venerdì 20 luglio 2018

RECENSIONE || L'amore è potere, o almeno gli somiglia molto di A. Ignoni Barrett

<<Ma amore non significa matrimonio, un bambino, per sempre. Amore significa che mi rendi felice finchè un giorno non è più così>>

Questa raccolta di raconti è stata la mia scoperta estiva preferita.
Non avevo mai letto nulla casa editrice 66than2nd (andate a dare un'occhiata al loro catalogo sono certa che la vostra wishlist si allungherà a dismisura) e sono rimasta piacevolmente colpita dallo stile scorrevole di A. Igoni Barrett in "L'amore è potere, o almeno gli somiglia molto"  ambientato in Nigeria, in una città immaginaria di nome Poteko.
Il tema, come si può facilmente intuire dal titolo, è l'amore il fil rouge che collega ogni racconto all'altro e che viene sviscerato in ogni sua sfaccettatura: tra madre e figli, tra amanti, un amore fittizio, amore malato, amore per la famiglia o per la cugina, amore che si tramuta in odio e amore che è amore finché dura. Un amore che in qualche modo esercita un potere, aziona comportamenti e atteggiamenti, alcuni prevedibili, altri no.

Di tutte le raccolte che ho letto questa è l'unica che è riuscita a mantenere il mio interesse verso ogni singolo racconto, anzi in maniera crescente. È difficilissimo trovare una raccolta che non abbia un racconto debole, meno accattivante degli altri.

Solo in un caso i personaggi vengono recuperati a distanza di qualche racconto, gli altri sono tutti autoconclusivi. 


Probabilmente quello che mi è piaciuto più degli altri è "La forma di un cerchio perfetto": la famiglia Abrakasa è povera. La mamma Douju Abrakasa è un'alcolizzata che non si preoccupa minimamente dei suoi tre figli. Il figlio di mezzo, Dimiè, viene mandato a cercare da mangiare con i pochi spiccioli che sono rimasti, bada che non si dimentichi la bottiglia per la mamma. Attraverso una serie di peripezie, Dimiè perde i soldi e non riesce a recuperarli. Arrivato a casa la madre si infuria così tanto che lo picchia fino a farlo sanguinare. I bambini decidono di andare dalla nonna a dormire quella sera ma Dimiè non riesce a rimanere. Amareggiato dal comportamento della madre ma comunque premuroso verso di lei, decide a notte fonda di portarle la cena e una bottiglia ad alta gradazione che si ferma a comprare per strada con i soldi che gli ha dato la nonna.
Arrivato nella piccola stanza che chiama "casa", la madre lo ringrazia e si rimette a scolarsi la sua preziosa pozione magica, fino al mattino dopo che, incattiva dall'alcol, lo aggredirà di nuovo ricevendo in cambio una sonora sberla da parte di Dimiè.

Pur rimanendo in territorio africano Barrett racconta di diversi ceti sociali e situazioni, riesce a introdurre anche un minimo di storia politica con il racconto "Il mio problema dell'alito cattivo", forse il racconto più leggero e divertente della raccolta. Quello che sicuramente mi ha più scossa è il racconto, omonimo del libro, in cui il protagonista quando veste la divisa militare diventa violento e sgarbato e ci porta con sé durante le sue ronde e il suo lavoro in cui la giustizia e la legge contano ben poco. Mi sono commossa leggendo il primo racconto "La cosa peggiore di tutte" in cui Ma Bille si rende conto di essere stata messa da parte dai suoi figli e se in un primo momento ha sentito riecheggiare nelle orecchie la parola "abbandono", pensandoci, ha capito che è giusto che ognuno faccia la propria vita e che forse una soluzione alla sua solitudine da "gattara" c'è vicino a lei, basterà lasciare da parte l'orgoglio.

In questo libro troverete ben mascherati temi per nulla secondari che Barrett è riuscito abilmente a inserire in storie intriganti, attuali, altre meno, ma con un appeal fortissimo che il lettore non scorderà tanto in fretta. Un autore da tenere sott'occhio per come interpreta e racconta la realtà.


COPERTINA 6 | STILE 8,5 | RACCONTI 8

Titolo: L'amore è potere, o almeno gli somiglia molto
Autore: A. Igoni Barrett, traduzione di Michele Martino
Editore: 66than2nd
Numero di pagine: 256
Prezzo: 16,00 euro

Trama

E' sempre l’amore al centro di questi racconti ambientati tra la vivace umanità di Poteko, una comunità immaginaria dove si mescolano il fascino e le contraddizioni di Lagos, Port Harcourt, Ibadan, luoghi di cui Barrett è il cantore come Joyce lo è stato di Dublino e Čechov di San Pietroburgo. Nove racconti abitati da ladruncoli di strada, pirati informatici, studentesse ninfomani, ragazzine pazze per Shakira, adulteri impuniti, esorcisti ciarlatani. Nove storie intrecciate con maestria in cui Barrett dimostra ancora di più - dosando «parole di zucchero filato», scene esilaranti e scoppi di indicibile violenza - che l’arte del racconto può essere più esatta di quella del romanzo. E che oggi nessun paese al mondo ha una letteratura più feconda e vitale della Nigeria, nazione inquieta, sempre in bilico tra tecnologia e tradizione, dove l’amore è potere. O almeno gli somiglia molto.


L'AUTORE

A. Igoni Barrett è nato a Port Harcourt, in Nigeria, nel 1979. Fellow, tra gli altri, del Chinua Achebe Center e del Norman Mailer Center. Nel 2005 ha esordito con la raccolta di racconti From Caves of Rotten Teeth, tra cui figura The Phoenix, premiato quello stesso anno dalla Bbc. La seconda, Love Is Power, or Something Like That, uscita nel 2013, sarà pubblicata da 66thand2nd nel 2018. Culo nero, il suo primo romanzo, ha imposto Barrett sulla scena della letteratura nigeriana di oggi insieme a Teju Cole, Chimamanda Ngozi Adichie e Helon Habila.

Leggere insieme... in ESTATE!

Durante l'estate si recupera il tempo perso e con i bambini, nelle calde sere estive, vivere avventure indimenticabili!

E anche quest'anno ho da proporvi una valigia intera di libri, nuovi e di vecchia data, tutti illustrati e davvero bellissimi.

Non è estate senza pomeriggi in casa con fuori il caldo che sbatte contro le finestre semiaperte e la noia si fa un po' più pressante. Per me è stato di grande aiuto "C'è una tigre in giardino" di Lizzy Stewart, Terre di Mezzo: la protagonista vittima della noia in un giorno d'estate viene spronata dalla nonna a cercare una tigre in giardino. Naturalmente la piccola parte per la sua piccola avventura reticente, finché non avvista davvero una grossa tigre parlante tra le piante della casa... e una sirena nella vasca da bagno. 

