mercoledì 15 febbraio 2017

RECENSIONE || "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf

<<Chi riesce ad avere quello che desidera? Non mi pare capiti a tanti, forse proprio a nessuno. È sempre un incontro alla cieca tra due persone che mettono in scena vecchie idee e sogni e impressioni sbagliate. Anche se, ripeto, questo non vale per noi due. Non in questo momento, non oggi.>>

Ho letto "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf, NN Editore tutto d'un fiato cercando di gustarmi ogni parola, ogni virgola, cercando di non sprecare niente, di non perdermi nessuna sensazione, nessuna emozione.


Mettetevi comodi, accendete l'abat-jour e ripartite per Holt.

Ebbene sì, ho scritto ripartite perché questo romanzo (forse il più bello di Haruf), a mio parere, andrebbe letto dopo la trilogia della pianura, non perché i personaggi si riprendano ma piuttosto per lo stile che si ritrova in questo romanzo. Fin dalle prime righe, per chi ha avuto l'occasione di conoscere Haruf, è come tornare a casa, un senso di pace e sicurezza sgorga dalle sue parole e non è possibile tentare di interrompere la lettura, ne sarete letteralmente risucchiati. Se siete neofiti di Haruf, perché proprio non riuscite a resistere a questo titolo (avete ragione!), preparatevi a leggere uno dei più bei romanzi di sempre.


La storia è la più tenera e dolce dei racconti. Addie convince Louis a dormire insieme a lei di notte. Sono entrambi anziani e vedovi, Addie dopo che il marito è morto trova le notti piene di pensieri e inquietudini e pensa che loro due potrebbero farsi compagnia. Lei cerca qualcuno con cui parlare, con cui confidarsi e sceglie Louis non perché le sia stato da sempre amico, ma proprio perché non lo conosce benissimo.

<<Sto parlando di attraversare la notte insieme. E di starsene al caldo nel letto, come buoni amici. Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire. 
Le notti sono la cosa peggiore non trovi?>>


Louis le chiede che cosa penserà la gente che lo vedrà andare solo di notte da lei. Addie gli risponde che ha smesso di preoccuparsi della gente da un bel pezzo, che pensino quello che vogliono.

<<Non facciamo niente, se ti riferisci a quello.
No, non mi riferivo a quello.
In ogni caso non lo facciamo. Non l'abbiamo fatto.
Farai bene a deciderti. Non vorrai mica diventare vecchia come me.>>

Iniziano così queste serate all'insegna delle domande e dei racconti di una vita, di quello che le persone non vedevano dall'esterno, dei dolori e dei periodi difficili ma anche dei periodi più felici, meno duri. Tutto sembra scorrere per il meglio fino a quando Gene, il figlio di Addie, comunica alla madre che sua moglie e lui si sono separati per qualche tempo e che sta perdendo il lavoro. Potrebbe portare da lei Jamie, suo figlio?


Ovviamente Addie non si tira indietro e cerca una soluzione per non smettere di vedere Louis. Decide di far incontrare Jamie e Louis, che diventano amici; adesso Jamie li considera come nonni e Louis va a casa di Addie come al solito. Fino a quando non entra in scena Gene che, riprendendosi Jamie, obbliga la madre a non vedere più Louis. 



Dalla scelta dei personaggi all'atmosfera che pervade il libro, si può dire che un senso di serenità sia presente in tutta la storia. L'amore tardivo, non carnale ma spirituale, tra Addie e Louis è commovente: si abituano notte dopo notte allo spazio che occupa il corpo dell'altro, senza mettersi fretta, liberi di interrompere il loro rapporto in qualsiasi momento. Con meraviglia si accorgono di stare davvero bene insieme, una nuova primavera è calata sulle loro vite, una primavera ancora più dolce e profumata perché prive di aspettative e obiettivi fissi, imposti nella giovane età di ogni individuo. 
La saggezza della vecchiaia dà al libro un sapore del tutto diverso, di rado troviamo delle persone anziane nei romanzi che fanno... le persone anziane. Vivono con calma, con il tempo che non è più così prezioso, ma che può diventare molto dolce se passato con la persona giusta. Haruf dona a Addie e Louis un'ironia pacata, dettata dalle tante cose viste e dal giusto peso da dare a ogni cosa. Spero da anziana di avere la loro stessa complicità con mio marito.

