mercoledì 21 dicembre 2016

RECENSIONE || "LaRose" di Louise Erdrich

Buongiorno, lettrici e lettori!

Viaggiando attraverso le grandi voci contemporanee mi sono imbattuta in Louise Erdrich, autrice molto stimata negli Stati Uniti ma un po' sottovalutata in Italia. "LaRose" è l'ultimo romanzo di una trilogia formata da "La casa tonda" e "Il giorno dei colombi" editati da Feltrinelli Editore (che spero di leggere presto); trilogia che accumuna i libri sotto un comune argomento più che in base ai personaggi e infatti "LaRose" è possibile affrontarlo senza aver prima letto gli altri due.

Il tema che Erdrich tratta è relativo ai nativi d'America, alla loro storia, alle loro tradizioni e alla loro sconfitta contro l'uomo bianco. Dopo una vita moderatamente complicata questa autrice inizia a scrivere in base alle sue origini, per un quarto Cheppewa. 
In "LaRose" Louise Erdrich unisce diverse tematiche con un unico punto narrativo fisso, una sorta di spartiacque che provoca conseguenze imprevedibili: prima della morte del piccolo Dusty e dopo la sua morte. Prima che LaRose, bambino di cinque anni, fosse affidato alla famiglia di Dusty come risarcimento della sua morte. Le due famiglie, vicine di casa e imparentate (le madri sono sorellastre) sono amiche, i ragazzi giocano insieme. La famiglia Iron composta da cinque figli e quella di Nola e Peter composta da Dusty e Maggie.

Il libro inizia con Ladreaux Iron in agguato con il suo fucile pronto a sparare a un cervo, ma quando il colpo parte non va a segno, capisce di aver sparato contro qualcos'altro e aver colpito Dusty. Ladreaux corre, chiama aiuto ma invano. Ecco che la scelta per sdebitarsi con Peter e Nola è chiara e lampante: dare LaRose a loro, come se fosse un loro figlio, coma la tradizione indiana vuole. La storia ci si presenta senza tanti giri di parole, il lettore è lanciato in una situazione da batti cuore e catturato dalla trama.

<<Ripensò alla loro visita subito dopo che Landreaux era stato rilasciato: avevano voluto dirgli qualcosa. Aveva sentito parlare di queste forme di adozione negli anni passati, quando uccisioni o malattie devastavano le famiglie, lasciandone altre intere. Era un'antica forma di giustizia. Era una storia, e le storie gli piacevano.>>

Da qui l'autrice narra la storia con i punti di vista dei protagonisti. Sono tutti in parte nativi, sangue indiano scorre nelle loro vene e vivono in terra tribale. Famiglie antiche che dopo essere state emarginate e sterminate sono in un limbo: l'attualità del mondo bianco, le nozioni impartite a scuola che vanno a cozzare con le tradizioni e il credo antico degli indiani si rispecchiano nelle nuove generazioni che ancora non si solo liberate dei pregiudizi e che con difficoltà, ma anche con orgoglio, cercano di non dimenticare le storie degli anziani.

Insieme a questo tema antico e misterioso, si unisce il dolore di una madre, Nola, che ha perso il proprio figlio, la cui vita è insostenibile; di una sorella, Maggie, che per attirare l'attenzione dei genitori costruisce un muro e una corazza che solo l'amore di un fratello acquisito potrà sciogliere. Emmaline Iron non vuole donare il suo piccolo LaRose alla sua sorellastra con cui non parla mai, ma il senso di colpa è forte e con pazienza cercherà di trovare un compromesso. Landreaux proverà a non ricadere nel vizio dell'alcol e delle pillole dopo aver ucciso accidentalmente Dusty. In questo complesso e intricato miscuglio di emozioni si spiegano le vite dei figli delle due famiglie, del prete della riserva e di Romeo, amico d'infanzia di Landreaux: questi personaggi forniscono una visione esterna alle famiglie, fulcro del racconto, sia in senso positivo che negativo e pur non avendo sempre un ruolo fondamentale nella trama, aiutano a mostrare lati umani differenti, il contrappeso giusto per dare equilibrio all'intero libro.

