martedì 22 novembre 2016

RECENSIONE || "Tre figlie di Eva" di Elif Shafak

Buongiorno, lettrici e lettori!


Stamattina vi parlo dell'ultimo libro di una delle mie scrittrici preferite e interessanti sullo scenario internazionale. "Tre figlie di Eva" di Elif Shafak Rizzoli, non manca all'appello e porta a riflettere il lettore su questioni spinose molto attuali, con una trama intrigante e curiosa.

Elif Shafak mi ha conquistata con "La casa dei quattro venti""La bastarda di Istanbul" e "La città ai confini del cielo", tutti con tematiche  forti inserite in storie particolari e spesso conflittuali.
L'islam, le proibizioni di una religione forte e in certi casi sbagliata, sono il fulcro dei suoi romanzi. Tuttavia definirli semplicemente così sarebbe riduttivo, la Shafak approfondisce, sviscera e mostra la faccia in ombra della religione musulmana, quella moderata, quella dubbiosa, quella che accetta la mentalità altrui. Non tralascia mai l'aspetto emotivo della trama,  come nemmeno quello storico e filosofico.
I protagonisti sono migrati dalla Turchia per qualche motivo, ritrovandosi soli e discriminati oppure finalmente in un ambiente confortevole lontano da  estremismi e tradizionalismi. In ogni suo libro Shafak distrugge le opposizioni inseparabili dalle sue storie - vere e proprie dicotomie semantiche - lasciandone scaturire le sfumature e di conseguenza la libertà: credenti/atei, moderati/estremisti, Medio Oriente/Europa, maschi/donne, questione femminile, studio/ignoranza, islam/cattolicesimo, razzismo, guerra/pace, giudizio/comprensione. Elif Shafak raccoglie tutte le zone di luci ed ombra del suo Paese Natale (la Turchia), senza negarne i difetti ma dando la possibilità a ogni suo personaggio di credere ed essere ciò che vuole, togliendo il potere di giudizio al lettore, stimolandone la comprensione facendolo entrare in sintonia e in armonia con il racconto.

"Tre figlie di Eva" non fa eccezione: Nazperi Nalbantoglu (detta Peri) è una ragazza turca di Istanbul. Ultima di tre fratelli, Peri vive con i genitori che hanno ideologie e stili di vita molto diversi. Il padre è ateo, crede nella scienza e nel progresso, ha perso fiducia nella Turchia così legata alle tradizioni e alla rigida religione musulmana. La madre di Peri è una fervida credente, rispetta Allah e le festività, pregando quando deve. I due fratelli di Peri si schierano uno con il padre e uno con la madre eleggendola come ago della bilancia. Solo che la giovane ragazza, fin da bambina, è incastrata in un dubbio mistico: tende a vedere il mondo come il padre ma non rifiuta la sua religione e il suo Dio pur non praticando. La sua qualità più forte è quella di essere sempre nel mezzo delle cose, incerta su quale strada prendere, che cosa credere.

La storia si apre sul 2016 con una Peri adulta, moglie di un uomo ricco e buono con tre figli. Dopo essere stata quasi rapinata, raggiunge finalmente la villa in cui la aspetta il marito e tutti i pezzi grossi della società. I proprietari della villa sono ricchi con tentacoli molto lunghi in affari loschi e sporchi, ma con una facciata di tutto rispetto. Qui Peri, incalzata dalle domande delle altre signore sulla sua vita e sull'attualità in Turchia, ricorda la sua giovinezza senza parlarne con nessuno, solo nella sua mente. Gli studi a Oxford hanno segnato una svolta nella sua vita: tra tutti gli insegnati il professor Azur è quello che più ha influito su di lei. Ma le persone che l'hanno cambiata davvero sono le sue amiche e compagne di università, Shirin giovane ricca, in armonia con la sua sessualità rinnega la sua religione, originaria dell'Iran ma espatriata in Inghilterra con la famiglia per le restrizioni applicate nel suo Paese; Mona, che porta il velo e crede nel suo Dio, è stanca di essere giudicata male per via della sua religione in relazione ai terroristi islamici, che afferma essere dei pazzi e non dei religiosi.  

