martedì 30 agosto 2016

RECENSIONE || "Canto della pianura" di Kent Haruf

Buongiorno, lettrici e lettori!


Ero proprio ansiosa di parlarvi del mio primo incontro con Kent Haruf e la sua trilogia della pianura. Ho iniziato con "Canto della pianura" NN Editore e l'ho trovato fenomenale. Da un sacco di tempo non leggevo un libro che mi trasmettesse tante emozioni e contemporaneamente una tranquillità totale.

L'autore porta il lettore nella piccola e isolata Holt, una cittadina con qualche negozio, molte fattorie e una scuola. Lì vivono i personaggi che mi hanno affascinata e ammaliata per la loro semplicità ma anche per il loro grande cuore e i sentimenti profondi e per lo più onesti che li guidano.

La storia si incentra su diversi co - protagonisti, tutti abitanti di Holt che è un po' il cuore pulsante della storia. Iniziamo da Guthrie e i suoi figli, Ike e Bobby, la cui madre Ella è andata a vivere a Denver, soffre di depressione e non vuole più stare a casa con loro. Haruf racconta il dolore per la lontananza e la "perdita" della madre subita da Ike e Bobby con i loro gesti, azioni da bambini di nove e dieci anni pieni di significato ma anche un po' di rabbia, verso la fine del libro. Un modo di trasmettere questi sentimenti al lettore davvero efficace ed empatico, senza essere sdolcinato ma nemmeno velato, coperto di altro, così nudo e naturale che mi ha conquistata all'istante. 

I McPherson, due fratelli scapoli, Harold e Raymond, accolgono in casa la diciassettenne Victoria Roubideux, rimasta incinta del suo fidanzatino e cacciata di casa dalla madre per questo motivo chiede aiuto alla sua insegnante, Maggie Jones, che dopo averle prestato una prima ospitalità la invita a fare affidamento sui due fratelli. Inizialmente sia Victoria che i McPherson sono imbarazzati e impacciati ma la buona volontà dei due anziani e l'umiltà della ragazza farà nascere un rapporto unico e dolce.
Anche per Victoria Haruf ha un occhio di riguardo: la ragazza è spaventata non per l'indecisione se tenere o meno il bambino ma perché si sente sola, abbandonata non sa proprio cosa fare e anche se l'idea di vivere con due anziani bruschi e silenziosi non le va subito a genio col tempo si accorgerà di aver trovato una famiglia surrogato che la ama più della sua famiglia biologica o del ragazzo che l'ha messa incinta e poi è sparito. Proprio questi tre personaggi hanno catturato più di tutti la mia attenzione. Nel romanzo si dedica molta attenzione ai rapporti tra giovani e anziani: non sono rapporti con scambi di affetto marcati ma pieni di rispetto e aiuto. In questo gli anziani aiutano più di tutti la ragazza volendole e bene e capendo per la prima volta in tanti che nella loro casa era davvero mancato qualcosa prima del suo arrivo.

"E così i fratelli McPherson proseguirono discutendo di bestiame da macello, di manzi di prima scelta, di giovenche e di vitelli da ingrasso, spiegarono anche questo, e i tre discussero a fondo fino a tarda sera. Parlando. Conversando. Spaziando anche un po' in altri campi. Due uomini anziani con una ragazza di diciassette anni seduti al tavolo sparecchiato di una sala da pranzo di campagna, dopo cena, mentre fuori, oltre le pareti di casa, oltre le finestre senza tende, un gelido vento del nord scatenava l'ennesima tempesta invernale sugli altopiani."


Anche Guthrie, insegnante alle superiori, ha i suoi bei problemi con uno dei suoi studenti che gli metterà i bastoni tra le ruote con azioni estremamente cattive, che Haruf  sanziona. In questo libro infatti si può vedere benissimo la divisione tra bene e male, tra amore e odio, tra educazione e maleducazione. L'autore disegna contorni netti, puliti, nitidi senza togliere nulla alle descrizioni che sono vivide e colorate, mantenendo un equilibrio perfetto nella narrazione che salta di volta in volta per i diversi punti di vista dei personaggi, movimentando il racconto e tenendo un ritmo alto, seppur con un tempo che non mette fretta al lettore. Le sensazioni che saltano all'occhio sono la speranza, il duro lavoro, la correttezza e le buone intenzioni. I dialoghi possono sembrare subito un po' scarni, mi hanno ricordato (seppur in maniera più blanda) quelli di Hemingway in "Addio alle armi", sembrano quasi copiature di dialoghi, frasi brevi, sentite: i personaggi non sprecano fiato e non parlano a vanvera in questo romanzo. 

Un libro molto godibile in cui vi si trovano i migliori sentimenti e le più belle storie che coinvolgono le persone che abitano Holt. Questa trilogia non potrà che conquistare me e credo anche voi.



COPERTINA 7 | STORIA 9 | STILE 10



Titolo: Canto della pianura
Autore: Kent Haruf
Editore: NN Editore
Numero di pagine: 300
Prezzo: 18,00 euro



Trama:


Con "Canto della pianura" si torna a Holt, dove Tom Guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, mentre la moglie passa le sue giornate al buio, chiusa in una stanza. Intanto Victoria Roubideaux a sedici anni scopre di essere incinta. Quando la madre la caccia di casa, la ragazza chiede aiuto a un'insegnante della scuola, Maggie Jones, e la sua storia si lega a quella dei vecchi fratelli McPheron, che da sempre vivono in solitudine dedicandosi all'allevamento di mucche e giumente. Come in "Benedizione", le vite dei personaggi di Holt si intrecciano le une alle altre in un racconto corale di dignità, di rimpianti e d'amore. In particolare, in questo libro Kent Haruf rivolge la sua parola attenta e misurata al cominciare della vita. E ce la consegna come una gemma, pietra dura sfaccettata e preziosa, ma anche delicato germoglio.









8 commenti:

  1. Autore dell'anno, per me, Haruf. Benedizione è il mio preferito, ma anche i McPheron si sono fatti amare. Ciao!

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    1. Ciao! Credo che oggi andrò a prendere anche Benedizione. Crepuscolo l'ho già! Mi mancano tantissimo i personaggi di Holt :(

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  2. Bella, la tua recensione. Mi invoglia ancora di più a farmi un viaggio a Holt!
    un saluto :)

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    1. Sarò molto curiosa di leggere la tua recensione!!! :) :) :)

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  3. Ciao! Ho un dubbio amletico... Non riesco a capire l'ordine dei libri che compone questa trilogia... "Canto della pianura" è il primo? Grazie! Maria

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    1. Ciao! Ci sono due cronologia: quella temporale ossia canto sell pianura, crepuscolo e benedizione e quella classica ossia benedizione, crepuscolo e canto della pianura :)

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  4. Complimenti per l'utilè recensione

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