martedì 14 febbraio 2017

RECENSIONE || "La classe dei misteri" di Joanne Harris

Per chi ha letto La scuola dei desideri, si torna nella british, tradizionale e polverosa St. Oswald con "La classe dei Misteri" di Joanne Harris, Garzanti. Mr. Stratley continua a
essere protagonista dei misteri che avvolgono la scuola: ormai più che sessantenne Mr. Stratley, insegnante di latino, dovrà fare i conti con un passato che non si decide a scomparire per sempre.

<<No, accidenti, non è la vecchiaia! È solo che il passato ha il vizio di avvicinarsi di soppiatto, come un bambino che gioca a Un, due, tre, stella! e prima avanza subdolo e poi ti picchia sulla spalla.>>

Da subito il lettore si trova davanti due voci narranti: la prima classica, razionale e intelligente di Strats e la seconda inquietante e sibilante di un alunno del 1982. Le due voci trovano posto per convivere nel presente, il 2005, momento in cui a St. Oswald subentra un nuovo Rettore, un ex alunno della combriccola della voce spaventosa che ci accompagna per tutto il libro. Johnny Harrington era nel gruppo dei tre ragazzi che più ammiravano il professore Harry Clarke. David Spickley, Harrington e Charles Nutter adoravano questo professore di letteratura inglese che all'ora di pranzo gli faceva ascoltare David Bowie, si faceva chiamare per nome e li trattava da pari. La relazione con lui, tuttavia, si inizia a fare sospettosa e la mente malata di uno dei ragazzi prende il sopravvento sulle altre creando un intreccio misterioso e meticoloso.

<<Essere un insegnate di St. Oswald voleva dire essere disponibile in ogni momento, essere allo stesso tempo maestro, padre e a volte addirittura amico.>>

I tre ragazzi sono soggiogati dalla fede dei genitori, che facendo parte di una setta religiosa, fa vivere la loro adolescenza nel pieno terrore dell'inferno. La Harris sceglie bene l'ambiente in cui presentare temi forti e non così rari come l'omosessualità in una scuola a carattere fortemente cattolico, dove il pregiudizio (non tanto per la fede cattolica, piuttosto per la miopia e bigottagine di alcuni degli insegnanti) non fa vivere i ragazzi e li giudica fino a portarli alla crisi. 
La storia si sviluppa con calma, il trio è protagonista di uno scandalo che si trascinerà dietro Harry Clarke e tutta St. Oswald che invece che correre in difesa di uno dei suoi più brillanti insegnanti, cercherà di insabbiare tutto e lascerà nel baratro dell'ignominia Clarke.

<<Non voglio che mi ricordino solo come il ragazzino che uccideva cose perché aveva paura di vivere. Voglio che siano pieni di odio, di incredulità e di stupore. Voglio che mi ricordino come qualcosa di più di un semplice sopravvissuto.>>

Tra versi di latino, progresso versus tradizione, la Harris sfrutta al meglio le problematiche scolastiche per affrontare questioni di grande rilevanza:  in questo caso il progresso che tanto si aspira nelle scuole viene visto in una forma più moderata. Stratley si batterà per mantenere piccole genuine attività tradizionali della scuola che il nuovo Rettore e il suo staff vuole modificare per pubblicizzare la scuola ed ottenere così maggiori iscritti. Stratley sente che deve fare qualcosa perché la scuola non venga del tutto modificata. 
Nello stesso tempo si affronta il tema della diversità durante l'adolescenza. L'omosessualità in primo luogo ma anche tutto ciò che è legato alla sessualità visto da un ambiente che non lascia scampo: un credo bigotto e rigido, che a mio parere scade quasi nel Medioevo. 
Non è in secondo piano l'amicizia che lega i tre ragazzini, un'amicizia fittizia dettata dalla mancanza di qualcosa di meglio e l'amicizia storica che lega gli insegnanti della scuola, un'amicizia duratura ma che non rivela tutto delle persone che si hanno accanto: le situazioni si ribaltano, gli amici sinceri diventano i più grandi nemici e quelli che Stratley credeva perfidi e freddi si dimostreranno un'arma preziosa per salvarsi la vita.
La bellezza del romanzo sta nel fatto che la Harris riesce a mescolare e creare un'atmosfera realistica e inquietante da tenere il lettore con il fiato sospeso ma portarlo anche a riflettere su cose di carattere meno frivolo dei compiti a casa, senza mancare di inserire una nota maligna che si sposa bene con la piccola e chiusa cittadina inglese. 

