sentiranno sopraffatti dalla parte testuale ma saranno attirati e spronati dai disegni grandi e ben fatti. Immancabili nella libreria di bambini dai 5 – 7 anni in poi!



Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

 Oggi ho il piacere di mostrarvi un libro di una casa editrice che apprezzo moltissimo. Sinnos Edizioni edita libri dal 1990 e soprattutto li edita con font ad alta leggibilità per portare il piacere della lettura anche a bambini dislessici.

In questo post parliamo del libro “Una scatola gialla” di Pieter Gaudesaboos. Il libro si presenta come lungo e stretto dove il colore principale è il giallo. La storia inizia con una gigantesca scatola gialla che deve essere portata a destinazione. Mano a mano che la scatola passa di mezzo trasporto in un altro, per una serie di sfortunati eventi si rompe e diventa sempre più piccola. Nel racconto ai ipotizza che cosa ci possa essere nella scatola più grande

 
<<“Ci sarà un elefante”, pensa il comandante , e con grande attenzione carica la scatola sulla sua nave.>>

Più diventa piccola più i comandanti delle navi, aerei, furgoni e macchine pensano che ci sia qualcosa di più piccolo.

<<“Ci sarà un leone”, pensa l’autista,  e con grande attenzione carica la scatola sul suo pullman>>


La scatola, quando giunge a destinazione, nasconde qualcosa di davvero piccolo ma molto potente che lascerà a bocca aperta i vostri bambini.
Gabriele oltre ad essere incuriosito dal contenuto della scatola, era attirato dai mezzi di trasporto rappresentati nonché dai vari piloti, autisti e macchinisti che creano un contesto, a mio parere, completo ed istruttivo. La cosa che forse mi convince meno sono i colori. I disegni hanno linee pulite e sottili che seguono la forma slanciata del volume, i colori un po’ particolari rendono meno attrattiva tutta l’esperienza di lettura.
Il passaggio da ciò che è “grande” a “più piccolo”, aiuta il bambino a porre gli animali in scala, un gioco fattibile già per i più piccoli, dai tre anni in poi. Si può dire che il libro ha in sottofondo un gioco che pretende un ruolo attivo da parte del lettore, rendendo la lettura più coinvolgente.

Al termine del libro ci sono proposte almeno tre attività: si ha disposzione una scatola gialla da ritagliare e costruire per spronare il bambino a metterci dentro i suoi tesori o a disegnare degli animali da inserire all’interno della sua personalissima scatola gialla. Inoltre all’interno della storia sono nascosti delle sagome di animali da trovare  e riconoscere, un’altra attività per rivedere e giocare con il libro. Un volumetto davvero sorprendente, con giochi, storie e tanti spunti per passare il tempo insieme ai nostri bimbi.



Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!


Oggi vi voglio parlare di una novità davvero interessante, che ha catturato la mia attenzione di lettrice e le mie speranze da mamma.
Sto parlando del bellissimo libro edito da Lapis Edizioni “I fantastici viaggi di Jules Verne” (16,00 euro, 128 pagine), una serie di racconti che riducono e semplificano (quanto basta) i romanzi più famosi di Verne: “5 settimane in mongolfiera”, “Il giro del mondo in 80 giorni”, “Attorno alla luna”, “Viaggio al centro della terra” e “20000 leghe sotto ai mari”. Sono entusiasta di questo libro perché Jules Verne è uno degli autori classici che preferisco, non annoia, non è troppo complicato e promette una lettura avvincente. Proprio per queste qualità credo che con Gabriele inizierò da lui con letture più complicate, di sicuro non potrà che appassionarsi.





Iniziamo dal formato: un grande libro, dai colori pastello e dai disegni eleganti. Le pagine sono grandi, profumano di avventura e l’effetto mat conferisce al libro quel non so che di “adulto”.  È uno di quei libri che ero impaziente di avere da piccola, da sfogliare e risfogliare solo per il gusto di girare quelle pagine setose, di quelli che non sono più nella sezione "bimbi piccoli" ma "piccoli lettori".





Passiamo al contenuto. I racconti variano da una lunghezza di venti pagine alle trenta. Il lessico non è quello di Verne, più semplificato ma non al punto di perdere quella bella sintassi e quelle belle parole che richiedono giusto un piccolo sforzo in più. Spesso ho pensato di non prendere a Gabriele i classici per bambini, meglio aspettare l’età giusta e poi aiutarlo a leggere gli originali proprio per questo problema: i classici sono belli e utili proprio per quella difficoltà in più nella lettura che permettono un arricchimento senza pari. 



In questo caso la mediazione è ottima, semplificato al punto giusto, i racconti sono ritmati con qualche parola un pochino meno usata nel linguaggio corrente permettendo un incremento e un minimo apprendimento da parte del bambino, senza essere massiccio e noioso.
Le immagini che corredano il libro aiutano il bambino nella transizione dal libro con molte immagini e poco testo a un libro con molto testo e meno immagini.
Consiglio la lettura di questi racconti a dei bambini non più piccoli di sei anni, sarà un ottimo modo per avvicinarlo a uno degli autori classici più avventurosi e bravi di sempre.



Ben ritrovati, piccoli lettrici e lettori!

Oggi vi parlo di uno strumento – gioco che Gabriele ha apprezzato moltissimo e con cui gioca davvero spesso. “Le mie immagini Montessori” (19,90 euro) vanno a completare la splendida collana L'Ippocampo Edizioni dedicata al pensiero e alle attività di Maria Montessori.  Queste immagini tra i vari strumenti che potete trovare, sono quelle che più si avvicinano all’età di Gabriele, due anni, per cui mi sento di consigliarle da questa età.


Vediamole più nel dettaglio: la scatola come quella dedicata ai numeri e alla lettera si apre facilmente e la prima cosa che salta all’occhio è il libro in cui viene spiegato cosa contiene il gioco e possibili utilizzi, dal più semplice al più complesso.
In tutto possiamo contare 150 carte divise in due tipologie: la prima più piccola reca solo l’immagine, il secondo tipo dalla forma leggermente più grande ha sotto anche il nome di cosa il bambino sta osservando.  All’interno della scatola troviamo dei tasselli con solo i nomi degli animali, delle piante e degli insetti da abbinare alle immagini pure.

Gli esercizi che possono scaturire da questa attività ludica sono molteplici, in primis possiamo iniziare con le carte che hanno rappresentata solo l’immagine, descriverla, vedere da cosa è più attratto il bambino – a Gabriele piace da morire l’immagine del piccione – e soffermacisi di più. Poi si può passare alle immagini che correlano al di sotto il nome: iniziamo a dare i nomi giusti alle cose, a chiamarle in modo preciso. Solo in un terzo momento il bambino riuscirà ad abbinare le immagini ai nomi. Come vedete il gioco si prolunga nel tempo proprio perché il bambino deve piano piano acquisire le competenze che gli permettano di svolgerlo appieno.

Passiamo al motivo del successo di queste immagini. Sono molto realistiche, rifinite nei dettagli, con colori pastello attraenti ma non artificiali su un cartoncino spesso e lucido semplice da prendere e guardare anche per i più piccoli senza il terrore che si rovinino. La disegnatrice è Emmanuelle Tchoukriel, non so se la conoscete, ma di sicuro avrete visto in giro gli inventari dei fiori, delle piante, degli animali ecc. sempre editi da L’Ippocampo con quei disegni strabilianti. Ecco, lei ha disegnato anche questi.  Credo che la verosimiglianza con gli animali reali sia fondamentale per la riuscita del gioco soprattutto nei bambini più piccoli come Gabriele. È capitato che il gioco, grazie a questa caratteristica, avvenisse al contrario: la mattina ha giocato con le carte e ha visto il “merlo”, subito dopo siamo andati a giocare al parco e lui non smetteva di indicare tutti i merli che ci passavano vicino.
 
Insomma, un gioco che da mamma scelgo non solo per il divertimento ma anche dal punto di vista formativo e che Gabri riesce già ad apprezzare. Splendide immagini che vi aiuteranno ad insegnare ai bambini a descrivere al meglio ciò che vedono, a dare il giusto nome alle cose, nella lettura e nella scrittura.  Assolutamente consigliate!





Buongiorno e ben ritrovati, 
piccoli lettrici e lettori!

Oggi riprendo la rubrica Librini dopo un lungo periodo di vacanza.
Ho deciso di raccontarvi un libro che a me è piaciuto molto e che consiglio a tutte le mamme di bimbi dai 15 – 18 mesi in poi. “A nanna” di Dorothée de Monfreid Babalibri ha uno stile davvero particolare, caratteristico per questa grande autrice.










La storia è molto semplice: ci sono diversi cagnolini (di cui troverete il nome sul retro del libro) che devono fare la nanna. Nella loro stanza hanno due letti a castello a diversi piani, un comodino, i peluche preferiti e un bel bicchiere d’acqua. Popoff, uno dei cani ,dorme profondo, russando, ma gli altri non riescono proprio a prendere sonno! Allora spenta la luce uno dopo l’altro, i cuccioli raggiungono il loro amico che sta leggendo una storia nell’ultimo letto in alto a destra. Piano piano che la storia si dipana i cagnolini si addormentano. Popoff la mattina si sveglia e non trova nessuno, perché tutti sono a dormire in alto nello stesso letto, dove lui non li può vedere.


Il libro ha un formato lungo, super cartonato che richiama la forma dei letti a castello, già solo per questo lo trovo geniale: i bambini saranno sicuramenre incuriositi da questo libro dalle dimensioni allungate. Lo scenario è sempre la cameretta dei cuccioli, in toni rosso, blu, nero e la luce gialla della torcia. In poche pagine, con dei bei fumetti, possiamo raccontare una storia ai nostri bambini prima della nanna. Lo considero un libro per i più piccoli non solo per il formato ma anche per la brevità della storia: non mantenendo troppo alta l’attenzione riusciremo a ottenere l’effetto del relax di una lettura pre – sonno, senza annoiarli. Mi sarebbe piaciuto scoprirlo qualche tempo fa, quando Gabriele non riusciva ancora a seguire una storia un po’ più lunga come adesso.


Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Oggi sul blog  vi presento l’ultimo capovoloro di Eric Carle “Il piccolissimo Ragno tesse e tace” Mondadori. Un piccolo libro dalle pagine cartonate il cui protagonista è un ragnetto molto paziente e determinato che costruisce la sua tela filo dopo filo fra i pali di un recinto, durante tutta la giornata.

Il sole, il cavallo, la mucca, la pecora, la capra, il gatto e altri animali lo invitano a giocare con loro, a passeggiare, a nuotare o acchiappare mosche ma il piccolo ragno imperterrito continua il suo lavoro in silenzio fino a che, arrivata la sera, il gufo ammira la grande ragnatela. Ma il ragno non lo può sentire perché stanco del lavoro si è addormentato.

Lo stile dei disegni è assolutamente riconoscibile, molto simile a “Piccolo bruco mai sazio” stilizzati e dai colori intensi non mancano di catturare l’attenzione del bambino.  Le illustrazioni occupano l’intera pagina lasciando spazio alla parola solo in alto, preferendo mostrare il lavoro ambizioso del piccolo ragnetto.
Proprio il protagonista e la sua tela sono in rilievo, rivelando un’esperienza tattile finora nascosta: a ogni pagina il bimbo può toccare i progressi del piccolo ragno, accarezzando ogni singolo filo.

Pur essendo un libro un po’ criptico per i bambini perché sembra che il ragno rimanendo in silenzio non faccia nulla e quindi che necessita di una spiegazione al termine da chi legge, da mamma lo trovo un esempio tra i più semplici ed esemplificativi per mostrare ai bambini quanto l’impegno e la tenacia premino. Il ragnetto non si lascia distrarre mentre tesse la sua tela tanto che appena terminata riesce anche ad acchiappare una mosca, premio per la sua costanza. Avendo le pagine cartonate spesse ed essendo in parte tattile, Gabri (che ha ormai 2 anni) lo ha trovato perfetto per lui, subito gli è piaciuto.

Consiglio questo libro a partire dai 2 anni, un bel racconto con una morale forte e con lo stile straordinario di Eric Carle.



Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Oggi vi parlerò di due albi tutti da giocare e 
molto estivi, che non mancano però di una parte istruttiva. "Gioca e sopra con il WWF gli animali del mondo" e "Colora con il WWF gli animali del mondo" di Franco Panini Editore e illustrati da Chiara Bordoni, fanno parte di quei libri che proprio non posso lasciare a casa!

