martedì 20 giugno 2017

RECENSIONE || "Happy hour" di Mary Miller

<< Nessuno sa dove mi trovo. Quando sto con lui, non rispondo né ai messaggi degli amici né alle chiamate di mia madre. Precipito nella tana del coniglio. >>

Riscopro, ancora una volta, l'America nelle sue  parti più fragili con Mary Miller e la sua raccolta di racconti "Happy hour", Black Coffee Edizioni


Dopo l'interessante e turbante "Il corpo che vuoi" di Alexandra Kleeman e "Lions" di Bonnie Nadzam di cui trovate la recensione sul blog, Black Coffee Edizioni segna un altro punto a suo favore con il terzo libro pubblicato che non può lasciare indifferente nessun lettore.






Ambientato nel sud degli Stati Uniti, le storie che la Miller racconta hanno un fil rouge che a mano a mano che si prosegue nella lettura la sensazione è quella di perdersi in esistenze senza un equilibrio creando un senso di profondo disagio nel lettore. Le protagoniste, spesso senza nome, sono donne che hanno passato la prima giovinezza e che sono innamorate, dipendenti in qualche modo da uomini con pochi spiccioli in tasca, che abitano in case dove manca il cibo ma mai la confezione da sei birre. In altri casi la Miller si fa carico di rivelare un'America scomoda, triste, sporca. 



I sentimenti sono padroni delle protagoniste che ragionano più con il cuore che con la testa, alle volte le troviamo confuse, sempre in balia di riflessioni esistenziali sulla loro vita di coppia e in generale di un futuro che cercano di immaginarsi roseo ma improbabile nella realtà. 


<< Un giorno, le dice lui, farà di te mia moglie. Avremo un maschietto e una femminuccia, e una casa un po' discosta dalla strada. A volte lei non ce la fa a fingere e gli chiede con quali soldi pensa di mantenere due figli quando non può nemmeno permettersi di portarla fuori a cena, ma è di gran lunga più divertente immaginare di avere dei bambini con i suoi occhi azzurri e le sue ciglia lunghe. >>


In altri racconti la protagonista è legata a un uomo che ha già un figlio e quindi si ritrova a pensare all'ex moglie e alla relazione che aveva il suo attuale ragazzo con lei. Altre volte ancora è lei ad avere un ex marito a pensare a cosa sta facendo adesso, a chi e come potrebbe legarsi, di nuovo.


<< Alla fine mi mostra una fotografia di lui e la ex moglie [...] Sono forse la coppia più bella che abbia mai visto. >>


In tutte le storie la protagonista femminile è in una posizione di sottomissione consapevole rispetto al compagno, fidanzato: non ha molta voce in capitolo, il suo destino è indissolubilmente legato a quello del suo uomo, all'alcol e all'erba. Vivono in case che somigliano molto ai dei tuguri. L'instabilità è palpabile, tutto è messo in discussione con la paura di un possibile abbandono in sottofondo e una nota di rassegnazione. Il degrado fa paura alla protagonista che tuttavia non sa e non cerca nemmeno una soluzione per un cambiamento drastico. Mary Miller rappresenta uno spaccato di vita quotidiana, azioni semplici, che tutti svolgiamo, solo che i protagonisti le vivono in modo approssimativo, senza impegno con flemma e svogliatezza: si ricava un quadro che riesce a mettere a disagio il lettore con attività come guardare la televisione, fare sesso oppure la spessa o ancora cenare fuori.


<< "Come fai a sapere di amarmi?" mi chiede.
"Boh.. perché a volte sei l'unica cosa a cui riesco a pensare. L'unica cosa che ho in testa."
Ci riflette. "Non è che non ti amo. È solo che non riesco a dirlo." >>

Il tema dei racconti si fa mano a mano più pensate in una parabola ascendente. Probabilmente il racconto che più mi ha colpita non riguarda una coppia ma un'educatrice, una sorta di assistente sociale con una bambina che abita nel suo istituto,
 
"Un amore, grande, grosso e cattivo". Credo che questo racconto rappresenti bene il degrado di una comunità. In questo caso la protagonista si fa carico di Diamond una bambina come tante ce ne sono nell'istituto. Si prende a cuore questa ragazzina definita "difficile" per via degli abusi subiti dal padre. Nessuna famiglia la vuole e di solito dopo qualche giorno di affidamento torna all'istituto e allora l'educatrice quando ha un giorno libero la prende e la porta in casa sua e del marito. L'amore di questa donna verso una bambina che non è sangue del suo sangue è commovente probabilmente anche per l'atteggiamento che assume: non è compassionevole con la bambina, non prova pietà e non la trasmette, la tratta come se fosse sua madre naturale, senza risparmiarle nulla. 



