giovedì 9 febbraio 2017

RECENSIONE || "Di notte sotto il ponte di pietra" di Leo Perutz

<<Là sotto il ponte di pietra, c'era un rosaio che aveva una rosa rossa, accanto alla quale suonava dalla terra un rosmarino, e si tenevano abbracciati l'un l'altro così strettamente che le foglie della rosa toccavano il bianco fiore del rosmarino.>>

Siamo nella Praga di fine 1500 e Leo Perutz ci fa rivivere gli incantevoli vicoli, piazze e zone della città più mistica d'Europa. Editato da Edizioni E/O nella sezione "Gli Intramontabili", Perutz ci viene presentato come grande autore semi sconosciuto ma stimato dalle più grandi penne del secolo scorso: Fleming, Borges e Adorno.

Il libro è configurato come una serie di racconti che girano attorno a più temi ricorrenti: protagonista indiscussa la città di Praga che avvolge tutti i suoi personaggi favorendoli o mostrandogli i lati più oscuri di se stessa. Divisa e lacerata da Cristiani ed Ebrei, la città viene sfruttata e descritta abilmente da Perutz, che sceglie personaggi diversi per ogni storia a parte un paio che ciclicamente ritornano: il figlio dell'imperatore (che diverrà egli stesso, a sua volta, imperatore) Rodolfo e il ricco mercante ebreo Mordechai Miesl, finanziatore e così sapiente da essere ritenuto una sorta di mago.

<<L'Ecce homo del sommo Rabbi Löw? Non era Cristo. Era il popolo ebraico, perseguitato e schernito per secoli, che ha manifestato il suo dolore in quell'immagine.>>


In "Di notte sotto il ponte di pietra" si raccontano novelle che hanno qualcosa di magico legate alla religione ebraica forte e costante in tutto il libro: non di rado la magia praticata da saggi ebrei salva la situazione. La disparità fra la religione Cristiana e quella Ebrea viene sottolineata ed evidenziata e non manca novella che non citi i pregiudizi dei cristiani verso gli ebrei. 

Riccorre spesso anche il titolo del libro: sotto il ponte di pietra si nasconde un amore proibito, un amore che riprende la disparità fra cristiani ed ebrei ma che contrappone in primo luogo Rodolfo e Mordechai, il tutto metaforicamente rappresentato da un rosmarino e una pianta di rose che si intrecciano in un abbraccio amoroso. Il ponte è anche il luogo in cui il destino, una mano invisibile, aiuta o indica la via al protagonista della storia in difficoltà. 


Il racconto che, a mio parere, aiuta a capire le dinamiche di tutto il libro è quello in cui in cui Rodolfo, ancora giovane, incontra quello che sarà il suo nemico, Mordechai (bambino che aiuta la madre e i fratelli a sopravvivere dopo la morte del padre). Rodolfo è stato maledetto da due fantasmi per aver rubato un tallero da una pila di monete che erano destinati a un'altra persona: Mordechai. Rodolfo dopo una serie di sventure capisce che deve consegnare il denaro rubato al legittimo proprietario. Ma pur avendo mandato tutti i suoi servi a cercare questo rispettabile anziano ebreo, il figlio dell'imperatore non riesce proprio a trovarlo. Decide di rimettersi nelle mani del fato e lanciare il Tallero nel fiume Moldava che, guarda caso, invece di affondare in acqua viene preso da un pescatore. Da questo punto in poi Rodolfo sarà costretto a seguire il tallero di mano in mano fino a destinazione ossia l'ebreo ancora piccolo e povero.



Il libro non è da leggere tutto d'un fiato ma un racconto alla volta, tanto che a tratti può risultare pesante e lento. Il ritmo è dettato da ogni storia, alcuni racconti sono più intriganti altri davvero poco appetibili, ma sempre con uno stile fluido e al contempo dotto. Questo libro va affrontato con spirito paziente e aperto, la fretta, come spesso accade, è cattiva consigliera e rischia di indurre il lettore a lasciare a metà la traversata per le vie di Praga. In compenso bisogna dire che l'autore riesce a disegnare e delineare il potere mistico della religione ebraica inserendola facilmente in racconti che ci mostrano un lato quasi soprannaturale delle persone che la praticano, in particolare dei rabbini.  Perutz non nasconde l'antisemitismo che già permeava l'atmosfera praghese in quell'epoca: il ghetto non era chiuso ma i cristiani preferivano non commerciare con gli ebrei per via della loro ricchezza. Personalmente credo che fosse tutta invidia, si percepisce dai dialoghi in cui i cristiani ricordano un po' la famosa volpe che non riusciva ad arrivare all'uva. 

In conclusione, di sicuro "Di notte sotto un ponte di pietra" è un prezioso libro che ci racconta una Praga lontana e magica, scritto da un autore importante che però non del tutto, con questo libro, riesce a soddisfare i lettori più affamati di avventura.


COPERTINA 8,5 | STILE 7 | STORIA 6,5 | SVILUPPO 7


Titolo: Di notte sotto il ponte di pietra
Autore: Leo Perutz,tradotto da Beatrice Talamo
Editore: Edizioni E/O
Numero di pagine: 240
Prezzo: 16,00 euro

Trama:

Praga, fine del XVI secolo. Sulla città regna Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero, collezionista, mecenate delle arti e delle scienze, uomo eccentrico e misterioso. Vive arroccato nel Castello, circondato da alchimisti, astrologi, pittori, servitori fedeli e imbroglioni di ogni risma. Ama una donna di nome Esther, moglie dell’ebreo Mordechai Meisl, l’uomo che gli presta il denaro per la sfarzosa ed eccentrica vita di corte, ma è un amore che esiste solo nei sogni, perché così ha voluto Rabbi Löw, autore di sortilegi, cabalista e artefice del Golem. Dentro questa Praga magica e perduta Leo Perutz intreccia le sue invenzioni narrative, fantastiche e poetiche, intorno a un perno che è l’inestricabile intreccio dei destini dei due rivali, Rodolfo e Mordechai, il Cristiano e l’Ebreo, entrambi grandi, entrambi perdenti.

L'AUTORE

Leo Perutz (1882-1957) è nato a Praga. È stato uno dei più grandi scrittori e drammaturghi della sua generazione. È autore di numerosi romanzi (tra cui Il marchese di BolibarIl Maestro del giudizio universaleIl cavaliere svedese) dove si mescolano rievocazione storica e vena fantastica. Tra i suoi estimatori: Ian Fleming, Theodor Adorno, Jorge Luis Borges.




4 commenti:

  1. Le tue recensioni sono davvero belle... Senza aver letto il libro mi stai facendo "respirare" la sua aria. Sei obiettiva e mai superficiale. Grazie davvero. I tuoi consigli mi sono davvero preziosi.

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  2. Non amo le raccolte di racconti, ma sono curiosa di sapere di più su questo autore, quindi penso proprio che mi informerò! Grazie per la segnalazione :)

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    1. Ciao! Ti dico, questo libro è un po' particolare e forse per iniziare a leggere una raccolta di racconti è meglio qualcosa come il silenzio del lottare di Rossella Milone oppure qualcosa che non è una raccolta di racconti ma simile: Fair Play.

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