martedì 28 febbraio 2017

RECENSIONE || "Lizzie" di Shirley Jackson

<<Non è dimostrato che il suo equilibrio personale venisse alterato dalla pendenza del pavimento, né si poteva dimostrare che fosse stata lei a svellere il palazzo dalle fondamenta; è innegabile tuttavia che l'uno e l'altro cominciarono a smottare all'incirca nello stesso periodo.>>

Elizabeth Richmond 23 anni, è una ragazza scialba e incolore. La sua presenza viene a malapena notata nel museo dove lavora come dattilografa. Soffre di grandi mal di testa e ha delle amnesie, vive con la zia da parecchi anni e la morte di sua madre, avvenuta quattro anni prima, l'ha segnata in maniera incredibile.



<<Elizabeth era così poco interessante da non meritare nemmeno un soprannome; e mentre i vivi, alle prese giorno dopo giorno coi frammenti e le sudicie inezie di un noioso passato o con la mancanza di spazio, conservavano un precario controllo sul proprio carattere individuale e la propria identità, lei restò senza nome.>>





Sottomessa e timida, mai contraddice sua zia Morgen vivendo una vita casa-e-chiesa, che non devia mai dalla routine o dai soliti, rigidi orari.
Tutto questo fino a che un giorno non ha uno scatto: a casa di vecchi amici di sua zia, in cui tutti rimangono esterrefatti da ciò che ha detto; solo lei non ricorda il contenuto della frase che ha pronunciato. 
Preoccupata la zia le fa fare dei controlli medici finchè non approdano dallo psicologo Wright. Inizialmente il dottore pensa alla stanchezza e allo stress come causa delle amnesie ma dopo diverse sedute e terapie in cui la sottopone a ipnosi, Wright scopre la presenza di altre personalità che convivono con quella di Elizabeth: Beth, Betsy e infine Bess. 
Come riunirle tutte in un'unico individuo?


<<I casi di questo genere sono comunemente conosciuti come di "doppia" o di "multipla personalità", a seconda del numero di persone rappresentate; il termine più corretto tuttavia sarebbe quello di personalità frammentata, perché ogni personalità secondaria costituisce solo una parte del normale, complessivo io.>>

Shirley Jackson costruisce e assembla in questo modo la storia di "Lizzie", Adelphi Edizioni, uno dei libri più intriganti che mi siano capitati sott'occhio. Con uno stile dotto e per nulla banale, Shirley Jackson richiede al suo lettore massima attenzione deliziandolo con una storia particolare e un lessico di un altro tempo: la storia si srotola in un susseguirsi di misteri, di congetture e di stranezze che per chi ha pazienza di navigare attraverso la densa e fluida sintassi della Jackson, diventa un racconto all'insegna della curiosità e dalla paura da divorare in poco tempo. La storia che si divide in parti quanti sono i narratori (Elizabeth, il dottor Wright, la zia Morgen, e l'ereditiera), affronta il problema di Lizzie da ogni parte e porta il lettore nella follia della ragazza e negli sforzi del dottor Wright (che per la scontrosa Betsy diventerà dotto Wrong) per guarire la giovane.


<<Certe volte mi viene una gran voglia di mettermi a mangiarla dal di dentro, e masticare, masticare, finché di lei non resto altro che un guscio vuoto e allora lo spezzo in due e lo butto via. E poi prenderei tutti i pezzettini e...>>

Elizabeth si dimostra accondiscendente e docile, Beth seducente e gentile, Betsy scontrosa e furbetta, Bess maligna e avida: ogni parte di Lizzie è diversa e prende spessore fino a che il trauma che ha subito non viene rimosso. In un climax crescente si viene a sapere mano a mano del passato della protagonista con una madre problematica e un uomo che probabilmente ha abusato della figlia. Lizzie e anche zia Morgen accennano solo alle cose terribili che riguardano la madre di Elizabeth (anche lei con lo stesso nome, tanto che spesso la povera Lizzie nei suoi deliri da "Betsy" non distingue più se stessa dalla sua genitrice) come se tra i protagonisti ci fosse una sorta di riguardo, una patina di pudore che mai si svela durante il racconto. Le personalità di Elizabeth non sono pericolose ma hanno la lingua tagliente e ognuna lotta per uscire definitivamente arrivando a schierarsi l'una con l'altra e contro le altre. Shirley Jackson riesce a dosare perfettamente una parte quasi horror, con una commovente senza dimenticare l'ironia che pervade la fine del romanzo, sdrammatizzando il culmine di tensione in cui la zia Morgen, il dottor Wright e Elizabeth si ritrovano per lo scontro finale.
Il ritmo del libro rimane elevato tranne in qualche parte in cui le digressioni del dottor Wright minacciano l'armonia della storia tediando e annoiando (mantenendo sempre uno stile di alto livello, per nulla banale, rivelando una personalità intelligente e competente) chi in realtà vorrebbe sapere che cosa sta facendo Elizabeth o la personalità in quel momento forte in lei.


