martedì 4 ottobre 2016

RECENSIONE || "Ingrossare le schiere celesti" di Franck Bouysse

Buongiorno, lettrici e lettori!


Ho letto "Ingrossare le schiere celesti" di Franck Bouysse Neri Pozza Editore, con l'aspettativa del "solito" thriller: qualcuno muore -possibilmente ammazzato misteriosamente - sangue, indagini, un uomo burbero, forse una femme fatale non citata nella trama.

La lettura non poteva essere più distante da tutti i miei preconcetti e l'autore ha dato prova di saper fare venire i brividi sulla schiena pur non mettendo in campo scene macabre e raccapriccianti.
Gustave Targot è un uomo che ormai ha passato la cinquantina, vive solo con il suo cane fa il contadino e alleva animali. Gus non ha avuto un passato facile e nella sua fattoria - che prima apparteneva ai suoi genitori - sono morti sia il padre che la madre in modo piuttosto violento. In questo paesino francese immerso nei boschi, sulle montagne, Gus può contare solo sull'amicizia di Abel Dupuy, un contadino e allevatore come lui di vent'anni più vecchio. Entrambi soli, poco inclini alle chiacchiere e ai sentimentalismi, si aiutano nei lavori più pesanti e si trovano nella fattoria dell'uno o dell'altro a bere qualcosa ogni tanto. Il loro rapporto è tanto lungo quanto profondamente e apparentemente distaccato: sono amici ma con delle riserve.

È in questo quadro che un giorno in cui Gus voleva dare la caccia ai tordi, sente un urlo provenire dalla tenuta di Abel dopo due spari. Preoccupato, pensa subito che Abel abbia fatto fuori qualcuno, grosse macchie di sangue macchiano la neve e lui scappa via con questo tormento addosso. Da questo punto in poi in Gus qualcosa cambia: il sospetto, il timore, la percezione che qualcuno lo spii, fa suonare tutti i suoi campanelli di allarme fino a che il passato non tornerà a galla quando pensava di averlo ormai sepolto definitivamente.

"Alle cinque del pomeriggio, Gus finiva di piantare i paletti e di fissare quattro file di fil di ferro belle strette, con delle cambrette, mentre Mars gironzolava lì attorno. Diverse volte, nel corso della giornata, aveva avuto una strana sensazione, come se qualcuno lo spiasse. Ogni volta aveva sospeso il lavoro per guardarsi attorno e vedere se c'era effettivamente qualcuno nei paraggi, smettendo a un tratto di dare colpi di mazza sui paletti, o colpi di martello sulle cambrette, con il naso per aria in mezzo a quella grande quiete tutta bianca, con il sole che faceva brillare la neve, come fosse ricoperta di spilli."

Tutta l'inquietudine sta nell'atmosfera, in ciò che non viene detto, nelle supposizioni e nei presentimenti di Gus. L'aspetto fondamentale è proprio il carattere del protagonista che per indole non cerca la complicità del lettore e che quindi è più difficile da decifrare. Al contempo l'immedesimazione in Gus è indispensabile per entrare nei toni cupi delle Cevenne, nell'aria tesa e solitaria che si respira. In questo modo l'autore costruisce un romanzo fatto di sensazioni, delle cose semplici che compongono la natura con cui sono sempre a contatto i contadini, spesso più brutali di quanto ci si possa immaginare ma che risultano adeguate al contesto in questo caso.
Il ritmo della narrazione non si può affatto dire galoppante: il racconto si prende il suo tempo, per descrivere accuratamente i luoghi, le sensazioni, gli odori e i rumori; ma anche per acuire quella suspense subdola con la quale Bouysse trasmette la sua idea di thriller. Un'idea molto riuscita devo dire.

Solo alla fine del romanzo la tensione si solidifica, dando consistenza alle emozioni che hanno percorso il lettore per tutto il romanzo in un climax ascendente, rivelando al lettore le soluzioni di questa fitta trama e regalandogli quel sangue versato negato per tutto il libro.


COPERTINA 7 | STILE 7,5 | STORIA 7,5



Titolo: Ingrossare le schiere celesti
Autore: Franck Bouysse
Numero di pagine: 175
Prezzo: 15,00 euro

Trama:

Gus ha più di cinquant’anni e del mondo conosce soltanto i campi della sua isolata fattoria tra i monti, il bosco limitrofo e il paese di Pont-de-Montvert, nel sud della Francia, in cui saltuariamente è costretto a scendere per fare compere e commerciare. È un uomo schivo, diffidente, di poche parole: tutto ciò che gli interessa è continuare la propria vita senza essere disturbato, tra i suoi animali e la natura circostante, fino alla fine dei suoi giorni. Come unica compagnia, oltre all’amato cane Mars, ha Abel, il vicino, di vent’anni più vecchio, con il quale condivide le serate tra bicchieri di vino e reciproci racconti. Un giorno, mentre sta cacciando con Mars, sente dei colpi d’arma da fuoco e delle grida provenire dalla tenuta di Abel. Si precipita dal vicino e si trova davanti un luogo apparentemente abbandonato e tranquillo. Di Abel nessuna traccia. Sulla neve vicino al recinto brillano però inquietanti macchie rossastre.
L’indomani, quando si imbatte finalmente nell’amico, Gus è sorpreso dal suo atteggiamento ostile. Le spiegazioni di Abel trasudano l’odore acre della menzogna. Ha sparato al proprio cane, dice, scambiandolo per una volpe, e non ha altro da aggiungere. 
Parole ambigue, che sono soltanto il preludio di una serie di avvenimenti oscuri. Di lì a poco, infatti, Mars viene ritrovato al margine del bosco, in apparenza ferito orrendamente da un animale più grosso, ma con accanto al corpo delle tracce confuse e il portachiavi di una Volkswagen. Poi, nelle ore in cui l’intero paese è in lutto e in preda alla costernazione per la morte dell’Abbé Pierre, una delle figure più carismatiche del Novecento francese, un gruppo di singolari predicatori si presenta alla porta di Gus alla ricerca di una collega scomparsa. Il turbamento di Gus si muta allora nella fredda certezza che qualcosa di inquietante sta accadendo lì, tra i suoi monti.
Romanzo dall’atmosfera hitchcockiana, nella quale i contorni noti e i volti amici si trasfigurano alla luce macabra del sospetto, Ingrossare le schiere celesti è un noir d’autore magistrale, paragonato per lo stile, crudo e poetico assieme, alle migliori opere di Georges Simenon.


L'AUTORE



Nato a Brive-la-Gaillarde nel 1965, Franck Bouysseinsegna biologia in un liceo tecnico di Limoges. Grande ammiratore di Faulkner, London e Cormac McCarthy, ha esordito nel 2004 con il romanzo La Paix du désespoir. Con Ingrossare le schiere celesti si è aggiudicato il prestigioso Prix Michel-Lebrun 2015.

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