giovedì 6 aprile 2017

RECENSIONE || "Bull Mountain" di Brian Panowich


<<"Quassù esiste una sottile simbiosi tra la terra e chi la considera casa propria, un rapporto che persone come lei non sembrano riuscire a comprendere [...]. Non è colpa sua; non è di qui, punto e basta. La faccenda va ben al di là di onore e orgoglio. Lei può sentirsi orgoglioso di una moto rossa nuova di zecca o di una promozione. Qui è diverso. É qualcosa di viscerali. Qualcosa che gli abitanti non si sono guadagnati né hanno dovuto lottare per ottenere. È un diritto di nascita e sono pronti a combattere fino alla morte se qualcuno minaccia di sottrarglielo.">>

In questa piccola citazione c'è il cuore, il fulcro di "Bull Mountain" scritto da Brian Panowich, pubblicato da NN Editore

Clayton è uno dei fratello Burroughs, lo sceriffo della città a valle di Bull Mountain per generazioni di proprietà della sua famiglia e landa di spaccio e coltivazione di marijuana, nonché impero di uno dei suoi fratelli, Halford. La famiglia Burroughs da più di tre generazione si arricchisce in questo modo sfruttando al meglio la geografia della montagna per non farsi beccare dall'FBI. Clayton ha scelto una strada differente, ha scelto di stare dalla parte della legge chiudendo un occhio su ciò che succede sulla montagna non per un guadagno personale ma per ciò che lo lega lassù: la sua famiglia anche se disadattata e pericolosa, la terra che tiene strette le sue radici, le sue fondamenta senza le quali sarebbe perso. Kate, sua moglie, lo ha salvato da una vita profondamente infelice: da subito Clayton ha capito che non sarebbe mai riuscito ad essere come i suoi fratelli e come suo padre, non riusciva a non vedere nei suoi incubi le persone pestate, le famiglie distrutte in nome del dio Denaro.

La vita trascorre nella più totale normalità fin quando l'agente Holly si presenta alla porta dello sceriffo con una richiesta: fermare il fratello nello scambio di armi con una combriccola e una fabbrica di moto in Florida. Se Halford si ritirerà in pensione l'FBI non metterà a ferro e fuoco la montagna in caso contrario l'inferno scoppierà sulle pendici blindate della famiglia Burroughs. Il compito di Clayton è da fare da intermediario tra l'agente Holly e suo fratello.

La scintilla che accende la miccia della trama è questa proposta che avrà risvolti alcuni risvolti prevedibili e altri assolutamente impensabili.
L'autore decide di compiere dei salti temporali per ricongiungere la storia al presente donandoci le informazioni per arrivare e tradurre i comportamenti dei personaggi prima del nostro protagonista buono ma maledetto. I flashback abbondano in sfumature che vanno dal grigio al verde spento, con qualche sprazzo di neon rosso e sangue, il tutto farcito di dialoghi taglienti e appuntiti che ricordano un po' i vecchi film western. 

Pur mantenendo tutte le carte e gli stereotipi del genere hard boiled, "Bull Mountain" si differenzia per una qualità fondamentale: i personaggi dai più buoni ai più cattivi hanno un legame interno, viscerale con la montagna e il luogo in cui sono nati, un attaccamento morboso alla famiglia che si può spezzare solo in situazioni - limite, e anche in quel caso i rimorsi non mancano. È paradossale leggere di personaggi così "cattivi" che provano sentimenti tanto nobili. L'inizio e la fine del libro sono simili, un cerchio si chiude: si apre con il sangue per ottenere la montagna e si chiude con il sangue per mantenere il dominio di questa a qualunque prezzo, senza rimpianti. 
I sentimenti provati dai personaggi sono spesso negativi ma sono giustificati, conseguenza di un amore paterno, fraterno o di coppia deluso; a me ha ricordato una sorta di mafia

italiana. Anche i personaggi meno appetibili cercano di creare un ambiente familiare dove la delusione e la fiducia stanno alla base e una volta tradita non è più recuperabile. 