In "Gioca e scopri con il WWF gli animali del mondo" troveremo sezioni dedicate a diverse parti del mondo con gli animali che le abitano: Africa, Mediterraneo, Artico e Amazzonia. In ogni sezione il bambino scopre gli animali e il loro habitat, imparando a riconoscerli per nome grazie a giochi associativi, da colorare e agli stickers. Le diverse attività sono spiegate in modo chiaro e magari con anche l'aiuto di un adulto può diventare davvero un gioco ludico - istruttivo divertente da fare insieme. Il bambino viene stimolato con grandi disegni colorati, su pagine mat, spesse e grandi. Le illustrazioni sono davvero belle e anche se stilizzate sono assolutamente riconoscibili da parte dei bambini rendono questi albi preziosi.

Anche "Colora con il WWF gli animali del mondo" è diviso in sezioni. In questo caso sono messi in evidenza gli animali e i loro nomi. Nella pagina di sinistra sono rappresentati gli animali con i loro colori, in quella di destra si dà modo al bambino di colorare il disegno con i colori degli animali visti nella pagina precedente o con quelli della sua fantasia. 


Da mamma sono rimasta piacevolmente stupita dalla cura con cui sono fatti entrambi gli albi, Gabriele è subito stato attirato dagli stickers che abbiamo messo dove indicato dal gioco. Un modo divertente per un primo approccio per conoscere gli animali ma anche per rispettare le regole di un esercizio. Considerando che ha solo 21 mesi si può dire che questi semplici e divertenti giochi siano assolutamente riusciti.

Età consigliata: dai 2 ai 9 anni




Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Finalmente sono entrata in possesso di un altro volume della serie tanto apprezzata da Gabriele di Agnese Baruzzi firmata da Lapis Edizioni "Trasformamotori" (20 pagine, 11,50 euro)
Nelle recensione precedenti troverete anche "Trasformanatura" libro che era piaciuto moltissimo al mio bimbo tanto che lo portiamo sempre con noi.



Il successo in questo libro - gioco sta proprio nella trama ludica: la trasformazione dei mezzi di trasporto in animali. Il bambino è completamente autonomo nella scoperta - Gabriele ha associato subito le sue macchinine, il suo aereo e la sua barchetta con i disegni che ha visto sul libro, creando un gioco tutto suo - ma può diventare un gioco collettivo instaurando una serie di scambi:


"Scopro un trattore a marce ridotte....
e lo trasformo i un gufo che vola di notte!


Le trasformazioni in rima, attraggono l'attenzione del bambino, diventando quasi una piccola canzoncina e rendendolo facile da ricordare e divertente da leggere. In "Trasformamotori" è ancora più semplice per il bambino capire il mutamento perché è esplicitato ed evidenziato il "lo trasformo" o il "ma poi diventa" che prima occupava solo un angolo della pagina. Mi piace molto il senso della trasformazione degli oggetti, uno stimolo alla fantasia ma anche l'inizio di un nuovo gioco trasformando i propri giochi - magari quelli che usiamo meno - in altri giochi. 
La forma allungata e le pagine spesse del libro lo rendono affrontabile anche da parte di bambini piccoli, sui 18 mesi, che non capiranno il senso ma di sicuro inizieranno a scoprire il piacere dello sfogliare e di notare cosa si nasconde dietro la linguetta. I disegni come al solito molto stilizzati sono super colorati e le trasformazioni divertenti perché mai ci si aspetterebbe dietro a una vespa si nasconda un babbuino :)


Da mamma la trovo una serie deliziosa, semplice, colorata un po' diversa dai soliti libri 0 - 3 anni, permettendo non solo un gioco individuale ma anche rivolto verso gli altri. Un buon modo per imparare i nomi dei mezzi di trasporto ma anche degli animali celati dalla pagina con un gioco divertente, insomma super consigliato!





Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

In queste calde giornate ci vuole un libro che ci porti con la fantasia altrove, magari in un posto molto fresco, come il polo sud. Ci accompagna in questo viaggio "Mario, pinguino temerario" di Andy Rash (40 pagine, 13,50 euro) Il Castoro Edizioni, un pinguino famoso per il suo coraggio ma che preferisce volare piuttosto che nuotare. Chissà quali terrificanti creature marine si nascondono negli abissi e per raggiungere l'iceberg 9 per mangiare pesce fritto deve proprio attraversare un pezzettino di oceano. Ed ecco che Mario si ingegna per trovare una macchina che lo lanci o lo faccia volare fino all'iceberg, con davvero scarso successo.

Nessuno degli altri pinguini pensa che Mario abbia paura di nuotare: che assurdità un pinguino che non nuota e poi Mario che proprio temerario non è mai stato. Così lo aiutano in tutti i modi per riuscire a farlo volare finché per uno sfortunato incidente, Mario cade in acqua e incontra tutte le creature che riteneva pericolose e spaventose che lo aiutano di buon grado a imparare a nuotare e si rivelano più amichevoli di quanto non si aspettasse.
Anche Mario pinguino temerario riesce a raggiungere l'iceberg 9 e a gustarsi il suo meritato pesce fritto... ma subito dopo vuole fare un'altra nuotata! 

Il libro dalle pagine grandi e patinate, colme di dettagli e colori è strutturato in modo da dare l'idea di una sorta di fumetto, uno dei primi per Gabriele. Il risultato è quello di rendere più chiara la storia, seguirla meglio nei pensieri del protagonista e dei suoi amici pinguini, senza possibilità di perdersi, si è completamente avvolti nella storia. La cover accattivante è davvero adatta per l'estate mi ha subito attirata; anche Gabri ha apprezzato questo libro pur essendo un po' piccolo, i disegni grandi e stilizzati lo hanno attirato, catturando la sua attenzione. Insomma è piaciuto molto ad entrambi diventando un bel passatempo in un pomeriggio di città.

Da mamma ho pensato che la storia fosse molto significativa: Mario ha affrontato le sue paure, imparando a nuotare proprio grazie a quei mostri marini che più temeva. Mi piace questo messaggio, provare diverse attività anche se ci fanno un po' paura, chissà potremmo scoprire che non sono così spaventose. Proprio nel periodo estivo potrebbe essere un bell'esempio per i nostri bambini per provare a nuotare senza paura :)
Super consigliato, dai 2 anni in su!





Buongiorno piccoli lettrici e lettori,

Oggi vi parlerò di un classico moderno che proprio non poteva mancare nella libreria di Gabriele  “A letto, piccolo mostro!” di Mario Ramos (32 pagine, 10 euro) Babalibri.

Anche il mio bimbo non è immune dai capricci tipici ante nanna: smettere di giocare, andarsi a lavare i dentini e le manine, mettersi il pigiamino e iniziare a prendere sonno può rivelarsi una vera impresa.
Questo libro spiega al bambino tutti i rituali che portano all’imminente momento della nanna, con un “piccolo mostro” che  fa arrabbiare il suo papà: proprio di andare a dormire non se ne parla!
Il bacio alla mamma non lo voglio dare, lo spazzolino lo uso per pulire il lavandino, devo fare tantissima pipì,  voglio la mia solita storia per la buona notte e poi… Ecco ho anche sete!

Ma quando si va a fare la nanna?

Finalmente il piccolo mostro va a letto, con la buona notte del papà che… oh è un papà mostro!

Una favola che da mamma scelgo e riscelgo per la buona notte di Gabriele, da far scappare un sorrisso ma anche per spiegargli e rendere espliciti i comportamenti tipici di tutti i bambini.
Le illustrazioni stilizzate i colori pastello in una pagina quadrata a portata di “mano di bimbo” sono ottime perché Gabri lo sfogli e guardi le immagini e io legga la storia nella pagina accanto.

 
Gabriele lo ha subito requisito e sfogliato, indicandomi il “piccolo mostro” che ha subito identificato come bimbo e riconosciuto il suo “baba”, facendomi capire la sua curiosità verso questa piccola e breve storia molto efficace e divertente. Un momento da passare insieme tra una coccola, una risata e bei pensieri prima della tanto agognata nanna.





Buongiorno piccoli e grandi lettori!

Oggi mi concentrerò sui libri da portare in vacanza con noi per i più piccoli. Essendo appena tornata da una settimana di mare e in partenza per un mesetto di lago, la questione si è fatta spinosa anche per me. Quali libri prendere per Gabriele? Quali sono i suoi preferiti quelli che poi realmente guarderà e con cui giocherà?

La settimana scorsa mi ero limitata ai suoi "non posso vivere senza" ossia "Trasformanatura" di Agnese Baruffi Lapis Edizioni e "Le mie prime 100 parole" di Toni Wolf Dami Editore insieme a qualche albo pieno di stickers. Tutti sono tornati utilissimi, soprattutto all'ora del pasto, al ristorante, in cui non aveva la possibilità di alzarsi e giocare come fa a casa mentre noi grandi finivamo di mangiare. Di formato piccolo, comodi da tenere in un piccolo zaino sotto al passeggino sono immancabili per una vacanza serena.

Lui sfogliava i suoi libri, mi chiedeva di fare i versi degli animali, di scoprire insieme le trasformazioni e staccargli figure che mi indicava. Insomma, salvati dai libri!

Questa volta però mi tocca portargli qualcosina in più, un mese è lungo e si sa i bambini si stufano in fretta di qualunque cosa. Io ho scelto questi cinque libri da mettere nella sua valigia oltre ai già due nominati prima senza cui proprio non si può stare:

- "Le vacanze degli animali" di Marianne Dubuc Orecchio Acerbo Editore
L'ho scelto per tutti i dettagli che si possono scoprire ad ogni lettura. Un libro di cui non ci si stanca mai, dalle grandi figure in cui perdersi e dalla storia assolutamente azzeccata nel periodo delle vacanze.



- "Pesciolino, cantastorie birichino" di Julia Donaldson e Axel Scheffler Emme Editore
A parte le illustrazioni fantastiche di Scheffler, la storia di Pesciolino fa scappare un sorriso non solo ai nostri bimbi ma anche noi grandi. La storia è quasi in rima e le avventure di pesciolino sono molto avvincenti.

- "Quello speciale" di Chiara Lorenzoni e Francesca Dafne Vignaga Lapis Edizioni
Ho recensito da pochissimo questo dolce e melodioso libro, un balsamo per una notte piena di sogni soffici e belli. Impossibile pensare di lasciarlo a casa!






- "A letto, piccolo mostro" di Mario Ramos Babalibri
Ultimo arrivato (colgo l'occasione per ringraziare la casa editrice), molti lo considerano una sorta di classico prima della nanna. Lo proverò in questi giorni e vi saprò dire se davvero funziona!






- "Il coccodrillo che non amava l'acqua" di Gemma Merino Valentina Edizioni
Questo albo c'entra poco con le vacanze ma rimane uno tra i miei preferiti sia per la morale che trasmette e la storia ma anche per bellissime illustrazioni e che quindi non poteva mancare tra le letture di Gabriele.







Oltre a questi libri vi propongo la collana Montessori de L'Ippocampo Edizioni. Moltissime attività sono proposte nei manuali, qualche spunto per dei giochi da fare in un pomeriggio di brutto tempo o all'aria aperta con i vostri bambini.



Voi avete dei libri di cui proprio non potete fare a meno? N
Nemmeno in vacanza? :)





Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Oggi vi parlerò di un libro fantastico, dolcissimo e molto delicato, dai colori pastello e rilassanti, che ho subito pensato perfetto per il momento antecedente la nanna di Gabriele. Inutile dire che è diventato uno dei miei preferiti e che porterò sempre con me in ogni mio, frequente, spostamento. 

Il racconto si intitola “Quello speciale” di Chiara Lorenzoni e Francesca Dafne Vignaga Lapis Edizioni (32 pagine, 14,50 euro).Il titolo è piuttosto enigmatico ma  proprio per questo la storia raccontata si fa più affascinante e curiosa. Cosa sarà questa cosa speciale?

“Il primo nessuno lo ricorda, ma è per tutti uguale.
Delicato, salato, un po’ timoroso.
È piccolo come un seme, ma grande come il mondo.
Gigante come un’avventura tutta da iniziare.”


Già dalle prime pagine si inizia a capire che stiamo parlando di baci, quelli della mamma, il primo, quello che non si dimentica più.

“Ci sono quelli magici, invisibili ma pontentissimi.
Sono preziosi e non vanno sprecati.
Tutte le mamme lo sanno.

C’ chi li appoggia su un ginocchio sbucciato,
chi su una fronte calda, chi sopra una lacrima
che rotola giù dalla guancia.”