Un'altro libro meraviglioso che di parole non ha davvero bisogno è "La porta" di Ji Hyeon Lee, Orecchio Acerbo. In un mondo in bianco e nero un bambino insegue un piccolo moscerino colorato che porta la chiave che aprirà una e più realtà parallele felici e piene di colore. Un albo davvero magico, da sfogliare e risvegliare, per inventare sempre nuove storie e rivedere i singoli dettagli.




Passiamo alle letture al mare. Mi piacciono le letture a tema come "Il re del castello" di Adrien Albert, Babalibri, una storia semplice ma di grande efficacia perché alla fine il mare si prende il bel castello costruito dal protagonista, scalzando ogni possibile re.

Non è estate se non leggiamo un libro sui pirati, in questo caso una piratessa di nome Zelda,("Zelda, la piratessa" di Pieter Van Oudheusden e Merel Eyckerman, Sinnos Edizioni), che ripescata da una ciurma di feroci pirati verrà allevata come una delle più temibili piratesse dei sette mari!
Più didascalico ma di grande effetto grazie ai disegni dai colori pastello è "Piccole scoperte MARE" di Libby Walden e Stephanie Fizer Coleman, Editoriale scienza. Scopriamo insieme ai nostri bambini le creature marine e piccole grandi curiosità nascoste sotto le alette. Troverete tantissimi animali, divisi per categoria, dai classici ai poco conosciuti. Andiamo all'avventura con la "Leggenda di Sally Jones" di Jakob Wegelius, Orecchio acerbo. Questa graphic novel dalle illustrazioni spettacolari è dedicato a un pubblico un po' più grandicello almeno 7 - 8 anni ma ho voluto inserirle in questa lista per via delle immagini grandi e colorate che potrebbero interessare anche a un pubblico dai 5 anni in su. La storia di Sally Jones non è delle più allegre ma vivrete un'avventura pazzesca con questa scimmiotta che viene presa e abbandonata, viaggiando in lungo e in largo.

Per affrontare la separazione dal pannolino e accettare il vasino ho (finalmente) trovato un libro che mi ha effettivamente aiutato. All'apparenza sembra un libro gioco come gli altri, con alette da sollevare, in realtà "Il re è occupato" di Mario Ramos (questo autore è una certezza per me) di Babalibri è molto di più. La suspense alla ricerca del re in ogni stanza del castello finirà in una grossa risata quando si arriverà all'ultima pagina: dove si nasconde il re? Nella sala del trono non c'è.... ma guarda meglio! C'è una porticina e il re è proprio lì seduto a fare i suoi bisogni!

Gabriele lo adora: gli piace cercare i passaggi segreti e gli piace trovare il re con i pantaloni abbassati occupato a fare le sue cose.

Altro libro che quest'estate mi aiuterà tantissimo è "Tra le mie braccia" di Emile Jadoul, Babalibri. L'arrivo della sorellina è stato accettato meglio di quanto mi aspettassi (e sperassi) ma comunque cerco libri per rassicurarlo, per fargli capire che adesso siamo una squadra con una persona in più. Questo libro, dolcissimo vi aiuterà a far capire ai vostri bimbi "maggiori" che posso avere un ruolo attivo nel prendersi cura della sorellina o del fratellino appena arrivati.

Se invece state progettando un grande viaggio Electa Kids ha per voi tantissimi libri dalle illustrazioni magnifiche che non potranno che affascinare i vostri bimbi oltre che a essere alleati preziosi per mostrare loro dove andranno. Il grande libro "Regioni d'Italia" di Gianluca Biscalchin vi porterà attraverso la nostra magnifica Italia e per le specialità che la contraddistinguono. Se invece partirete per mete esotiche, all'estero, il caro vecchio libro "Mappe" di Aleksandra Mizielinska, Daniel Mizielinski soddisferà tutte le domande che i bimbi vi porranno!


Vi auguro un'estate piene di belle esperienze e soprattutto tantissime letture!

RECENSIONE || OPS! Abbiamo un problema di Jacob Grant

Venite a conoscere l'orso più pulito e dolce che ci sia nell'albo illustrato di Jacob Grant "OPS! Abbiamo un problema" Lapis Edizioni (36 pagine, 13,80 euro).

Per me non esiste miglior storia di quella con un lieto fine, dai tratti dolci, con personaggi che compiono errori in buona fede, possibilmente massicci e pelosi ma con un cuore d'oro. Ed è proprio così Orso con la sua piccola orsetta di peluche: Orso è sicurissimo di sapersi prendere cura della casa, di pulire a fondo, di stare attento a orsetta. 

Un giorno, dopo lunghe pulizie, Orso trova un libro fuori posto. Come'è possibile che ci sia un libro pieno di ragnatele per terra? Orso ribalta casa, cerca ovunque con orsetta, mettendo sotto sopra una stanza dopo l'altra, ragnatela dopo ragnatela. Fino a che mentre solleva il letto per controllare che cosa si nasconda sotto, orsetta si incastrata sotto uno dei piedi del letto e si strappa una zampetta. Ecco il disastro, orsetta si è rotta; Orso corre a prendere la valigetta del pronto soccorso. Quando torna per fasciare la povera zampa trova orsetta già sistemata, come nuova!

Chi sarà stato? Ma ovviamente il ragnetto, piccolo inquilino, tranquillo che fa tutte le cose che fa orso: legge, fa la maglia, dipinge e prende il the. Orso si accorge che le ragnatele non gli causano più fastidio, il ragno è riuscito a conquistarsi la sua amicizia: è innocuo e può abitare con lui.

Una storia dolce che comunica ai nostri bambini quando la frettolosità nel giudicare, nel cercare un colpevole, alle volte, arrechi più danni che cercare di capire che cosa stia succedendo, avere pazienza di guardare. Non tutto il male viene per nuocere.

La trovo una favola perfetta per la buona notte con le illustrazioni grandi e le pagine patinate, un protagonista gentile e attento in una storia da far riflettere.

RECENSIONE || Piccole scoperte MARE, di Libby Walden e Stephanie Fizer Coleman

Mi affido a Editoriale Scienza quando cerco un libro esteticamente bello ma che abbia anche delle nozioni che Gabriele possa apprendere.
"Piccole scoperte Mare" (16 pagine cartonate, 15,90 euro) di Libby Walden e Stephanie Fizer Coleman è un bellissimo libro con alette che ci porta alla scoperta delle creature marine fin nei più profondi abissi. 


Il libro si divide per categorie "Giganti", "Nascondino", "Abissi", "Fondali marini", "La barriera corallina" con illustrazioni magnifiche in ogni pagina e la descrizione di ciascuna. 