<<Aveva sentito tutto. Un'epica battaglia tra la luce e il buio. Ombre che passavano attraverso il materiale del tempo. Il personaggio che sovvertiva lo spazio. Mettere e rimettere insieme. Forme di esseri ignoti assorbite da ciò che è noto. Mondi che si fondevano tra loro. Dimensioni che crollavano. Due ragazzi immersi nel gioco.>>



Nei personaggi a tutto tondo della Erdrich si notano tutte le sfaccettature e le conseguenze dei cambiamenti avvenuti in ogni generazione, passato e presente si unisce: tutto si riversa in loro. Proprio per questo Louise Erdrich ci racconta della prima LaRose e di come questo nome, che ha qualcosa di concretamente mistico e speciale, si è tramandato da madre a figlia fino al LaRose ora in vita. Ogni membro delle due famiglie contribuisce al racconto arricchendolo e portandolo avanti; io non ho potuto che invidiare il rapporto tra le sorelle Iron, Snow e Josette: la sorellanza è palpabile, sono i due personaggi che più coinvolgono il lettore e lo fa sentire parte integrante della famiglia Iron.

Lo stile è diretto, ricco e fluido ma non semplice e banale. La storia scorre bene, ma non è veloce, il lettore si deve soffermare su ciò che legge. Inizialmente il racconto spezza il cuore, emozioni forti vengono trasmesse attraverso l'orrore di una piccola vita spezzata e di un bambino che viene donato a un'altra madre e a un altro padre, che non capisce che cosa sta succedendo alla sua vita. Dopo, come un domino, le conseguenze sui personaggi della storia si riversano nel racconto, collegate con le tragedie e le difficoltà che anche le generazioni passate hanno sofferto.

Un libro che non solo ha un tema interessante e originale, ma anche uno stile che rapisce, intriga e arricchisce il lettore. 


COPERTINA 7,5 | STILE 8,5 | STORIA 8,5 | SVILUPPO 9





Titolo: LaRose
Autore: Louise Erdrich
Numero di pagine: 453
Prezzo: 20,00 euro

Trama:

Nella riserva di indiani ojibwe, resa familiare dai precedenti romanzi di Louise Erdrich, serpeggiano i timori per l’approssimarsi della fine del secondo millennio. Le famiglie di due sorelle si preparano ai festeggiamenti natalizi. Tutto sembra andare normalmente – a parte le paure ossessive del bug che tormentano Peter, uno dei due capifamiglia –, quando una tragedia ben più reale della prevista fine del mondo si abbatte sulla riserva: un giorno, andando a caccia di un cervo di cui ha seguito le tracce per tutta l’estate, il cognato di Peter, Landreaux, vede finalmente sbucare da un bosco la sua preda, spara, ma quando si avvicina scopre di aver ucciso non l’animale ma Dusty, suo nipote. Con questo inizio fulminante Louise Erdrich entra a spron battuto in un vasto labirinto. L’uccisione del bambino getta nella disperazione i genitori e pone l’altra coppia davanti a un dilemma: secondo le antiche tradizioni indiane, chi aveva privato una famiglia di un figlio poteva riparare affidandole un ragazzo equivalente. Chi meglio del figlio dell’assassino potrà alleviare in qualche modo il dolore di Peter e Nola? Detto, fatto: LaRose viene “ceduto” agli zii, nella speranza che questo valga anche a placare ogni sentimento di vendetta che covi nel loro animo.


L'AUTRICE

Louise Erdrich, nata in Minnesota nel 1954, è autrice di quattordici romanzi, poesie, racconti, libri per l’infanzia e di un memoir sulla sua precoce maternità. Molto premiata per la sua opera, è unanimemente considerata una delle più importanti scrittrici americane contemporanee. Ha pubblicato con Feltrinelli: Tracce(1992), La casa di betulla (2006), Passo nell’ombra (2011), La casa tonda (2013), con cui si è aggiudicata il National Book Award 2012, Il giorno dei colombi (2013), finalista al premio Pulitzer per la narrativa nel 2009, e LaRose (2016).



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