Entrambi, quindi, si abituano l'uno all'altro, non cedendo ai pettegolezzi e alle pressioni dei propri cari e amici fino a che Addie non è obbligata a "lasciare" Louis se vuole rivedere suo nipote Jamie. Un bieco ricatto del figlio che non è detto che riuscirà ad ottenere la loro separazione. 

Il rapporto che Louis instaura con Jamie è quello di un nonno con un nipote: le passeggiate nei boschi, una cagnolina per tenergli compagnia e fargli affrontare meglio la separazione dei genitori, il lavoro nell'orto. Credo che sia difficile scrivere di qualcosa di così quotidiano, in maniera tanto intima e che non scada nel banale o, addirittura, nell'assurdo. La bellezza dei romanzi di Kent Haruf sta nelle piccole cose, nelle piccole azioni quotidiane. 
Il testo scorre fluido, senza intoppi, senza spigoli. In "Le nostre anime di notte" c'è tutto quello che manca in questo mondo, uno dei libri più belli che abbia mai letto e che rileggerò ciclicamente per ritrovare quella pace che solo Kent Haruf è in grado di darmi.  Il Ben tornato a Holt, per l'ultima volta, non poteva essere migliore. 



COPERTINA 9 | STILE 10 | STORIA 10 | SVILUPPO 10



Titolo: Le nostre anime di notte
Autore: Kent Haruf, traduzione di Fabio Cremonesi
Editore: NN Editore
Numero di pagine: 166
Prezzo: 17,00 euro

Trama:

È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.


L'AUTORE



Kent Haruf (1943-2014) è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize.




17 commenti:

  1. Ho parlato ieri con Chiara della NN, dovrebbe arrivarmi presto.
    Io già piango. Devi sapere che per i "vecchietti", vedi Up, ho un noto debole. :')

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    1. Per dirti quanto sono molesta. Ieri sera ho finito il libro e ho scritto subito a Chiara che si è dovuta sorbire le mie emozioni post lettura alle 9 di sera! Dovrei farle un monumento.
      Credo sia uno dei più bei libri che ho letto in assoluto e che rileggerò ciclicamente, mette le cose del mondo al loro posto, dona la giusta prospettiva. Aspetto la tua recensione :)

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    2. Ahhh, e non me lo dovevi dire. Oggi il corriere mi ha dato buca.
      Chiara la conosco da pochissimo, ma è di una gentilezza contagiosa. Si vede che adora quello che fa. :)

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    3. Odio i corrieri e i postini quando non portano la roba! Io sto aspettando un pacco dal postino con "spesso sono felice" di Feltrinelli... Bisogna che si sbrighi ;)

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  2. Questo libro mi intriga molto! Prima però vorrei leggere la trilogia della pianura, ancora non ho mai letto nulla di suo :)

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    1. Ciao! Te lo consiglio tutti. Questo mi è piaciuto moltissimo :)

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  3. un libro stupendo, il migliore libro del mio 2016, a me e' piaciuto anche piu' della triglogia di Holt.

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    1. Ciao! Eh guarda ci devo pensare ma forse è davvero il suo più bel libro!

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    2. per me e' li' li' con Crepuscolo, che e' quello della trilogia che ho apprezzato maggiormente

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  4. Bellissima recensione, non vedo l'ora di leggerlo! penso che lo farò presto, anche se ancora non ho finito la trilogia.

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    1. Ciao! Anche a me manca Benedizione, ma questo lo devo v proprio leggere!

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    2. Mi manca ancora Crepuscolo, ma Benedizione è il mio preferito.
      Preparati ad altre lacrime. :)

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    3. Ok, al più presto inizio benedizione! È stato troppo tempo sullo scaffale :)

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    4. anche Crepuscolo mi ha fatta piangere!!!

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  5. Libro che sembra molto interessante, devo recuperarlo al più presto!

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    1. Ciao! Te lo consiglio, Haruf è stato un autore davvero formidabile. Nel 2018 e 2019, NN Editore pubblicherà altri suoi libri, hai tempo metterti in pari ;)

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