giovedì 25 agosto 2016

RECENSIONE || "Flavia de Luce e il delitto nel campo di cetrioli" di Alan Bradley

Buongiorno, lettrici e lettori!

Finalmente anche io ho affrontato uno di quei bei librini blu di Sellerio Editore che mi hanno sempre affascinata per la loro estrema bellezza e delicatezza, pur però non identificando un titolo che mi piacesse tanto da dire "Non vedo l'ora di leggerlo!". Ed ecco che nel momento di totale sconforto noto "Flavia de Luce e il delitto nel campo di cetrioli" di Alan Bradley, un giallo che ha il retrogusto delle avventure di Nancy Drew ma con una dose di scienza che fa pensare a Sherlock Holmes.

Nel 1950, Flavia Sabina de Luce è una ragazzina di undici anni, ultima delle tre sorelle de Luce: Ophelia e Daphne sono le sue sorelle maggiori. Henrietta, la loro mamma è morta che Flavia era davvero piccola. Con il padre, un filatelico, Laurence de Luce, non hanno un grande rapporto: lui esce poco di casa e preferisce la compagnia dei suoi piccoli pezzi di carta colorati. La signora Mullet, la cuoca e domestica, e il signor Dogger completano il quadro del castello di Buckshaw, nel villaggio di Bishop's Lacey, residenza antica della altrettanto antica famiglia de Luce. Flavia è una grande appassionata di chimica tanto che il padre le lascia usare il laboratorio del castello, colmo di strumenti all'avanguardia. Era la stanza preferita di un suo famoso antenato e quindi pieno di libri in cui si illustra dettagliatamente questa difficile scienza, in particolare come preparare veleni. 

La nostra protagonista si capisce da subito che ha la stoffa del genio: oltre a una profonda conoscenza dell'alchimia, Flavia si mostra intelligente, curiosa e sicura di se stessa, con le sue doti non le sarà difficile risolvere il caso che le si presenta proprio in casa sua. Un cadavere che esala come ultimo respiro la parola "Vale!" proprio nell'orto dove crescono i cetrioli. Flavia si butterà a capofitto in un'indagine di non facile soluzione e per nulla scontata tra vecchi compagni di scuola di Laurence detto "Jacko", francobolli di inestimabile valore scomparsi e morti misteriose, dovrà scavare nel passato del suo imperturbabile padre e scagionarlo seguendo gli indizi che troverà sulla sua strada, rimettendoci quasi la pelle.

In un susseguirsi di eventi, il lettore viene incalzato dal ritmo febbricitante della narrazione e incuriosito sempre di più da questa bambina che mostra una mente brillante. Non si può far a meno di fare congetture con lei e seguire la pista più probabile per capire questa intricata situazione. Anche se sono rimasta ammaliata dalla protagonista devo ammettere che il suo personaggio non è del tutto credibile: conoscenze letterarie e scientifiche di quel livello sono impossibili da attribuire a una ragazzina di undici anni, ma ho deciso di credere all'autore e da quel momento la mia immaginazione non si è mai inceppata, infuocata dai paesaggi tipici dei paesini inglesi, con il the delle cinque del pomeriggio e i campi verdi.

Consiglio questa serie agli appassionati di gialli, di scene da brivido ma anche di avventura che porterà il lettore in una storia frizzante e movimentata che non mancherà di stupirlo!


COPERTINA 8 | STILE 8,5 | STORIA 8,5


Titolo: Flavia de Luce e il delitto nel campo di cetrioli
Autore: Alan Bradley
Editore: Sellerio Editore
Numero di pagine: 421
Prezzo: 14,00 euro

Trama:

Flavia de Luce fa un’orrida scoperta. Nell’orto dei cetrioli, proprio sotto la finestra della sua camera da letto, in mezzo agli attrezzi disordinati del bravo Dogger, il giardiniere autista tuttofare, inciampa in piena notte in un corpo semisepolto; esalando l’ultimo respiro, l’uomo sussurra una strana parola: «Vale!». Poco prima, dietro la porta di una delle infinite stanze di Buckshaw, il castello di famiglia, aveva sentito parole inquietanti pronunciate in una conversazione del padre con uno sconosciuto: «Twining? Il vecchio Tazza? È morto da trent’anni...». «E lo abbiamo ucciso noi». E ancora prima sulla soglia della cucina, il padre era quasi svenuto di fronte al freddo corpicino di un uccellino con un francobollo infilzato nel becco.
Segnali, premonizioni che stuzzicano la curiosità dell’undicenne Flavia, temeraria detective. Lei, come il segreto modello Sherlock Holmes, sa usare la chimica da esperta per i suoi misteri, che la spingono in moto perpetuo per campagne e stradine di Bishop’s Lacey, di cui i de Luce sono i signori decaduti. Sempre in lotta con le dispettose sorelle maggiori, Daffy e Feely, con loro condivide il vetusto maniero, insieme all’altrettanto annosa servitù, tutt’e tre orfane di una dama avventurosa e rimasta presente nel ricordo e non solo. Chi era Twining? E chi è quel tipo con cui papà ha urlato? Che significa quel francobollo infilzato nel becco? E come si lega tutto questo all’infausta tragedia, trent’anni prima, nel college? La «chimica» della serie di Flavia de Luce – di cui questo è il primo romanzo – è fatta di diversi elementi: l’ingegno costruttivo da giallo classico, l’ironia scabrosa e impudente, il realismo macabro, la maliziosa innocenza di ragazzina, la carrellata di caricature da vecchia Inghilterra dickensianamente verosimili e originali. Una miscela che si imprime in chi l’apprezza come quasi un sottogenere giallo a sé stante, di grande successo in tutto il mondo, e combina il sorriso, la risata, un sottofondo di brivido e la sorpresa.






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