mercoledì 17 maggio 2017

RECENSIONE || "Gorilla, amore mio" di Toni Cade Bambara

<<[...] accordai la mia giovinezza al ritmo della stagione e mi predisposi a perdere la testa.>> 

"Dolce città"


La raccolta di racconti di Toni Cade Bambara "Gorilla, amore mio", Edizioni Sur, ha il sapore del ghetto, delle serate estive tirate fino a tardi, dei ragazzi neri che giocano a pallacanestro  al tramonto.
Questa autrice afroamericana inserisce tutto ciò che c'è di bello (e di brutto) della sua gente: le grandi famiglie, i bambini che rimangono soli, i soldi che mancano, la forza delle donne che mai si piangono addosso, che sanno quello che vogliono e che non hanno bisogno di difesa alcuna.

Proprio la forte connotazione femminile dei racconti mi ha lasciata meravigliosamente stupita: spesso le protagoniste dei racconti affrontano situazioni difficili mai piangendosi addosso (almeno esteriormente) sempre con determinazione e orgoglio. Proprio l'orgoglio e la dignità le distingue dalle donne che altre autrici hanno dipinto nel tempo. I personaggi femminili potranno anche essere povere o solo delle bambine ma non mancano di buon senso e di consapevolezza non solo del loro ceto sociale ma anche per quanto riguarda i loro limiti e le loro qualità: Hazel sa benissimo che vincerà la gara dei cinquanta metri, sa benissimo con chi attaccare briga e con chi no - "La corsa di Raymond"- ed è ancora più brava a difendere suo fratello che anche se più grande di lei ha bisogno del suo aiuto perché vive in un mondo tutto suo; ancora, Miss Moore si ostina a tenere lezione a dei ragazzini che non ne vogliono sapere dei suoi prediconi ma che alla fine capiscono benissimo "La lezione" della giornata (da qui il titolo del racconto); Kit anche se innamorata, nonostante la sua vita oltre stelle e il suo amore infinito per sua madre, sa che non rivedrà mai più B.J. - "Dolce città".

<<Il paesino sembrava uscito da "Alice nel paese delle meraviglie"  o da Poe, il quartiere nero era assolutamente incredibile: gabinetti esterni, delinquenti agli angoli delle strade e soprattutto gente che viveva in vere e proprie discariche, insomma la povertà con tutti gli annessi e connessi.>>

"Missisipi Ham Rider"


Questi alcuni dei titoli dei racconti che più mi hanno colpita e di cui mi sono innamorata per la singolarità e i paradossi che si nascondono in essi. I personaggi - che da un racconto all'altro si sovrappongono, cambiano prospettiva si incastrano - non hanno chissà quale cultura, si esprimono in modi schietti, irriverenti, maleducati ma hanno perfettamente sotto controllo la loro realtà e la bontà d'animo non è messa in discussione in nessuna situazione. 
Sotto una trama che all'apparenza racconta di madri che imbarazzano i figli, ragazze che cercano l'amore in un uomo che abbia certe qualità, una bambina che corre e che vince una gara, un'altra che cerca attenzioni perchè è il giorno del suo compleanno e nessuno lo festeggia con lei, si nascondo temi e vicissitudini per nulla scontate e affrontate sempre di petto, con convinzione senza perdersi d'animo: il problema razziale (mai visto come qualcosa di negativo e diminutivo verso i neri piuttosto il contrario, in una sorta di avversione verso i bianchi più ingenui e facilmente imbrogliabili), o quello della disabilità, della mancanza di educazione verso i ceti più poveri, della disuguaglianza economica, del rapporto tra genitori e figli, delle nuove generazioni che cercano di apprendere le loro radici, o della violenza sulle donne.
L'autrice tratteggia lo spazio, il tempo ma si dedica soprattutto ai suoi personaggi curando il lato umano, ai loro sentimenti, alle loro ambizioni e ai loro pensieri; ma sentiremo qualche nota di jazz, qualche risata sguaiata, un urlo, un insulto il canticchiare di una nonna in cucina.


<<[...] sforzarsi di essere sé stessa, che significa, nel mio caso, una bambina povera di colore che non si può proprio permettere di comprare le scarpe e un vestito che lo metti una volta sola nella vita perché l'anno prossimo ti starà piccolo.>>

<<Con me non fanno tanto gli spiritosi, non sono il tipo che prende e porta a casa. Preferisco dargli un pugno e vedere che succede anche se sono più piccola e ho le
braccia mingherline e la voce da topolino, che è per questo che mi chiamano Topolino. E se proprio butta male, scappo. E ve lo diranno tutti, io sono una scheggia.>>

"La corsa di Raymond"

Racconti ma anche storie di vita - un'analisi sociale quanto individuale -  per conoscere un'altra cultura spesso sottovalutata su cui Toni Cade Bambara mette l'accento creando storie divertenti che fanno sorridere e ridere il lettore che immancabilmente si innamora di quelle protagoniste alte un soldo di cacio ma con coraggio da vendere. 
Vi lascio il link (nel caso voleste approfondire il tema) di un'intervista a Toni Cade Bambara degli anni Settanta pubblicata recentemente sul blog di Edizioni Sur, "Sotto il vulcano", QUI L'INTERVISTA.



COPERTINA 9 | STILE 9 | RACCONTI 8,5



Titolo: Gorilla, amore mio
Autore: Toni Cade Bambara, traduzione di Cristina Mennella
Editore: Edizioni Sur
Numero di pagine: 163
Prezzo: 16,50 euro


Trama: 

Durante una festa elettorale per il Potere Nero, una donna di mezza età viene redarguita dai figli per aver ballato in modo troppo sensuale con un vecchio cieco. Un’assistente sociale cerca di insegnare ai bambini del quartiere il valore dei soldi portandoli in gita in un lussuoso negozio di giocatto­li. Una ragazza riflette sulla figura della bisnonna, una fattucchiera in odore di pazzia che voleva dare l’assalto al mondo. Cinque amiche si riuniscono in camera da letto per discutere le strategie sentimentali da seguire con gli uomini. Che racconti situazioni familiari oppure sociali, conflitti generazionali oppure razziali, contesti rurali oppure urbani, nelle sue storie Toni Cade Bambara affronta la realtà dei neri americani con grazia e umorismo: facendo parlare i suoi personaggi – spesso donne, spesso bambini – con la loro viva voce, mostrandoceli nella loro ordinaria litigiosità, ma anche nei momenti di crisi e nei non rari gesti di compassione e solidarietà. Scritti tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta, poi raccolti in volume nel 1972 per iniziativa di Toni Morrison (all’epoca editor di Random House), i quindici racconti di Gorilla, amore mio sono un classico ritrovato della letteratura afroamericana, tradotto oggi per la prima volta in italiano: un’occasione unica per scoprire la scrittura personalissima e musicale – malinconica come un blues, ritmata come un rap – di Toni Cade Bambara.

L'AUTRICE

Toni Cade Bambara (1939-1995) è stata una scrittrice, documentarista, insegnante e attivista afroamericana. Oltre a Gorilla, amore mio (1972), è autrice della raccolta di racconti The Sea Birds Are Still Alive (1977) e dei romanzi The Salt Eaters (1980) e Those Bones Are Not My Child (pubblicato postumo nel 1999). Ha curato le antologie The Black Woman (1970) e Tales and Stories for Black Folks (1971). Dopo la sua morte, Toni Morrison ha raccolto una selezione di racconti inediti, saggi e interviste nel volume Deep Sightings and Rescue Missions (1996).

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