giovedì 8 settembre 2016

RECENSIONE || "Crepuscolo" di Kent Haruf

Buongiorno, lettrici e lettori!


Il mio viaggio tra gli abitanti di Holt continua e "Crepuscolo" non ha deluso le mie aspettative, il secondo volume della trilogia della pianura è stato fantastico.

Lo stile di Kent Haruf non si smentisce e anche in "Crepuscolo" le emozioni forti e gli scenari rurali del Colorado non mancano. Ritroviamo qualche personaggi di "Canto della pianura": Guthrie e i suoi figli, che in questo romanzo risultano più sullo sfondo, i fratelli McPherson con Victoria Roubideux e la sua figlioletta Katie che continuano a rimanere abbastanza in primo piano. Incontriamo invece i protagonisti, la famiglia Wallace ha un sacco di problemi, i genitori Betty e Luther sono senza lavoro e evidentemente limitati nel loro pensiero. Hanno due figli Joy Rae e Richie. Vivono in una roulotte e gli assistenti sociali li aiutano anche nelle faccende più banali. La loro situazione è forse quella che più mi ha lasciata con l'amaro in bocca, una famiglia triste in cui chi ci rimette, come al solito, sono i bambini. Joy Rae e Richie sono costretti ad affrontare situazioni veramente brutte a causa dei genitori vili e incapaci di proteggerli.

"Stava diventando buio, il crepuscolo precoce di una breve giornata invernale, il cielo impallidiva, scendeva la notte."


Un'altra famiglia piuttosto sgangherata è composta da DJ Kephart, un ragazzino di undici anni, e suo nonno. DJ si occupa di lui, prepara la cena e va bene a scuola. Timido e introverso, troverà un'anima complice in Dena un'altra ragazzina la cui famiglia inizialmente sembrava un po' un'isola paradisiaca all'interno del romanzo ma che andrà mano a mano a sgretolarsi. DJ e Dena si ritagliano un angolino tutto loro su questo vasto mondo sperimentando i primi sentimenti di amore, amicizia e fratellanza. I loro giochi mi ricordano un po' i miei (forse, della maggior parte di noi) quando cercavamo un luogo materiale in cui trasferire le nostre cose: la casa sull'albero, una tenda, un piccolo angolo della nostra camerata. Anche loro troveranno un nascondiglio da tutto ciò che nella realtà, fuori dal loro posto sicuro, li affligge e li porta sempre più vicini ai problemi degli adulti.

"Ma ogni essere vivente a questo mondo prima o poi va svezzato."

In "Crepuscolo" le note sono più tristi e solo alcune luci bilanciano il morale generale, un nuovo amore, una stabilità da tanto ricercata e nuove amicizie. In un ritmo tutto suo la narrazione scorre veloce, senza intoppi, passando da una vicenda all'altra in modo molto fluido, intrecciando i personaggi tra loro. Lo stile un po' "hemingweiano" rimane ma sempre blando, senza calcare troppo la mano, conferendo una semplicità di pensiero ai personaggi rassicurante, che il lettore riesce a capire anche dove si cerca di sottintendere qualcosa: chi legge viene compreso nella storia, abbracciato dal racconto, come se fosse un cittadino fi Holt.

Non rimane che l'ultimo capitolo della trilogia. "Benedizione" mi ammicca dallo scaffale e da una parte vorrei lanciarmi a capofitto, dall'altra vorrei che rimanesse lì, in modo che la storia che Kent Haruf mi sta raccontando non finisse mai.



COPERTINA 7 | STORIA 9 | STILE 9


Titolo: Crepuscolo
Autore: Kent Haruf
Editore: NN Editore
Numero di pagine: 320
Prezzo: 18,00 euro


Trama:

Siamo a Holt, Colorado.
La vita dei vecchi fratelli Harold e Raymond McPheron è cambiata da quando hanno accolto alla fattoria Victoria Roubideaux e la piccola Katie, ma ora la ragazza ha deciso di andare all’università e di trasferirsi a Fort Collins. A poca distanza dai McPheron vive DJ, un ragazzino orfano che si prende cura del nonno. DJ fa amicizia con Dena, la figlia della vicina, e la sua storia si lega a quella di Joy Rae e del fratello Richie, che vivono in una roulotte con la famiglia e sono a carico dei servizi sociali, sotto le cure attente di Rose Tyler.
Come in Benedizione e in Canto della pianura, le vite dei protagonisti si intrecciano le une alle altre. E i lettori di Kent Haruf ritroveranno la sua voce lieve che qui ci parla dei tanti volti della crescita, quella frontiera che spesso appare invalicabile ma che a ogni età può essere superata solo vincendo la paura e ritrovando il desiderio di continuare il viaggio della vita.


Questo libro è per chi ama guardare la danza delle candele sul muro, per chi ascolta la “Pastorale” di Beethoven, per chi ricorda quando da bambini ci si arredava una stanza con tutto quello che si trovava in giro, e per chi è rimasto solo, al freddo, per tanto tempo, e oggi ha deciso di rimettersi in gioco e correre il rischio di diventare una persona diversa.



2 commenti:

  1. Crepuscolo l'ho finito da un po' eppure Holt mi manca da un po', non vedo l'ora che arrivi Novembre per ritrovarlo in libreria. Ti auguro buona lettura ma sento che con Benedizione non ne avrai bisogno: è il mio preferito finora e l'ho amato profondamente. Ciao! :)

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  2. Ciao! In Crepuscolo ho notato un sapore più triste e decadente.. Lo stile però rimane bellissimo! :)

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