Gli animali e i pesci sembrano quasi dipinti,i colori pastello dominano il libro, e sotto ogni aletta troviamo una piccola curiosità e descrizione oltre che il disegno dello stesso nel suo ambiente.
Descrizione tecnica a parte, lo trovo un libro divertente, quasi magico, da sfogliare e riguardare al mare, alla scoperta delle forme di vita che vanno oltre il classico delfino o squalo: in questo libro troverete il pesce chirurgo, il dragone foglia, lo squalo dal collare, il granchio gigante, l'isopode gigante e tanti altri animali che spesso nei libri per bambini vengono tralasciati per la loro rarità o lontananza.

Come tipologia si può classificare nei manuali prescolari, quei libri in cui ancora predomina l'immagine ma in cui la nozione, anche se breve, è forte. Per questo motivo è meglio proporlo a bambini di almeno 4 anni.
Sollevare le alette di questo libro è un gioco che ai bambini piace sempre: racchiude il mistero di una nuova scoperta che non mancherà di sorprenderli ad ogni pagina!

Calvino si avvicina ai più piccoli con le raccolte di fiabe Mondadori!

Appena le ho viste ho sgranato gli occhi e mi sono avventata sulle copie!


Le raccolte di fiabe di Italo Calvino illustrate da Fabian Negrin, Pia Valentinis e Giulia Orecchia, editi da Mondadori, sono spettacolari.

Per bambini dai 9 anni in poi, si possono riscoprire gioielli della letteratura con i nostri bambini divertendoci ampiamente anche noi genitori a leggere queste storie geniali, forbite e astute.


A partire da un italiano sicuramente più complesso e bello da leggere, e da ascoltare, le fiabe di Calvino hanno quel sapore tradizionale e divertente tutto italiano.

I volumi sono  otto, divisi per tema: animali magici, paura, da ridere, per i piccoli, del mare, un po' da piangere, fatate e fiabe a cavallo
Io qui vi parlerò dei tre libri che sono giunti a me: Fiabe tutte da ridere, Fiabe da far paura (appena appena, non tanto) e Fiabe per i più piccini. I libri contengono dalle cinque alle otto fiabe ciascuna prese dalla tradizione italiana (sotto ogni titolo troverete la regione in cui sono ambientate). 




Sono fiabe divertenti, con piccole filastrocche e avvincenti che riescono a seguire anche bambini più piccoli dell'età indicata (Gabriele si è divertito un mondo con il volume dedicato ai più piccoli). La lunghezza delle storie non è spaventosa e un bambino di nove anni riesce ampiamente a seguirle se non a leggerle in autonomia.



Ogni fiaba è accompagnata da bellissime e fini illustrazioni, caratteristica particolare per libri dal formato tascabile ottimi da portare in vacanza. Piccoli, compatti e con una marcia in più, i titoli riproposti da Mondadori sono letture eccezionali per avvicinare i più giovani a un autore italiano fantastico che può apparire ostico alle nuove generazioni: per iniziare ad apprezzare un autore è necessario partire dalle basi per non bruciare un amore a causa della fretta di far conoscere un Italo Calvino adatto per ragazzi più grandi.



Io ho le mie preferite: le fiabe che fanno paura, ma appena appena. Le trovo davvero divertenti e con un livello linguistico superiore alle altre. Ma anche le fiabe per i più piccini sono carine in particolare la fiaba de "Il bambino saggio" in cui il protagonista cerca di scappare dalla strega che lo mette nel sacco per ben tre volte fino a che lui non la mette in forno.






giovedì 19 luglio 2018

Letture estive: portarsi un carrello di libri sotto l'ombrellone e non solo!

Quanto tempo passiamo in libreria appena si prospetta un periodo libero? L'estate è proprio una di quelle occasioni in cui i buoni propositi letterari prosperano per, alle volte, finire malamente. 

Ecco qui alcuni consigli per procurarsi libri da leggere effettivamente, non solo per chi va al mare ma anche per chi rimane in città o scappa verso la montagna.

Per me estate è sinonimo di gialli: da Simenon alla Christie, si passa per un'infinità di autori. Se volete qualcosa di smilzo, accattivante e con degli omicidi niente male vi consiglio la serie di "Flavia de Luce" di Alan Bradley, Sellerio Editore, vi porterà nell'umida campagna inglese tra becker, formule chimiche, in un grande castello pieno di misteri. Da tenere sott'occhio è la collana Crimini e misteri firmata Lindau Edizioni. Tanti titoli di autori del Novecento che vi lasceranno con il fiato sospeso. Se siete amanti del romanzo storico ma in versione crime può essere una valida alternativa Jason Goodwin, Einaudi Editore, e il suo protagonista eunuco Yashim in una Istanbul dai mille colori e intrighi incredibili. 

Siete alla ricerca di una nuova saga in cui immergervi?
Per Fazi Editore, ormai sinonimo di romanzi strepitosi di autori contemporanei e passati, è appena uscito "La famiglia Aubrey" ma rimane sempre valido il richiamo ipnotico dei Cazalet della grande e attuale Elizabeth Jane Howard
Rilancio novità, che spero farà parte anche della mia estate, "I Melrose" di Edward St Aubyn, Neri Pozza Editore di cui è da poco uscita anche la serie tv su Sky Atlantic. Se non avete ancora avuto la possibilità di addentare i romanzi di Kent Haruf, pubblicato in Italia da NN Editore, che cosa state aspettando? La trilogia della pianura è per tutti e renderà indimenticabile il periodo in cui leggerete questi libri, una prosa magica di uno degli autori americani più bravi.


Sempre valide e probabilmente di più facile fruibilità se si è molto presi dalle attività estive sono le raccolte di racconti. Alleate impareggiabili per chi cerca qualcosa da leggere nei momenti morti o di breve la sera, un fantastico autore è Ring Lardner con "Tagliando i capelli", Marcos y Marcos, o ancora fresco di stampa "L'amore è potere, o gli somiglia molto" di Barrett, 66than2nd, raccolta intensa ma piacevolissima alla lettura, con un grande appeal, spazia su ciò che può essere l'amore in tutte le sue sfaccettature in una Nigeria povera e polverosa. Bellissime anche le raccolte di racconti firmate Black Coffee Edizioni che vi porteranno nella più intensa letteratura americana contemporanea, più impegniative ma anche qualitativamente superiori. Per chi invece cerca qualcosa fuori dall'ordinario, di nicchia, è appena uscita per Bompiani la raccolta dal titolo "Screwjack" di Hunter S. Thompson. Tre racconti stampati per la prima volta nel 1991 con una tiratura di appena trecento copie, dal tema bizzarro e a tratti osceno che rispecchia, in parte, la vita dell'autore.

