lunedì 20 marzo 2017

RECENSIONE || "Shaft, un detective nero sulle strade di New York" di Ernest Tidyman

<<"Non fare stronzate", disse. " Stai benone la festa è finita. Ce ne dobbiamo andare.>>


John Shaft è un duro. Il più duro di tutti, ed è un nero. Come potrei presentare diversamente un personaggio descritto e creato dalla penna del sapiente Ernest Tidyman? Sceneggiatore e autore statunitense ha scritto sette volumi della serie in cui Shaft è protagonista tra gli anni settanta e ottanta del Novecento, tradotti in Italia da Edizioni Sur, primo fra questi "Shaft, un detective nero per le strade di New York".


Johnny Shaft  è il tipico protagonista di un film noir, completo di (più di una) femme fatale, invicibile, imprendibile e inimitabile. Shaft è al limite tra il bianco e nero (letteralmente!) in una New York coprotagonista descritta nei minima dettagli, soprattutto nelle sue parti più oscure, dove la giustizia se la dividono la mafia italiana e i grandi ricchi, con le mani sporche di sangue, americani neri. Il nostro detective privato è aitante ha una marea di cicatrici -regalo della guerra in Vietnam- e solo ventotto anni, passati tra una famiglia adottiva all'altra e poi tra il letto di una bella donna e un altro. Però non bisogna sottovalutare Shaft: oltre che bello, non manca di essere intelligente e di buon cuore, perspicace dall'istinto impeccabile.


<<Un nero alto, in un completo leggero di lana grigia, che camminava svelto.>>



La questione razziale è il pretesto per il conflitto che vede Shaft protagonista: questo tema è insito e fondamentale nel romanzo, la divisione della società in classi vede i neri ghettizzati e i neri che lavorano per i bianchi (tipo Shaft) come qualcuno da snobbare e allontanare dalla comunità oppure da sfruttare per la sua ambivalenza in entrambi gli ambienti. 
John Shaft viene cercato dai pezzi grossi che hanno in mano tutto lo spaccio di New York, in particolare il più grosso di tutti Knocks Persons. Shaft non capisce il motivo di questa ricerca spasmodica ma decide di affrontare di petto la situazione come al solito: andare da Persons e farsi di dire che cosa vuole da lui. Shaft deve cercare una ragazza di nome Beatrice, la figlia di Persons. Un lavoro che scotta ma che viene ben pagato e che soprattutto ha anche l'appoggio della polizia: sotto c'è in ballo il possesso dei traffici di droga di Harlem che rischia di finire in un bagno di sangue se Shaft non gioca d'anticipo e sporco.


<<Knocks Persons avrebbe ricevuto il messaggio dal suo piccione caduto che qualcuno, giù in strada,  stava raschiando via dal selciato.>>



La trama di questo noir è davvero semplice: da lineare si divide in non più di quattro diramazioni e poi ritorna alla sua strada principale. Come lettrice apprezzo questa carratteristica perché spesso gli autori che ambiscono a scrivere un poliziesco avvincente tendono a perdersi in circonvoluzioni difficili da seguire, che porta più che altro a trascinarsi per i meandri di una storia che alla fine non ha né capo né coda. Tidyman in questo modo accontenta i lettori più avventurosi ma non trascura lo stile che appare ricercato e che delinea bene i personaggi, le ambientazioni e le situazioni con descrizioni mai prolisse ma del tutto esaurienti e davvero particolareggiate per questo genere: Tidyman non manca di comunicare ai lettori gli odori, i sapori, le sensazioni di Shaft e degli altri personaggi dimostrando una sensibilità acuta. 
La narrazione passa dal punto di vista di Shaft a quello della polizia fino a una narrazione addirittura in terza persona quando Shaft è impossibilitato a raccontare. La storia è segnata da atti di violenza e personaggi che si celano nell'ombra e in quel limbo tra la legalità e l'illegalità: il romanzo è pieno di sfumature, non c'è nulla di netto in Shaft, nemmeno il colore della pelle. Un eroe di altri tempi di cui innamorarsi, uno della vecchia guardia, realista ma pronto al sacrificio, con degli ideali e consapevole di non essere il tipo per una vita tranquilla che preferisce accarezzare e guardare da lontano, appoggiandocisi di tanto in tanto senza mai cedere. Il "bello e maledetto" ha sempre il suo fascino e ammetto che John Shaft mi ha conquistata!

Dal ritmo galoppante e dai risvolti più complicati di quel che Tidyman lascia intendere in superficie, "Shaft, un detective nero per le strade di New York" si conferma un libro immancabile nella libreria degli amanti dei polizieschi e dei noir.




COPERTINA 8,5 | STILE 8 | STORIA 7,5 | SVILUPPO 7




Titolo: Shaft, un detective nero per le strade di New York
Autore: Ernest Tidyman, traduzione di Ettore Capriolo
Editore: Edizioni Sur
Numero di pagine: 229 
Prezzo: 15,00 euro, in offerta a 11,20 euro fino al 31/3/2017

Trama:

John Shaft ha ventotto anni, la pelle nera e una licenza di detective privato. Schivando i mille pericoli di una New York ribollente e ringhiosa, si muove sicuro tra la sua abitazione nel Village, il suo quartier generale in Times Square e il letto di una delle tante ragazze che sembrano immancabilmente cadergli ai piedi. Ma quando viene rapita la figlia del boss malavitoso Knocks Persons, Shaft si trova suo malgrado risucchiato in un intrigo colossale di cui perfino la polizia ignora i contorni e che coinvolge la mafia italiana, i militanti nazionalisti neri e la criminalità di Harlem. Con l’aiuto del tenente Vic Anderozzi e di Ben Buford, amico di gioventù e ora a capo di una potente organizzazione armata, Shaft dovrà tentare di disinnescare la più grossa guerra criminale e razziale che New York abbia mai conosciuto. Con molta azione, tanto sangue freddo, e più di un colpo di scena. In questo primo capitolo della saga di Shaft, l’autore Ernest Tidyman si diverte a giocare con gli stereotipi del genere hard boiled (e con quelli razziali), dando vita a un racconto avventuroso e politicamente scorretto, intricato come un film del primo Tarantino e crudo come un romanzo di Ellroy.


L'AUTORE

Ernest Tidyman (1928-1984) è stato un romanziere e sceneggiatore statunitense. Oltre ai sette volumi del ciclo di Shaft, pubblicati tra il 1970 e il 1975, è autore di Flower Power (1968), Line of Duty (1974), Dummy (1974), Big Bucks (1982). La sua sceneggiatura per Il braccio violento della legge è stata premiata con un Oscar nel 1972.


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