domenica 27 maggio 2018

RECENSIONE || "Una donna" di Annie Ernaux

<<Strappava l'incarto dei soldi con forza, serrando la mascella. Parlava di soldi, di clienti, rideva gettando la testa all'indietro. Erano gesti che le erano sempre appartenuti, parole che venivano da tutta la sua vita. Non volevo che morisse. Avevo bisogno di nutrirla, toccarla, ascoltarla.>>


Un'altra volta sono stata colpita dalla potente penna di Annie Ernaux che come di consueto riesce a parlare, in un'opera taumaturgica, di qualcosa di molto personale rendendo il testo intimo e al contempo universale.

La morte della propria madre è sempre dirompente nella vita di una persona: si perdono i punti cardinali che si sono seguiti da quando si è piccoli. Per Annie Ernaux non è diverso e cerca di curare le sue ferite, metabolizzare il lutto, scegliendo le parole giuste, scrivendo di lei, del suo rapporto con lei, della malattia che l'aveva cambiata per sempre.




"Una donna", L'Orma Editore, apre le porte ai lettori sulle emozioni della Ernaux in un racconto dallo stile semplice, in cui parla della provenienza contadina della madre e del padre, delle aspirazioni della madre e dell'importanza che dava alle discrepanze tra le classi sociali, lo sforzo perchè lei crescesse istruita per bene e che inseguisse i suoi sogni. Un viaggio non solo nella vita della madre ma anche nella Storia: uno dei più bei racconti di famiglia in cui mi sia mai imbattuta, che riesce ad afferrare il clima generale senza mai perdere il tono che si usa per narrare ciò che è estremamente vicino, minuscolo in confronto al resto. L'effetto è quello di sentire una nonna che racconta la sua infanzia, le stranezze di famiglia, i drammi e i momenti felici ai nipoti curiosi e pieni di domande.

La storia che la Ernaux decide di svelarci è intervallata dai suoi pensieri mentre scrive per liberarsi dal dolore, dei piccoli gesti e frasi che la madre usava più spesso e che gliela ricordano di più. In questo libro ogni figlia rivede la propria madre, la rivede mentre fa le faccende, mentre ci lava all'età di 5 anni, mentre ci sgrida per qualcosa che proprio non tollerava. La Ernaux ci porta in un luogo profondamente suo e al tempo stesso anche nostro, in un misto di nostalgia, dolcezza, amore, rabbia, senso di colpa, tenerezza.

<<Molte volte, il desiderio impellente di portarla via con me, di occuparmi soltanto di lei, per accorgermi subito che non ne sarei stata capace. (Senso di colpa per averla piazzata lì, anche se, come dicevano gli altri, <<non potevo fare altrimenti.>>)>>

Insieme alla componente sentimentale si mischia il fattore tempo, il tempo che all'autrice rimane da stare con sua madre, per quanto tempo si ricorderà di lei dopo che la demenza senile le ha tolto non solo i ricordi ma anche ogni barlume di cognizione di come si fanno le cose di tutti i giorni: lavare i piatti, vestirsi, andare in camera sua.
Ciò che probabilmente rimane impresso dello stile della Ernaux è la capacità di far immedesimare il lettore nelle sue storie, rendendolo non solo spettatore esterno di una storia ma protagonista delle sensazioni che comunica proiettandolo nel passato o nel futuro della sua propria storia.

Da leggere e recuperare i volumi di questa autrice, ognuno lascia un solco indelebile nel lettore.


COPERTINA 8 | STORIA 8,5 | STILE 9

Titolo: Una donna
Autore: Annie Ernaux, traduzione di Lorenzo Flabbi
Editore: L'Orma Editore
Numero di pagine: 112
Prezzo: 13,00 euro

Trama

Pochi giorni dopo la morte della madre, Annie Ernaux traccia su un foglio la frase che diventerà l’incipit di questo libro. Le vicende personali emergono allora dalla memoria incandescente del lutto e si fanno ritratto esemplare di una donna del Novecento. La miseria contadina, il lavoro da operaia, il riscatto come piccola commerciante, lo sprofondare nel buio della malattia, e tutt’attorno la talvolta incomprensibile evoluzione del mondo, degli orizzonti, dei desideri. Scritte nella lingua «più neutra possibile» eppure sostanziate dalle mille sfumature di un lessico personale, famigliare e sociale, queste pagine implacabili si collocano nella luminosa intersezione tra Storia e affetto, indagano con un secco dolore – che sconvolge più di un pianto a dirotto – le contraddizioni e l’opacità dei sentimenti per restituire in maniera universale l’irripetibile realtà di un percorso di vita.

L'AUTRICE

Annie Ernaux è nata a Lillebonne (Senna Marittima) nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studiata e pubblicata in tutto il mondo, la sua opera è stata consacrata dall’editore Gallimard, che ne ha raccolto gli scritti principali in un unico volume nella prestigiosa collana Quarto. Nei suoi libri ha reinventato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale. Considerata un classico contemporaneo, è amata da generazioni di lettori e studenti. Della stessa autrice L’orma editore ha pubblicato Il postoGli anni, vincitore del Premio Strega Europeo 2016, L’altra figlia e Memoria di ragazza

2 commenti: