giovedì 3 novembre 2016

RECENSIONE || "L'ospite" di Lalla Romano

Buongiorno, lettrici e lettori!

Ho finito questo meraviglioso romanzo di Lalla Romano "L'ospite" Edizioni Lindau in cui mi sono ritrovata tantissimo, non ho mai letto nulla di simile. Marlène è la mamma di Emiliano e decide di partire per un mese per fare un lungo viaggio all'estero. Emiliano, si è deciso, che rimarrà con la nonna paterna, la madre di Piero, e il nonno Innocenzo.

Il libro descrive la nascita di un amore tra la nonna e il neonato, una relazione di cui la donna si stupisce. Piano piano il loro amore cresce, fatto di sorrisi, di piccole lallazioni, di sguardi e dei piccoli grandi traguardi che solo i bambini possono raggiungere. Dapprima la nonna è spaventata, si dimostra quasi riluttante a tenere il bambino: non per disprezzo nei suoi confronti, piuttosto per proteggere se stessa da un eventuale fallimento. Ri-avere a che fare con un bambino dopo tanto tempo la mette a disagio, i ritmi saranno diversi e Emiliano potrebbe decidere che non gli piace la sua compagnia. 

"La notte potevo guardare dall'orlo del mio letto, affondato nel suo dalle sponde altissime: il capo rotondo piumoso rilevato di profilo, il suo profilo così tenue, i piccoli pugni ai lati, e il resto come una enorme chiocciola, sollevato sui ginocchi piegati sotto, avvolto nel vecchio scialle.
Intanto era il mio solito mondo non più mio. Le pile frananti, le torre pendenti dei libri, dei fogli; l'instabile proliferazione delle immagine appuntate dappertutto su muri e scaffali, con chiodi, con spilli, con puntine da disegno."

Con i giusti tempi la donna si abitua ai tempi del bambino e il bimbo ai suoi. Nuovi e strani sentimenti si impossessano di lei: dalla gelosia per lui, alla vera e propria gioia di stare in sua compagnia che va di pari passo con una stanchezza soddisfatta delle membra. Nel libro l'autrice descrive moltissime scene (soprattutto sentimenti ed emozioni) che questo rapporto suscita nella donna. L'avvento di Emiliano ha cambiato tutta la sua vita pur essendo "solo" la nonna, la sua prospettiva è mutata e mai più sarà come prima. 

Questo romanzo mi ha colpita nel profondo, essendo mamma ed avendo una vita un po' "gipsy", capita che passi lunghi periodi nella stessa città e nella stessa casa dei miei genitori con il mio bambino. Rivedo le emozioni e i pensieri della protagonista nella mia di madre, la gioia un po' colpevolizzata nell'averci a casa (anche senza mio marito), sperare quasi che lui sia tanto impegnato con il lavoro da doverci trasferire di nuovo da loro. 
La paura di non riuscire a gestire Gabri mentre io sono a una visita medica, preparare le cose giuste da mangiare e farlo dormire ai soliti orari. Il dolore per la separazione di una vita insieme, come se fosse una divisione fisica, di carne. Il vuoto in casa dopo il nostro passaggio. 
Le emozioni della nonna di Emiliano le ho sentite genuine e realistiche. 
La prosa di Lalla Romano è raffinata e intensa, una sintassi elegante e dotta che arriva al lettore come una freccia, senza giri di parole e senza essere giotta: non vuole indottrinare nessuno, si intuisce che questo sia il suo modo di comunicare. Ogni tanto il testo sfiora la poesia, in particolare nelle splendide descrizioni dell'amore (in certi casi al limite dell'erotico platonico) tra la nonna e il bambino, senza perdere mai la fluidità e la 
scorrevolezza della storia.

"E se non tornassero? Una punta di tentazione incredibile si infiltra: va detta perché tutto (che è poi sempre un quasi tutto) va detto. Sarebbe nostro.
Il fantasma di una gioia selvaggia ammicca sul bordo della follia."



COPERTINA 7,5 | STILE 8 | STORIA 8,5


Titolo: L'ospite
Autore: Lalla Romano
Editore: Edizioni Lindau
Numero di pagine: 144
Prezzo: 14,00 euro

Trama:

Chi è l'ospite?
Il fanciullo divino, il puer aeternus, venuto a scomporre abitudini quotidiane, a stimolare mutilazioni mentali, ad attuare metamorfosi interiori.
Quell'ospite si chiama Emiliano ed entra nella casa della madre di suo padre, una nonna che è donna di sapere strutturato, di mente forte, di consapevolezza robusta e fiera, la cui indisponibilità verso il fanciullo viene travolta dallo splendore dello stesso bambino.

Quell'ospite, che la nonna accoglie con riserva, persino resistente o renitente, ma da cui si sente poi trasportata in mondi paralleli, in cosmiche e a tatti anche comiche congiunzioni, è un bambino che diventa scrittura, un'apparizione che diventa metafora.
Nulla mai di aggiuntivo che lo riguardi, e nemmeno mai nulla di grazioso, ma al contrario un'attenzione estrema per le parole e per il loro uso, per la collocazione esatta, per il loro risalto netto, per il loro incastro di giustezza, da cui viene un linguaggio di concretezza e di densità uniche, mai sapienziale, ma spesso invece epigrafico, seccamente concentrato in clausole incisive.

L'AUTRICE


Lalla Romano nasce l'11 novembre 1906 a Demonte in provincia di Cuneo. Durante gli studi letterari all'Università di Torino, si dedica in un primo momento alla pittura, frequentando la scuola di Felice Casorati. Esercita per vent'anni l'attività pittorica, accanto a quella della scrittura, mentre lavora come insegnante. Incoraggiata da Eugenio Montale, nel 1941 esordisce con la raccolta di versi Fiore, seguita da L'Autunno(1955) e Giovane è il tempo (1974). 
Dopo il trasferimento a Milano, pubblica libri di narrativa, fra cui Le metamorfosi e Maria (1953, Premio Veillon), Tetto Murato (1957, Premio Pavese); ma è il romanzo Le parole tra noi leggere a renderla nota al grande pubblico nel 1969 e a farle meritare il Premio Strega.

Seguono poi – fra gli altri – La penombra che abbiamo attraversatoUna giovinezza inventataInseparabileUn sogno del NordLe lune di HvarUn caso di coscienza e Nei mari estremi. Ha continuato a scrivere fino agli ultimi anni nonostante la cecità progressiva. Si è spenta a Milano il 26 giugno 2001. Diario ultimo, pubblicato postumo nel 2006 a cura di Antonio Ria, costituisce la sua estrema testimonianza narrativa.



2 commenti:

  1. Forse finora non ti ho commentato abbastanza spesso, ma ti devo fare i complimenti, perché scegli sempre letture belle (e poco note) e adoro le foto che accompagnano i tuoi post. Il romanzo della Romano, che non conoscevo, non fa eccezione: segno!

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    1. Ciao! Per me è un onore, tanti complimenti da uno dei blogger più longevi sul web sono una meraviglia!!! L'ospite mi ha davvero colpita, Lalla Romano ha una prosa intrigante, trasmette tutto in modo originale senza aggiungere troppo e nemmeno omettere. Perfetta.

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