martedì 6 dicembre 2016

RECENSIONE || "La memoria di Old Jack" di Wendell Berry

Buongiorno, lettrici e lettori!



La memoria, i ricordi e le vite passate dei personaggi sono spesso protagonisti delle storie più belle. "La memoria di Old Jack" di Wendell Berry Lindau Edizioni non fa eccezione, mettendo in scena una vita rustica e frugale quanto emotivamente intensa.



<<La luce brucia via l'ombra e la cenere della carne dell'età avanzata, e Jack rivive un'altra volta, agile e forte nella mente. E come una vecchia storia che gli rinasce fra le mani rivive la presenza e il tocco di colei che lo ha amato per come era.>>





Old Jack ora è anziano. Il più vecchio della sua cerchia, del suo piccolo paese popolato sempre più da persone che non sono più giovani. I ragazzi vanno tutti in città a studiare, lasciando la vita dei campi dura e povera. Jack Bechuum ha lavorato fin da piccolo nella sua fattoria, a Port William: un uomo dritto, integerrimo, leale e silenzioso. Dopo aver sposato una donna bellissima quanto diversa da lui, si accorge che la sua vita sarà fatta di solitudine e fatica. Jack non disprezza il suo lavoro, la sua piccola fattoria gli basta, come anche i suoi amici e i figli dei suoi amici. La vita semplice e ardua dell'agricoltore gli dà immense soddisfazioni anche se più di una volta sarà costretto a iniziare da capo e contrarre debiti.

<<Adesso lui era il più vecchio, e la memoria più antica apparteneva a lui. Ora tra lui e la tomba non c'era più nessun altro.>>

La storia ruota attorno a un tema fondamentale che il lettore può scambiare come assenza di ambizione, ingiustamente. Old Jack non è contro l'istruzione, non è contro il progresso ma riporta i valori solidi e basilari a un piano più alto. In più di un'occasione è spinto dalla moglie, Ruth, a essere qualcosa di più, di migliore: più ricco, più gentile, più potente. Jack prova ad acquistare altre terre, ad assumere qualcuno che lo aiuti ma pur avendo successo, si accorge che non fa per lui. E così ritorna alla sua piccola fattoria, perdendo ancora di più le simpatie della moglie che definitivamente si allontana da lui.

<<Il giudizio di Ruth, per quanto lui lo rifiutasse e vi si opponesse, si era fatto in strada i  Jack, e quel giudizio era che il marito, nonostante l'orgoglio e il desiderio nati dal senso di sé e della terra, propriamente parlando non ave a ambizioni. Non desiderava migliorare o arricchire se stesso, o fare strada nella vita. Era un uomo di vedute limitate e tanto più esasperante perché soddisfatto dei propri limiti. E perciò si mise ad agire, pensava, in sfida al giudizio di Ruth, mentre in realtà obbediva inconsciamente alla principale implicazione di quel giudizio: che nessun luogo può essere di per sé sufficiente, ma deve sempre condurre a un altro luogo, e che tutti questi luoghi alla fine devino condurre al denaro: che il lavoro di un uomo non deve mirare la benessere della famiglia e al rispetto dei vicini, ma al mercato, alla deferenza che gli estranei manifestano di fronte a una adeguata quantità di soldi.>>


<<Lui la conquistò coi suoi difetti, lei lo accettò come una sorta di "terreno di missione", e il risultato fu il naufragio dell'esistenza di entrambi. Lui la legò a sé rinnegando l'energia e che in verità lo congiungeva a lei. Lei gli si legò grazie a un'immagine di lui molto al di sopra della realtà - e che Jack, anzi, né capiva né desiderava, lui le i legò grazie a un'immagine di Ruth, in seguito, avrebbe scoperto essere molto al di sotto di sé.>>



<<L'ignoranza moderna sta nella convinzione della gente di essere più furba della propria natura. Nell'arroganza di non credere a nulla che non possa provare, di non rispettare nulla che non riesca a comprendere, e di non dar valore a nulla che non si possa vedere. [...] La nuova ignoranza è uguale a quella vecchia, ma meno consapevole. È meno umile, più sciocca e frivola, più pericolosa. Un individuo, pensa Old Jack, non può fare a meno di essere ignorante, ma non per questo deve essere stupido. Lui può sapere qual è il posto della sua vita, rimanervi vicino ed essergli fedele.
Che un'intera stanza piena di persone debba restare seduta a bocca aperta come gli uccellini in un nido, gli occhi fissi su una scatola il cui invariabile messaggio è la desiderabilità di Qulacos'Altro o Qualche Altro Posto.>>

Jack arriva ad un certo punto della sua vita in cui si accorge che ciò che ha gli basta. Non si accontenta: lui vuole il massimo dai suoi campi, dai suoi animali, dai suoi alberi da frutto solo che non è sempre alla ricerca di qualcosa da desiderare come la gente di città. Intorno ai quarant'anni, quando ha estinto tutti i debiti con la banca, si sente un uomo libero e ciò che desidera di più è occuparsi della sua terra, tenere bene la sua casa e la stalla. Un argomento valido tanto agli inizi del Novecento, quanto adesso: attuale e veritiero da far male. 
Il romanzo di Berry porta all'attenzione del lettore qualcosa di dimenticato e sbiadito: lavorare sodo, lasciare da parte le facciate e le falsità e ritrovare soddisfazione in qualcosa di primitivo ma genuino. Nella nostra epoca del "tutto e subito", del "bello e ricco", ci viene proposto un libro controcorrente che non spinge il lettore a diventare qualcosa che non è (o non è ancora) ma che apprezza il lavoro sodo e che rispetta la natura di ognuno.