Anche i racconti nerissimi di Joyce Carol Oates "Il collezionista di bambole", Il Saggiatore, ha bisogno di un suo posto: sotto al sole, accanto a una cascata o nel brivido della notte (aria condizionata sparata a manetta) è giusto avere quella sensazione di terrore che solo la sua penna affilata sa dare. Come posso non nominare "La mite" di Fedor Dostoevskij, Adelphi Edizioni? Uscito quest'anno sperato dalla raccolta, questo breve monologo vi darà un piccolo assaggio dello stile di questo potente autore russo e vi farà vivere una storia d'amore finita in tragedia.


Ancora un paio di categorie e poi ho finito, promesso. 
Romanzi. Ma quali? Per me rimane punto fermo "I miei piccoli dispiaceri" di Miriam Toews, Marcos y Marcos. Non solo attuale ma anche divertente e profondamente umana, vi porterà attraverso pagine che vi faranno dimenticare tutto il resto. 
 Super sottile ma davvero da leggere è "Una donna" di Annie Ernaux, L'Orma Editore. Piccolissimo ma di altissima presa, se l'argomento non è dei più felici, la trama e i pensieri della Ernaux si rivelano preziosi e piacevoli da scoprire.
"L'estate che sciolse ogni cosa" di Tiffany McDaniel, Atlantide Edizioni, è un romanzo che ha tutte le caratteristiche per un'ottima riuscita. Per intenderci, vedo molto dello stile di Stephen King, un piccolo paese un ragazzo che dichiara essere il diavolo, le persone che perdono lucidità nel caldo soffocante e polveroso delle strade. 
Se invece cercate qualcosa di divertente, ben scritto, una trama in cui spie e attualità si intrecciano, fa per voi Jean Echenoz con il suo libro "Inviata speciale", Adelphi Edizioni.
Novità in casa 66than2nd è il libro di Yamande Omotoso "La signora della porta accanto", romanzo che attendo con trepidazione. Appena letta la trama ho pensato fosse spassosissimo, ideale per chi cerca un romanzo leggero.

E poi c'è chi viaggia con un libro e vuole viaggiare anche mentre legge. Due case editrici da tenere d'occhio e di cui spulciare i cataloghi: Iperborea e Edizioni SUR. 

Iperborea pubblica autori del nord Europa: gialli, romanzi storici, attuali, per bambini, i Mumin (imperdibili strisce di fumetti super divertenti!) e da poco anche una preziosissima guida, obiettivo: Islanda. Edizioni SUR vi porterà in sud America, nel suo incessante brusio interno, forte e determinato. Nel loro catalogo troverete storie non sempre semplici, temi scomodi ma di grande impatto: una letteratura da vivere. 

E i classici? I grandi classici! Ecco una categoria che faccio fatica a portare avanti parallelamente a ciò che leggo durante l'anno. In questo caso vi propongo ciò che vorrei leggere io: finire "Anna Karenina" di Tolstoj, "Furore" di Steinbeck, il primo volume di "Alla ricerca del tempo perduto" di Proust, "Delitto e castigo" di Dostoevskij e "Moby Dick" di Melville, "Il commesso" di Malamud.

Mica male per appena tre mesi di vacanza!





lunedì 16 luglio 2018

RECENSIONE || "Inviata speciale" di Jean Echenoz

<<Voglio una donna, ha dichiarato il generale. Mi serve una donna, chiaro?>>

Pronti per l'avventura? Si parte con "Inviata speciale", di Jean Echenoz, Adelphi Edizioni in una storia dalle mille sfaccettature in cui lo spionaggio e l'ironia risaltano creando un romanzo piacevole e scorrevole con la giusta dose di intrecci e intrighi.



Un narratore e tanti personaggi che hanno sia l'anima del burattino che uno pseudo libero arbitrio per srotolare le vicende intrecciate tra loro e che si compongono mano a mano come un puzzle. 
Siamo a Parigi, la protagonista ignara del suo destino -ma nemmeno tanto vogliosa di sapere quale potrebbe essere- si chiama Costance Coste, moglie di Lou Tausk (pseudonimo) compositore di una delle hit più famose della storia della musica, "Excessif". Loro sono il bersaglio del generale Bourgeaud a capo di una piccola unità che decide di fare spionaggio, niente di meno, che in Corea del Nord. Il vice del generale, Paul Objat, ha già pensato a tutto e proprio grazie al successo musicale passato, Costance, traduttrice della canzone, verrà accolta a braccia aperte e senza sospetti. Il piano è quello di affiancarla a uno dei sette generali vicinissimi a Kim Jong Un e scoprire quante più informazioni possibili, naturalmente tra le lenzuola.

<<Ci siamo, ha esclamato il generale, il contatto è stabilito. In che senso? ha chiesto Objat. Nel senso, ha spiegato il generale strofinandosi un Panter Vanilla contro l'orecchio, che meno di ventiquattr'ore fa Gang si è sbattuto la ragazza ed è un buon inizio.>>

Rapiscono Costance per un periodo di segregazione, che gli assicurerà la sua collaborazione, nella campagna francese (con richiesta di riscatto all'avaro Lou Tausk che non solo non pagherà la somma stratosferica, ma intesserà anche una relazione adulterina con la giovane segreteria del fratello) insieme a due scagnozzi ingaggiati dall'intermediario di Objat, che più che aguzzini diventeranno amici della bella Costance.
In questo lasso di tempo l'autore ci racconta le vicende dei singoli personaggi che in qualche modo vengono tutti collegati senza che loro ne sappiano nulla: Jean - Pierre e Christian, i carcerieri di Costance, vengono comandanti di qua e di là, fino ad arrivare in Corea del Nord e là rimanere prigionieri per anni; Lou Tausk non trova pace e dopo la relazione adulterina con Nadine, ci riproverà con la nuova segreteria del fratello; Pognel ricorderà al povero Tausk la brutta storia della rapina a mano armata avvenuta dieci anni prima in cui non si è preso le sue responsabilità scaricandole sul povero amico (Pognel ha necessità di un corso di gestione della rabbia); Paul Objat che tutto sommato è il personaggio che più rimane coerente, una sorta di eroe immune alla vena ironica della penna che lo ha creato, salverà la disinteressata e ingenua Costance.

<<Quanto a Costance, nemmeno a lei le cose andavano così male. Mai avremmo immaginato che si sarebbe abituata alla sua condizione di reclusa, al punto da non considerarsi più tale. Vero è che era trattata in modo più che corretto: le usavano gli stessi riguardi che avrebbero avuto in una clinica, in villeggiatura, in una residenza per artisti o in una casa di riposo.>>

Jean Echenoz è un autore che riesce a mantenere l'attenzione del lettore alta, che prende sul serio i suoi personaggi ma non troppo, creando un clima potenzialmente serioso, formale, rigido ma che spesso scende nell'assurdo e nello splatter. Leggere questo romanzo è principalmente divertente, appassionante in un vortice di vite completamente diverse, di emozioni e pensieri in una Parigi poco patinata. L'abbinamento tra il registro ironico e la trama proiettata verso lo spionaggio internazionale nella pericolosa Corea del Nord è quasi paradossale ma trova un equilibrio piacevole che in questo modo annovera Jean Echenoz tra uno degli autori da scoprire meglio.


