mercoledì 13 giugno 2018

RECENSIONE || "Cattiva" di Rossella Milone

<<Una voce corvo dentro di me [...] mi sta dicendo che le madri e i padri posseggono millenni di esperienza alle spalle, ma nessuno in tutta l'evoluzione umana è mai diventato un genitore perfetto. L'esperienza al genitore deve insegnare solo una cosa: non sapere, perché è lì che risiede la salvezza del figlio.>>

Così Rossella Milone dà voce a tutto ciò che una neo mamma, una donna, non riesce a spiegare quando nasce suo figlio. "Cattiva", Einaudi Editore, ha come protagonista Emilia alle prese con il momento duro e sfibrante del parto e dei primi mesi di vita di un essere che si rivela tanto una parte di lei quanto qualcosa di totalmente inesplorato, alieno, sua figlia.

Che la maternità che vediamo sulle riviste patinate sia una fandonia, oramai lo sappiamo: essere mamma è meraviglioso ma è anche riscoprire se stessi, trasformarsi in qualcosa che si deve adattare perfettamente all'essere hai creato, trascurando o addirittura annullando una parte di ciò che eri prima.

Emilia culla la sua bambina, si sveglia di notte per allattarla, nutrirla, conoscerla. Nel frattempo scopre che cos'è la solitudine: suo marito Vincenzo è a lavorare, i suoi genitori non sono di aiuto per i pensieri, a volte foschi che ha. E sono proprio questi scenari immaginari, questa voglia che ogni tanto le prende, che la fa sentire cattiva. Le sembra di non essere in grado di dare a sua figlia quello che lei vuole, si sente inadeguata, inesperta e la frustrazione la spinge a scappare sulla spiaggia della sua città, Napoli, tra il profumo delle pizzelle e del pesce appena pescato.

<<Basta. [...] lo urlo contro queste pareti sottili, contro questa casa vuota, contro di te in braccio che mi senti, che senti il mio Basta crudele e assassino, tu che manco sai chi sono, riconosci la mia rabbia e la sai spiegare meglio di come me la so spiegare io. Tu urli, io urlo Basta, basta, basta. E poi accovaccio con te in braccio, l'unica cosa che so fare è sbagliata.>>

È un libro fatto di sensazioni, di emozioni quello di Rossella Milone -già esperta nel racconto di ciò che attraversa il campo dei sentimenti con la raccolta "Il silenzio del lottatore", Minimum Fax- che rivela la metamorfosi necessaria per riadattarsi a una vita in cui la priorità non sei più tu, in cui prima viene qualcun altro, senza eccezioni. 
In questo romanzo non troverete il "lato brutto dell'essere mamma" ma quel momento in cui ognuna di noi si è sentita smarrita, sola, in colpa per la necessità impellente di mollare tutto, di dire "questa cosa è più grande di me, sono incapace di affrontarla".  Al contempo, ogni mamma è investita da un amore profondo, qualcosa di atavico, impossibile da ignorare, quell'amore che lega solo una madre e una figlia che toglie energie e regala una forza da leone. 
Questa fase naturale non viene spiegata ai corsi preparto o dalle nonne, viene semplicemente vissuta: nessuno può aiutare a oltrepassarla senza ferite, perché le escoriazioni servono alla mamma per crescere insieme al proprio bambino.
È una consolazione leggere queste pagine in cui vengono riportate i miei stessi pensieri di quando ho avuto il mio primo bambino, Gabriele, ormai quattro anni e mezzo fa. Pensavo che le emozioni contrastati, estreme, di amore infinito e di rabbia, frustrazione mai provate fossero esclusivamente di mia proprietà. 

<<lui mi fa Ti devi dare un poco di tempo, Emì: ora devi stare così, incasinata, poi ti acquieti.>>

Diventare mamma comporta come prima sofferenza il parto, far uscire dal proprio corpo, il corpo di quella bambina, di quel piccolo essere che dopo sarà fuori ma sempre un appendice incollata alla tua pelle. Rossella Milone, attraverso Emilia, racconta di quanto la sofferenza possa coincidere con qualcosa di bello, di vitale; di come il corpo di una donna venga squarciato, osservato, teso al limite prima nell'attesa poi nella forza necessaria di spingere fuori la vita senza pudori, in modo deciso e delicato.

<<ha infilato gli occhi in quella cosa che non era più mia, ma di tutti e tre, come la corolla di una margherita che sta contenendo (in unico lunghissimo istante) l'ape, il polline e il vento.>>

<<Per conoscere mia figlia ho bisogno di inghiottirla, di riportarla dentro, ma lei si ribella e lo sfila via con uno strattone. Io sbadiglio.>>

Un libro profondamente reale che finalmente rende visibile qualcosa che fino ad ora non era stato reso a parole, parole giuste, senza drammatizzare, senza enfatizzare, solo la vita, quella vera.


COPERTINA 9| STILE 10 | STORIA 10


Titolo: Cattiva
Autore: Rossella Milone
Numero di pagine: 116
Prezzo: 16,50 euro

Trama
Accanto ad ogni culla, ciondolano dal sonno due genitori appena nati. Un giovane uomo intenerito e forte, una giovane donna sorpresa e tramortita, che imparano a spostarsi dal centro del mondo. Perché quella bimba tutta rosa che agita i morbidi piedini è inoffensiva solo all'apparenza. Soffice ma imperativa come un peso piuma, ha stravolto tutto in un istante.
«Passiamo ore cosí, a fissarci e a non sapere che fare. Mi viene da dirle, Ma che vuoi da me. Io non ti merito. E lei mi guarda. Perché sa che in qualche modo la merito, anche se non sa come dirmelo». Alle tre di notte, mentre la città riposa, la madre e la figlia sono sul divano. Una ha due mesi e urla come un'ossessa, l'altra ha trent'anni e fissa la parete, coi piedi scalzi, cercando di ricordarsi com'era vivere quando di notte si dormiva. La scrittura materica e sensuale di Rossella Milone ritrae con esattezza la battaglia di emozioni che accompagna la nascita del primo figlio. Questo romanzo riesce in un'impresa impossibile: raccontare l'accidentato e recalcitrante processo che trasforma una coppia in una coppia di genitori. «Le madri e i padri posseggono millenni di esperienza alle spalle, ma nessuno in tutta l'evoluzione umana è mai diventato un genitore perfetto». Perché un figlio è prima di ogni altra cosa una rivoluzione cognitiva, e quando è troppo presto per parlare d'amore forse è proprio il momento giusto per farlo.


L'AUTRICE

Rossella Milone ha pubblicato per Einaudi La memoria dei vivi (2008), Poche parole, moltissime cose (2013) e Cattiva (2018). Per minimum fax ha pubblicato Il silenzio del lottatore (2015), e un suo racconto compare nella raccolta L'età della febbre. Per Avagliano, esce Prendetevi cura delle bambine, nel 2007, e per Laterza, nel 2010, Nella pancia, sulla schiena, tra le mani. Ha pubblicato svariati racconti in antologie. Collabora con diverse testate giornalistiche e coordina l'Osservatorio sul racconto Cattedrale (www.osservatoriocattedrale.com).



2 commenti:

  1. Che meraviglia questo libro, non lo conoscevo e mi hai lasciato senza fiato. Ho letto la recensione in pochi secondi, bellissima. Lo aggiungo subito nella lista dei libri da leggere **

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  2. Ma una donna che non è ancora madre, o non lo sarà mai secondo voi può apprezzare questo libro?

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