lunedì 28 novembre 2016

RECENSIONE || "Fato e furia" di Lauren Groff

"Avrebbe potuto morire di felicità in quel preciso istante. Immaginò il mare gonfiarsi per risucchiarli, scarnificarli con la sia lingua e rivoltare le loro ossa in un abisso di molari corallini. Se lei era al suo fianco, pensò, se ne sarebbe andato cantando."


"Fato e furia" di Lauren Groff Bompiani si apre con una caratteristica che rincontreremo in tutta la storia: la voracità e la spensieratezza della giovinezza, velata da qualcosa di oscuro e profondo, messa in risalto da una lucente sessualità. 
I protagonisti sono Lancelot Satterwhite e la sua algida e perfetta moglie Mathilde.

I due sono innamorati fin dal primo sguardo e all'età di soli ventidue anni, dopo due settimane di conoscenza, si sposano. Lotto è un ricco ereditiero: suo padre muore quando lui è ancora piccolo e lui vive ritirato in Florida con sua madre, la zia e la piccola sorellina. A causa delle sue scorribande e della sua passione per le ragazze viene spedito in un collegio maschile in Inghilterra, a cui farà seguito l'università a Vassar. Il matrimonio con la sua amata lo metterà contro la madre. Lo disereda e si rifiuta di vederlo. Mathilde sembra non avere un passato e conquista immediatamente Lotto con la sua fisicità: alta, bionda, attraente (e molto intelligente) per lei è facile catturarlo. Diversamente, la madre di Lancelot non la vede così; per suo figlio, il suo adorato bambino dotato di un grande talento -un predestinato alla fama e alla gloria- (la luce che irradia, la felicità che riesce a trasmettere agli altri) pensava a qualcosa di meglio. Soprattutto dopo aver scoperto il passato di quella docile ragazza.

"Era andata avanti per mesi con vino e zucchero perché, cazzo, non aveva avuto una vera infanzia e cos'era il dolore se non un capriccio ritardato da placare con sesso e dolcetti?"

La vita matrimoniale riserverà non poche sorprese a questa coppia apparentemente perfetta e baciata dalla fortuna. La realtà è ben diversa. Mathilde nasconde un lato che non mostra a nessuno men che meno a suo marito, e Lotto si rivelerà essere splendente, certo, ma anche cieco e pieno di sè. Il personaggio di Mathilde è quello che più colpisce: in superficie calma e bella come il mare, nel profondo nasconde correnti terribili da sopportare, mostri marini terribili, pericolosi e indomabili. All'apparenza sbiadita in confronto alla celebrità che il marito raggiunge come drammaturgo, nella sostanza è lei il burattinaio, la mente e la mano.

<<"A dire il vero, volevo incontrare lei quasi quanto volevo incontrare lui", disse Land.
"Perché?" Mathilde stava arrossendo. Flirtava? Impossibile.
"Lei è la storia non raccontata", disse. "Il mistero."
"Che mistero?"
"La donna con cui ha scelto di passare la vita", disse Land.>>

Il libro è costruito in modo tale che anche le parti che lo compongono abbiano un significato: non a caso la storia di Mathilde ci viene raccontata dopo la morte di Lotto. Denotazione e connotazione sono i veri protagonisti del libro, superficie e profondità, il non detto è il re della scena, ciò che il lettore legge tra le righe è la vera chiave per scoprire cosa si cela sotto questa patina di perfezione. Il lessico è scelto con attenzione e alle volte insufficiente tanto da dover ricorrere a dei neologismi. Le parole scorrono sotto la pelle, vengono sparate allo scopo di entrare dentro al lettore.
Solo l'amore rimane puro, il loro amore, è vero e dolce. Colpisce come l'autrice utilizzi la sessualità come veicolo di felicità, soddisfazione, rancore appagato, vendetta: quando manca, l'ombra si innalza sulle vite dei personaggi. Così facendo il mero atto sessuale, perde la sua connotazione volgare e diventa qualcosa di diverso.

Il romanzo di Lauren Groff è originale, non si ha la più pallida idea di come la vicenda possa finire, quali svolte possa prendere o come possa deviare. Lo stile è scorrevole, fluido e magnetico, si fa fatica a smettere di leggere di Lotto e Mathilde, probabilmente anche per l'imprevedibilità della trama. Tutti i personaggi sono costruiti molto bene, lasciando trapelare il soffio di vita che l'autrice ha influsso in loro, diventando scandalosamente realistici.

Dal sapore agrodolce, un po' amaro e intenso, dal ritmo inarrestabile, Lauren Groff mi ha fatto vivere una storia che non dimenticherò facilmente.


COPERTINA 7 | STILE 8 | STORIA 8 | SVILUPPO 8,5


Titolo: Fato e furia
Autore: Lauren Groff
Editore: Bompiani
Numero di pagine: 448
Prezzo: 19,00 euro













Trama:

Per alcuni la vita è sogno. Lotto e Mathilde, il ragazzo d’oro e la principessa di ghiaccio, si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, si avviano verso un destino di felicità. Lotto depone senza troppo dolore le ambizioni da attore per diventare celebre come autore teatrale, e Mathilde si rivela la moglie ideale, la musa silenziosa: lui ama le luci della ribalta e lei sceglie il riparo delle quinte, lui è fiducioso e aperto verso le persone e il futuro, lei è più oscura e sfuggente. Ventiquattro anni di matrimonio per una coppia perfetta, quella che vedono - o credono di vedere - tutti da fuori: ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade. Il fato cala senza pietà; e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni.Con la sua scrittura intensa e luminosa Lauren Groff è riuscita a dare grande respiro narrativo a quella che si può leggere come una pièce teatrale, una tragedia animata da due personaggi folgoranti: perché ogni storia ha due facce, e la chiave di un matrimonio non è la verità, ma il segreto.


L'AUTRICE


Vive a Gainseville, in Florida. Scrive regolarmente per il "New York Times", il New Yorker", l'"Atlantic Monthly" e tutte le più importanti riviste letterarie americane e internazionali. I suoi racconti sono stati selezionati più volte per la prestigiosa raccolta Best American Short Stories. 
Arcadia è stato nominato uno dei romanzi più belli del 2012 dal "New York Times", dal "Washington Post", da "Kirkus Reviews", da "BookPage", da "Vogue", da "Salon", da "Book Riot" e da molti altri giornali e blog di lettori. Tra gli altri suoi titoli ricordiamo: I mostri di Templeton (2008) e Fato e furia (2016).



4 commenti:

  1. Voglio troppo leggerlo!
    Bellissima recensione. :)

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    1. Ciao! Grazie mille! È stata davvero una bella scoperta. Un'autrice con uno stile interessante e originale ;)

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  2. L'ho sfogliato in libreria e aspettavo giusto qualche parere. Dopo questa tua esaustiva recensione, lo leggerò di certo :)

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