COPERTINA 8 | STILE 8 | STORIA 7


Titolo: Inviata speciale
Autore: Jean Echenoz, traduzione di Federica e Lorenza di Lella
Numero di pagine: 248
Prezzo: 18,00 euro

Trama

Trentaquattro anni, camicetta azzurra attillata, pantaloni skinny antracite, corto caschetto alla Louise Brooks – in una parola, incantevole. È così che ci appare Constance, poco attiva e poco qualificata, ma in compenso duttile, molto incline alle disavventure sentimentali e misteriosamente capace di scatenare, con la sua morbida svagatezza, l'imprevedibile. Una quindicina di anni fa, fra l'altro, Constance è stata l'interprete di un successo planetario, Excessif, una di quelle canzoni che fanno ballare il mondo intero, dalla Lapponia allo Yemen, e assicurano a chi le compone – nella fattispecie il suo ex marito, Lou Tausk – un'esistenza oziosa e dorata. Una canzone che tutti ricordano ma che continua a essere popolarissima, guarda caso, fra gli apparatcik della Corea del Nord, incluso uno dei consiglieri più influenti del Leader supremo, Gang Un-ok. Giovane, charmant, educato in Svizzera e presumibilmente aperto al dialogo con l'Occidente, Gang è insomma il bersaglio ideale del languido fascino di Constance, che dopo varie, e per noi irresistibili, peripezie finirà – agente segreto suo malgrado – in una opulenta villa di Pyongyang con la missione quanto mai rischiosa di sedurre Gang, e destabilizzare la Corea del Nord. Con Inviata speciale Jean Echenoz torna alla narrazione pura, e insieme al noir e alla spy story, di cui è da sempre appassionato, mettendo la sua impareggiabile ironia e tutte le scintillanti risorse della sua scrittura al servizio della più affettuosa celebrazione: «Sabotare per espandere, potrebbe essere il mio slogan» ha del resto dichiarato. Quel che è certo è che seguendo Constance da Parigi alla Creuse alla baia di Wonsan, dov'è ormeggiato lo yacht di Kim Jong-un, ritroveremo, miracolosamente, l'euforia della lettura.






mercoledì 11 luglio 2018

Posti speciali per leggere ai bambini: quanto sono importanti le favole e lo story-telling

L'Officina del Libro è oramai da tempo suddivisa in modo da lasciare spazio, oltre alle letture da adulti, anche alle letture per bambini e a tutto ciò che può aiutarli a crescere in modo sano e divertente. Da mamma e lettrice sono sempre alla ricerca di libri, giochi, oggetti che possano stimolarli, che raccontino una storia.


Tenda e peluche mostro a tre occhi: Ooh Noo

Mi piace leggere le favole ai miei bambini: Gabriele sceglie da solo ciò che vuole che io gli legga, spulcia tra tutti gli arrivi e alla fine, a turno, i libri vengono letti, sera per sera; Sofia sorride, ride ascoltando la mia voce, guardando i colori sulla pagina o semplicemente suo fratello che si diverte a commentare e fare facce buffe o impaurite, in base a cosa racconto. Anche prima di avere il mio spazio sul web, mi sono sempre immaginata come una mamma lettrice non solo per me, soprattutto per loro. In un'intervista che ho visto qualche tempo fa YouTube, Daniel Pennac diceva che la cultura non si possiede, non ci appartiene ma passa attraverso di noi in modo da poter essere condivisa con quanti è più possibile. Proprio per questo motivo per me è diventata un po' una missione condividere con le altre mamme (spesso mi scrivono anche maestre che si impegnano a inserire nel programma anche qualche libro) la mia passione per la lettura che porto sempre avanti (solo più lentamente) e l'importanza di leggere qualcosa ai nostri bambini, anche poco ma in modo costante.



E sono proprio le storie, le favole che aiutano i nostri bambini non solo a divertirsi ma a metabolizzare il mondo che li circonda e a esprimersi meglio per comunicare le loro emozioni a noi grandi che non sempre riusciamo a capirli. Gabri racconta favole e ninna nanne inventate a sua sorella, sempre più complicate con principesse e draghi, con animali che sognano favole mirabolanti.



Ed ecco che ritorno bambina anche io quando desideravo un posto  dove i grandi non mi vedessero, una tenda, una capanna, un ripostiglio: per Gabriele ho scelto qualcosa di ampio, una tenda degli indiani, ampia in modo che i suoi amici potessero stare con lui nel suo posto speciale, utilizzabile sia all'esterno che all'interno.
È proprio qui che becco Gabriele con macchinine, colori e fogli di carta ma più spesso con qualche libro che prende in giro per la casa. Oltre a leggere storie (figure per lo più, al momento) inventa lui stesso personaggi che può evocare facilmente all'interno del suo posto segreto con tanti colori e un piatto di biscotti si mette in viaggio per fantastiche avventure. Credo sia colpa mia se inventa nomi, storie catastrofiche, gare impossibili, viaggi intorno alla terra con aerei super veloci: la sua fantasia prende il sopravvento e non c'è più modo di riportarlo con i piedi sulla terra.

Se Roland Barthes diceva "La letteratura non permette di camminare ma permette di respirare" io non posso che essere concorde: l'importanza di educare fin da piccoli a raccontare storie ad avere la pazienza di ascoltare una storia, di capire i meccanismi che legano un personaggio all'altro, è fondamentale, crea empatia, dote quanto mai sottovalutata. 

Per questo anche ai genitori che hanno poco tempo -perché si sa la giornata ha ventiquattro ore e le cose da fare sono sempre tante e urgenti- cerchiamo di alimentare la loro fantasia, nutriamola con sogni e miraggi che, chissà, un giorno forse raggiungeranno.

Post in collaborazione con: Ooh Noo






mercoledì 4 luglio 2018

Giochiamo insieme a HEADU!

Ancora una volta Headu colpisce nel segno con i primi giochi di società per i più piccoli, originali e soprattutto modulari.