L’albo continua con diverse situazioni e tipi di baci: quelli che puzzano un po’ del nostro cagnolino, quelli della buona notte, quelli della zia che sanno di violetta oppure quelli tristi quando una giornata è proprio no…



“Sara ne ha uno tutto rosa. Profumato
di rosa. Al sapore di rosa.
Quanto vorrebbe regalarlo a Bruno.

Perché Bruno è il suo fidanzato, solo che
Lui non lo sa.”


Ogni parte della storia ha dei disegni che la illustrano: grandi e ed eleganti hanno un effetto rassicurante che fa pensare alle cose belle, al profumo di buono, alla sicurezza di un abbraccio della mamma e del papà.

“A volte basta un bacio piccolo come una scintilla
e d’improvviso si illumina il mondo.”


Come mamma consiglio questo libro a tutti i bambini dai 18 mesi in poi. La storia probabilmente non la capiranno ancora ma di sicuro saranno attratti dai colori e dalle pagine grandi e dall’effetto mat. Un libro davvero da non perdere per una carica di buon umore e relax da passare con i propri bambini.



Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Oggi vi parlerò di un libro che considero davvero una chicca e che mi ha fatto desiderare di avere quei 12 - 15 anni in meno per vivere appieno questa vera e propria avventura.

Il manuale delle 50 avventure da vivere prima dei 13 anni” di Pierdomenico Baccalario, Tommaso Percivale e Antongionata Ferrari Editrice Il Castoro (240 pagine, 15,50 euro), si presenta come un libro che nasconde in realtà un diario dell’avventuriero, con 50 missioni da affrontare che spaziano in ogni campo e in ogni luogo, adatte a tutti i gusti.
 Come un diario segreto e personale si inizia con la personalizzazione del libro, seguito da vere leggi del manuale, un elenco con l’attrezzatura necessaria e addirittura un contratto dell’avventuriero.  Le missioni sono di diversa natura: da andare a caccia di fossili, scrivere un messaggio segreto o esplorare un vecchio rudere misterioso. Il libro sprona i ragazzi a vivere e a sperimentare attività diverse, suggerendo ad ogni missione un libro da leggere inerente all’attività  e stimolando l’avventuriero a riflettere sull’esperienza appena vissuta.


La prima impressione è quella di un libro da considerare come un amico, uno di quei

tomi che i ragazzi costudiscono gelosamente che leggono e rileggono con una torcia in mano sotto le lenzuola nelle sere d’estate, un pezzo di “vita” da tenere come ricordo prezioso della propria infanzia. Il manuale non si compie in poco tempo: le missioni essendo molto varie richiedono tempo e preparazione per essere vissute, oltre che alle stagioni giuste. Al termine delle 50 missioni il ragazzo potrà aprire una busta contente l’attestato di perfetto avventuriero!



Come mamma ho subito pensato a uno di quei libri che regalerei a mio figlio per accostarlo alla lettura e per stimolarlo in diverse attività (che spesso sono all’aria aperta) alla fine dell’anno scolastico, in estate, quando dopo il primo periodo di esaltazione e di ozio la noia viene a bussare alla porta.
Il manuale è molto ben fatto, non tanto grande quindi trasportabile in ogni missione, personalizzato da nome e cognome dell’avventuriero per dare importanza a ogni missione compiuta e anche al compimento dell’intero manuale. Le diverse attività lasciano delle competenze, delle nuove conoscenze agli avventurieri che spesso vengono chiamati a mettere in scena recite  o pensare a diverse modalità per portare a termine uno dei compiti.



Sembrerà esagerato ma forse è più efficace questo libro rispetto ai classici “libri delle vacanze”: un mix esplosivo di divertimento (sempre al primo posto), ma anche di intuizione, ingegno e sapienza. In ogni missione nulla viene lasciato al caso e l’avventuriero è continuamente stuzzicato con sfide che sono giusto al limite delle sue competenze e quindi spronato a varcare i propri limiti e ciò che conosce.





Stimolante, divertente e intelligente “il manuale delle 50 avventure da vivere prima dei 13 anni” è il libro che consiglierei a un pubblico dai 9 anni in su e che proprio ogni autentico avventuriero dovrebbe avere per vivere delle avventure indimenticabili.

SUPER CONSIGLIATO!
ETÀ: dai 9 anni












Buongiorno, piccoli lettrici  e lettori!

Oggi vi propongo una storia molto carina per abituare i bambini alla diversità, per cercare

di spiegargli le sfumature del mondo a partire da chi ci circonda.

“Arrivano i mostri” di Hadis Lazar Gholami e Negin Ehtesabian Valentina Edizioni (12,90 euro, 36 pagine) racconta la storia di questo paese in bianco e nero, in cui tutto o era giusto o era sbagliato, le persone erano amiche o nemiche.  Una mattina arrivano al villaggio dei mostri tutti colorati, molto grandi, al loro passaggio l’eco delle calzature risuonava in ogni casa, diversa per ogni mostro
“bam bam bam”, “ciaf, ciaf, ciaf”, “bem, bem, bem”.

Dopo i primi mostri arrivati, in paese successe una cosa stranissima, una bambina si iniziò a colorare e se prima gli abitanti del villaggio ignoravano l’arrivo dei mostri, piano piano iniziarono a interessarsi quasi ad aspettarli per salutarli e dargli il benvenuto.

Ed ecco che dalla storia prende forma una bella morale, un insegnamento semplice quanto complesso da comunicare ai nostri bambini, soprattutto se piccoli. Ancora una volta il colore ci viene in aiuto e l’idea geniale di questi due autori è stata inserire la dicotomia tra i mostri colorati, di diverse dimensioni, con gli abitanti del villaggio bianchi e neri, che non riuscivano a cogliere le sfumature di nulla: loro erano tutti uguali.


I disegni mi sono piaciuti anche se ho trovato molto strano il decoupage dei mostri non solo con disegni colorati ma anche con l’inserimento di occhi o capelli presi da fotografie reali. L’effetto è molto particolare e non mi ha ancora convinta. I disegni in bianco e nero sono molto particolareggiati e quindi fanno risaltare ancora di più questi mostri abbozzatti super colorati.


Gabriele non ne è stato attratto molto, probabilmente perché ancora molto piccolo, anche se attraverso un laboratorio ho cercato di comunicargli come i colori si mischino e creino diverse sfumature. La favola si racconta in pochi minuti è carina, leggera, divertente nei nomi dei vari mostri che si presentano e le descrizioni di come si rapportano con il paese in bianco e nero.

Lo consiglio per dei bambini più grandi, magari verso i 4 anni fino alle elementari. In questo libro troverete dei bellissimi spunti per spiegare  in maniera esaustiva ma non pedante ciò che ci unisce, e ci accumuna dimenticando le differenze.


Buongiorno, piccoli lettrici e lettori!

Oggi vi voglio parlare di un libro fantastico “Le vacanze degli animali” (13,90 euro, pagine 32) di Marianne Dubuc tradotto da Paolo Cesari.


Un libro dalle grande pagine piene di colori e di dettagli che racconta la storia della famiglia dei Topini.  Topo postino va in vacanza con tutta la famiglia chiudendo l’ufficio e la casa, ma comunque portando con sé qualche pacchetto da consegnare nel corso del viaggio.



I topini si spostano dalla campagna alla giungla, dalla montagna al mare passando per il deserto, l’artico e una grande città e fermandosi ogni volta da qualcuno che stava aspettando una lettera o un pacchetto.  In queste pagine possiamo osservare l’interno delle abitazioni dei vari animali: la lucertola abita in un cactus, il granchio in un castello di sabbia, il bradipo sopra a un albero. Ognuno di loro ha una casetta con le scale, una mensola di libri, la cucina e il bagno. Chi legge spia gli arredamenti, il disordine e persino le tazzine con cui prendono il the.


 
Intorno a loro ogni ambiente è ricchissimo di dettagli, come un gelato sciolto, occhiali da sole, un aquilone che si è perso tra le fronde degli alberi, una macchinina o un soldino. Ad ogni pagina una scoperta. La storia racconta bene, attraverso qualche riga quasi mimetizzata nel contesto per non disturbare,  come procede il viaggio della famiglia dei Topini indicando le varie attività che Tommaso, Teo, Tina o Mamma Topo svolgono.



Oltre alla storia da leggere il bambino ha veramente mille cose da notare, ogni rilettura farà scoprire un nuovo animaletto nascosto in un cespuglio o un granchietto nella sabbia, un fiore e una paletta ancora nascosti ai suoi occhi.

Personalmente ho sempre adorato i libri con le grandi figure dai colori pastello, dalle linee pulite e più di tutto l’interno delle case mostrate così in evidenza: sbirciare, notare ogni dettaglio di ogni casetta di tutti gli animali arricchisce in modo ineguagliabile il libro: ed ecco che sul tavolo della lucertola c'è il suo pasto e sul tavolino del granchio un corallo per bellezza.

La presentazione dei personaggi all’inizio del libro è stata utile per Gabriele per ritrovare i topini in mezzo a tutti gli animali del libro. Indicava ogni animaletto e ciò che riusciva a riconoscere, stupito dai colori e dai tanti elementi contenuti in ogni pagina.

Consiglio questo libro non solo per spiegare efficacemente ai nostri bambini dove li porteremo in vacanza, che ambiente e quale fauna troveranno, ma anche come lettura o gioco da svolgere mentre si fanno le valige o in un pomeriggio piovoso. La noia sarà assolutamente bandita!

Assolutamente comsigliato!

Età: dai 30 mesi




Buongiorno, piccoli e grandi lettori!


Oggi vi presenterò un altro silent book magnifico “Giallo, Rosso, Blu e se mi arrabbio Grigio” di Alessandro Sanna (8 euro, 20 pagine) Kite Edizioni.

Questo piccolo volume mostra ai nostri bambini i colori primari legandoli a degli animali: giallo – gufo, rosso – coniglio, blu – gatto e grigio – lupo.  
Inizialmente l’autore ci presenta il colore nella sua totalità e accanto nella mscherina di ogni animale. Dopo ciò tocca gli animali  stlizzatimvestiti di altri colori, preceduti da pennellate di colore pieno.  Solo alla fine ci presenta il lupo grigio, ossia la totalità dei tre colori primari.



Un libro stimolante adatto fin dai primi mesi di vita del bimbo. Io con Gabriele l’ho usato come libro – gioco. Dopo averlo sfogliato insieme gli ho proposto un laboratorio: usare i colori per pitturare con le dita e
lasciarlo dipingere e mischiare e scoprire che da alcuni colori ne possono derivare altri (vi consiglio anche di mettere un po' di musica, io ho usato della musica classica molto allegra di Strauss). Armatevi di santa pazienza, coloreranno ogni cosa ma alla fine saranno contenti: un’attività che fa bene al cuore, che lascia liberi i bambini di giocare a modo loro senza restrizioni e usando ogni parte del corpo per colorare.
 Inoltre dai due anni in poi è possibile legare i colori alle emozioni e come dice il titolo “se mi arrabbio grigio”, cercare di riportare su carta il loro stato d’animo, concretizzarlo per ricordalo o per chiuderlo in una scatola e liberarsene.

Il librino si presenta in modo semplice ma d’impatto: una raccolta di qualche pagina
colma di colore. La dimostrazione che la semplicità è spesso più efficace rispetto a cose più articolate. In questo modo il bambino è libero di scegliere su cosa concentrarsi, scegliere quale colore preferisce in completa autonomia e senza distrazioni.

Insomma il libro di Sanna crea un bellissimo spunto per tantissime attività diverse a partire dall’apprendimento dei colori primari, sempre all'interno di un’attività ludica e divertente, in cui il bambino scopre non solo i colori ma anche il suo corpo e le sue emozioni!

Assolutamente consigliato!

Età: dai 6 mesi ai 10 anni.
Musica: New Year concert in Vienna - Strauss festival orchester Wien & Peter Guth


Buongiorno, piccoli e grandi lettori!

Oggi vi parlerò di una tipologia di libro che non avevo mai affrontato. “Giochi di Luce” di Lizi Boyd  (36 pagine, 13,90 euro) Terre di Mezzo Editore, è un silent book molto bello e ricco di particolari, appena l'ho visto ho pensato che mi sarebbe piaciuto molto e Gabriele di sicuro sarebbe già riuscito ad apprezzarlo e infatti così è stato!


La storia si può facilmente interpretare dai disegni stupendi che caratterizzano il libro: una tenda, in una  emozionante notte nel bosco. Il bimbo decide di andare ad esplorare nei dintorni della tenda con la sua torcia. Ed ecco che il fascio di luce fa prendere vita alla scena, pipistrelli, 
topini, gufi, puzzole, castori, pesci e volpi si muovono e vengono scoperti dal bimbo.