<<Elizabeth sorrise timidamente. "Avevo una gallina tutta nera, che faceva le uova solo di sera. Le faceva per un ometto, l'hai buttato giù dal tetto?..."
"Vuoi star zitta per favore?" disse Morgen "Non credo di poter sopportare..."
"Scusami". Gli occhi di Elizabeth si riempirono di lacrime. "Volevo solo.."
"Oh, Dio Santo". Morgen le accarezzò la testa. "Non parlavo con te, cocca, parlavo con..."
"Con me, cara?".
"Si, con te, accidentaccio. Oh, Dio santo". Morgen andò in cucina e ne tornò con la bottiglia del brandy. "Undici del mattino o no, Morgen si farà un bel cicchetto, vi sfido tutte a impedirmelo.".>>

Un romanzo assolutamente da leggere per chi ama le storie dal gusto bizzarro e dal sapore tra il thriller e l'horror.




COPERTINA 7,5 | STILE 8,5 | STORIA 8,5 | SVILUPPO 8


Titolo: Lizzie
Autore: Shirley Jackson, traduzione di Laura Noulian
Editore: Adelphi Edizioni
Numero di pagine: 318
Prezzo: 20,00 euro

Trama: 

Opera della maestra del thriller nero, venerata da Stephen King, Lizzie è il primo grande romanzo delle personalità multiple. La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e a­nonimi di una «vera gentildonna» della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare «la propria dipartita stando il meno male possibile». Sotto un'ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personali­­tà sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l'amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, «maschera crudele e deforme» che vorrebbe fagocita­re e distruggere – con il suo «sorriso laido e grossolano» e i suoi modi sadici, insolenti e volgari – le altre due.


È solo l'inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l'identità e la realtà.




Il film ispirato dal libro di Shirley Jackson "Lizzie", 
"La donna delle tenebre" (1957)




10 commenti:

  1. La Jackson è una delle mie grandi e imperdonabili mancanze.
    Entro l'anno, devo proprio leggerla. :)

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    1. Era così anche per me. Me l'avevano sconsigliata e invece Lizzie è piaciuto proprio tanto :) dicono che sia ancora più bello "Abbiamo sempre vissuto nel castello".

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    2. Se King la considera tra le sue più grandi maestre, bacchetta sulla fiducia chi te l'ha sconsigliata!

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    3. Eccezioni a parte, ultimamente mi sto rendendo conto che alcune persone non riesco ad apprezzare alcuni romanzi per la loro complessità e il lessico elaborato. Bisogna vedere chi ti (s)consiglia il libro!

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  2. Davvero interessante questo libro, me lo segno!
    Io ho da leggere "Abbiamo sempre vissuto nel castello", me lo sono fatto regalare ad inizio anno in lingua originale ma anche "Lizzie" mi sembra davvero bello!

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    1. Ciao! Ho preso entrambi con gli sconti Adelphi e per ora non pentita! Punto ad avere ogni romanzo di questa autrice, mi piace moltissimo! Fammi sapere se inizi abbiamo sempre vissuto nel castello!

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  3. Sembra un libro molto interessante, me lo segno.
    Inoltre l'ultimo libro che ho letto di quest'autrice mi è piaciuto molto.

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    1. Ciao! Qual è l'ultimo che hai letto della Jackson? :)

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    2. L'ultimo è stato "L'incubo di Hill house", mi è piaciuta l'atmosfera di ansia che è riuscita a creare. Prima però devo riuscire a recuperare "Abbiamo sempre vissuto nel castello", dicono sia il suo libro più bello:)

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    3. Ciao! si, anche a me avevano detto così, infatti l'ho comprato! Mi mancano "L'incubo di Hill House" e "La lotteria". Spero in un mercatino dell'usato oppure ia prossimi sconti Adelphi ;)

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