martedì 8 novembre 2016

RECENSIONE || "Fiabe Islandesi" tradotte da Silvia Cosimini

Buongiorno, lettrici e lettori!

È uscito da poco "Fiabe islandesi" edito da Iperborea e tradotto dalla bravissima Silvia Cosimini. Sono stata spinta da una curiosità notevole verso delle storie nuove e inusuali. La domanda mi è sorta spontanea: come saranno le fiabe tradizionali islandesi? Avranno anche loro delle favole tipiche da raccontare intorno al fuoco? Chi saranno i protagonisti di queste avventure?

Il libro è composto di fiabe antiche che raccontano un'Islanda povera e magica. Spesso nelle fiabe sono presenti troll, elfi o nani, ma anche orchi a due o tre teste, animali magici e oggetti misteriosi. Anche in queste fiabe, come nelle nostre tradizionali, ritroviamo le caratteristiche della Morfologia di Propp: tre prove, uno o più nemici (opponenti), il protagonista che in queste fiabe spesso è rappresentato da un contadino o una giovane ragazza, un aiutante e una ricompensa. La struttura si ripete e alcune fiabe si assomigliano moltissimo.

I poveri contadini vivono nella miseria e, o sono vittima di un abuso oppure hanno accanto un re (una persona molto ricca) che vive nel lusso lasciando loro nella miseria. Durante la fiaba si cerca di ritrovare un equilibrio e spesso alla fine il contadino è ricco e il re andato in rovina. Altre volte incontriamo una famiglia con tre figlie e un malvagio troll che chiede al padre di lasciargliene sposare una. Il padre, per non perdere la vita, gliela concede e solo la furbizia delle ragazze potrà cavarle d'impiccio. In altre occasioni ancora, il re rimane vedovo e prende una seconda moglie che si rivela cattiva (una trollessa) che lancia un incantesimo sui figliastri, obbligati a superare insidiose prove per tornare normali. Le ambientazioni sono tipiche islandesi, boschi, rocce, vallate e mare. I troll di solito abitano dentro alle colline, in una grotta ricavata dentro di esse, oppure in mezzo al mare. I nani dentro le rocce e gli elfi in mezzo al bosco. Non c'è limite alla meraviglia a cui il lettore va incontro, si riesce a sentire il profumo delle notti d'infanzia mischiato al fattore magico ed esotico che queste storie portano con sé.

A me è piaciuta molto la "Fiaba di Finna la preveggente", non so se per l'originalità della storia o per il lieto fine, mi ha conquistata e ve la consiglio.
Con uno stile tipico delle fiabe, semplice ma allo stesso tempo ricco, "Fiabe islandesi" ci porta in un mondo nuovo e mistico, tra magia, crudeltà e amore, in una tradizione a noi sconosciuta ma al contempo familiare. Una bella lettura, leggera e divertente.


COPERTINA 8 | STILE 7,5 | STORIE 7


Titolo: Fiabe islandesi
Traduttrice: Silvia Cosimini
Editore: Iperborea
Numero di pagine: 224
Prezzo: 16,00 euro

Trama:


Terra di miti e leggende che sembrano riecheggiare ancora nei suoi paesaggi lunari, l’Islanda ha dato voce alla sua creatività anche in un originale patrimonio di fiabe, qui raccolte in un’antologia inedita. Un mondo di castelli stregati, lotte in sella ai draghi e viaggi per mare con le barche di pietra dei troll, popolato da bellissime regine che si rivelano orchesse, elfi dispettosi che è bene farsi amici, giganti a tre teste che escono dalle grotte di lava, e una natura «vivente» piena di misteri, dove ogni roccia, animale o corso d’acqua può nascondere un’insidia o una presenza fatata. Storie che raccontano l’eterna lotta tra il bene e il male a colpi di magie, metamorfosi e prove di astuzia e di coraggio, ma anche l’origine di un proverbio o di un’antica credenza che fonde il sacro e il pagano, come quella degli elfi, i «figli sporchi» che Eva non è riuscita a lavare prima di una visita di Dio e che da allora dimorano negli anfratti rifuggendo ogni sguardo umano. Storie in cui i motivi di Biancaneve o della Bella addormentata hanno risvolti per noi inaspettati, e se la giustizia trionfa sempre come vuole la tradizione, punendo i malvagi e dando felicità e ricchezza ai probi, ogni fiaba ci sorprende con uno humour irriverente, un’inedita sensualità o una crudezza che ricorda le saghe. Pagina dopo pagina ci avviciniamo all’anima di un popolo che nelle solitudini boreali ha sempre viaggiato con la parola, l’immaginazione, la poesia.


4 commenti:

  1. Adoro la cultura e la letteratura nordiche e quando posso compro sempre qualche volume iperborea (lo scorso anno ne comprai uno sul Natale meraviglioso!). Aldilà dei libri che sono sempre molto curati sia nell'aspetto che nei contenuti è molto bello che Iperborea si sia posta come "ponte" fra la cultura nordica e noi :)

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    1. Ciao! Confermo quello che hai detto tu e aggiungo che ogni volta che leggo un libro Iperborea per me è una sorpresa, non è mai scontato ciò che trovo all'interno di queste storie :)

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  2. Mi sto appassionando sempre di più all'Islanda e alla sua letteratura, la serie sulle fiabe nordiche mi piace un sacco!

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    1. Si, diciamo che nel panorama letterario attuale, Iperborea propone narrativa ma anche qualcosa di più succulento senza diventare saggistica. Una via di mezzo che sto apprezzando moltissimo, scoprendo una cultura che mai avevo avvicinato prima.

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