Ma ecco che accade una cosa singolare: inciampando la torcia cade dalle mani del bambino passando alle zampe degli animaletti notturni appena conosciuti dal bambino. Anche gufi, puzzole e castori a loro volta guardano e scoprono il bambino, che per loro è  sconosciuto tanto quanto per il bambino loro.

Si ha una reciproca scoperta, animali e bambino hanno la possibilità di osservarsi.  Il fascio di luce della torcia illumina, 


colora dove la notte rende tutto nero, puntando l’attenzione su piccoli particolari che in ogni singola pagina sono veramente tantissimi. Infatti in ogni angolo il lettore può scovare animali e piante, fiori e foglie, sassi e montagnole. Anche se le immagini sono solo contorni su sfondo scuro, i disegni saltano all’occhio e dopo una pima lettura, le successive non mancano di stupire: tutte le volte si può notare un nuovo particolare, un nuovo animaletto nascosto dietro a un albero.


Il libro è molto ben fatto e paradossalmente è più ricco di libri con una storia raccontata: il bambino in questo modo è libero di posare lo sguardo dove più è attratto, cambiando ogni volta punto di vista o angolo da visitare senza che ci sia una trama rigorosa e precisa da seguire, un libro dove la noia è bandita, non sarà mai scontato. Le pagine spesse, non cartonate, larghe e scure hanno subito intrigato Gabriele; infatti il pregio dei silent book è che si adattano anche ai lettori più piccoli che non sono obbligati ad arrivare alla conclusione di una sroria ma liberi di gestire il racconto. Lui cerca e osserva, indica e tocca, stanando piccoli animali e chiedendomi spiegazioni.
Come mamma lo consiglio non solo per i disegni meravigliosi ma anche per l sua unicità, un libro curioso, dalle mille letture e dai mille personaggi, da rivedere e rileggere sempre in maniera diversa.

Età consigliata: dai 18 mesi ai 99 anni

Buongiorno,  piccoli e grandi lettori!

Torna l’appuntamento con il progetto Montessori, gli strumenti e le attività proposte da L'Ippocampo! Come al solito si tratta di attività ludiche ma anche molto utili per preparare il bambino alla matematica.

 Oggi vedremo, “I miei numeri Montessori” di Ève Hermann (19,90 euro),  numeri smerigliati e i puzzle per associare i numeri e le quantità. La Montessori riprendendo il concetto di Blaise Pascal riteneva che la mente del bambino fosse matematica per natura. Per questo ha trovato un modo perché il bambino concretamente, e non solo in modo astratto, potesse toccare e sperimentare le quantità. Il primo passo è quindi quello di assimilare le quantità parallelamente scoprirà la forma dei numeri e come si scrivono. Solo quando il bambino avrà assimilato il concetto di quantità e i simboli numerici riuscirà ad associare le due cose.


Nella scatola oltre a trovare i numeri puzzle da associare alle quantità, troverete anche i numeri smerigliati da 0 a 9. Prima di tutto, come per le lettere Montessori, bisogna iniziare da attività preliminari che troverete nel libretto: indicare al bambino le quantità di cose che si vedono passeggiando (es. “Guarda tre fiorellini”), giocare con qualcosa di quantificabile e cucinare: è facile con questa attività venire a contatto con delle quantità, come per esempio “5 cucchiai di zucchero”. Ancora ci possiamo aiutare con le aste  numeriche per poi passare ai numeri smerigliati e infine associare questi due strumenti.


A partire dai 3 anni queste attività oltre ad essere un gioco molto divertente porranno delle basi solide nell’età prescolare facilitando l’apprendimento degli step più complicati.
Gabriele è ancora piccolo ma gli piace molto associare i numeri alle farfalle: i cartonati sono molto grandi e semplici da gestire, come anche le cifre smerigliate.
Come mamma i sento di consigliare entrambi i box, ben curati, efficaci e divertenti sono davvero utili. Inoltre propongono tanti giochi nuovi da fare insieme ai nostri bambini, per stimolarli al meglio anche in casa.






Buongiorno, lettrici e lettori!

Oggi vi parlo di una favola bellissima , che mi ha colpita molto per la morale nascosto all’interno.

“Il coccodrillo che non amava l’acqua” di Gemma Merino Valentina Edizioni  (32 pagine, 11,90 euro) , racconta di un coccodrillo che proprio non amava l’acqua: non riusciva, come i suoi fratelli, a nuotare  o tuffarsi e nemmeno con l’aiuto del salvagente riusciva  divertirsi e stare con loro. Preferiva arrampicarsi sugli alberi, guardando i suoi fratelli divertirsi nel loro ambiente naturale.
Ad un certo punto gli venne da starnutire, si si proprio da fare uno starnuto gigantesco! Una grossissima fiammata gli uscì dal naso, rendendo evidente la sua natura: era un drago! Ecco perché non riusciva a nuotare, i draghi sanno volare!

"Avrebbe tanto desiderato poter giocare con i suoi fratelli ma loro erano troppo impegnati con il corso di nuoto e lui di nuotare non ne voleva sapere."

"Senza nessuno con cui giocare si sentiva davvero molto solo."


Una bella storia che aiuta a capire che non tutti sono bravi nella stessa attività e per questo ritenuti diversi o di minor valore. Il coccodrillo in realtà era un drago e quindi bravissimo nel volo ma non nel nuoto. Si apre uno scenario in cui il bambino può benissimo immedesimarsi iniziando a coltivare il concetto di “talento” e di cose che piacciono o meno fare senza sentirsi giudicato. Per il genitore in questo modo è molto semplice comunicare un pensiero complicato al bambino, semplificato in una storia simpatica e dolce: l’unicità di ognuno di noi è un pregio e non un difetto.




"Il piccolo coccodrillo non amava l'acqua perché NON era un coccodrillo!
Era un DRAGO! Il piccolo drago non era nato per nuotare. Era nato per sputare fuoco..."




Ho trovato splendide le immagini, disegni stilizzati e puliti dai colori vivaci ben omogenizzati con il testo che si presta benissimo al racconto da parte del genitore. Gabriele l’ha scelta come storia da leggere nel pomeriggio, durante la merenda, gli piace tantissimo la scena dove il piccolo drago sputa la sua prima fiammata!
In ogni pagina il piccolo drago da un passo in confronto ai suoi fratelli che lo aiuterà a scoprire la sua vera natura, fino a giocare finalmente con loro portandoli a fare un bel volo. Lo consiglio per i bambini dai 3 ai 10 anni, questo libro racchiude una morale che si adatta a una fascia d'età piuttosto ampia.

Premio Macmillan per le illustrazioni 2011, non c’è che dire, assolutamente meritato come anche la storia, che racchiude un bellissimo significato. 




Buon inizio settimana, lettrici e lettori!

Oggi vi parlerò di un libro che non è per i piccolissimi, infatti l'ho letto io, ma che mi ha subito colpita moltissimo! Questa casa editrice si chiama rueBallu edizioni e crea dei volumi molto eleganti e ben rifiniti. 

Oggi, appunto, vi parlo di "Rhapsody in blue, parole dalla musica di George Gershwin" di Serena Piazza con le illustrazioni di Nadia Campanotta. Ho scelto questo piccolo libro, che rientra nella sezione Jeunesse ottopiù, perché adoro il jazz, spazio da Miller ad Armstrong passando per Sinatra, ma credo che Gershwin sia assolutamente sottovalutato! Purtroppo non sono un'esperta di musica ma mi piace ascoltarla e questa passione a quanto pare è passata anche a Gabriele che balla e canta fin da piccolo :)

Il libro racconta in poche pagine da che parte del mondo e quando è nato Gershwin, dal punto di vista del compositore stesso, e di come gli è venuto in mente di scrivere Rhapsody in blue, un'opera che vuole rappresentare i suoni e rumori della sua amata New York.

Con parole semplici e frasi scorrevoli, Serena Piazza, riesce a comunicare la velocità di pensiero e l'ispirazione di questo grande musicista. Le illustrazioni Campanotta rappresentano in modo molto fine ed elegante ciò che si sta raccontando, tanto da farmi pensare a un libro prezioso e da tenere con cura, piuttosto che a un romanzo per bambini di 8 anni che spesso vengono rovinati dall'animosità di quell'età. Le pagine sono quasi cartonate, dai toni maturi ma vividi: rosa, rosso, blu scuro, bordeaux, tortora. Il libro è suddiviso in capitoli che si differenzia dall'altra tramite un oggetto rappresentato poco al di sopra del numero di pagina, una vera chicca.

Vi consiglio di curiosare sul sito di questa bellissima casa editrice, si nascondono veri e propri tesori. :)



Titolo: Rhapsody in blue, Parole dalla musica di George Gershwin
Autore: Serena Piazza, illustrazioni di Nadia Campanotta
Prezzo: 18,00 euro

Estratto:

Il pianoforte non era per me. Come dite? Ah, sì, scusate. George Gershwin. Piacere. A dirla tutta, il mio vero nome sarebbe Jacob, Jacob Gershowitz, ebreo russo nato nel Lower East Side di Brooklyn, il 26 settembre 1898. 
Ma dell’East Side vi racconto dopo, non fatemi perdere il filo. 
Vi dicevo: il pianoforte non era per me. 
Intanto, era di seconda mano e mamma Rose (che in realtà si chiamava Roza) e papà Morris (che in realtà si chiamava Moishe) lo avevano comprato, non ricordo più da chi, per mio fratello maggiore, Ira (che, poi, sarebbe Israel). 
A parte me e Ira, la famiglia comprendeva anche nostro fratello Arthur, più piccolo di me di due anni, e nostra sorella Frances, più piccola di me di otto anni. 
Ma torniamo al pianoforte. 
Quindi, il pianoforte era per Ira, e anche le lezioni erano per lui. 
Insomma, il musicista di famiglia sarebbe stato Ira. 
Non che me ne importasse qualcosa di quell’affare che, per me, occupava solo spazio in casa. 
A me importava soltanto della strada. 
Mi aveste visto a sette, otto anni! Piccoletto, con le ginocchia sbucciate che spuntavano da quelle braghe corte sempre sporche. Non facevo che stare per strada con una banda di mocciosi come me, con le stesse ginocchia sbucciate e le stesse braghe corte. 
Con i padri sempre a lavorare – il mio, ad esempio, era caporeparto in una fabbrica di scarpe – quale madre poteva fermarci? Eravamo i padroni dell’East Side. 
Da quando mi alzavo a quando mi mettevo a dormire, me ne andavo su e giù a passeggio, di corsa, sui pattini, una scheggia, un proiettile, sempre velocissimo, specie quando c’era da menare le mani, e spesso capitava anche quello. 
Non ho mai imparato ad andare piano. 
Da quando ho iniziato a camminare ho sempre corso. 
Tranne quel pomeriggio... 
Beh, in realtà, correvo anche quel pomeriggio, in giro per la casa. Non ricordo il motivo, forse mamma cercava di farmi fare i compiti, forse non voleva che uscissi, ma il richiamo della Second Avenue... Chi poteva resisterle? Dalla finestra aperta entrava tutta la sua vita: c’erano gli ambulanti, gli strilloni, i miei amici appostati davanti a casa, scampanellii di ogni genere, e un vociare costante, un brusio, un formicolio che mi saliva su per le gambe e mi impediva di star fermo. 
E poi, ci fu silenzio. 
Silenzio riempito da qualcosa che non avevo mai sentito, nonostante Ira si sedesse con regolarità e costanza a quel benedetto catafalco che avevamo in soggiorno. 
La Second Avenue d’improvviso taceva e la musica, le note prodotte da un pianoforte che sembrava nascosto nella pancia della strada, entravano in fila dalla finestra aperta. 
Mi sono fermato e ho ascoltato. 
L’ho scoperto molto tempo dopo che si trattava delle “Humoresques” di Antonín Dvo Yák. Quello che ho scoperto subito è che potevo farlo anch’io: potevo suonare. 
Avevo più o meno undici anni, mi sono seduto al pianoforte e ho cominciato a strimpellare. 
Quattro anni dopo, ho lasciato la scuola perché non potevo stare fermo in quel banco mentre nella mia testa c’erano note che si rincorrevano dal mattino alla sera. 
Più che dalla testa, in effetti, uscivano dal cuore. Gli scrittori usano le parole e io ho usato le note. Che c’è di strano? Ho sempre raccontato quello che avevo dentro. 
Così a quindici anni, nel 1913, proprio con le note ho guadagnato il mio primo stipendio. 
Da quando avevo sentito le “Humoresques” a quel primo lavoro come pianista per la Tin Pan Alley, non è che avessi suonato solo a orecchio. Senza studiare dove sarei arrivato? Senza Charles Hambitzer, il primo maestro che mi ha davvero capito, non sarei arrivato nemmeno fuori dalla porta di casa. 
Invece, dalla porta di casa sono uscito e sono entrato in quelle di tutti gli americani: era il 1919 e io avevo composto “Swanee”, il mio primo successo conosciuto in tutto quanto il Paese. 
Da lì in poi, ho cominciato a lavorare a Broadway, a Hollywood, a realizzare musical e comporre colonne sonore. E ho cominciato anche a farmi chiamare George. Addio, Jacob! Addio, East Side! Ma nella mia nuova vita non era cambiato niente: correvo, correvo come un matto, però seduto a un pianoforte. 
E accanto a me si sedeva Ira. 
Già, perché era negato con le note, ma con le parole ci ha sempre saputo fare. E non potete immaginare quanto è bello la- vorare tutta la vita seduto accanto a tuo fratello, soprattutto se giura di non toccare nemmeno un tasto del pianoforte. 
Che squadra! Insieme abbiamo composto decine di opere, da “Lady, Be Good”, che è stata interpretata da Fred Astaire, a “Porgy and Bess”, che viene considerato il mio capolavoro. 
Beh, ma oltre a comporre, che altro mi piaceva fare? Ballare, dipingere, fare fotografie, andare alle feste, stare allegro, viaggiare e conoscere sempre gente nuova. 
Poi mi sedevo al piano e mettevo tutta questa roba nella mia musica. 
Ve l’ho detto, no? Anche la "Rhapsody in Blue" è piena di persone, di tantissime persone, di cose, case, profumi, colori, è piena di tutta New York. 
Invece, in Un americano a Parigi – un poema sinfonico del 1928 che ho scritto dopo il mio viaggio in Europa a metà degli anni Venti – c’è dentro tutta Parigi, la gente, le grandi strade, i parchi, la luce di certe giornate di pioggia, la Senna. E c’è dentro anche un po’ della simpatia e della gentilezza di Maurice Ravel, il grande compositore. È a Parigi che l’ho conosciuto. Gli ho anche chiesto di darmi lezioni di musica, ma lui ha rifiutato. Ero io, mi ha risposto, che avrei dovuto darle a lui. 
E pensare che il piano non era nemmeno per me. 

