lunedì 26 settembre 2016

RECENSIONE || "La prima verità" di Simona Vinci

Buongiorno, lettrici e lettori!


 Vi voglio parlare di un libro molto forte, un romanzo indelebile. "La prima verità" di Simona Vinci Einaudi Editore, vincitrice del premio Campiello 2016

La storia si incentra su un luogo ma anche sull'astrazione di quel luogo, la follia e gli eventi che la provocano. Leros è un'isoletta greca in cui vi è installato un manicomio. Tante persone uomini, donne, bambini vivono alla stregua degli animali da molto tempo. Angela deve scrivere la sua tesi di laurea e decide di recarsi a Leros come volontaria, insieme a un gruppo di ragazzi come lei, per approfondire e avere altro materiale da portare oltre che ad aiutare gli infermieri che già sono presenti per assistere i malati.



"La fotografia è in bianco e nero e non so se è questo a rendere tanto drammatica l'oscurità che sembra avanzare e gonfiarsi a inghiottire tutto come un vortice d'aria nera- Uno spazio infinito si estende da lì all'eternità e dentro quello spazio sono sicura che ci siano tutti i demoni del mondo."


In quel luogo troverà qualcosa a cui non era pronta e inizierà a ricostruire le storie smozzicate dei pazienti a partire da documenti polverosi e vecchi. La loro condizione le ricorda il suo, ormai scomparso, fratello anche lui affetto da una malattia che non gli permetteva di vivere come un bambino normale, bensì rinchiuso nel suo mondo. Da qui inizia la scoperta delle vite passate nell'istituto in particolare quelle di Teresa, Nikolaos, Stefanos e Basil. Loro sono i malati, o meglio i pazienti che vengono rinchiusi nel manicomio. Teresa e Nikolaos in tenera età, da bambini giudicati strani con un passato terribile che va ben al di là dell'immaginabile. Basil e Stefanos hanno una storia a parte, che si intreccia inevitabilmente con il 1992, quando Angela e gli altri volontari si trovano a Leros e poi nel 2009, quando la stessa protagonista tornerà sull'isola per scoprire di più. Il ruolo di Angela è fondamentale per riscoprire le storie di chi ha vissuto negli anni Sessanta del Novecento in quell'isola che sembra maledetta.

"Le parole dei pazzi sono magiche.
Le parole dei pazzi sono sempre false e sono la cosa più vera di tutte. 
Se entri nelle parole di un pazzo, cerchi di seguire il suo filo logico e di capire che cosa ti sta dicendo, a un certo punto ti rendi conto che ti sei perso. Adesso stai nel bel mezzo do un labirinto. Il panico cresce. Non sai più da che parte girarti, come proseguire, non riesci più neanche a ricordarti come hai fatto ad arrivare fino a lì, sai solo che ci sei, in quel posto inaspettato in cui tutto quello che credevi di sapere e che ti dava sicurezza non esiste più."

Il libro della Vinci non è un romanzo semplice da leggere e da vivere, usa parole che fanno immaginare al lettore uno scenario davvero terribile, non risparmia nulla e lascia poco al "non detto". Non scorre via liscio sotto gli occhi e al contempo è impossibile staccarsi da questa storia. È un racconto che si impone al lettore, pretende attenzione, comprensione e riflessione. Lascia una traccia indelebile, una via di mezzo tra la denuncia e la richiesta di empatia con i personaggi, difficile da ignorare.
È evidente che il solco principale del romanzo attinga dall'anima stessa dell'autrice che non si esime da esprimere, a termine del libro, un pezzo fondamentale della sua vita, che l'ha portata a vivere la pazzia, le stranezze, in modo differente rispetto alle altre persone. Serve un amore profondo per stare accanto a queste persone ed è indispensabile asportare l'indifferenza per loro che probabilmente è ciò che li uccide più che la malattia in sè. 

"Avrei potuto essere io quella bambina nuda, legata con cinghie di contenzione a un lettino spinto contro i margini dell'abisso dove, se precipiti, non ci sarà nessuna mano ad afferrarti."

Il ritmo del romanzo non è riscontrabile in altri libri, unico, seguendo lo schema del libro, i flashback, i racconti dei diversi personaggi e gli intrecci, a volte lontani anni, tra loro. Probabilmente la storia che più mi ha segnata è stata quella di Teresa. Una sensazione in particolare mi è rimasta impressa: il senso di vuoto dove prima era pieno, pieno di qualcosa che lei non riusciva a immaginare, non riusciva ancora a gestire, ma che c'era. Il vuoto, come ci spiega lei, è assenza e questo sarà il fatto che la porterà oltre il baratro che segna il confine di ciò che è sano da ciò che non lo è. 