<<La religione era piombata nella loro vita inattesa come un meteorite e vi aveva scavato un baratro, dividendo la famiglia in due campi in conflitto.>>

<<Il diluvio di parole ed emozioni che scorreva per i corridoi di casa sconcertava la mente candida di Peri. Per tutto ciò che le era stato insegnato, sapeva che Allah era l’unico e il solo; eppure non riusciva a credere nemmeno per un istante che i precetti religiosi che sua madre riteneva sacri e contro i quali suo padre inveiva appartenessero al medesimo Dio. Non poteva essere.>>

Azur teneva un corso su Dio. Da quel momento in poi Peri non rifiuta più il suo dubbio, ma accetta la sua incertezza. Il corso non è impostato sulla religione e i prescelti vengono da ogni parte del mondo, che siano ferventi credenti o cinici laici. L'importante è accettare le idee altrui e collaborare a una interpretazione di Dio personale e accettabile.
Azur non solo stimolerà il suo pensiero, con grandi e importanti spunti filosofici, ma sarà anche la causa del suo tracollo. Le tre figlie di Eva - la peccatrice, la dubbiosa e la credente - sopravvivranno al disastro imminente? La Peri del 2016 riuscirà a salvarsi dalla brutta svolta che prende la cena di questi borghesi troppo sicuri di se stessi?

<<Fu in quel periodo che Peri cominciò a rivedere il proprio rapporto con Allah. Smise di pregare prima di andare a dormire, contrariamente a quanto le aveva insegnato sua madre, ma nemmeno voleva mostrarsi fredda nei confronti dell’Onnipotente, come invece le raccomandava il padre. Alla fine scelse di trasformare tutta l’angoscia e la pena, quelle a cui non osava dar voce in presenza dei genitori, in una cannonata di parole che poi scagliava con forza verso il cielo. 
Cominciò a litigare con Dio. 
Discuteva con Lui di tutto, gli faceva domande a cui, lo sapeva, non esistevano risposte semplici, ma gliele faceva lo stesso, sottovoce, così che nessuno potesse sentire. Decisamente irresponsabile, da parte Sua, permettere che accadessero cose terribili a chi non le meritava.>>

Con una storia intensa che porta il lettore a riflettere, "Tre figlie di Eva" è stato per me un grande arricchimento. Ogni volta che leggo un libro di Elif Shafak metto da parte i pregiudizi e inizio a far girare i pensieri, la mia mente si apre a idee nuove, senza lasciare mai il piacere della lettura: scorrevole, fluido, mai noioso il libro promette di intrigare e suscitare quesiti senza essere pesante o prolisso.

Vi consiglio questa autrice magnifica, ogni suo libro sarà un'opera che adorerete.


<<In nome della religione, qui si ammazza Dio. A favore di autorità e disciplina, si dimentica l’amore.>>



COPERTINA 7 | STILE 8 | STORIA 8,5 | SVILUPPO 8,5




Titolo: Tre figlie di Eva
Autore: Elif Shafak
Editore: Rizzoli
Numero di pagine: 448
Prezzo: 20,00 euro



Trama:

Peri ha trentacinque anni, tre figli, un marito e una vita agiata nella città dov’è nata, Istanbul. Si sta recando a una cena lussuosa quando le viene rubata la borsa. Lei reagisce, i ladri scappano e dalla borsa cade una vecchia polaroid in cui compaiono quattro volti: un uomo e tre giovani ragazze a Oxford. Una è Shirin, bellissima iraniana, atea e volitiva; la seconda è Mona, americana di origini egiziane, osservante, fondatrice di un gruppo di musulmane femministe e poi Peri, cresciuta osservando il laico secolarismo del padre e la devota religiosità islamica della madre, incapace di prendere posizione sia nella disputa famigliare sia nel suo stesso conflitto interiore. Tre ragazze, tre amiche con un retroterra musulmano, eppure così diverse: la Peccatrice, la Credente e la Dubbiosa. L’uomo nella foto invece è Azur, docente di filosofia ribelle e anticonformista, e sostenitore del dubbio come metodo di comprensione della realtà. A Oxford la giovane Peri cercava la sua «terza via», la stessa che predicava e professava Azur, di cui si innamora. Sarà questo incontro a sconvolgerle la vita, fino allo scandalo che la riporterà in Turchia.Tre figlie di Eva è un romanzo intenso e ambizioso che affronta e indaga temi importanti come la spiritualità, la politica, l’amicizia, i sogni infranti e la condizione della donna. Ma soprattutto è un romanzo sulla Turchia contemporanea, su quei contrasti che agitano oggi il paese – nelle parole di Elif Shafak – «delle potenzialità inespresse».


L'AUTRICE



Elif Shafak è nata nel 1971. È considerata una delle voci più importanti della narrativa turca. Nel catalogo BUR e Rizzoli sono disponibili Il palazzo delle pulci, Latte nero, La casa dei quattro venti, Le quaranta porte e La città ai confini del cielo.

5 commenti:

  1. Adoro quest'autrice, ovviamente anche questo libro finirà in wishlist!

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  2. Risposte
    1. Ciao! Mi fa piacere :) è una delle mie autrici preferite, la trovo illuminante!

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