LE AUTRICI

Serena Piazza 
Nata a Como, vive a Pavia. È autrice e redattrice. Affetta fin dall’infanzia da “sovrappeso da libri”, ha finito per fare dei libri il proprio lavoro. Ha cominciato occupandosi di editoria per ragazzi e successivamente di narrativa straniera. Oltre a essere una vorace lettrice, ama la musica, il mare (specialmente quello della Sicilia), il sole e andare a caccia di storie, ovunque si nascondano. 

Nadia Campanotta 
Nata a Palermo nel 1978. Si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo in Decorazione. Ha partecipato a numerose mostre di incisione e di illustrazione per l’infanzia a livello nazionale e internazionale. Nel 2008 è stata assistente aiuto-tecnico presso la I cattedra di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. Nel 2011 ha conseguito il Master in Illustrazione per l’Editoria Ars in Fabula presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata.




Buongiorno, lettrici e lettori!

Oggi finalmente vi riesco a parlare di un progetto che mi entusiasma tantissimo e che sono veramente felice di poter condividere con voi!

L'Ippocampo Edizioni ha creato questa collana magnifica sull’impronta del metodo Montessori, che anche io come mamma fin da subito ho adottato con il mio bambino, Gabriele. Questa serie comprende per ora i numeri, le lettere e i manuali delle attività montessoriane per i bambini dai 3 - 4 anni in su, da Maggio saranno disponibili in italiano anche le figure da abbinare con i relativi nomi e il manuale delle attività da fare con i bambini dali 0 anni ai 18 mesi e dai 18 mesi ai 3 anni.



La pedagogia Montessoriana

vede il bambino come “mente assorbente” dagli 0 ai 6 anni, mettendo la concentrazione l’autonomia del bambino al centro del suo metodo che prevede solo attività ludiche dove il protagonista p il bimbo che apprende usando i sensi: guardando, sentendo, toccando.
Da qui i cofanetti e i manuali pensati per agevolare il bambino dai 3 anni in su nella scrittura e nel far di conto.




Le mie lettere Montessori

Oggi vi parlerò de “Le mie lettere Montessori” create da Marie – Hélène Place, anche lei mamma che ha voluto aiutare la sua bimba dislessica con questo metodo.

Queste 26 lettere sono contenute in questo delizioso cofanetto che si apre su davanti rivelando una linguetta per estrarre facilmente le lettere dalla scatola. Il cartonato è grande e resistente e le lettere si dividono in: consonanti di cartone blu mentre le vocali in rosa.  Ogni lettera è  al tatto smerigliata, ruvida, inoltre è completa di frecce per far seguire al bambino il suo corso per aiutarlo nella grafia e nella scrittura concreta della lettera.



L’utilizzo e i consigli preparatori al gioco

Ma in pratica, come si usano queste lettere smerigliate? 
Il bambino mette due dita sopra la lettera smerigliata e ne segue il corso guidato dalle frecce.

Voi mi direte tutto qui? 
Ebbene, in realtà no. In entrambi i box, lettere e numeri, troverete un piccolo libro in cui si spiega al genitore non solo il metodo montessori, ma anche quando e come usare il gioco, che attività fare prima di tirare fuori le carte come per esempio adottare un lessico preciso e vario con il bambino fin da subito, ripetere le parole che dice, evidenziare a parole un oggetto da lui indicato, sottolineare le sillabe con il battito delle mani, cercare dei suoni durante una passeggiata che iniziano con una lettera ben precisa, o ancora scrivere sulla sabbia o sulla semola con un ditino. Solo alla fine di queste attività preparatorie, ludiche e divertenti si arriva a usare le lettere smerigliate sempre sotto forma di gioco e mai sotto forma di “lezione”.

Ovviamente, i due box sono adatti a bambini con un’età pari o al di sopra dei tre anni già in grado di capire e interagire efficacemente con l’adulto.

In questo percorso il bambino assimila, guardando, sentendo e poi avendo un ruolo attivo nelle attività di gioco.
Di sicuro terrò in serbo per Gabriele questo box con le lettere iniziando piano piano con le attività preparatorie.
La prossima settimana vi parlerò della scatola con i numeri che cosa contiene come usarla. Seguite con me questo bellissimo percorso, oltre ai numeri vedremo insieme il manuale dei bimbi di 18 mesi, e le carte per associare i nomi alle immagini per imparare divertendosi :)


Buon inizio settimana piccoli e grandi lettori :)

Oggi vi propongo una lettura che ho trovato adorabile, sempre adocchiata al Bologna
children’s book fair.  “Quando un elefante si innamora” di Davide Calì e Alice Lotti pubblicato da Kite Edizioni, mi ha strappato più di un sorriso e sono contenta di averlo letto a Gabriele: significati e valori importanti si celano dietro ai sentimenti di questo ingombrante animale!

Infatti può succedere a tutti di innamorarsi anche agli elefanti! La storia racconta i comportanti di questo grande mammifero che si trova sotto l’effetto di una bella cotta





“Quando un elefante si innamora fa di tutto per farsi notare.”
“Ma si nasconde quando lei passa.”

“Quando un elefante si innamora si mette a dieta.”
“Ma poi si alza di notte per finire la cheesecake.”

“Quando un elefante si innamora si lava tutti i giorni.”
“Anche dietro la schiena!”

L’elefante ha tutti i sintomi che l’amore provoca, mangia, pensa, si veste e si sveste indeciso, lascia fiori alla porta della sua amata e fugge per non farsi vedere ma poi da solo rimane ore a pensare come sarebbe la sua esistenza se solo lei sapesse… la storia si conclude con un bel mazzo di fiori davanti alla porta dell’elefante e una coda con un fiocco che fugge dalla sua porta imbarazzata. La scena successiva vede i due elefanti insieme che si tengono per la proboscide.

Ah l’amore… <3

A me piace tantissimo questa storia raccontata con semplici frasi scritte in grande e comprensibili anche per i più piccoli. Spesso l’imbarazzo e la vergogna di ammettere un sentimento affettuoso per qualcuno, può mettere in difficoltà i nostri bimbi che invece dovrebbero essere liberi di esprimersi… anche se sono un po’ come gli elefanti!

Gabriele dopo il terzo bacio sulla guancia mi respinge, come se volesse dirmi “dai mamma, ho capito, adesso mi lascia andare a giocare?” e quando gli chiedo “Gabri ma a me un bacio, lo dai?” lui fugge con un sorrisetto furbetto tipico della sua età.




Ecco che  la metafora  dell’elefante si rende utile ai bambini: si immedesimano in questo animale forzuto, grand e grosso che però prova dei sentimenti dolcissimi.



I disegni su sfondo bianco, sono molto puliti e risaltano moltissimo, Gabri ne è stato subito attirato e così anche io, si miscelano molto bene alla storia: ogni frase racconta ciò che viene rappresentato senza anticipare la scena successiva.

Consiglio tantissimo questo libro, ne sono rimasta affascinata , l’ho già annoverato tra i miei preferiti!


Buongiorno a tutti :)

Anche oggi una novità scoperta al Bologna Children’s book fair . Per Minibombo una casa editrice, di Reggio Emilia,  geograficamente a me vicina e che mi piace moltissimo per i disegni e le figure che corredano i loro racconti, propone un libro molto spiritoso, che

con una risata ci fa riflettere tanto sul nostro modo di essere.

“Un mare di tristezza” (11,90 euro, 32 pagine) di Anna Iudica, Chiara Vignocchi e Silvia Borando, che hanno scelto come protagonista della loro storia un pesciolino molto triste. Per sollevarsi il morale decide di nuotare nell’oceano per incontrare qualcuno che gli metta il sorriso.  Ogni pesce, medusa, calamaro, rombo che incontra è inspiegabilmente, triste, mogio o giù di corda. Finché incontra una tartaruga che gli spiega che pesciolino non ha visto, in realtà, altri animali del mare con il muso lungo e la bocca all’ingiù: è lui che nuota al contrario scambiando sorrisi per facce abbattute!


Ed ecco che torna il motto di mia madre “sorridi che la vita ti sorriderà”, basta vedere le cose sempre nel modo giusto, trovare il lato positivo di ogni cosa, per vivere felici e con il sorriso dipinto in faccia. Con questo libro possiamo spiegare questo concetto piuttosto complicato anche  ai bimbi più piccoli grazie alla storia e all’ultima frase rivelativa posta sottosopra proprio per mostrare concretamente al bambino di che cosa si sta parlando. Ogni linea all’ingiù diventa una linea all’insù trasformandola in un bellissimo sorriso.



Molto vivaci i colori e disegni su sfondo bianco: rosso, blu, marrone, azzurro, verde e rosa spiccano sulla pagina rendendo il libro essenziale ma al contempo incentrato sulle figure e sulle loro espressioni. Bello il richiamo alla tristezza evidenziato colorando le parole che la esprimono, lo stesso colore di cui sono fatti i pesci incontrati dal piccolo e triste pesciolino.

Iniziativa geniale, proposta alla fine del libro, sul retro quella fatta dalla casa editrice. Infatti sul sito, Minibombo,  potete trovare dei giochi e delle attività per quando la lettura del libro si sarà conclusa. Disegni da colorare, significati del libro da rivedere e carinissime figure da ritagliare, per un divertimento che non finisce mai.




Questa per me è una dimostrazione con quanta semplicità e ironia si possa spiegare e descrivere un concetto difficile e pronfondo come quello della felicità, come cercarla e trovarla. Credo che per Gabriele sia ancora presto, ma già per i bambini di 24 mesi questo libro sarà molto utile e divertente, un bel sostegno anche per le mamme che con serenità possono affrontare questo tema.







Buongiorno, piccoli e grandi lettori!

A una settimana dalla mia visita alla Bologna Children’s Book Fair, vi faccio vedere qualche novità, quelle che più mi hanno ispirata.


Iniziamo con “Trasformanatura” di Agnese Baruzzi (11,50 euro, 20 pagine) per Lapis Edizioni. Un libro sicuramente dedicato ai più piccoli che miscela in modo ottimale il lato ludico con la lettura e le filastrocche in rima.