Il gioco che più mi è piaciuto è sicuramente "L'inventa storie dei piccoli" (3-6 anni). Il gioco inizia con la composizione dei puzzle, scenari (il mare, la foresta, casa) in cui mettere i vari personaggi di cartone spesso. Il mago, il cavaliere, il forziere con il tesoro, il cracken, la principessa, il folletto e tanti altri sono tutti elencati nel libretto all'interno della scatola in modo che il bambino capisca di che cosa si tratta e come usarli nelle varie storie che si inventerà. E via libera alla fantasia, il bambino si può immedesimare, riprodurre il suo mondo o crearne uno che non ha nessun senso e nessuna regola, se non che lo ha creato lui. Trovo che sia un'alternativa, meno dispendiosa e più comoda da trasportare, dei classici giochi ruolo (casa delle bambole, cucina, mercato ecc.) comunque efficace se non ancora più modulare e ampia nella possibilità delle vicende da inventare.
E proprio nell'invenzione e nell'immaginazione sta la meraviglia di questo gioco: nessun limite, poter raccontare e riadattare ogni composizione come si vuole. Per quanto mi riguarda lo story telling è parte integrante della crescita sana di un  bambino. I

Originale e davvero divertente è il gioco di società dedicato alla cucina. Mi piacciono le nuove proposte, le nuove idee sviluppate in giochi sempre nuovi proprio come "Che memoria Chef!" (4-8 anni). Non solo un memory, è uno dei giochi più modulari che abbia mai visto, tombola ma anche semplicemente la "pesca" degli ingredienti per completare un piatto.
In questo modo non solo imparano le regole base per giocare insieme (e la pazienza di giocare da soli) ma anche gli ingredienti che servono per preparare un piatto. Nella confezione troverete le tabelle da consegnare a ogni giocare tipo tombola, le fish con rappresentate i piatti e dietro gli ingredienti che servono per prepararlo e un sacchetto con i singoli ingredienti. Anche in questo gioco, come in ogni attività firmata Headu, è presente un libretto per spiegare come utilizzare il gioco in base all'età e al numero dei giocatori presenti.

Il terzo gioco lo avevamo già provato a tema marino, e ci era piaciuto tantissimo! "Explore the Safari" (5-10 anni) sfida i bambini a osservare e cercare quanti più animali possibile nell'intricato disegno illustrato sul puzzle. Il gioco è doppio e può essere fatto sia da soli o in compagnia. Nella scatola sono forniti sia la classica lampada a ultravioletti per cercare oggetti nascosti e un pennarello per segnare e cancellare gli animali trovati, assicurando un gioco ripetibile all'infinito. Anche in questo gioco le competenze sono tante: contare, segnare gli animali nella casella giuste e quindi riconoscerli, concentrarsi per cercare un singolo e specifico animale per poi passare, in ordine, all'altro.

Headu si riconferma uno dei miei marchi preferiti per i giochi di Gabriele sia nella loro originalità che per materiale. Assolutamente da provare!









martedì 3 luglio 2018

RECENSIONE || Un po' più lontano di Anaïs Vaugelade

È difficile crescere ed è difficile proiettare i nostri bambini nel futuro. Quante volte i nostri bimbi ci chiedono quando diventeranno grandi?

E noi genitori che rispondiamo:"tra un altro po', abbi pazienza", con il cuore in mano da un lato perchè li vorremmo sempre piccoli e dall'altro con la consapevolezza di quanto si vorrebbe rimanere al riparo con mamma e papà, da adulti.

"Un po' più lontano" di Anaïs Vaugelade, Babablibri, è un libro per bambini ma anche per i grandi che lo leggono. Una bella metafora quella del coniglietto che annoiandosi con dei giochi da <<bambini piccoli>> chiede alla mamma di uscire spingendosi sempre un pochino oltre il limite che gli è imposto: un po' più lontano del recinto, un po' più lontano del castagno fino a che un giorno il coniglietto si accorge che, arrivato al fiume, non si vuole fermare, ma viaggiare e scoprire il mondo.

Certo, ogni tanto di notte ha paura e a mezzogiorno fa molto caldo ma ormai è grande e non può tornare indietro e ripensarci, presa una decisione avanza. Il coniglietto si ferma in una valle che gli piace molto e invita i suoi amici e la sua mamma per una festa.
Alla mamma spiega che vuole viaggiare e dopo aver fatto festa, il divertimento finisce e lui torno a essere solo: viaggiare in solitudine è difficile. In lontananza vede una coniglietta che gli chiede se ha voglia di viaggiare insieme a lei, perché anche lei è nel mezzo del suo viaggio. Il coniglietto accetta e l'indomani saranno insieme.

Quella di Anaïs Vaugelade si rivela essere una bellissima parabola della vita adatta ai più piccoli (Gabriele ha esordito con:"mamma ma io non voglio andare via, voglio stare con te per sempre!!!!") di facile comprensione, stereotipando al massimo quello che, dovrebbe essere, il percorso di ognuno di noi.
Il libro mi è piaciuto proprio per il suo significato intrinseco -in un primo momento l'ho trovato molto "aggressivo" troppo lucido e pulito, senza sfumature per essere una storia per dei bambini, solo a una seconda rilettura l'ho apprezzato e ancora di più dopo i commenti di Gabriele- poi per le illustrazioni a tutta pagina e i colori sgargianti. 

Un libro per le mamme e i papà che hanno dei bimbi con tanta voglia di diventare grandi, per spiegare che un giorno potranno camminare con le proprie gambe liberi ma con alle spalle sempre qualcuno che gli vuole bene.

RECENSIONE|| Mal di Paura di Chiara Ingrao e Giulia Pintus


Ho scoperto un libro bellissimo, un libro che colpisce nella sua semplice, alle volte cruda, verità.



"Mal di paura" di Chiara Ingrao e Giulia Pintus, Edizioni Corsare, è una raccolta di

piccole poesie in rima di una forza spaventosa: non compiangono e non suscitano compassione, tutt'altro. Con uno stile al limite dello sberleffo, sventano e sbriciolano il mal di paura. Di ogni genere. 

La stile è ironico con un sottofondo quasi triste, sarcastico, il contenuto vero da far male: ferisce, una lama affilata con nessun timore di lacerare i sentimenti altrui. Il modo in cui viene raccontato il mal di paura può sembrare a noi adulti troppo lucido, troppo poco ovattato ma che, a mio parere, è perfetto per l'intelligenza acuta dei nostri ragazzi.


 Spesso ciò a cui si va incontro è una sorta di tempesta che negli ultimi versi si tramuta in un pallido sole pieno di coraggio e speranza. Le paure dissolte sono quelle dei grandi non dei piccoli e anche se alcuni dei protagonisti son bambini è chiaro che i loro timori vengano dai genitori, dalle persone che dovrebbero essere d'esempio.



Mal di paura è un libro che parla di attualità come la poesia si "Neyla, Branko, Saul, Amina, E..." che vorrebbero essere amici di tutti e non aver paura dei giudizi degli altri bambini per colpa di qualcosa che è più grande di loro; o la poesia in cui "Umberto" ha paura degli stranieri "Mangia solo italiano, l'Umberto"; o ancora, la protagonista di una poesia è la piccola Beatrice che vuole a tutti i costi essere bella; la poesia dedicata a Gino, dimostra  che cosa sia davvero importante, non la forma ma il contenuto.



