martedì 30 agosto 2016

RECENSIONE || "Canto della pianura" di Kent Haruf

Buongiorno, lettrici e lettori!


Ero proprio ansiosa di parlarvi del mio primo incontro con Kent Haruf e la sua trilogia della pianura. Ho iniziato con "Canto della pianura" NN Editore e l'ho trovato fenomenale. Da un sacco di tempo non leggevo un libro che mi trasmettesse tante emozioni e contemporaneamente una tranquillità totale.

L'autore porta il lettore nella piccola e isolata Holt, una cittadina con qualche negozio, molte fattorie e una scuola. Lì vivono i personaggi che mi hanno affascinata e ammaliata per la loro semplicità ma anche per il loro grande cuore e i sentimenti profondi e per lo più onesti che li guidano.

La storia si incentra su diversi co - protagonisti, tutti abitanti di Holt che è un po' il cuore pulsante della storia. Iniziamo da Guthrie e i suoi figli, Ike e Bobby, la cui madre Ella è andata a vivere a Denver, soffre di depressione e non vuole più stare a casa con loro. Haruf racconta il dolore per la lontananza e la "perdita" della madre subita da Ike e Bobby con i loro gesti, azioni da bambini di nove e dieci anni pieni di significato ma anche un po' di rabbia, verso la fine del libro. Un modo di trasmettere questi sentimenti al lettore davvero efficace ed empatico, senza essere sdolcinato ma nemmeno velato, coperto di altro, così nudo e naturale che mi ha conquistata all'istante. 

I McPherson, due fratelli scapoli, Harold e Raymond, accolgono in casa la diciassettenne Victoria Roubideux, rimasta incinta del suo fidanzatino e cacciata di casa dalla madre per questo motivo chiede aiuto alla sua insegnante, Maggie Jones, che dopo averle prestato una prima ospitalità la invita a fare affidamento sui due fratelli. Inizialmente sia Victoria che i McPherson sono imbarazzati e impacciati ma la buona volontà dei due anziani e l'umiltà della ragazza farà nascere un rapporto unico e dolce.
Anche per Victoria Haruf ha un occhio di riguardo: la ragazza è spaventata non per l'indecisione se tenere o meno il bambino ma perché si sente sola, abbandonata non sa proprio cosa fare e anche se l'idea di vivere con due anziani bruschi e silenziosi non le va subito a genio col tempo si accorgerà di aver trovato una famiglia surrogato che la ama più della sua famiglia biologica o del ragazzo che l'ha messa incinta e poi è sparito. Proprio questi tre personaggi hanno catturato più di tutti la mia attenzione. Nel romanzo si dedica molta attenzione ai rapporti tra giovani e anziani: non sono rapporti con scambi di affetto marcati ma pieni di rispetto e aiuto. In questo gli anziani aiutano più di tutti la ragazza volendole e bene e capendo per la prima volta in tanti che nella loro casa era davvero mancato qualcosa prima del suo arrivo.

"E così i fratelli McPherson proseguirono discutendo di bestiame da macello, di manzi di prima scelta, di giovenche e di vitelli da ingrasso, spiegarono anche questo, e i tre discussero a fondo fino a tarda sera. Parlando. Conversando. Spaziando anche un po' in altri campi. Due uomini anziani con una ragazza di diciassette anni seduti al tavolo sparecchiato di una sala da pranzo di campagna, dopo cena, mentre fuori, oltre le pareti di casa, oltre le finestre senza tende, un gelido vento del nord scatenava l'ennesima tempesta invernale sugli altopiani."


Anche Guthrie, insegnante alle superiori, ha i suoi bei problemi con uno dei suoi studenti che gli metterà i bastoni tra le ruote con azioni estremamente cattive, che Haruf  sanziona. In questo libro infatti si può vedere benissimo la divisione tra bene e male, tra amore e odio, tra educazione e maleducazione. L'autore disegna contorni netti, puliti, nitidi senza togliere nulla alle descrizioni che sono vivide e colorate, mantenendo un equilibrio perfetto nella narrazione che salta di volta in volta per i diversi punti di vista dei personaggi, movimentando il racconto e tenendo un ritmo alto, seppur con un tempo che non mette fretta al lettore. Le sensazioni che saltano all'occhio sono la speranza, il duro lavoro, la correttezza e le buone intenzioni. I dialoghi possono sembrare subito un po' scarni, mi hanno ricordato (seppur in maniera più blanda) quelli di Hemingway in "Addio alle armi", sembrano quasi copiature di dialoghi, frasi brevi, sentite: i personaggi non sprecano fiato e non parlano a vanvera in questo romanzo. 

Un libro molto godibile in cui vi si trovano i migliori sentimenti e le più belle storie che coinvolgono le persone che abitano Holt. Questa trilogia non potrà che conquistare me e credo anche voi.



COPERTINA 7 | STORIA 9 | STILE 10



Titolo: Canto della pianura
Autore: Kent Haruf
Editore: NN Editore
Numero di pagine: 300
Prezzo: 18,00 euro



Trama:


Con "Canto della pianura" si torna a Holt, dove Tom Guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, mentre la moglie passa le sue giornate al buio, chiusa in una stanza. Intanto Victoria Roubideaux a sedici anni scopre di essere incinta. Quando la madre la caccia di casa, la ragazza chiede aiuto a un'insegnante della scuola, Maggie Jones, e la sua storia si lega a quella dei vecchi fratelli McPheron, che da sempre vivono in solitudine dedicandosi all'allevamento di mucche e giumente. Come in "Benedizione", le vite dei personaggi di Holt si intrecciano le une alle altre in un racconto corale di dignità, di rimpianti e d'amore. In particolare, in questo libro Kent Haruf rivolge la sua parola attenta e misurata al cominciare della vita. E ce la consegna come una gemma, pietra dura sfaccettata e preziosa, ma anche delicato germoglio.









lunedì 29 agosto 2016

RECENSIONE || "La pietra di Luna" di Wilkie Collins

Buongiorno, lettrici e lettori!