Il libro è così strutturato: allungato, rettangolare ha  le pagine spesse e lucide. Sulla pagina sinistra troviamo la filastrocca che inizia sempre con un verbo che stimola il bambino  ad aprire la parte finale della pagina di destra per vedere la trasformazione dell’oggetto naturale in questione:





Trovo uno splendido fungo marrone… in un castoro dal gran codone!

Vedo una mela rossa e gustosa… in una biscia un po’ dispettosa!

Scopro nell’acqua una grande ninfea… in una volpe dalla rossa livrea!

In mezzo alla filastrocca il verbo è “e la trasformo” che possiamo leggere sull’angolo in alto a desta utile per indicare al bambino quale paginetta deve voltare per scoprire la mutazione del frutto, della verdura o dell’oggetto in animale.


Questa serie tutta italiana della Baruzzi  (che comprende anche Trasformattrezzi) mi piace moltissimo, Gabriele ci gioca molto, gli piace vedere in che cosa vengono trasformati gli oggetti e riconoscere gli animali insieme a me, per di più è completamente autonomo nello sfogliare e giocare il che non guasta mai. I disegni essenziali, un po’ stilizzati, ma molto colorati e sono altamente riconoscibili e favoriscono il gioco della trasformazione: non si ha nessun dubbio che la mela sia la mela e che si trasformi in una grossa biscia rossa.

Le pagine grandi, spesse e lucide aiutano il bambino a girarle facilmente senza l’aiuto dell’adulto e senza il timore che possa rovinare il libro. Fatto apposta per i bimbi dai 18 mesi in su, propone un gioco in ogni pagina, oltre che a filastrocche in rima e scoperte di animali, pianti e frutti sempre nuovi.


Buongiorno piccoli, grandi lettori!

Oggi vi parlo di una serie ormai storica di libri per bambini: i Battelo a VaporeEdizioni Piemme li divide in base all'età, classificati in diversi colori. Quelli di cui vi parlerò oggi fanno parte della serie Arcobaleno e sono dedicati ai più piccoli, dai 4 anni in su.

Gabriele ha solo 18 mesi, ma riesco a leggergli queste favole che sono state ben rielaborate da Magdalena e che quindi sono brevi ma molto carine. 
In tutte i racconti troviamo una prima pagina con la presentazione dei personaggi che trovo molto utile per dare un filo conduttore al bambino, anticipandogli i ruoli delle varie figure in modo da spiegargli non solo la funzione del ruolo ma anche il termine semantico: tipo il "Cacciatore". 

Appunto "Cappuccetto Rosso" (8,00 euro, 34 pagine) l'ho trovato abbastanza fedele alla storia originale, mi è piaciuta in particolar modo la filastrocca che ripercorre un po' tutto il libro:

Cappuccetto rosso,
rosso dalla testa ai piedi..

Con questa frase inizia quasi ogni scena e ogni azione della protagonista, rendendo la favola attraente anche da un punto di vista estetico oltre ad essere funzionale per il bimbo che in questo modo ricorda bene la favola.

"Riccioli d'oro" (8,00 euro, 33 pagine) ha le stesse caratteristiche strutturali di "Cappuccetto Rosso", con la presentazione iniziale dei personaggi e anche in questo caso pur essendo la favola breve, rimane fedele e piacevole.

La cosa che probabilmente mi è piaciuta di più è la parte finale del libro dedicata a dei giochi, dei quiz su quanto si è appena letto; divertenti e semplici, sono adatti per passare 
del tempo con il nostro bimbo raccontandogli una fiaba e mettendola a frutto con delle domande istruttive che consentono al bimbo di sedimentare la storia. 

Gabriele ha notato per lo più le figure grandi e colorate risaltate dalla grana ruvide della carta: di solito sulla pagina sinistra troviamo la storia, scritta in stampatello abbastanza grande e sulla destra le figure che rispettano la descrizione appena letta dalla mamma.

Consiglio questi libri a dei bambini dai 3 anni in su, o comunque un'età in cui riescano ad ascoltare bene la favola, capendone gli intrecci e i giochi finali. 










Buongiorno a tutti!

Oggi vi parlerò di due libri firmati Valentina Edizioni adatti ai più piccoli, entrambi di un autore che mi piace molto, Nicola Killen :)

Gabriele li ha apprezzati tantissimo e ci gioca sia con me, come primo gioco di coppia, sia da solo, scoprendo le varie parti dei libri.

Il primo "Animali Rumori e Giochi" (lo trovate qui, 10 pagine, 8,90 euro) lo conoscevo già, perché ai 12 mesi di Gabri avevo preso "Animali Colori e Giochi" della stessa serie. Il libro è composto da poche pagine cartonate. La particolarità sta che nella parte destra, si alza un aletta che svela l'animale che si cela dietro all'indovinello o alla domanda scritta nella pagina di sinistra.

Qual è l'animale dispettoso che fa OOOH OOOH? Il Babbuino!

Ed ecco che in ogni pagina si crea un gioco da fare da soli o in coppia, o collettivamente. Il genitore può fare l'indovinello, aspettare la risposta del piccolo e poi insieme svelare l'animale che corrisponde a quel verso.
Questi libri, come mamma, mi piacciono moltissimo, mi permettono di giocare con Gabriele ed attirare la sua attenzione insegnandogli i versi degli animali. È interattivo, il bambino non ascolta passivamente ma è chiamato a un vero e proprio gioco di società, il primo in assoluto.
Come vi dicevo tutta la serie che comprende, oltre a Colori e Rumori, anche i Numeri e gli Opposti, è costruita in questo modo ludico.




Sai riconoscere gli animali? Sai che versi fanno? Apri l'aletta di ogni pagina di questo libro e scoprilo con noi. 
Una nuova serie irresistibile che promuove lo sviluppo sensoriale e l'apprendimento interattivo dei bambini.










Il secondo libro è "I mezzi di trasporto" (lo trovate qui, 10 pagine, 8,90 euro), un pop up magnifico. La storia racconta di un bimbo che immagina, mentre gioca con i suoi giochi, tutti i modi per viaggiare, concludendo pensando che il suo modo preferito, reale, per viaggiare è la sua bicicletta rossa con le rotelle. 
Ogni mezzo di trasporto è pop up, grande, in rilievo e molto dettagliato: dalla nave al razzo, passando per auto, treno e aereo la cui scia è arrotolata in una bella spirale che il bimbo può toccare e tirare. I pop up sono  solidi e incastrati nelle pagine cartonate, per cui adatte già dai 12 mesi. Della stessa serie pop up anche "Il Tempo". 



Gioca con auto, aerei, razzi e treni!
Uno spassoso libro pop-up per esplorare e conoscere tutto ciò che ci circonda, girando il mondo con i mezzi di trasporto!


I disegni sono molto grandi e belli, tendono a riempire tutto il quadrato della pagina. Nella serie Colori, Rumori, Numeri e Opposti i disegni sono più stilizzati ed eleganti, mentre in "I mezzi di trasporto" sono precisi e realistici. Gabriele gioca più a lungo con i "Animali Rumori e Giochi", mentre con "I mezzi di trasporto" essendo attirato dai pop up, dopo aver sfogliato un po' le pagine perde interesse. 
A mio parere con l'abbinamento delle due serie, si può assicurare un intrattenimento, valido, istruttivo e divertente, da fare tutti insieme.




Buona Domenica,
Non c'è momento migliore di una giornata grigia come questa per leggere qualcosa insieme ai nostri bambini :)
Ed ecco che dopo un giretto in centro, una piccola brioche per merenda ci mettiamo a sfogliare questi bellissimi libri di Terre di Mezzo Editore "Amici di Piuma" di Isabel Simler  e "La stagione dei frutti magici" di Levi Pinfold.


"Amici di Piuma" della Simler (18,00 euro, 48 pagine) è un bellissimo libro, dalle grandi dimensioni. Piuma è in realtà un gatto tutto nero che colleziona le piume dei suoi amici pennuti, i più disparati. Dal piccione alla quaglia, passando per la ghiandaia imitatrice e il pavone, il libro mostra tutti gli uccelli e le loro bellissime e coloratissime piume, ma sembra con lo "zampino" del micione Piuma. 
Dai colori vivi e le immagine pulitissime, questo libro è ottimo per i bimbi piccoli come Gabriele che non ha avuto nessuna difficoltà riconoscere gli uccelli e le parti del gatto (animali che lui adora!) e a sfogliare le grandi e spesse pagine. Facile anche per il genitore identificare i pennuti, aiutati dal nome in grande sulla pagina che però non va assolutamente intaccare il piacere visivo dell'immagine.

Trama:


Piuma è un gatto curioso con una grande passione per gli uccelli. O meglio, per le loro piume.   Si avvicina di soppiatto alla rondine e al pavone, all’aquila e al martin pescatore...   Piume corte, piume lunghe, piume nere o coloratissime, questo micio le vuole proprio tutte! Ma cosa se ne farà mai?   Un libro che affascina per l’eleganza delle illustrazioni e la cura dei dettagli, un viaggio sorprendente alla scoperta della natura come non l’avete mai vista prima. 












"La stagione dei frutti magici" di Pinfold (15,00 euro, 40 pagine)  è un libro per bambini più grandi anzi direi che il significato profondo del libro tocchi più che altro la mente dell'adulto. La storia racconta, in colori a tratti molto cupi sulle tonalità del verde soprattutto, di questa coppia ormai avanti con l'età che trova un folletto (molto ma molto simile a un bambino), sotto un sottopassaggio. La donna non crede sia il caso di tenerlo mentre il marito ci gioca e cerca di rendere la loro casa accogliente con grandissime piante e terra in cui il bambino sguazza e continua a far crescere altri fiori e frutti fantastici in ogni dove della casa.
La moglie è assolutamente sbalordita, ogni tanto contraria, ma piano piano si lascia conquistare da questa creatura magica che riuscirà nello stesso intento con il resto della città. In quel momento il folletto scomparirà. Io rispetto alla trama l'ho interpretato in maniera diversa. Questa somiglianza del folletto a un bambino mi ha davvero colpita: il mio pensiero è stato "che cosa meravigliosa pensare a un bambino che porta fiori e frutta e verde al suo passaggio". 
I disegni sono assolutamente realistici, molto puliti e pieni di dettagli dalle espressioni dei personaggi agli elettrodomestici della casa. 


Trama:

Il signor Orzodoro trova un bimbo tutto verde nel suo campo e capisce di avere a che fare con qualcosa di speciale: è un Greenling, un folletto che fa crescere ovunque frutti così buoni da non sembrare veri.   La moglie di Orzodoro è spaventata, e con lei tutto il paese, ma Greenling riuscirà a conquistarli con i suoi doni magici. 




Entrambi i libri mi sono piaciuti e sono riusciti ad attirare l'attenzione di Gabriele anche se "Amici di Piuma" è decisamente più attagliato a dei bimbi intorno all'età di Gabriele, 18 mesi. "La stagione dei frutti magici" mi ha lasciata veramente stupita: un racconto che può essere interpretato in diverse maniere, ma che comunque lo vedo veramente rivolto a un pubblico piuttosto grandicello.



Eccoci ritrovati con la nostra piccola grande rubrica,

Questa serie (ogni libro ha 32 pagine, 9,00 euro)  di Valentina Edizioni mi piace da morire! L'autrice è Caroline Jayne Church e oltre a delle storie molto carine con una morale non scontata ha delle illustrazioni fantastiche.









Iniziamo da "L'Oca furbacchiona" : bellissima storia in cui in uno stormo di oche ve ne è una che riesce a non farsi mai prendere dalla volpe grazie alla sua astuzia. Questa oca perspicace rimane sporca nelle notti in cui la luna illumina perfettamente le altre oche candide, rendendole facili prede della volpe. Le sue compagne si arrabbiano con lei perché la loro acerrima nemica mai riesce a carpirla e toglierle le piume del fondoschiena. 
Quando la nostra oca furba spiega alle altre la sua tattica viene a nevicare e non fa in tempo a spiegare la nuova strategia che la volpe ha già fatto razzia tra loro, puntini sporchi sul manto bianchissimo della neve.
Ma la volpe non vede la bianchissima oca astuta che le assesta un calcione allontanandola per sempre dal suo stormo.


"La pecora sbadata" narra di questa pecora sempre in ritardo: al pascolo e alla tosatura lei era sempre in ritardo e il suo gregge si lamentava. 
Una volta il suo ritardo è stato provvidenziale. Passando vicino al pollaio sentì piangere e una piccola gallina le raccontò che il gatto aveva fatto scappare tutte le altre galline lasciando le uova incustodite e al freddo. La pecorella non ancora tosata perché ritardataria, usò la sua lana per tenere calde le uova fino a che non si schiusero in bellissimi pulcini. La pecora per una volta non si sentì inadeguata e diventò l'eroina del pollaio.



