martedì 4 luglio 2017

RECENSIONE || "Fratelli nella notte" di Cristiano Cavina

I ricordi spesso rappresentano le storie migliori: il reale si mischia con un pizzico di immaginazione creando scene e personaggi possibili. È proprio il caso di "Fratelli nella notte" di Cristiano Cavina, Feltrinelli Editore, un libricino che custodisce la memoria di un nipote, l'autore, che riguarda il suo prozio e suo nonno durante la seconda Guerra Mondiale.

La storia è semplice e segue le vite di Tarzan e del nonno di Cavina, Gianì entrambi nomi battaglia in una Romagna quanto mai provinciale, contadina e povera. Due fratelli che mai si sono parlati -non solo per il lavoro nei campi che lasciava stremati con il vuoto nella testa- per via della differenza di età incolmabile: tra loro solo una sinfonia fatta di grugniti, una complicità portata avanti da sguardi.



 Cavina descrive i protagonisti nel passato e nel futuro, due uomini uniti dalla notte in cui Tarzan venne colpito da una granata e una giovane ragazza per salvarlo chiamò Gianì, il fratello più grande per metterlo in salvo rischiando ogni cosa nel caso fossero stati visti e riconosciuti o peggio presi. La storia ha qui il suo fulcro e Cavina ci racconta l'atmosfera che si respirava, come vivevano la ribellione partigiana e gli attacchi tedeschi, la paura, i campi di grano secchi, la mancanza di denaro la paura di vedersi portare via anche il poco che si aveva, la morte di giovani per un ideale, per la libertà. Un viaggio in salita verso due vite parallele con un solo punto di incontro che cambierà per sempre entrambi, due fratelli che scoprono di essere sostegno uno dell'altro solo in età adulta, senza nessuna parola.

Il racconto è piacevole, non ha ambizione se non quella di raccontare al meglio una storia che è nella memoria di tante famiglie con nonni, padri, fratelli impegnati nella liberazione dell'Italia. Un pezzo di Storia autoctona finalmente raccontata senza voli pindarici che riesce a conquistare davvero ogni lettore.


In collaborazione con Libreria Ubik di Cesena.


COPERTINA 8 | STILE 7 | STORIA 7 | SVILUPPO 7,5


Titolo: Fratelli nella notte
Autore: Cristiano Cavina
Numero di pagine: 87
Prezzo: 10,00 euro




Trama

Mario è un giovane contadino romagnolo, semplice e mite. Non ha sogni né desideri, e accetta con atavica rassegnazione la dura vita di lavoro e fatica che il destino gli ha assegnato. La sua esistenza procede così, nella ciclicità delle stagioni. Al compimento dei diciotto anni Mario riceve la cartolina di leva della Repubblica sociale: è il 1944, e per paura delle armi si sottrae all’arruolamento. Si rifugia prima da alcuni lontani parenti, che aiuta nei lavori più pesanti in cambio dell’ospitalità. Ma la sua presenza è un pericolo per tutti, così si unisce alla 36a brigata Garibaldi. Lì, proprio per la sua semplicità e la sua mitezza, viene esentato dalle azioni militari; si occupa dei muli e dei cavalli, con i quali solamente sembra a suo agio, e per questo legame con le bestie e per la comica rapidità delle sue fughe terrorizzate nei boschi all’arrivo dei tedeschi, gli viene dato come nome di battaglia Tarzan.
Nonostante i suoi sforzi per nascondersi dalla Storia, però, si ritrova in prima linea e per farcela è costretto a contare solamente su Gianì, suo fratello. Ma Gianì è più vecchio di quindici anni: i due sono quasi estranei, tanto che Mario lo ha sempre temuto e non sa prevedere come risponderà a una richiesta di aiuto.
Con un respiro ampio, quasi epico, uno stile potente e asciutto, in grado di rappresentare gesti autentici e dialoghi di poche parole cariche di verità, Cristiano Cavina racconta una storia commovente ed emozionante proprio perché priva di qualsiasi idealizzazione, di qualsiasi nostalgia. Soltanto due fratelli davanti al discrimine fra vivere e morire, senza mostri né eroi; soltanto un ragazzo spaventato che cerca di sopravvivere e un uomo costretto a scegliere se rischiare la vita per salvarlo.



L'AUTORE

Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio, in Romagna, nel 1974, ed è cresciuto nelle Case Popolari con la mamma e i nonni materni. Ha frequentato l’Istituto Tecnico, ma dato che non è stato molto attento alle lezioni di elettrotecnica, una volta diplomato ha iniziato a lavorare come pizzaiolo nella pizzeria dello zio, mestiere che ha svolto per più di vent’anni. Le storie che intanto scriveva per puro piacere personale, hanno cominciato a essere pubblicate e a un certo punto ha scoperto che tutti pensavano fosse davvero uno scrittore, cosa di cui non è ancora del tutto sicuro. Con Marcos y Marcos ha pubblicato Alla GrandeNel Paese di TolintesàcUn’ultima stagione da esordienti, i Frutti dimenticatiScavare una buca, Inutile Tentare Imprigionare SogniLa pizza per autodidatti e Pinna Morsicata. Con Feltrinelli, Fratelli nella notte.

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