martedì 27 settembre 2016

RECENSIONE || "Vincerò" di Rocco Mastrobuono

Buongiorno, lettrici e lettori!

Quest'estate è uscito per Artestampa Edizioni un romanzo che per tutti gli appassionati di Luciano Pavarotti è una vera chicca. "Vincerò" scritto sotto lo pseudonimo di Rocco Mastrobuono, è un romanzo che descrive senza essere polemico o pesante la vita intensa del grande tenore.


Rocco Mastrobuono ci parla in prima persona della sua sfortuna a non trovare lavoro: dopo due lauree di cui l'ultima in filosofia non lo portano a nulla e quindi decide di iniziare a scrivere una biografia di un personaggio famoso. Dopo un paio di fiaschi si trova quasi per caso a Modena in cui incontra due dei più cari amici di Luciano Pavarotti, il Bòla e il Colonnello che giocano a briscola. Rocco è consapevole che non sarà facile far parlare i due anziani signori ma decide di rischiare e rimanere in questa piccola cittadina in cerca di altre notizie. Oltre ai vecchi amici di Pavarotti, Rocco scopre una figura misteriosa, anche lei in grado di fornire notizie succose riguardo alla vita e ai fatti un po' più tenuti nascosti del grande Maestro.

Grazie a questa avventura complicata ma che diverte anche il nostro protagonista, Rocco metterà fine ai suoi problemi di disoccupazione e troverà la felicità.

Con un espediente romanzato, Mastrobuono (pseudonimo di fantasia) riesce a rivivere i fatti più salienti di Luciano Pavarotti, senza scadere nelle scabrosità, senza offendere e riesumando solo avvenimenti che portano il sorriso anche se a volte un po' malinconico.

Il ritmo rende avvincente la storia che non trasmette la sensazione di leggere una biografia. Credo che questo libro sia uno dei modi migliori per avvicinarsi a una figura importante nello scenario italiano in modo leggero, simpatico e al tempo stesso profondo e divertente. 


Consiglio anche i non modenesi doc una storia che vi farà divertire e incuriosire!



COPERTINA 8 | STILE 7,5 | STORIA 7,5


Titolo: Vincerò
Autore: Rocco Mastrobuono
Numero di pagine: 160
Prezzo: 17,00 euro 

Trama:

Rocco Mastrobuono, autore del libro e protagonista delle vicende narrate, è un editor quarantenne di origini calabresi perennemente senza lavoro. Si trova a trascorrere un breve periodo nel Nord Italia, a Modena, e capita in una polisportiva a bere un caffè. Di fianco al bancone del bar sente parlare dei vecchietti e capisce che stanno parlando di Luciano Pavarotti. Si tratta infatti degli storici “amici della briscola”, che non hanno mai abbandonato la passione per il tavolo di gioco. Mastrobuono, in un lampo, realizza che quella può essere l'occasione della vita: farsi amici i vecchietti e carpire da loro notizie più o meno scottanti sul grande tenore. Scrivere una biografia scandalistica piena di gossip e venderla a un editore è il passaggio successivo che Mastrobuono sogna di fare.
Comincia così una bizzarra vicenda che narra del rapporto che, tra caffè e ammazzacaffè offerti in polisportiva, si instaura tra questo precario di nuova generazione e due vecchi amici di Luciano Pavarotti. Piano piano, tra le mille diffidenze degli anziani e il cinismo disperato del protagonista, si fanno strada ricordi intensi e aneddoti a volte esilaranti a volte commoventi.
Oltre ai vecchietti della briscola compare, in sordina, un altro misterioso personaggio, Victor, che si dichiara in possesso di informazioni molto scottanti.
Dai racconti degli amici della briscola si affaccia, insieme alla storia del grande Maestro, la storia di una città, Modena, e di un paese, l'Italia, che risorge dalle macerie della seconda guerra mondiale. Come in una specie di catarsi, il gigantesco Luciano Pavarotti torna a essere il timido e impacciato Lucianino che canta Mamma al buio per salutare un amico che va a soldato, oppure l'uomo ormai vecchio e provato dalla malattia che è costretto a trascinarsi sul palcoscenico ed eseguire davanti a milioni di spettatori, forse per l'ultima volta, l'aria che tutti si aspettano da lui: il Nessun dorma. Un ritratto senza filtri, dietro le quinte di un palcoscenico mai del tutto abbandonato nella recita della vita. Eppure è proprio nella rappresentazione del mito che si sgretola che le note inarrivabili del Vincerò echeggiano in tutta la loro potenza drammatica: sono il grido di guerra di un grande lottatore, il testamento spirituale di un eterno sognatore, la solenne promessa di un uomo che può vincere la sua ultima battaglia perché nella vita ha conosciuto la sconfitta. 


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