mercoledì 22 marzo 2017

RECENSIONE || "Uomini e Topi" di John Steinbeck

<<Per noi non è così, noi abbiamo un avvenire. Possiamo parlare con qualcuno al quale importa di noi. Non dobbiamo starcene seduti in un bar a buttar via i soldi solo perché non abbiamo un altro posto dove andare. Se gli altri tizi vanno in galera possono anche marcire, per quello che importa alla gente. Noi invece è diverso.>>

Come non innamorarsi dello stile fluido, semplice e intenso di John Steibenck? Per anni mi sono tirata indietro pensando che "Uomini e Topi", Bompiani fosse un libro complicato (anche pesante) sentendomi intimorita dal titolo di Premio Nobel per la letteratura vinto dall'autore nel 1962.

Mai cosa fu più sbagliata. Ultimamente mi sto avvicinando moltissimo alla letteratura americana e ho deciso di iniziare da uno degli scrittori più importanti del XX secolo. 
"Uomini e Topi" è un romanzo che racconta una storia semplice: inizia con una bellissima descrizione di un bosco, incantato, le foglie si muovono, l'acqua di un lago è placida. Arrivano boccheggiando due uomini, uno piccolo e uno grande e grosso. Sono i nostri protagonisti George e Lennie, sono scappati da una fattoria e stanno cercando il prossimo ranch che li accoglierà per lavorare. I due sono fuggiti per via di un malinteso: Lennie non è molto sveglio -diciamolo pure è un po' tocco- si dimentica le cose e coglie solo concetti molto semplici, adora accarezzare cose morbide come la pelliccia dei topi, conigli o cani. Il problema è che lui è un uomo davvero possente appena stringe la presa su qualcosa o qualcuno quella si rompe o muore. 

<<Volevo solo toccare il vestito di quella ragazza, solo carezzarlo come fosse un topo..>>

George avverte Lennie di stare più attento questa volta, di non parlare e fare il bravo con la promessa di stare sempre insieme e un giorno avere una fattoria tutta loro. Lennie è contentissimo di stare insieme a George: sono amici e sa che non lo abbandonerebbe mai anche se combina dei guai. Il loro è un rapporto quasi paterno, George è un uomo duro che pensa ogni tanto di lasciare indietro Lennie perché la vita sarebbe più semplice, più leggera ma la realtà è che Lennie è buono come il pane non si rende conto di quello che fa e della forza di cui è dotato.

<<"L'ho scordato", disse piano Lennie. "Ho cercato di non scordarlo, giuraddio che ho cercato, George".>>

Arrivati al ranch i due fanno facilmente amicizia con tutti: il vecchio scopino, Candy, a cui manca una mano e che si trascina dietro un vecchio cane puzzolente a cui è profondamente affezionato; Slim il capo mulattiere, uno dei personaggi più intelligenti e comprensivi del romanzo; il negro Crooks con la schiena spezzata. Il figlio del proprietario del ranch Curley è un attaccabrighe e prende subito di mira Lennie che indifeso non sa come reagire. Tra loro gironzola anche la moglie di Curley sempre in cerca di qualcuno con cui parlare ma dall'atteggiamento arrogante e superbo, la sua solitudine si trasforma in aggressività dal momento che viene rifiutata da tutti i lavoratori non solo perché è donna ma soprattutto perché è la moglie di un uomo manesco che può mandare in rovina ognuno di loro. I due lavorano poco lì perché Lennie non riesce a trattenersi e senza farlo apposta combinerà il guaio più grosso che abbia mai commesso e George dovrà trovare una soluzione definitiva.

<<"No", disse George. "No Lennie. Non sono arrabbiato. Non sono mai stato arrabbiato, e non lo sono nemmeno ora. Voglio che tu lo sappia.">>

Il romanzo era rivolto a persone che rispecchiavano la semplicità dei personaggi rappresentati: raccoglitori di orzo che saltano da un ranch all'altro senza nessun legame, abituati a spendere la loro paga mensile in un bordello al bar. Per George e Lennie è differente loro sono amici e hanno un progetto ampio: cercano di risparmiare per non dover essere costretti a una continua instabilità, per avere un po' di pace. Ognuno di loro si sente solo, cerca un amico, una compagnia e quasi invidiano il rapporto che hanno George e Lennie, tanto che spesso George parla con gli altri braccianti di Lennie e della loro relazione.

