giovedì 20 aprile 2017

RECENSIONE || "Miraggio 1938" di Kjell Westö

<<Sulla città aleggiava un'atmosfera irreale. La vita un sogno, un miraggio dai contorni indefiniti. Ecco di nuovo quella parola. Chissà perché continuava a ripresentarsi.>>

"Miraggio 1938" di Kjell Westö, Iperborea, ha un flusso particolare, molto articolato e strutturato ma dalla trama abbastanza larga per lasciar scorrere un mistero - che troverà la soluzione solo all'ultima pagina - diversi segreti e il clima teso e profondamente scisso che aleggia nella Helsinki - protagonista forte e caotica ma anche provinciale e povera - di fine anni trenta del Novecento.

I protagonisti della storia, che poi hanno anche il ruolo di narratori, sono Claes Thune - avvocato borghese - e la signora Wiik sua dipendente, dal segreto passato e dal solidissimo apparente autocontrollo che nasconde facce diverse della stessa protagonista. L'avvocato Thune porta avanti il suo studio con un lavoro modesto, ormai la sua Gabi lo ha lasciato per il suo migliore amico e gli rimane giusto il suo Circolo del Mercoledì composto dai suoi più cari amici, ritrovo per <<contribuire al mantenimento e all'approfondimento del dibattito politico e culturale in lingua svedese nella città di Helsinki, ma il vero motivo era offrire ai membri un pretesto per bere>>

La signora Wiik fin da subito ci nasconde qualcosa del suo passato che inevitabilmente ritrova nel presente, nello studio dell'avvocato Thune all'interno del Circolo del Mercoledì. Di colpo fantasmi e ossessioni del passato tornano a farsi sentire e decide di giocare una partita con il suo destino fatale. La storia viene portata avanti dallo struggimento di Thune per Gabi, le sue debolezze ma anche il suo pensiero fermo e determinato ma mai invadente e imponente, e il passato strano e di una solitudine ricercata di Mija Matilda Wiik.

<<La signora Matilda Wiik. Sempre silenziosa, docile e accomodante sei giorni la settimana. Chissà cosa faceva il settimo?>>

È in questa trama che prosegue con una sorta di regolarità, una quotidianità, azioni che si susseguono come di consueto che l'autore inserisce il tema storico forte e imprenscindibile per un periodo che vede discriminazioni e divisioni nette che non ammettono riconciliazione. I protagonisti all'interno delle loro cerchie notano amici e parenti che prendono posizioni che lasciano di stucco e incrinano senza rimedio relazioni e affetti. Così all'interno del Circolo del Mercoledì Jary - un ebreo, un artista geniale - viene ricoverato, per l'ennesima volta, nell'ospedale psichiatrico del suo amico Lindemark per la sua ansia e per la sua iperattività, ma anche per la sua ossessione per la discriminazione degli ebrei che inizia a vedere ovunque, prematuramente come una sorta di premonizione (la lucidità del folle?). Sempre all'interno di questa cerchia prendono posto Zorro nazionalista patriottico che pende per la politica hitleriana ma anche Lindemark che sempre più vicino alle idee liberali di Thune.

"Miraggio 1938" non ha una forte connotazione "noir" eppure il sapore è quello dell'intrigo, della scommessa, di qualcosa che deve ancora avvenire, in potenza, si ha la sensazione che l'autore ci racconti i fatti dell'attimo prima del vero momento saliente. Anche la narrazione spesso salta da un protagonista all'altro, non riprendendo la storia da dove era stata lasciata, ma andando giusto un passo più avanti e raccontandoci i fatti importanti relativi al narratore al momento silente; un espediente che non solo suscita curiosità ma che contribuisce a mantenere questa sensazione, quasi una smania, di sapere che cosa avverrà in futuro.
I misteri e i segreti sono nascosti dai personaggi in modo meticoloso. Ogni azione, pensiero dei protagonisti non è istintivo ma pensato, limato e assottigliato per non rivelare nessun punto debole. 
E proprio queste macchie di ombra della loto vita sono incatenate con la Storia della Finlandia in un periodo di grande cambiamento e la Storia futura che vede gli assetti europei vacillanti e incerti, con grandi interrogativi che in maniera ingannevole spingono la classe benestante e conservatrice a fidarsi di leader il cui progetto viene presentato in maniera subdola, lodando i potenti per sottomettere i deboli.

Un libro che comunica tutta l'incertezza degli anni Trenta, un libro di riflessione che tocca sentimenti profondi e che in qualche modo porta a galla aspetti della personalità dei personaggi che a tutti costi erano stati messi a tacere complice un'epoca che finalmente permette l'esposizione di aspetti della vita e del pensiero fino a quel momento assolutamente celati, il sereno prima della grande tempesta.



COPERTINA 8,5 | STILE 7,5 | STORIA 7,5 | SVILUPPO 8


Titolo: Miraggio 1938
Autore: Kjell Westö, traduzione di Laura Cangemi
Editore: Iperborea
Numero di pagine: 419
Prezzo: 18,50 euro



Trama

1938. La Germania nazista sta destando paura e ammirazione in un’Europa che non sa di essere già sull’orlo di un secondo conflitto mondiale. Tornato a Helsinki dopo una fallita carriera diplomatica e abbandonato dalla moglie, l’avvocato Claes Thune, umanista liberale, si ritrova solo e smarrito a fare i conti con un amore e un intero mondo di ideali traditi, mentre perfino gli amici del suo «Circolo del mercoledì» – due medici, un uomo d’affari, un giornalista e un attore ebreo – sono sempre più divisi da opposte visioni sull’uomo, la democrazia e la ragione da seguire in un’epoca che sembra ammettere solo scelte drastiche. In questo universo rigorosamente maschile e altoborghese orbita un’unica donna, Matilda Wiik, la nuova segretaria di Thune: silenziosa, riservata, impeccabile, ma in realtà tormentata dai ricordi di ciò che ha subito nella guerra civile di vent’anni prima, e ora incapace di resistere alla voce dentro di sé che la spinge a una lenta e disperata vendetta. Separati dalle barriere sociali ma attratti dall’infelicità che leggono uno negli occhi dell’altra, Thune e Matilda continuano a osservarsi, cercarsi e incrociare i loro destini solitari nella tensione di un raffinato noir anni Trenta eppure amaramente attuale. Rievocando un anno cruciale del secolo breve, di cui la Finlandia, stretta tra Hitler e Stalin, concentra tutti i nodi e le illusioni, Westö intreccia una sensibilissima trama psicologica con una riflessione profonda sui diversi volti della Storia rispetto alle vite degli individui, sul potere e l’amicizia, e sul momento in cui la realtà che credevamo di conoscere sembra dissolversi in un miraggio. 


L'AUTORE

Kjell Westö (Helsinki 1961) è uno scrittore e giornalista finlandese di lingua svedese. Ha esordito nel 1986, e da allora ha pubblicato poesia, racconti e romanzi. La sua serie di cinque grandi romanzi ambientati nella Helsinki del XX secolo lo hanno consacrato come uno dei più noti scrittori nordici, interprete dei grandi temi della nostra storia politica e di come questi hanno influenzato la vita e i pensieri della gente. Miraggio 1938 è in corso di traduzione in 22 paesi e nel 2014 ha vinto il Premio del consiglio nordico, il più importante riconoscimento letterario del Nord Europa.


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