COPERTINA 7 | STILE 8 | STORIA 7,5


Titolo: La prima verità
Autore: Simona Vinci 
Editore: Einaudi Editore
Numero di pagine: 408
Prezzo: 20,00 euro

Trama:

Tra gli abbandonati, i reclusi, i dimenticati Simona Vinci tesse il filo d'oro di una storia che arriva dal passato e viene fino a te, proprio a te che stai leggendo, qui e ora. È una storia scandalosa, perché non si può narrare senza rivelare anche i fantasmi di chi la sta scrivendo.

Ciò che Angela non può sospettare, quando decide di raggiungere l'isola maledetta, l'isola lager, è che il segreto sepolto tra quei bianchi enormi edifici sia piú sconvolgente di ogni immaginazione. E che spetti proprio a lei disseppellire quel segreto e affrontarlo a viso aperto. Costi quel che costi, per il bene di tutti. Ciò che Angela non ha assolutamente messo in conto, è che si apra per lei a Leros l'avventura della vita.

«Poi la serratura, improvvisamente docile, si sbloccò nella sua mano con un gemito e la porta si aprí».

Nel 1992 Angela, giovane ricercatrice italiana, sbarca sull'isola di Leros. È pronta a prendersi cura, come i suoi colleghi di ogni parte d'Europa, e come i medici e gli infermieri dell'isola, del perdurante orrore, da pochi anni rivelato al mondo dalla stampa britannica, del «colpevole segreto d'Europa»: un'isolamanicomio dove a suo tempo un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Quelli di loro che non sono nel frattempo morti sono ancora tutti lí, trasformati in relitti umani. Inquietanti, incomprensibili sono i segni che accolgono la ragazza. Chi è Basil, il Monaco, e perché è convinto di avere sepolto molto in alto «ciò che rimane di dio?» E tra i compagni di lavoro, chi è davvero la misteriosa, tenace Lina, che sembra avere un rapporto innato con l'isola?

Ogni mistero avrà risposta nel tesoro delle storie dei dimenticati e degli sconfitti, degli esclusi dalla Storia, nell'«archivio delle anime» che il libro farà rivivere per il lettore: storie di tragica spietata bellezza, come quella del poeta Stefanos, della ragazza Teresa e del bambino con il sasso in bocca.

Con La prima verità che, fin dal titolo, da un verso di Ghiannis Ritsos, allude a una verità di valore assoluto oltre e attraverso le vicende del libro, che si svolgono in luoghi e tempi diversi, e delle vite dei personaggi che via via si presentano al lettore, Simona Vinci torna al romanzo dopo molti anni, e vi torna con una felicità e una libertà mai raggiunte prima.


L'AUTRICE

Simona Vinci è nata a Milano nel 1970 e vive a Bologna. Il suo primo romanzo, Dei bambini non si sa niente(ultima edizione Einaudi Stile libero, 2009) ha riscosso un grande successo. Caso letterario dell'anno, è stato tradotto in numerosi altri paesi, tra i quali gli Stati Uniti. Sempre per Einaudi sono usciti la raccolta di racconti In tutti i sensi come l'amore («Stile libero», 1999) e i romanzi Come prima delle madri («Supercoralli», 2003 ed «Einaudi Tascabili», 2004), Brother and Sister («Stile libero», 2004), Stanza 411 («Stile libero Big», 2006), Strada Provinciale Tre («Stile libero Big», 2007) e La prima verità («Stile libero Big», 2016). Per i lettori più giovani ha pubblicato Corri, Matilda (E.Elle, 1998) e Matildacity (Adnkronos Libri, 1998). Ha scritto il racconto La più piccola cosa pubblicato nell'antologia Le ragazze che dovresti conoscere («Stile libero Big», 2004). Inoltre nel 2010 ha collaborato alla raccolta Sei fuori posto (Einaudi, Stile libero Big).









4 commenti:

  1. Mi ispirava e continua a farlo, devo solo trovare il periodo giusto. Con i libri da Premio e i thriller soprattutto, ho un rapporto di odio/amore. Bella recensione :)

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    1. Ciao! Per me è la prima volta di prendere un libro che poi ha vinto un premio. Lo avevo adocchiato da tempo ed effettivamente mi è piaciuto molto anche se è davvero tosto :)

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  2. Ho visto questo romanzo in libreria e la cover mi aveva attratta. La tua recensione mi ha conquistata. Devo assolutamente leggere questo libro!

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    1. Ciao Aquila! Benritrovata, a me è piaciuto anche se la lettura ha richiesto tempo.. se ti capita di leggerlo poi possiamo commentare insieme :)

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