Per quanto riguarda lo sceriffo Burroughs, Clayton, è un protagonista tipico del genere con sentimenti e sensi di colpa molto forti che lo spingono a rischiare la vita per un fratello che sicuramente andrà all'inferno per tutte le malefatte compiute. La sua scelta sarà tra la sua famiglia e una vita tranquilla con sua moglie: nessuno vuole lasciare Bull Mountain la partita si gioca ad esclusione, qualcuno deve per forza morire per permettere che l'altro viva tranquillo e indisturbato. Clayton buono nell'animo, corretto è un protagonista umano con difetti e ricadute la cui ancora di salvezza è l'amore per la moglie combinato alla coscienza pulita che lo rende completamente diverso dal resto dei Burroughs.



La storia non è adatta per deboli di cuore (o di stomaco) e difficilmente incontra gusti delicati pur rimanendo originale e dal ritmo galoppante: i colpi di scena non mancano, le riflessione neppure ma la base rimane tosta.


COPERTINA 7,5 | STILE 8 | STORIA 7 | SVILUPPO 8,5


Titolo: Bull Mountain
Autore: Brian Panowich
Editore: NN Editore
Numero di pagine: 304
Prezzo: 18,00 euro




Trama
Clayton Burroughs appartiene a una famiglia di fuorilegge che, da generazioni, mantiene il controllo di Bull Mountain, trafficando whiskey di mais, marijuana
e infine metanfetamina. Per lasciarsi alle spalle le sue origini, Clayton sposa la bella Kate e diventa lo sceriffo della città a valle. Ma quando l’agente federale Simon Holly minaccia di distruggere l’impero dei Burroughs, Clayton si trova a dover affrontare i ricordi, le paure, il disprezzo della famiglia e la volontà di redimere un passato di tradimenti, sangue e violenza. Con un ritmo serrato, la storia della famiglia Burroughs viene raccontata a turno da tutti i personaggi, fino all’imprevedibile epilogo.
Paragonato ai mostri sacri del crime, del southern noir e delle saghe familiari, Bull Mountain ha una struttura che ricorda True Detective, dialoghi che rimandano a Breaking Bad e personaggi che sembrano usciti da Fargo. E con una scrittura luminosa ci parla dell’onestà e della fedeltà alle proprie radici,
e di come a volte sia doloroso ma indispensabile distruggerle per poterle onorare e proteggere.


Questo libro è per chi ama camminare in montagna per arrivare a bucare le nuvole e a vedere l’immensità del cielo, per chi decide ogni giorno di smettere di fumare e di bere, per chi indossa camicie di flanella rosse e blu, e per chi ha capito che appartenere a una terra, a una famiglia o a una persona, non vuole dire possederla ma amarla con tutto il cuore.

L'AUTORE



Brian Panowich è stato per anni un musicista itinerante prima di fermarsi in Georgia, dove vive tuttora e lavora come pompiere. Bull Mountain, il suo

romanzo d’esordio, è stato finalista nella categoria Mistery/Thriller del Los Angeles Times Book Prize 2016 accanto ad autori del calibro di Don Winslow.
Il sequel del romanzo, di prossima uscita per NN, mantiene la stessa ambientazione. Ruoterà attorno alla figura di Kate, la moglie dello sceriffo.

6 commenti:

  1. Ti avevo scritto di essere titubante, ancora non sono convinta che questa storia faccia per me, però mi affascina. La tua recensione, molto esaustiva e ben argomentata, ha parzialmente fugato i miei dubbi; il resto lo farà, forse, il prossimo giro in libreria :)

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    1. Ciao! Eh, anche io ero titubante e se da una parte ho soddisfatto un po' la mia voglia di avventura non è un genere che pratico spesso... In versione più urbana e complessa e migliore stilisticamente parlando ho letto con grande gaudio "Perfidia" di Ellroy. Per darti un'idea della linea :)

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  2. Mi ispira proprio! al momento questi romanzi americani molto country mi stanno proprio appassionando. Ne sto leggendo uno ora, poi leggero' Drury

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    1. Ciao! Che cosa stai leggendo al momento? Si, la letteratura americana legata alla parte ovest, un po' fuori legge e smaliziata sta ottenendo molto successo :)

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    2. Stavo leggendo The little giant of Aberdeen county di T Baker ma non penso ci sia in italiano. Ho letto letto Drury nel frattempo che ho pure abbandonato.

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    3. Ciao! Anche io sto leggendo Drury, a rilento però perché con il trasloco non mi rimane tempo per altro. A me non dispiace ma sono davvero indietro! Come mai lo hai abbandonato?

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