Quando ho aperto il libro mi ha colpita subito la poesia di introduzione, decisamente la mia preferita:



Dicono i grandi: non siate fifoni!
Basta con tremiti e lacrimosi,
la fifa è sciocca. Imparate il coraggio!
Così dice l'adulto, con voce da saggio.

Ha ragione, si sa. Ma nel mondo reale
quali paure fanno più male?
Quali stravolgono le menti e le facce,
e spargono ansie, e oscure minacce,
per farci obbedire ai loro comandi?

La fifa dei piccoli, o le paure dei grandi?

Si recupera la narrazione in versi da far conoscere ai ragazzi, un modo di raccontare sempre meno stimato ma che -come in questo caso- può comunicare molto con meno parole, lasciando ampio spazio alla riflessione.



venerdì 29 giugno 2018

RECENSIONE || "Le più fortunate" di Julianne Pachico

<<La plastica si stropiccia se le stringe troppo forte, per cui le tiene con cura, delicatamente. Si sdraia se le accosta alla guancia, riconosce il loro odore dolciastro, familiare e rassicurante come la naftalina. Non importa quanto le brucino gli occhi, le pizzichi il naso o le si intorpidisca la gola. Si accoccola in posizione fetale con il tucano di legno che le punge una coscia, i pezzi del puzzle attaccati al braccio, un mucchietto morbido di borse sotto la testa. Sdraiata sul paese incompleto le tira a sé, stringendole in un tenero abbraccio sussurrando paroline dolci.>>

In questo piccolo passo si racchiude la Colombia rappresentata da Julianne Pachico, portata in Italia da Edizioni Sur con "Le più fortunate": droga, giungla, animali esotici, soldi.

Il romanzo si apre in maniera drammatica con una delle protagoniste (non sempre donne e non sempre umani) di questo romanzo corale: Stephanie Lansky è in casa da sola, ha rinunciato alle vacanze con i genitori e il fratello. Con lei starà la domestica che misteriosamente scompare dopo appena un giorno dall'inizio della sua solitudine. Al suo posto un misterioso uomo assedia il giardino e le chiede di uscire, la rassicura che lo conosce, che non c'è nessun pericolo. Stephanie dopo qualche giorno cede e nessuno ne parlerà più se non nei ricordi o nei flashback degli altri personaggi.



Ecco una Colombia segnata da sparizioni, morti cruente, fughe, accampamenti con teloni di plastica, lamiera, povertà, paura. In ogni capitolo ritroviamo qualcosa dei precedenti,  e anche se la voce narrante cambia (in un pezzo la realtà e raccontata da conigli strafatti di cocaina che arrivano cannibalizzarsi tra loro, come conseguenza dell'astinenza) il lettore è difficilmente disorientato, ha tutte le informazioni per ricostruire il puzzle che Pachico ha rovesciato sul tavolo. Si crea così una visione di insieme che lascia una curiosità bruciante sulla punta della lingua per quanto riguarda la situazione politicamente complessa di questo paese.
Nel libro troviamo le mancanze dello stato, l'ideologia comunista della FARC e i guerriglieri messi insieme dai cartelli per una guerra al grido di "tutti contro tutti" che influenza, cambia e trasforma le esistenze dei singoli, privilegiati o meno.

Durante la storia inseguiamo figlie, viziate, di diplomatici scappate negli Stati Uniti che si avvicinano alla terra madre cercando spacciatori, ritornando in Colombia per rivivere l'infanzia -come se fosse attirate da un amante da cui non riescono a staccarsi ma fondamentalmente nocivo- e il lettore viene trasportato all'interno delle loro esclusive scuole elementare conoscendo meglio Mariela, Stephanie, La Flaca e Betsy. 
Guardiamo dall'esterno un professore catturato e nascosto nella giungla che dopo cinque anni dal rapimento continua a fare le sue lezioni, ogni giorno, su Shakespeare e letteratura anglosassone e americana, a legnetti, foglie, alberi e in cambio la natura lo ricambia con punture di insetto infette, umidità, silenzio.
Non viene risparmiato nulla, seguiamo anche i ricordi del "biondino" colui che adesso conduce i guerriglieri attraverso le fronde della vasta giungla, al riparo degli elicotteri del governo. Ricordi dolci che si trasformano in amari in cui non si riconosce più e che cerca di soffocare mentre ordina di giustiziare tre soldati che hanno fatto fuggire dei prigionieri.

Ogni personaggio è indissolubilmente legato all'altro e in un continuo spostamento spazio - tempo, Julianne Pachico disegna una situazione caotica in cui nessuno è al sicuro.
Ancora una volta rimango piacevolmente stupita di come gli autori contemporanei riescano a scrivere di realtà così complesse da punti di vista differenti e personalissimi, includendo in modo esaustivo la politica e le torture del proprio paese: una denuncia, un grido di aiuto, scrivere per guarire.
Tramite i personaggi scaturisce una Colombia rovinata, imputridita e corrotta dalla droga, dal denaro, dal diniego della libertà, di voci grosse, autoritarie in cui non c'è spazio per altre opinioni, figuriamoci per un dialogo; in cui povertà e violenza sono la normalità, e i bambini cambiano casa in continuazione minacciati dai cartelli, non sanno leggere, vivono in buche del terreno, sono sporchi e non hanno futuro, spesso nemmeno più i genitori. Un luogo dove la ricchezza dilaga accanto a povertà e miseria.

Un libro che crea consapevolezza, che fa assaporare al lettore la cultura colombiana -la lingua chiassosa, allegra, i piatti elaborati, il riso cucinato in mille modi- con il piacere di leggere storie, talvolta raccapriccianti e drammatiche, talvolta che lasciano un minimo di speranza, dall'aspetto più reale di quanto vorremmo.


COPERTINA 7 | STORIA 8 | STILE 7


Titolo: Le più fortunate
Autore: Julianne Pachico, traduzione di Teresa Ciuffoletti
Editore: Edizioni Sur
Numero di pagine: 250
Prezzo: 17,50 euro

Trama

Cosa sappiamo della Colombia? È un paese lontano che in noi evoca quasi solo l’immagine spaventosa quanto stereotipata dei narcos col mitra in mano. Gli undici episodi che compongono questo romanzo sono un viaggio nella sua storia recente, dal 1993 al 2013, raccontata con un taglio inedito, e cioè attraverso le vicende di un gruppo di ragazze privilegiate, figlie di diplomatici, politici e uomini d’affari, educate nelle scuole migliori e imbevute di cultura nordamericana. Saltando avanti e indietro nel tempo le seguiamo dall’infanzia alla maturità, conoscendo le loro domestiche e i loro professori, i loro compagni di giochi e i loro amanti, e vedendo dipanarsi tutto intorno un mondo contraddittorio fatto di ville faraoniche e guerriglia nella giungla, coniglietti da coccolare e sacchi di coca nascosti in garage, da cui non tutte usciranno vive.
Un esordio spettacolare e polifonico che ricama intorno all’impeccabile ritratto psicologico dei suoi personaggi l’affresco politico e sociale di un’intera società.



