lunedì 9 gennaio 2017

RECENSIONE || "Hannah Coulter" di Wendell Berry

<<Ripenso ad Art Rowanberry, che è andato in guerra anche lui, ha fatto ritorno a casa e di proposito non si è mai più allontanato di qua, e mi vengono in mente le sue parole:"Qualcosa di meglio! Tutti non parlano d'altro che di qualcosa di meglio. L'unica cosa davvero importante è sentirsi bene ed essere orgogliosi di ciò che si ha, anche quando è soltanto una baracca di tronchi.">>



Torno a Port William nella città costruita dalla penna fluida e genuina di Wendell Berry, con i suoi instancabili abitanti. "Hannah Coulter" Lindau Edizioni oltre a essere il titolo di uno dei suoi libri è anche la protagonista di una storia che potrebbe benissimo essere capitata a una qualsiasi donna americana di campagna durante la seconda guerra mondiale.



<<Erano tempi duri, e oggi la maggior parte della gente, se solo riuscisse a immaginarli, direbbe che la nostra era una vita faticosa. Ma tra noi c'era comprensione, non pativamo la fame e avevamo dei buoni vicini.>>


Hannah nasce come Steadman. Si sposa e rimane vedova come Feltner. Si risposa, cresce e muore come Coulter. La storia di Hannah non è tra le più semplici ma di sicuro è in grado di catturare il lettore con la sua tenacia contro le difficoltà, il dolore e la paura. Come di consueto Wendell Berry costruisce un mondo buono ma non privo di drammi: Hannah è amata ma dovrà lavorare febbrilmente prima per cercare un lavoro poi per riprendersi dal lutto -costretta tra i sensi di colpa, fare la madre, non mancare di rispetto alla memoria del defunto marito e alla sua famiglia, la consapevolezza di essere ancora giovane e di meritare un altro amore- del suo primo marito e infine per costruire insieme a Nathan -il suo secondo amore- la fattoria che la vede diventare adulta, anziana e poi morire. Piccolo ma fondamentale è lo spaccato sulla guerra per chi rimane, per chi ma soprattutto per chi torna, come nel caso di Hannah.


<<A volte avvertivo un dolore che mi passava da parte a parte, come una pioggia sottile. La guerra era una presenza corporea. Stava dentro ognuno di noi, ma nessuno ne parlava.>>



 Lo scenario bucolico e legato alla terra e alla fatica fisica come al solito scatena in me la voglia di  una realtà più pulita e in un certo senso più semplice: spesso nel libro si fa riferimento alla voglia dei giovani e del mondo di un futuro migliore di quello in cui sono cresciuti; lavorare la terra è faticoso e non è remunerativo ma almeno rende liberi. Il dio Denaro richiama i suoi discepoli e porta via a Hannah i suoi figli e i suoi nipoti. 

Attraverso il flashback di una vita, Hannah ci racconta il suo presente, la sua vita e quella dei suoi figli. La storia è quella tipica di una persona anziana legata a valori fondamentali se vogliamo tradizionali (mai bigotti) che hanno un sapore di pulito. Attraverso la storia dei suoi figli comprendiamo il suo punto di vista e forse rivediamo in loro anche un po' di noi, sempre più presi da una routine che non ha fine e che ci prosciuga. I principi di Hannah hanno a che fare con qualcosa che non esiste più, il lavoro di squadra, l'aiuto tra famiglie, la comunità che sostiene pretende e regala. Il personaggio di Hannah viene incontro al lettore come una nonna, come qualcuno che sta dalla parte di ciò che è "giusto", del "bene" portando non solo ad ascoltare una sorta di favola ma anche a riflettere sul nostro presente. 

Attraverso uno stile deciso e fluido, Berry ci narra storie profondamente umane, lasciandoci intravedere una realtà definitivamente conclusa, con un sapore malinconico come un bel tramonto di fine estate. È sempre un piacere tornare a Port William.



COPERTINA 8,5 | STILE 8 | STORIA 8| SVILUPPO 7,5




Titolo: Hannah Coulter
Autore: Wendell Berry tradotto da Vincenzo Perna
Editore: Lindau Editore
Numero di pagine: 274
Prezzo: 19,00 euro

Trama:

Hannah Coulter ha alle spalle due matrimoni e tre figli. Ormai vedova, trascorre la vecchiaia nella sua fattoria del Kentucky ricordando le vicende della propria esistenza (le gioie e le tragedie della gioventù, il periodo della guerra, il lavoro della fattoria, i rapporti con i vicini, l’allontanamento dei figli, il ritorno del nipote scomparso) e rileggendole con la sensibilità e la saggezza che gli anni hanno distillato. Per Hannah, ormai prossima al termine della vita, l’unica certezza sta nell’accettazione dell’incertezza del mondo.
Dopo Jayber Crow, con Hannah Coulter Berry aggiunge un altro affascinante tassello alla galleria di personaggi memorabili che popolano Port William, una comunità immaginaria ma assolutamente «vera». Attraverso le vicende degli individui laboriosi, saggi, fieri e non di rado bizzarri che la compongono, Wendell Berry ci offre un vivido ritratto della vita di un piccolo centro di uno Stato del Sud, all’ombra dei grandi eventi della storia americana (dalla Grande Depressione alla seconda guerra mondiale, dall’avvento della società del benessere al declino provocato dall’abbandono delle campagne), ma in pari tempo ci parla dell’Uomo, del suo bisogno di stare in comunità, del suo rapporto con l’ambiente e con la terra.
Guardando al passato senza nostalgie, Hannah Coulter si rivela un’opera piena di forza, di amore per il mondo rurale, di devozione per la sua bellezza e di compassione per i suoi abitanti, e al tempo stesso una lucida riflessione sul precario equilibrio tra uomo e natura e sulle minacce che incombono sulla società contemporanea.


L'AUTORE


Romanziere, poeta e critico culturale, ma anche agricoltore, attivista ecologista, pacifista, Wendell Berry è nato nel 1934. 


Autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, ha ricevuto una lunga serie di riconoscimenti e fellowship e ha insegnato in diverse università nordamericane. Critico di quella che chiama l’«economia faustiana» del nostro tempo, Berry intreccia la riflessione poetica e spirituale sui valori della vita rurale con i temi del rispetto ambientale e dell’agricoltura sostenibile, pronunciando una condanna impietosa dell’American Way of Life. Oggi vive con la moglie in una fattoria del natio Kentucky. Jayber Crow è il suo primo romanzo tradotto in italiano. Nel Texas, la regista Laura Dunn ha realizzato il primo documentario sull'autore americano, The Seer. Il film, prodotto, tra gli altri, da Robert Redford, è stato presentato a marzo 2016 al South by Southwest Festival, in Texas. 

Il 17 marzo Wendell Berry ha ricevuto l'Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award 2015 dalla National Book Critics Circle.



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