La mia preferita è forse "La capra golosa". Questa capretta adorava fare razzia di frutti dai bellissimi alberi che circondavano la fattoria dove abitava. Dopo aver mangiato mele, pere e ciliegie sputava i semini a lato del recinto, pulendosi la bocca.
Una volta una grande e turbolenta tempesta spazzò via il frutteto costri
ngendo il fattore a tagliare i tronchi e a farne legna da ardere. Ma incredibilmente la primavera seguente crebbe un bellissimo e nuovo frutteto, proprio grazie ai semini che aveva sparso la golosa capretta.




Bei racconti con delle immagini ancora più carine, grandi e ben delineate, con dei colori definiti e brillanti. Bello il formato che caratterizza tutta la serie, rettangolare e con le pagine al punto giusto spesse per essere sfogliate anche dai più piccoli e patinate.
La storia viene narrata tramite dei dialoghi semplici tra i personaggi, in grassetto e in modo che non disturbino le immagini che hanno comunque un posto predominante.
Bella l'idea della pagina "atto di proprietà" iniziale: ogni bimbo può reclamare il suo libro. 

Gabriele è forse un po' piccolo per capire le storie e seguirle fino alla fine ma è stato comunque conquistato dai disegni grandi e dai colori scintillanti. Da mamma penso che le storie siano "moderne" senza avere un protagonista che incarna l'eterno "buono", mi piacciono questi animali che accettano i loro difetti, come la pecora sbadata o la capra golosa, li trovo più normali e puntano un obiettivo che i bambini riescono a raggiungere ritenendo accettabili degli ideali che sono assolutamente buoni anche se non perfetti, proprio come tutti noi.


Voi che ne dite?:)



Buongiorno piccoli e grandi lettori!


Oggi vi mostrerò un libro che a me è piaciuto molto e che è stato veramente perfetto, sotto ogni punto di vista per Gabriele. 
"Buongiorno pompiere" di Michaël Escoffier e Matthieu Maudet di Babalibri (che ringrazio tantissimo per la copia) è uno di quei libri sfruttati totalmente dai bambini di età intorno ai 2 anni. 

Gabriele ha appena compiuto 18 mesi ma lo stesso sono riuscita a farmi ascoltare per tutta la durata della storia, rapito dalle immagini contornate da una cornice bianca ovale, che oltre a racchiudere la scena, permette che il bambino concentri tutta la sua attenzione sulla storia. 



Il protagonista è una bambina (si, una bimba!)  che fa il pompiere e aiuta i suoi amici animali a domare e spegnere il fuoco nelle loro case. Vedendo che non hanno più un posto dove andare, a fine giornata, li porta con sé dove li aspetta una bellissima sorpresa. I bambini si immedesimano facilmente nel loro simile armato di casco, occhiali per non ferirsi gli occhi, guanti  e la pompa dell'acqua in mano, diventando dei veri e propri eroi dal cuore tenero. 

"Buongiorno pompiere la mia casa va a fuoco!"
"Buongiorno pompiere la mia foresta va a fuoco!"

I dialoghi sono sottoforma di brevi fumetti dotati di lettere grandi e comprensibili. I disegni seppur stilizzati hanno delle belle linee pulite e bei colori accesi. Essendo un cartonato di medie dimensioni, le pagine sono facilissime da girare e praticamente indistruttibili. In questo caso la patinatura delle pagine incrementa la brillantezza dei colori e la definizioni dei disegni grandi.

A me, da mamma, è piaciuto molto perché è veramente un storia deliziosa, simpatica e breve, che sta a pennello al mio bimbo, senza timore che si distragga o che lo annoi. Spesso poi lo trovo da solo a sfogliarlo, a indicare gli animali e a guardare il piccolo pompiere aiutare i suoi amici in difficoltà.

Credo che il binomio Escoffier - Maudet, assodato già in altri libri della stessa serie, sia felice. Infatti sia "Buongiorno dottore" che "Buongiorno postino" sono libri che prenderei assolutamente per Gabriele e che sono sicura sfrutterà in maniera completa e felice.


Titolo: Buongiorno pompiere
Autore: Michaël Escoffier e Matthieu Maudet
Editore: Babalibri
Numero di pagine: 30
Prezzo: 11,50 euro



Trama:

Per il piccolo pompiere oggi è una giornata movimentata. Una casa sta andando a fuoco! A quanto pare il suo proprietario voleva provare a fare i pop corn… Nemmeno il tempo di intervenire che il castoro corre a chiedere aiuto, la sua foresta sta bruciando! «Volevo solo fare una grigliata» spiega sconsolato. Ma il pompiere sa bene cosa fare per domare l'incendio. E quando, a fine giornata, è ora di rientrare a casa… il piccolo pompiere trova una splendida sorpresa: questa volta non è un incendio ma una festa di compleanno con tutti i suoi amici più cari!


GLI AUTORI

MICHAËL ESCOFFIER
Nasce in Francia nel 1970. Cresciuto in una famiglia di triceratopi, scopre presto una passione per la scrittura. Vive a Lione con moglie e i suoi due bambini. 

MATTHIEU MAUDET
Nasce a Nantes dove passa il tempo a fare disegni sui margini dei quaderni. Diventato grande si trasferisce a Rennes dove si dedica a tempo pieno al fumetto e alle illustrazioni di libri per bambini.


Buona Domenica, lettrici e lettori!

Questa settimana con Gabriele ho letto questo bellissimo libro "Un elefante sul mio albero" di Barroux Edizioni Clichy

 La storia racconta di una bambina che vive sul suo albero. Un giorno incontra un elefante impegnato a fare la maglia, che aspetta il treno su un ramo. La ragazzina è meravigliata di vedere appollaiato come un uccello il grosso e grigio mammifero. Diventano amici e fanno moltissime attività insieme: fanno la maglia, giocano con gli aeroplani di carta, parlano ai pellicani, saltano dai rami come al circo, suonano la tromba senza mani, danno noia alle nuvole facendogli il solletico e si prendono cura delle creature che abitano l'albero.

Un giorno mentre giocano a nascondino la bimba non trova l'elefante... ma non è scomparso si è solo nascosto molto bene!

La favola è molto carina, attraente per i bambini che da sempre sognano di aver un rifugio su un albero alto, con dei grossi rami e magari una casetta che gli faccia da luogo di ritrovo.


I disegni sono  stilizzati e le linee sfumate, i contorni alle volte approssimati. I colori la fanno da padrone: sembra che l'autore abbia pennellato ogni singolo libro con colori brillanti e vivaci. La porosità della carta fa risaltare queste qualità e rende benissimo l'ambiente della favola: la sensazione della corteccia dell'albero contro le dita, la forma e la consistenza delle foglie, la natura in generale.

Gabriele più di tutto mi indicava i disegni, i più colorati, sfogliava bene le pagine aiutato dalla grana ruvida della carta e dalla grandezza delle pagine.

La storia di fantasia e il pensiero di un amico immaginario si adatta bene ad un pubblico di almeno due anni, un elefante su un albero sembra così bizzarro da poter essere quasi vero e bambini rimarranno ammaliati da questa bella favola fantastica.


Titolo: Un elefante sul mio albero 
Autore: Barroux
Editore: Edizioni Clichy
Numero di pagine: 32
Prezzo: 15,00 euro

Trama:

Arroccata su un meraviglioso albero vive una bambina dai capelli rossi, che è la «regina» di quel fantastico regno. Un regno con mille affascinanti ramificazioni… che ancora non ha finito di esplorare! Ed ecco che un bel giorno mentre la nostra amica si arrampica verso l’ultimo ramo scopre un ospite un po’ buffo seduto proprio lì: un elefante intento a fare la maglia mentre aspetta il treno! Dopo una lunga chiacchierata, qualche acrobazia, una partitina a carte e un’insolazione nasce una tenera amicizia fatta di complicità e humor. Un albo poetico e colorato che incanterà i bambini e i loro genitori!


L'AUTORE

Barroux è uno dei più importanti illustratori della scena internazionale. Uno dei pochi disegnatori europei che lavora con successo negli Stati Uniti. Le sue opere sono tradotte e pubblicate in tutto il mondo e ha ricevuto riconoscimenti dalle più prestigiose istituzioni per l’infanzia. Di recente ha anche aperto una sua casa editrice. 





Un altro appuntamento con i Libr-ini: Libri per bambini,

Oggi vi mostrerò un libro che a me e Gabri è piaciuto molto: "Strisce e macchie" di Dahlov Ipcar edito da Orecchio Acerbo Editore

La storia racconta di un cucciolo di leopardo e un cucciolo di tigre che un pomeriggio, mentre le rispettive famiglie dormono, si ritrovano nella giungla con una gran fame. Decidono di dividersi gli animali da cacciare: il tigrotto mangerà solo gli animali a strisce mentre il piccolo leopardo solo quelli a macchie. E così i due amici provano a cacciare piccoli insetti e piccoli animali ma o hanno un pessimo gusto, oppure falliscono nel loro intento per la poca esperienza. Quando ormai perdono le speranze ecco che li raggiungono mamma tigre e mamma leopardo per nutrirli con l'unica cosa che i cuccioli prendono: il latte della mamma.

Il racconto è molto carino e i disegni hanno dei bellissimi colori accessi, figure stilizzate ma ben riconoscibili che accompagnano i due cuccioli per la loro esplorazione della giungla e degli animali che lo abitano. Non mi sarei aspettata niente di meno da una disegnatrice che ha esposto delle sue opere in diversi musei americani tra cui il celebre Metropolitan.
Una scoperta per i nostri bambini continua, tra fiori, alberi, insetti, uccelli, scimmie e tanto altro. La dicotomia tra strisce e macchie è così messa su un piano divertente e impossible da dimenticare per il bambino: le tigri hanno le strisce e i leopardi hanno le macchie.

Una delle cose che più mi è piaciuta sono le ninna nanne al termine della storia, carine e appropriate il tigrotto ha la sua e il leopardo anche.

Gabriele è stato subito attirato di colori e dai disegni,prima di tutti quelli della cover - fin da un primo sguardo si vede che il libro è ricoperto da colore e da vivacità, gli animali della giungla non tardano a comparire ma si mostrano subito in tutto il loro splendore - mentre io mi occupavo della favola. Ho proprio notato come la sua attenzione viene catturata dagli occhi azzurri dei felini e dalla maestosità con cui vengono rappresentate le due famiglie. Un contributo secondo me fondamentale della riuscita nei disegni e nei colori sta nella grana della carta e nella sua porosità che rende il libro più facile da sfogliare; non è un cartonato ma nemmeno un libro con delle pagine troppo sottili che sarebbero difficili da girare per un bimbo che ha ancora le manine paffute paffute. 

Credo che per godere appieno non solo dei disegni ma anche della storia sia adatto a dei bimbi dai 2 anni, due anni e mezzo in su. Ovviamente super consigliato, non perdetevelo ;)

Titolo: Strisce e Macchie

Autore: Dahlov Ipcar

Editore: Orecchio Acerbo Editore

Numero di pagine: 44

Prezzo: 14,90 euro


Trama:


Curiosi e incoscienti, giocosi e affamati, due piccoli di tigre e di leopardo s’incontrano nella giungla, entrambi alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Per evitare litigi, si mettono d’accordo: a te tutto quel che è a strisce a me tutto quel che è a macchie. Ma per quanto a pallini siano le coccinelle e rigati i maggiolini, immangiabili sono entrambi. Discorso analogo per foglie e per farfalle. Gli uccelli poi, chi è in grado di acchiapparli? Finalmente, sulla riva del fiume, alcuni cervi, ma insieme a loro, fauci spalancate e denti aguzzi, un feroce coccodrillo. Non resta che fuggire e nascondersi tremanti nella giungla. Per fortuna quelle due sagome grandi e imponenti non sono altro che mamma tigre e mamma leopardo, venute a riportarli nella tana. E per cena, nulla a strisce, nulla a macchie. Per entrambi solo bianco latte.