L'AUTRICE


Julianne Pachico è nata nel 1985 a Cambridge, in Inghilterra. È cresciuta a Cali, in Colombia, dove i genitori lavoravano nell’ambito della cooperazione internazionale. Nel 2004 si è trasferita negli Stati Uniti, continuando gli studi, e nel 2012 è tornata in Gran Bretagna, dove vive tuttora. È l’unica autrice che finora sia mai comparsa con due racconti nella stessa edizione dell’antologia Best British Short Stories (nel 2015), e per Le più fortunate, il suo libro di esordio, è stata finalista allo Young Writer of the Year Award, il premio del Sunday Times per i migliori scrittori britannici under 35.

venerdì 15 giugno 2018

RECENSIONE || "Lonely Betty" di Joseph Incardona

<<La faccenda è maledettamente seria. Ma perché funzionasse, bisognava che qualcuno lo sapesse, qualcuno di innocente. Per scrivere quelle cose gli serviva un testimone, capisci?>>

Credo che il romanzo di Joseph Incardona "Lonely Betty", NN Editore, si possa un po' riassumere con "Gesù-Cristo-Nostro-Signore", tirato in causa parecchie volte dall'autore di questo bizzarro quanto impressionante romanzo.

Innanzitutto bisogna dare tempo al libro di esplodere: è un colpo di pistola, attraversa il lettore in 101 pagine. Incardona non segue le regole degli scrittori di questo mondo, ne ha create delle sue, con personaggi senza pudori con pochi scrupoli e nessun dubbio.

La trama è piuttosto complessa per uno sviluppo così breve: Elizabeth Holmes sta per compiere cento anni. Era ancora piuttosto giovane quando è stata ricoverata in un ospizio perché aveva smesso di parlare in seguito a uno shock. Tre fratellini, gli Harris, erano scomparsi mentre lei era in classe con il resto degli alunni, due bambini disabili. 
Sollevata dal suo incarico per negligenza aveva smesso di comunicare con gli altri fino alla fine dei suoi novantanove anni, quando decide di parlare con il tenente, ora in pensione da tempo, John Markham che all'epoca aveva investigato sulla scomparsa dei ragazzini.
Nel lasso di tempo di una notte si rievoca il passato, si guarda nelle case degli abitanti di Durham che festeggiando la vigilia di Natale, la finzione si instaura nella realtà, l'ipotetico diventa certezza, il diavolo è chi di quanto più celebre ci aspetteremmo.

Questa è la base su cui Incardona costruisce una sottile trama che pur essendo grezza  attira in modo conturbante il lettore in una serie di "inciuci" provinciali ma anche di misteri irrisolti che andranno a scomodare uno degli scrittori più famosi della letteratura Americana.
Proprio perché "Lonely Betty" si concretizza come libro istantaneo, non è semplicissimo capire gli intrecci e memorizzare bene i personaggi costruiti dall'autore. Il lettore è lasciato solo a prendere le misure con le situazioni: unica eccezione, il mistero è spiegato come si deve, anche se in modo stringato. Il finale del libro stupisce di certo anche perché non è ciò che ci si aspetta da un'indagine -ossia una conclusione con tutti i crismi- sembra troncato ma trova, nel complesso, un suo senso. Scadendo un po' nel kitch, l'autore chiude la faccenda in quattro e quattr'otto con una Marlboro accesa e i ricordi di un giovane allievo, Stephen, dentro a un quaderno nero pieno di favole e orrori, premonizioni, dello scolaro con misteriose capacità.

Di sicuro fuori dall'ordinario, imprevedibile, scioccante, misterioso, inquietante "Lonely Betty" si pone tra il geniale e l'insano, tra il ben riuscito e l'assolutamente fuori luogo, in un libro che di sicuro ha una sola cosa: la capacità di stupire.


COPERTINA 5 | STORIA 7| STILE 6


Titolo: Lonely Betty
Autore: Joseph Incardona, traduzione di Lisa Ginzaburg
Editore: NN Editore
Numero di pagine: 112
Prezzo: 12 euro

Trama

Nella casa di cura di una cittadina del Maine, nella contea di Durham, tutto è pronto per festeggiare i cento anni di Betty Holmes, la vecchia maestra di
scuola. È la vigilia di Natale, nevica fitto, e Sarah Marcupanni, la vice sindaco, è costretta a occuparsi della cerimonia.
Nel frattempo John Markham, l’ex tenente di polizia ora in pensione, sta passando la prima notte di Natale da solo dopo la morte della moglie. Ma all’improvviso la vecchia maestra, che non pronuncia una parola da più di cinquant’anni, chiede di parlare con lui: ha informazioni sulla scomparsa dei tre fratelli Harrys, avvenuta sessant’anni prima, un caso finora mai risolto.
Un piccolo romanzo dal ritmo serrato, una parodia che mescola tutti gli ingredienti del noir e si trasforma in omaggio: Joseph Incardona diverte e si diverte, come il padrone di un luna park dove le attrazioni si moltiplicano, sorprendono, incantano e lo spettacolo termina in uno scintillante fuoco d’artificio.
Un piccolo romanzo dal ritmo serrato, una parodia che mescola tutti gli ingredienti del noir e si trasforma in omaggio: Joseph Incardona diverte e si diverte, come il padrone di un luna park dove le attrazioni si moltiplicano, sorprendono, incantano e lo spettacolo termina in uno scintillante fuoco d’artificio.

Questo libro è per chi adora il silenzio perfetto dei paesaggi innevati, per chi ha un brivido ogni volta che apre una porta su una stanza buia, per chi non ha paura di giocare con i mostri, anche quelli sacri, e per chi ha capito che il disegno del destino è scritto nelle strane incongruenze di ogni giorno.

L'AUTORE

Joseph Incardona è nato nel 1969 da madre svizzera e padre siciliano, e vive a Ginevra. Scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato racconti, romanzi e graphic novel: Tra i suoi titoli, Aller Simple pour Nomad Island220 VoltLonely Betty (Grand Prix du Roman Noir) e Taxidermie. Con La metà del Diavolo (Derrière les panneaux, il y a des hommes) ha vinto il Grand Prix de Littérature Policière nel 2015.