martedì 3 luglio 2018

RECENSIONE|| Mal di Paura di Chiara Ingrao e Giulia Pintus


Ho scoperto un libro bellissimo, un libro che colpisce nella sua semplice, alle volte cruda, verità.



"Mal di paura" di Chiara Ingrao e Giulia Pintus, Edizioni Corsare, è una raccolta di

piccole poesie in rima di una forza spaventosa: non compiangono e non suscitano compassione, tutt'altro. Con uno stile al limite dello sberleffo, sventano e sbriciolano il mal di paura. Di ogni genere. 

La stile è ironico con un sottofondo quasi triste, sarcastico, il contenuto vero da far male: ferisce, una lama affilata con nessun timore di lacerare i sentimenti altrui. Il modo in cui viene raccontato il mal di paura può sembrare a noi adulti troppo lucido, troppo poco ovattato ma che, a mio parere, è perfetto per l'intelligenza acuta dei nostri ragazzi.


 Spesso ciò a cui si va incontro è una sorta di tempesta che negli ultimi versi si tramuta in un pallido sole pieno di coraggio e speranza. Le paure dissolte sono quelle dei grandi non dei piccoli e anche se alcuni dei protagonisti son bambini è chiaro che i loro timori vengano dai genitori, dalle persone che dovrebbero essere d'esempio.



Mal di paura è un libro che parla di attualità come la poesia si "Neyla, Branko, Saul, Amina, E..." che vorrebbero essere amici di tutti e non aver paura dei giudizi degli altri bambini per colpa di qualcosa che è più grande di loro; o la poesia in cui "Umberto" ha paura degli stranieri "Mangia solo italiano, l'Umberto"; o ancora, la protagonista di una poesia è la piccola Beatrice che vuole a tutti i costi essere bella; la poesia dedicata a Gino, dimostra  che cosa sia davvero importante, non la forma ma il contenuto.



Quando ho aperto il libro mi ha colpita subito la poesia di introduzione, decisamente la mia preferita:



Dicono i grandi: non siate fifoni!
Basta con tremiti e lacrimosi,
la fifa è sciocca. Imparate il coraggio!
Così dice l'adulto, con voce da saggio.

Ha ragione, si sa. Ma nel mondo reale
quali paure fanno più male?
Quali stravolgono le menti e le facce,
e spargono ansie, e oscure minacce,
per farci obbedire ai loro comandi?

La fifa dei piccoli, o le paure dei grandi?

Si recupera la narrazione in versi da far conoscere ai ragazzi, un modo di raccontare sempre meno stimato ma che -come in questo caso- può comunicare molto con meno parole, lasciando ampio spazio alla riflessione.



2 commenti:

  1. Grazie di queste bellissime parole, sono commossa!

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    1. bellissimo! Appena ho letto la prima poesia mi si è aperto un mondo! E poi che bel modo di giocare con le parole, davvero efficace!

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