Consiglio "La classe dei desideri" agli amanti del giallo e  chi ha sempre seguito questa autrice dai mille risvolti in un romanzo che si differenzia dai suoi passati per mancanza di elementi soprannaturali ma che riesce benissimo a destreggiarsi per le vie gialle del romanzo, in un'indagine che vi terrà incollati alle pagine dall'inizio alla fine.


COPERTINA 8 | STILE 8 | STORIA 7,5 | SVILUPPO 7


Titolo: La classe dei misteri
Autore: Joanne Harris, traduzione di Laura Grandi 
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 469
Prezzo: 18,60 euro

Trama:

I lunghi corridoi dalle finestre a bifora sono illuminati dalla fredda luce del sole d’autunno. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico a St Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel Nord dell’Inghilterra. E, come ogni anno, i professori si ritrovano per la riunione inaugurale del corpo insegnante. Ma stavolta l’anziano Roy Straitley, docente di lettere classiche, si rende conto che il clima è ben diverso dal solito. Durante l’anno precedente, molti eventi inquietanti hanno minato la serenità e il buon nome della scuola. Ecco perché, per contrastare la crisi, è stato scelto un nuovo Rettore. Ed è proprio questa scelta a lasciare l’anziano professore spiacevolmente stupito: a guidare la scuola sarà Johnny Harrington, una sua vecchia conoscenza. Un suo ex studente legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. C’è qualcosa in lui che gli sfugge. E man mano che la nuova gestione si afferma a St Oswald, il passato ritorna senza pietà con le sue violenze nascoste. Solo il professore è in grado di fermare tutto questo. Ma quando si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato la sua intera vita?


L'AUTRICE

Joanne Harris è nata, da padre inglese e madre francese, nello Yorkshire, dove attualmente vive. Si è laureata al St Catharine’s College di Cambridge, dove ha studiato francese e tedesco medievale e moderno, e ha insegnato francese nelle scuole secondarie di Leeds.

I suoi libri sono tutti editi in Italia da Garzanti. Dopo Chocolat, il suo romanzo d’esordio apparso nel 1998, tradotto in tutto il mondo, da cui nel 2001 è stato tratto l’omonimo film, ha pubblicato Vino, patate e mele rosse (1999), Cinque quarti d’arancia (2000), La spiaggia rubata (2002), La donna alata(2003), Profumi, giochi e cuori infranti (2004), Il fante di cuori e la dama di picche(2005), La scuola dei desideri(2006), Le scarpe rosse (2007), Le parole segrete (2008), Il seme del male (2009), Il ragazzo con gli occhi blu(2010), Il giardino delle pesche e delle rose (2012), Le parole di luce (2013) e Un gatto, un cappello e un nastro (2014).


È anche autrice, con Fran Warde, di Il libro di cucina di Joanne Harris (2003), Al mercato con Joanne Harris. Nuove ricette dalla cucina di «Chocolat» (2007) e Il piccolo libro di «Chocolat» (2014).

4 commenti:

  1. Della Harris ho letto qualche libro, ma non ho ancora letto né questo né 'La scuola dei desideri' ><

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    1. Ciao! Hai tempo per riprenderli se ti piace lo stile e il tema! ;)

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  2. Non sapevo che la Harris scrivesse gialli! mi ispira!ora vado a vedere il precedente! grazie
    PS amo le tue foto!!!!
    ciao Mati Mini Books Reviews

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    1. Ciao! Ma grazie mille! Si in questo e presumo nel precedente lascia un po' cadere qualche effetto soprannaturale e segue più la via del giallo :)

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