La semplicità del racconto cela temi importanti e profondi, pensieri che vengono esposti dai personaggi di Steinbeck che dona loro una qualità preziosa: la pietà. Quello che ho apprezzato di più è la pietà di George nei confronti di Lennie, la pietà di Candy nei confronti del suo cane, la pietà di Slim nei confronti di Lennie al termine della storia. Non tutti però sono dotati di questa enorme fortuna come ad esempio Curley e sua moglie o Carlsson, un personaggio secondario. 
Questi ultimi fanno da contrappeso e sottolineano il tema sociale della diversità, della solitudine che porta il lavoro di operaio: il colore diverso della pelle di Crooks costretto a non avere nessuno intorno a dormire in una stanza separata, a non poter parlare con nessuno uguale a lui perché i neri non sono tollerati nei dintorni; oppure nel caso di Lennie più lento degli altri e per questo definito, più volte, "matto"; anche Candy, lo scopino, vecchio e mutilato cerca di aggregarsi a George e Lennie: capisce che una volta che sarà inutile cercheranno di licenziarlo proprio come vogliono sbarazzarsi del suo vecchio ma fedele cane.
Nella loro semplicità i personaggi hanno la scintilla luminosa della vita in loro.

<<Avremo un grande orto, e un capanno per i conigli e i polli. E quando d'inverno piove manderemo al diavolo il lavoro e accenderemo un bel fuoco nella stufa e staremo seduti lì ad ascoltare la pioggia che cade sul tetto..>>

Si nota l'amore per l'ambientazione in cui George e Lennie approdano all'inizio e dove la loro breve avventura ha fine in modo drammatico. Salinas è la città vicino al ranch dove attualmente lavorano e l'autore ne è evidentemente innamorato essendo la sua città natale. La scrittura di Steinbeck fa di sicuro base ad altri autori come ad esempio Kent Haruf, si ritrovano le stesse minuzie e la stessa leggerezza nella storia senza togliere nulla  alla meraviglia dello stile e alla profondità dei temi affrontati. Spesso sono le storie più leggere, meno arzigogolate, ad essere quelle che rimangono in noi e che riescono a far riflettere il lettore.


COPERTINA 7 |STILE 10 | STORIA 10 | SVILUPPO 10


Titolo: Uomini e Topi
Autore: John Steinbeck, traduzione di Michele Mari a cura di Luigi Sampietro
Editore: 
Numero di pagine: 139
Prezzo: 12,00 euro

Trama

La storia di un'amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come "i migliori progetti predisposti da uomini e topi" (è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un'America soffocata dalla crisi e di un'umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura. Scritto nel 1937 e destinato a un pubblico di uomini semplici come George e Lennie, "Uomini e topi" è una breve storia ricca di dialoghi, un piccolo gioiello di scrittura, pensato da Steinbeck per essere messo in scena in teatro e al cinema: e così è successo, sul grande schermo e a Broadway. Ma "Uomini e topi" resta prima di tutto un romanzo indimenticabile. Questa edizione propone nella nuova traduzione di Michele Mari un racconto di impegno, solitudine, speranza e perdita che resta uno dei libri più letti e più amati della letteratura mondiale. Introduzione di Luigi Sampietro.

L'AUTORE


John Steinbeck è stato uno scrittore statunitense tra i più noti del XX secoloautore di numerosi romanziracconti brevi e novelle. Fu per un breve periodo giornalista e cronista di guerra nella seconda guerra mondiale. Nel 1962 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "Per le sue scritture realistiche ed immaginative, unendo l'umore sensibile e la percezione sociale acuta".

8 commenti:

  1. Mi ha sempre affascinata questo romanzo, specialmente da quando seguo un telefilm in particolare e il protagonista ha più volte dichiarato che è il suo libro preferito.
    Ne ho un altro di Steinbeck a casa, ma devo assolutamente procurarmi anche questo - merito anche della tua bella recensione.
    Non immaginavo che fosse così piccino come numero di pagine!

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    1. Ciao!come si chiama il telefilm? Io vorrei leggere Furore; davvero meraviglioso uomini e Topi :)

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    2. Longmire.
      Lo Sceriffo - Walt Longmire per l'appunto e a sua volta tratto dalle storie di Craig Johnson - nella quarta stagione in particolare obbliga gli aspiranti vice-sceriffi a leggere Uomini e Topi e poi li interroga, scartando quelli che secondo lui non hanno colto il senso del romanzo e che per questo non sono adatti alla posizione nel suo ufficio.

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    3. Voglio assolutamente vederla anche io!!!!

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  2. Io ultimamente ho deciso di recuperare le letture dei premi nobel che mi mancano, anche questo è in wishlist! La maggior parte delle volte penso che siano letture belle toste e invece poi me le divoro!! ;)

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    1. Ciao! Anche io faccio così! :) addio cosa stai leggendo?

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    2. Ho letto cecità di Saramago (ho anche scritto la recensione, bello!!) e il prossimo in lista è "le rane" di MoYan

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    3. Non li conosco, mi devo informare! :)

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