<<Quando percorreva il primo solco di una nuova stagione non soddisfaceva soltanto una necessità economica. Rispondeva a un richiamo ancestrale della famiglia, dava forma a un passaggio attraverso cui una visione atavica si tramandava di nuovo al terreno.>>

Questa disparità ci viene esemplificata non solo dalle aspettative di Ruth (la moglie di Jack) ma anche dal genero di Old Jack che dall'alto della sua ricchezza gli dona la ragione del fesso, con un sorriso artefatto sulle labbra. Per Gladstone Pettit il denaro fa l'uomo e Jack non lo è. Da parte sua Jack lascia a lui la sua unica figlia, Clara, con cui ha solo un legame di sangue ma non di affetto: educata dalla madre, appena ha potuto ha lasciato la vita frugale dei campi per cercare un matrimonio che le rendesse bene in città. 

Capitolo dopo capitolo Old Jack ci porta a conoscere qualcuno che per lui ha fatto la differenza all'interno della sua vita, che lo ha educato o che ha educato lui stesso. In un continuum tra presente e passato, Jack scivola tra una membrana temporale e l'altra sempre più spesso, fino a spegnersi con gli occhi fissi su un'alba che non vedrà.
Le relazioni che Jack intreccia durante la sua vita sono solide e leali: Old Jack si sceglie la sua famiglia e i suoi figli, andando incontro a qualcuno di più simile a lui e ai suoi valori, lasciando un grande vuoto dietro di sé alla sua scomparsa.
Lo stile di Berry si concentra sulle emozioni e i sentimenti del protagonista, una vita davvero intensa nascosta sotto la pelle coriacea che ha solo chi ha lavorato una vita nei campi sotto al sole. Pur essendo scorrevole e fluido, il libro ha bisogno di un suo tempo di lettura, richiedendo al lettore la massima attenzione. 

Lo consiglio agli amanti dello stile intenso, che porta a galla le piccole cose che nella vita quotidiana ci rendono felici, ricordandoci le cose davvero importanti di cui tenere conto.



COPERTINA 8 | STILE 8 | STORIA 8 | SVILUPPO 7,5



Titolo: La memoria di Old Jack
Autore: Wendell Berry tradotto da Vincenzo Perna
Editore: Lindau Edizioni
Numero di pagine: 237
Prezzo: 19,50 euro



Trama:

In una torrida giornata di settembre del 1952 «Old Jack» Beechum ripercorre gli avvenimenti della sua esistenza, meditando sugli errori commessi e osservando con disincanto e talvolta umorismo il mondo intorno a sé.
Dalla morte del primo figlio alla rottura con la moglie, dal sogno di diventare proprietario terriero al rischio di perdere tutto, la vita di Old Jack è trascorsa sotto il segno di uno stoicismo quotidiano attraverso cui il protagonista ha imparato ad accettare i propri limiti, restando fedele al mondo rurale cui appartiene.
La memoria di Old Jack rivela i drammi e la ricchezza di una realtà apparentemente semplice. Il flusso dei ricordi personali diviene autentica memoria collettiva, in cui affiorano i temi cari allo scrittore americano: l'attaccamento alla terra e il valore della comunità e dell'identità rurale contrapposti alle ambizioni della società contemporanea, alla sua cieca venerazione per il progresso e, in ultima analisi, la sua corsa verso l'autodistruzione

L'AUTORE

Romanziere, poeta e critico culturale, ma anche agricoltore, attivista ecologista, pacifista, Wendell Berry è nato nel 1934. 
Autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, ha ricevuto una lunga serie di riconoscimenti e fellowship e ha insegnato in diverse università nordamericane. Critico di quella che chiama l’«economia faustiana» del nostro tempo, Berry intreccia la riflessione poetica e spirituale sui valori della vita rurale con i temi del rispetto ambientale e dell’agricoltura sostenibile, pronunciando una condanna impietosa dell’American Way of Life. Oggi vive con la moglie in una fattoria del natio Kentucky. Jayber Crow è il suo primo romanzo tradotto in italiano. Nel Texas, la regista Laura Dunn ha realizzato il primo documentario sull'autore americanoThe Seer. Il film, prodotto, tra gli altri, da Robert Redford, è stato presentato a marzo 2016 al South by Southwest Festival, in Texas. 
Il 17 marzo Wendell Berry ha ricevuto l'Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award 2015 dalla National Book Critics Circle.


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