lunedì 19 settembre 2016

RECENSIONE || "Lo stradivari perduto" di John Meade Falkner

Buongiorno, lettrici e lettori!

Eccoci qui insieme a "Lo stradivari perduto" di John Meade Falkner Neri Pozza Editore, una bella storia di fantasmi in poco meno di 200 pagine.

Tutto ha inizio, nel 1842 in Inghilterra, con una lettera da parte della zia di Edward Maltravers per raccontargli gli eventi spiacevoli che in giovinezza hanno coinvolto sua madre e suo padre, morti senza quasi conoscerlo.

Il fratello di Sophia Maltrvers, John, era un ricco giovane, intelligente, gentile e simpatico studente di Oxford. Con lui, il suo più caro amico, Mr. William Gaskell, suona insieme nelle ore serali, convivendo una grande passione per la musica: John il violino e William il pianoforte. Di ritorno da un viaggio in Italia William porta con sé uno spartito di un certo Graziani, intitolato "Areopagita", una melodia che lascia intendere pensieri maliziosi e una danza sensuale. Solitamente suonano questa musica alla fine dei loro esercizi e sentono uno strano suono quando ha inizio l'ultima parte della sonata: come se qualcuno si stesse sedendo sulla poltrona di vimini alle loro spalle per ascoltarli suonare e poi si alzasse al termine della loro esecuzione. 
Chi sarà mai? È solo uno scherzo della loro mente? Si lasciano suggestionare da quella melodia inevitabilmente coinvolgente?

La vicenda porterà il protagonista, John, a scoprire a sue spese tutto il mistero che si nasconde dietro la melodia. Qualcuno vissuto nel passato e legato alla musica si incastrerà nella sua vita avvelenandola e non lasciandola fino alla morte.

Con uno stile antico, Falkner costruisce con un pretesto una storia fatta di racconti: la storia viene portata avanti dalle parole di Sophia Maltravers e da Mr. Gaskell in un susseguirsi di misteri, apparizioni e viaggi. Un'avventura dal sapore inquietante e di un tempo passato, dal linguaggio pregiato e magnetico che consiglio a tutti gli amanti del thriller, del giallo ma anche del romanzo storico. L'intreccio è sapientemente equilibrato e chiaro, con un ritmo incalzante quanto basta per trasmettere, sì l'aspetto malevole della faccenda ma anche le emozioni che attanagliando i protagonisti del libro, assomigliando molto ai romanzi del grande Wilkie Collins. Davvero super consigliato!


COPERTINA 8,5 | STILE 8,5 | STORIA 8,5


Titolo: Lo stradivari perduto
Autore: John Meade Falkner
Numero di pagine: 153
Prezzo: 14,50 euro

Trama:

Nel 1842, come ogni giovane di belle speranze proveniente da Eton, John Maltravers frequenta l’Università di Oxford, iscritto a uno dei più antichi college inglesi, il Magdalen Hall. Nelle ore libere dagli studi coltiva la sua grande passione: la musica. Valente violinista, si esercita spesso nel suo appartamento, accompagnato al pianoforte da William Gaskell, studente al New College ed eccellente pianista. In una notte insolitamente calda, quando Gaskell ha appena lasciato il Magdalen Hall, sfogliando gli spartiti lasciati sul tavolo dall’amico, John è attratto da una copia manoscritta di alcune suite, redatta a Napoli nel 1744. Seguendo uno di quei misteriosi impulsi che sfuggono al controllo della ragione, posa lo spartito sul leggio, toglie il violino dalla custodia e comincia a suonare l’Areopagita, l’unica suite del libro che ha il pregio di un titolo. Alle battute iniziali di un’aria piena di brio, sente dietro di sé un cigolio proveniente da una vecchia poltrona di vimini. Un po’ divertito, un po’ seccato, senza volgere lo sguardo, conclude l’aria, chiude lo spartito e va a dormire.
Qualche tempo dopo, alle prime luci dell’alba di una notte insonne – sotto l’effetto esaltante dell’incontro serale con la bella Constance Temple – dopo aver suonato con incomparabile slancio l’inizio della suite, attaccando di nuovo quell’aria, John riavverte quel rumore sinistro, seguito stavolta da una sensazione inconsueta e sconvolgente. Volge lo sguardo e, nella luce argentea del mattino, scorge, seduta sulla poltrona di vimini, la sagoma di un uomo…
Scritto dalla mano sapiente di John Meade Falkner, ispirato a grandi classici gotici come Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde, pari per eleganza a capolavori come Giro di vite di Henry James, Lo Stradivari perduto è la storia di una possessione che, nella compita Inghilterra vittoriana, travolge un giovane uomo sino al punto da trascinarlo lontano dagli affetti, dalla fede, dai retti principi morali, tra città gotiche e corrotte, atmosfere pagane e un’Arte così perfetta da sembrare maledetta.


L'AUTORE

John Meade Falkner (1858-1932) è stato un romanziere e poeta inglese. Educato a Oxford, è autore di raccolte di poesie, romanzi – oltre a Lo Stradivari perduto (1895), Moonfleet (1898) e The Nebuly Coat(1903) – e di quattro opere di letteratura di viaggio e storia locale.

10 commenti:

  1. Ok, alla parola "fantasmi" mi hai convinta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grande! Fammi sapere, io l'ho trovata proprio una bella storia :)

      Elimina
  2. Mi ispira e non m'ispira. William Gaskell sarebbe il marito di Elizabeth? Bella recensione :)

    RispondiElimina
  3. Copertina bellissima, la combo musica e fantasmi è il massimo! Ora ho libro aggiunto sulla wishlist! xoxo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! Proprio per questa caratteristica é particolare, non avevo mai letto nulla di simile ;)

      Elimina
  4. Questo libro mi incuriosisce da morire..la tua è la prima recensione che leggo su esso e mi ha dato conferma della mia intenzione di leggero questo libro :)

    RispondiElimina
  5. Letto! Condivido ... molto carino!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! Sono contenta :) una suspense particolare, vero?

      Elimina