Ne risulta una raccolta dallo stile scorrevole, un concentrato di sentimenti introspettivi, illusioni, promesse non mantenute, amori difficili che vanno e che vengono. Unica nota stonata è un po' la monotonia dei personaggi che girati in pose differenti rimangono un po' piatti per tutta la durata del volume (a parte alcune eccezioni), trasformandosi in sagome dai movimenti reiterati. D'altra parte Mary Miller riesce a inquietare e a far perdere l'orientamento mettendo in scena scatti di vita normale con una penna abile che non necessita di eventi catastrofici: l'illusione di equilibrio di coppie in disequilibrio nella società.


COPERTINA 7 | STILE 7 | RACCONTI 7,5 | SVILUPPO 8


 Titolo: Happy hour
Autore: Mary Miller
Numero di pagine: 264
Prezzo: 15 euro

Trama


«Mary Miller non è interessata a travolgere il lettore con effetti speciali; la sensazione di vertigine, di spaesamento scaturisce a livello della singola frase. Quello è il suo regno. Nei suoi racconti nulla è risolto, o anche solo risolvibile. Tutto avviene all’interno di uno spiraglio in cui al lettore è concesso di sbirciare per assistere a una vita mentre viene semplicemente vissuta» – Electric Literature
«Storie di sconfitta e solitudine, di decisioni sbagliate o, peggio, dell’incapacità di prenderne. Storie come acque pericolose, in cui le protagoniste sanno di dover reagire, di dover nuotare verso la riva eppure restano semplicemente a galla e continuano a lasciarsi trasportare. Happy Hourriconferma Mary Miller come voce imprescindibile del Sud degli Stati Uniti» – Willy Vlautin, autore di Motel Life


L'AUTRICE

Dopo il successo del suo romanzo di esordio, Last Days of California, Mary Miller torna con una raccolta di racconti che la riconferma come una delle voci più crude e taglienti della sua generazione di scrittori americani.
Ammantato dal fascino proprio del Sud degli Stati Uniti, Happy Hour è un susseguirsi di storie di donne, figure tormentate quanto realistiche, in lotta contro se stesse. Donne che bevono, che dipendono dal sesso; donne che prendono decisioni sbagliate accompagnandosi a uomini che le amano troppo o troppo poco; donne che sono la causa della propria rovina. Su uno sfondo di scialbi distributori di benzina, piscine pubbliche, drive-thru e bettole, ciascun personaggio si trascina dietro il proprio fardello nella ferma convinzione di meritare di meglio. Queste donne cercano comprensione nei luoghi più improbabili: nella casa dei genitori adottivi, dove l’amore è vissuto come indice di debolezza, in un campeggio per roulotte dimenticato da Dio, negli angoli di una casa da sogno acquistata col denaro ottenuto da un brutto divorzio. Sono consapevoli dei loro errori e della necessità di un cambiamento, eppure non reagiscono, forse bloccate dalla paura, o dalla semplice pigrizia.
Osservando il delicato tessuto della vita quotidiana delle sue protagoniste, Miller ci narra l’amore degli incompresi, la ricerca di conforto nelle cattive abitudini di cui non si riesce a fare a meno e i dettagli quotidiani di rapporti destinati a finire. Con l’onestà che contraddistingue la sua scrittura, Mary Miller firma ancora una volta un lucido e struggente ritratto della femminilità oggi.




3 commenti:

  1. Ho sentito pareri contrastanti su questo libro, però ho avuto una bella esperienza con Black Coffee quindi mi incuriosisce :) Penso però che prenderò prima Lions!

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    1. Ciao! Effettivamente questo libro ha buone qualità ma non "brilla". Tu hai letto il corpo che vuoi giusto? Io lo ho e devo assolutamente iniziarlo :)

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    2. Sì, ho anche scritto una recensione entusiasta perchè mi è piaciuto tanto! Molto particolare ma geniale :)

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