L'AUTRICE

Nata nel Vermont nel 1917, cresciuta a New York, vissuta in una fattoria del Maine, Dahlov Ipcar è una poliedrica autrice che calca la scena artistica americana da decenni. I suoi dipinti e le sue sculture -in gran parte di collezioni private- sono esposti nei musei Metropolitan, Whitney e Brooklyn di New York. Ma alle pareti di quei musei più di una volta ha preferito i muri delle strade, e i suoi murales campeggiano in molte città, dal Tennessee all’Oklahoma, dal Maine al Massachusetts. Oltre trenta sono poi i libri da lei scritti e illustrati espressamente per ragazzi; fra i più noti: “The cat at nigth”, “World full of horses” e “The calico jungle”. Vera maestra della bellezza e semplicità della forma, Dahlov narra storie senza tempo sulle speranze giovanili, sulla maestosa complessità della natura, e sul nostro ruolo nell’universo. Adorata e apprezzata da generazioni intere di bambini americani, ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti. Ultimo, nel 1998, The Kerlan Award for Children’s dall’Università del Minnesota. Nel catalogo di orecchio acerbo: "L'uovo meraviglioso" (2014) e "Strisce e macchie" (2016). 

Buongiorno ai piccoli e ai grandi lettori :)




Oggi vi parlerò di un libro che a Gabriele è piaciuto davvero tanto! 
"Il piccolo orso bianco" di Kim Hyewon edito da Casa editrice Le Lettere racconta la storia di una bambina che immagina, vedendo nella vetrina di un negozio di giocattoli un cucciolo di orso bianco, la vita di questo piccolo peluche.

La bambina fantastica di questo cucciolo che durante l'inverno sta protetto, al caldo con mamma orsa. In primavera l'odore salmastro del vento e la luce del sole spingono l'orsetto a esplorare intorno a lui facendo attenzione ai predatori e riposandosi di quando in quando.



Il piccolo orso non è spaventato da ciò che incontra e la natura lo favorisce creando luoghi sicuri in cui schiacciare un pisolino e accendendo tutte le stelle per non lasciarlo solo nella notte. Improvvisamente l'orsetto si ritrova nel negozio di giochi bisognoso di una nuova mamma... E chi meglio della bambina che ha sognato ad occhi aperti la sua storia? Ed ecco che la piccola porta a casa con sé l'orsetto :)






Una storia semplice e carina, assolutamente azzeccata per il momento della buona notte. Gabriele ha adorato i disegni! Le pagine grandi e i colori tenui trasmettono tranquillità, le linee sono molto pulite e si accordano bene alla storia in un ambientazione di ghiacci. Il distacco dell'orso dalla mamma non è immaginato come tragico dalla bambina, la vede come pura e semplice curiosità.






La mia parte preferita è quella in cui piccolo orso vede il sole tramontare e fare buio, ed ecco che le stelle sono lì ad accendersi una a una e vegliare sul suo sonno. Veramente una bellissima immagine.

È stato divertente leggerlo con lui, o più spesso sfogliarlo per vedere le grandi figure: lui mi indica le figure e io gli spiego che cosa è rappresentato.

Lo consiglio a tutte le mamme a cui piacciono storie dolci e serene, che trasmettono tranquillità e curiosità, dai disegni netti e colori pastello.


L'AUTRICE

Hyewon Kim è l'illustratrice di libri per bambinesche opera a Seoul (Corea del Sud) presente al Bologna Childers's  Book Fair 2015 nella sezione degli illustratori del suo Paese.


Buongiorno mamme, papà, zie e nonne!



Vi chiamo tutti a raccolta per riprendere questa bella rubrica per i più piccoli e anche per i più grandi.
 Si anche per gli adulti, perché non c'è modo migliore di passare il tempo con i piccoli che con un libro: che siano dieci minuti o un'ora è un passatempo sano, adatto a tutte le età e ora complicità e fiducia tra bambini e grandi.

Il mio bimbo, ora ha diciassette mesi, ma già a tre gli ho preso il suo primo libro tattile e poi quelli tattili con gli animali.

Ora trascorre anche intere mezz'ore con i suoi libri da solo o insieme a me o al suo papà. Gli piacciono molto sia i libri con figure molo grandi (anche se sono per bambini di 6-7 anni) che quelli con cui può giocare come questi che vi mostro oggi.

La serie "con un ditino.." di Gabriele Clima editati da La Coccinella Editore (Ibs 8,42 euro), sono tra i preferiti di Gabriele, il mio bimbo.

Coloratissimi e di cartone spostare le linguette per vedere l'effetto della loro azione è semplicissimo e a dieci mesi Gabri li usava.
Ora ancora meglio, sposta, ride, li usa praticamente ovunque, anche in macchina quando siamo costretti a fare viaggi molto lunghi.
Essendo cartonati sono praticamente indistruttibili, caratteristica fondamentale per chi come me ha dei bimbi atomici :)
Il testo non contiene delle vere e proprie favole ma più che altro la descrizione dell'azione che il bambino attua muovendo il ditino dall'alto verso il basso o da sinistra a destra. Sono quasi delle filastrocche con cui accompagnare, e quindi partecipare, al gioco del bambino senza spezzare la sua concentrazione. 

Io ho preso "Quando sorge il sole" e "Nel paese dei balocchi", avevo anche "Nella notte blu" che ora è fisso dai nonni. Questi tre posso dire che sono adatti sia a maschi che a femmine, cosa che mi ha colpita molto: una qualità fantastica per chi ha due bambini e non deve prendere per forza il doppione del libro in versione "maschio" o "femmina", ma può scegliere un doppio argomento. 

Voi quali libri prendete vostri bambini? 
Conoscete la serie "con un ditino.."?




Buongiorno a tutti!

Riprendiamo la nostra rubrica con un libro molto bello, interessante e poetico: "Il libro dei gatti tuttofare" di T.S. Elliot. Mi chiederete ma proprio quel T.S. Elliot??? Esattamente, proprio lui! Ha scritto questo libro per bambini rieditato da Bompiani e illustrato da uno dei miei preferiti, Axel Scheffler! A parte la cover bellissima, anche le immagini all'interno sono meravigliose e raccontano molto bene la storia rispecchiando il testo. Ecco il testo. Diciamo che io l'ho preso al mio bimbo non leggendo attentamente i diversi racconti che troviamo all'interno. Ad una lettura più accurata mi sono accorta che la sintassi e il lessico non sono semplicissimi ma non per questo privi di poetica e di una certa didattica. Lo consiglio a ragazzini tra le elementari e le medie, o comunque sopra agli 8 anni, per apprezzarne veramente il contenuto. Per ora il mio bimbo ascolta la mia voce e guarda le bellissime figure.


"Quando vedete un gatto in profonda meditazione la ragione, credetemi, è sempre la stessa: Ha la mente perduta in rapimento ed in contemplazione del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome."





Nel libro troverete diversi racconti dedicati ai più diversi tipi di gatti: il nome dei gatti, la vecchia gatta gianna macchiamatta, vecchio deuteronomio e tanti altri.
I miei preferiti sono Mister Mifistofele e Brunero: il gatto del mistero. Sono tutti personaggi divertenti che hanno le particolari caratteristiche dei gatti accentuate in modo caricaturale: gatti che rubano, che viaggiano, che dormono sempre e ovunque, gatti vecchi a cui si fa la riverenza, gatti in coppia e gatti che fanno numeri di magia. Divertente e allegro, una lettura un po' diversa e fuori dalle righe per far vivere ai nostri bambini avventure diverse dalle solite attività quotidiane, per immaginare e volare in un modo in cui i nostri amici a quattro zampe davvero sanno fare tutto e di più! Super consigliato! :)















Buongiorno Lettrici e Lettori! 

Mi sono assentata un attimo da questa pagina ma eccoci di nuovo insieme per vedere qualche libro da leggere con i nostri bambini! 

Per questa volta ho scelto due libri di Babalibri, "Un colore tutto mio" di Leo Lionni e "Che rabbia!" di Mireille d'Allancé.

"Un colore tutto mio" parla del dilemma dei camaleonti di non avere come gli altri animali un colore fisso che li contraddistingua. 
Il camaleonte prova a stare su una foglia ma anche quella cambia colore. Quando tutto sembra perduto il camaleonte incontra un altro della sua specie che lo incoraggia, saggiamente, a pensare che anche se cambiano colore, possono mutare insieme. 
Insieme resteranno a cambiare colore felici e contenti. 

Trovo che ci sia una bellissima morale in questo libro: insieme si cambia, non importa il problema l'importante è che si stia uniti. Lo leggo volentieri a Gabriele che adora le figure e le pagine grandi che riesce a sfogliare con facilità pur avendo solo un anno. La storia è breve ma carina, ottima per la buonanotte! 

Il secondo libro è "Che rabbia!".
Esiste un libro che spieghi meglio che cosa succede quando ci sembra che vada tutto storto e vorremmo esplodere contro tutto e tutti? No, non esiste! 
É perfetto spiegare ai bambini che alle volte si può essere arrabbiati per tanti motivi, ma che questo sentimento si può gestire e mettere in una scatola prima che faccia troppi danni, proprio come è accaduto a Roberto. Dopo aver fatto uscire questo mostro rosso che ha messo a soqquadro la sua camera e rotto i suoi giocattoli, la bestia diminuisce di grandezza proporzionalmente a quanto Roberto si calma. Alla fine lo fa entrare nella scatola e lì lo chiude, più calmo.

Adoro questo libro perché riesce ad arrivare al bambino in modo pratico, concreto e diretto, spiegando come gestire un sentimento tanto difficile da controllare anche per noi adulti.
Le figure e le immagini sono grandi molto colorate e anche questo libro ha le pagine grandi, facili da sfogliare.





Aspetto le vostre impressioni su questi libri! A voi piacciono? Li leggereste ai vostri bambini? :)







Buongiorno Lettrici e Lettori!

Oggi introduco una nuova pagina che verrà aggiornata settimanalmente o al massimo ogni due settimane!

Io ho un bambino di quasi un anno che, ovviamente, adora leggere! Dico ovviamente perché fin da piccolo, intorno ai 3 mesi, l'ho messo davanti a libri tattili, sonori e favole.
Lasciamo da parte gli studi scientifici per quanto riguarda il rapporto tra lettura e intelligenza nei bambini, prendiamo solo il lato ludico e il lato relazione della cosa.

Il mio bimbo adora sfogliare i libri, è già molto bravo a dividere le pagine una dall'altra e capita spesso che ai giochi preferisca tirare fuori dalla sua libreria, al piano terra, tutti i suoi libri per poi scegliere quello che gli piace di più da toccare e sfogliare. Si passa più il tempo in questo piuttosto che con molti altri giochi.




Io e mio marito (devo dire che lui è molto più bravo di me a leggere le storie) leggiamo spesso delle favole anche se lui si intrattiene con altro, la nostra voce lo rassicura e guardando insieme le immagini si diverte molto.
Nel corso del tempo proverò a suggerirvi qualche libro.

Innanzitutto guardiamo da che età si può utilizzare il libro ma... Non vi limitate solo perché c'è scritto dai 6 anni in su. Le fiabe, anche se il vostro bimbo è piccolo, verrano apprezzate e ascoltate volentieri. Quando inizieranno a gattonare e ad essere nella fase della "distruzione" potranno avere qualche danno, ma in fondo i libri sono belli se sono vissuti. Per ovviare alla distruzione si può ricorrere ai libri con le pagine di cartone, quelli tattili con i peli degli animali oppure quelli con le caselle apribili o anche con le figure che si possono muovere con un dito.

Io oggi vi presenterò un libro che non è per i più piccoli ma che ha delle immagini stupende, Gabriele, lo adora. Adesso sceglie quasi sempre solo questo.
Si intitola "Pesciolino, Cantastorie Birichino" di Julia Donaldson e Alex Scheffer. Parla di questo pesciolino che arriva spesso tardi a scuola perché gli capitano un sacco di avventure e quando riesce finalmente ad arrivare alla sua meta racconta cosa gli è accaduto. Le sue storie alcuni le credono vere e altri no, ma comunque vengono riraccontate agli altri pesci dell'oceano.





Credo che ciò che attira i bambini siano le immagini: grandi, colorate e i personaggi sono stilizzati in modo molto semplice ma veramente meraviglioso. Questo libro fa parte di una collana con altri titoli e anche altri protagonisti, qui vi metto il link per vedere anche gli altri libri La Feltrinelli.



La storia breve e in rima aiuta i bambini a tenere e a sentire il ritmo della voce di chi racconta la favola, la ripetizione di certe scene semplifica la lettura anche perché le immagini rispecchiano il ritmo della narrazione.
Il libro costa 13,50 euro, è di Emme Edizioni. 



2 commenti:

  1. Grazie per aver aperto questa sezione nel tuo blog. Io sono una nonna lettrice e mi piace molto comprare libri per il mio nipotino ma a volte mi trovo spiazzata: in libreria c'è una quantità tale di libri per bambini che non so mai quale scegliere... per cui ogni consiglio è apprezzato!!

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