mercoledì 11 luglio 2018

Posti speciali per leggere ai bambini: quanto sono importanti le favole e lo story-telling

L'Officina del Libro è oramai da tempo suddivisa in modo da lasciare spazio, oltre alle letture da adulti, anche alle letture per bambini e a tutto ciò che può aiutarli a crescere in modo sano e divertente. Da mamma e lettrice sono sempre alla ricerca di libri, giochi, oggetti che possano stimolarli, che raccontino una storia.


Tenda e peluche mostro a tre occhi: Ooh Noo

Mi piace leggere le favole ai miei bambini: Gabriele sceglie da solo ciò che vuole che io gli legga, spulcia tra tutti gli arrivi e alla fine, a turno, i libri vengono letti, sera per sera; Sofia sorride, ride ascoltando la mia voce, guardando i colori sulla pagina o semplicemente suo fratello che si diverte a commentare e fare facce buffe o impaurite, in base a cosa racconto. Anche prima di avere il mio spazio sul web, mi sono sempre immaginata come una mamma lettrice non solo per me, soprattutto per loro. In un'intervista che ho visto qualche tempo fa YouTube, Daniel Pennac diceva che la cultura non si possiede, non ci appartiene ma passa attraverso di noi in modo da poter essere condivisa con quanti è più possibile. Proprio per questo motivo per me è diventata un po' una missione condividere con le altre mamme (spesso mi scrivono anche maestre che si impegnano a inserire nel programma anche qualche libro) la mia passione per la lettura che porto sempre avanti (solo più lentamente) e l'importanza di leggere qualcosa ai nostri bambini, anche poco ma in modo costante.



E sono proprio le storie, le favole che aiutano i nostri bambini non solo a divertirsi ma a metabolizzare il mondo che li circonda e a esprimersi meglio per comunicare le loro emozioni a noi grandi che non sempre riusciamo a capirli. Gabri racconta favole e ninna nanne inventate a sua sorella, sempre più complicate con principesse e draghi, con animali che sognano favole mirabolanti.



Ed ecco che ritorno bambina anche io quando desideravo un posto  dove i grandi non mi vedessero, una tenda, una capanna, un ripostiglio: per Gabriele ho scelto qualcosa di ampio, una tenda degli indiani, ampia in modo che i suoi amici potessero stare con lui nel suo posto speciale, utilizzabile sia all'esterno che all'interno.
È proprio qui che becco Gabriele con macchinine, colori e fogli di carta ma più spesso con qualche libro che prende in giro per la casa. Oltre a leggere storie (figure per lo più, al momento) inventa lui stesso personaggi che può evocare facilmente all'interno del suo posto segreto con tanti colori e un piatto di biscotti si mette in viaggio per fantastiche avventure. Credo sia colpa mia se inventa nomi, storie catastrofiche, gare impossibili, viaggi intorno alla terra con aerei super veloci: la sua fantasia prende il sopravvento e non c'è più modo di riportarlo con i piedi sulla terra.

Se Roland Barthes diceva "La letteratura non permette di camminare ma permette di respirare" io non posso che essere concorde: l'importanza di educare fin da piccoli a raccontare storie ad avere la pazienza di ascoltare una storia, di capire i meccanismi che legano un personaggio all'altro, è fondamentale, crea empatia, dote quanto mai sottovalutata. 

Per questo anche ai genitori che hanno poco tempo -perché si sa la giornata ha ventiquattro ore e le cose da fare sono sempre tante e urgenti- cerchiamo di alimentare la loro fantasia, nutriamola con sogni e miraggi che, chissà, un giorno forse raggiungeranno.

Post in collaborazione con: Ooh Noo






1 commento:

  1. Ma questo angolino è stupendo :-) ci sono approdata per caso e volevo dirti che anche io ho una Rubrica chiamata Progetto Infanzia se ti va di passare io sono Il salotto del gatto libraio

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