Ho terminato dopo una lettura, non nascondo, abbastanza lunga "La pietra di Luna" di Wilkie Collins Fazi Editore

La storia si svolge in questo modo: la pietra di Luna viene lasciata in eredità alla giovane e bella Rachel Verinder, da uno zio diventato il reietto della famiglia proprio per come è venuto in possesso del diamante: rubato con l'assassinio in India e perseguitato poi da una setta di tre indiani che generazione dopo generazione ha cercato di recuperare il prezioso gioiello, parte di una loro divinità. Il giorno del suo compleanno il cugino di Rachel, Franklin Blake glielo dona in vece del defunto zio. La stessa notte il diamante scompare e la famiglia inizia a sciogliersi. Viene chiamata la polizia che cerca di far luce sul caso, sospettando di tutti ma non trovando né il diamante e nemmeno il colpevole. Solo un anno dopo, Mr. Blake si ritroverà a dover far luce sulla scomparsa della pietra per riavere la stima della sua amata Rachel.

<<Se aveva ragione, ecco che la nostra serena casa inglese sarebbe stata improvvisamente invasa da un diabolico diamante indiano, che si portava dietro una congiura che la vendetta di un defunto aveva scatenato verso di noi.>>

Un poliziesco pieno di colpi di scena ma anche molto più dettagliato in confronto agli altri romanzi di Collins: il furto del diamante chiamato la pietra di Luna pur essendosi verificato in casa, in un luogo quindi circoscritto, nel giorno del compleanno di Rachel Verinder è descritto in maniera pedissequa. Dopo una piccola digressione su come lo zio di Rachel viene in possesso della pietra (in maniera alquanto terribile) e dopo che è avvenuto il fattaccio, l'indagine si svolge ascoltando diverse voci che raccontano la storia di ciò che è avvenuto da quella sera in poi che riguardi il crimine. Ed ecco che vengono alla luce i protagonisti della storia: il maggiordomo di una vita Betteredge, Mr. Bruff l'avvocato di famiglia, Rachele e sua madre, i cugini di Rachel Mr. Godfrey Ablewhite e Mr. Franklin Blake e non di meno importanza il sergente Cuff e Rosanna Spearman, la giovane cameriera con un passato burrascoso.

Con la scusa del furto, Wilkie Collins compie un viaggio che definirei quasi sociologico: la descrizione e la scoperta della natura umana è strabiliante in questo romanzo. Il sospetto nel confronto degli altri sbriciola sentimenti come l'amicizia e l'amore, le facciate di "società" vengono smascherate e chi sembrava insospettabile nasconde diversi scheletri nell'armadio, all'opposto i personaggi insipidi  si riveleranno tra i più onesti e buoni. 

<<La paura del pericolo è diecimila volte più terrificante del pericolo stesso; e ci accorgiamo che il fardello dell'ansia è assai più gravoso del male per il quale siamo ansiosi.>>

Il metodo scelto da Collins per narrare e quindi sbrogliare la matassa di questo giallo ha diverse qualità come una chiarezza dei fatti che altri metodi non hanno ma, anche il difetto di essere lungo e a volte noioso. Una lettura che consiglio agli amanti di Collins che non possono proprio perdersi questo giallo dal sapore antico ma che comunque devono essere preparati a una lettura a volte lunga e troppo dettagliata. Il ritmo è variabile nel corso  a causa dei diversi narratori presenti, chi era più al margine dell'evento e chi invece lo ha vissuto in prima persona, con registri diversi e diverse opinioni sui membri della famiglia. In questo modo il lettore può farsi un'idea completa dello scenario e dei personaggi che la storia comprende creandosi un'opinione propria.


COPERTINA 8 | STILE 7 | STORIA 7



Titolo: La pietra di Luna
Autore: Wilkie Collins
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 566
Prezzo: 16,15 euro Amazon
Ebook: 9,99 euro






Trama:

La pietra di Luna, prezioso e antico diamante giallo originario dell’India, dopo una serie di avventurose vicissitudini sopportate nel corso dei secoli, giunge in Inghilterra e viene donata a una giovane nobildonna di nome Rachel Verinder nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Il gioiello, di valore inestimabile, scompare in circostanze misteriose quella notte stessa e un famoso investigatore, il sergente Cuff, viene incaricato di ritrovarlo. L’indagine, per quanto accurata, non porta ad alcun risultato e causa, anzi, sgomento e confusione sia tra i membri della famiglia Verinder che nella servitù. Il romanzo, in cui tutti i personaggi sono apparentemente innocenti ma allo stesso tempo possibili colpevoli, si sviluppa seguendo le sorti della pietra di Luna, in un groviglio di eventi drammatici raccontati, di volta in volta, dai diversi protagonisti.

A fare da sfondo a questo giallo così magistralmente costruito c’è una romantica storia d’amore che, insieme alla suspense e alla curiosità, tiene il lettore avidamente inchiodato al libro dalla prima all’ultima pagina. Unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi capolavori di Wilkie Collins, La pietra di Luna, alla sua uscita nel 1868, consacrò il clamoroso successo dell’autore e riuscì addirittura a destare l’invidia di Charles Dickens, suo grande amico e maestro.


L'AUTORE

Wilkie Collins nasce a Londra l'8 gennaio 1824. Il padre William, paesaggista, ha in mente per il figlio un futuro fuori dal mondo dell’arte. Infatti Wilkie all'inizio si cimenta con il commercio del thè, scoprendo, però, di non essere tagliato per le attività mercantili. A quel punto decide di studiare giurisprudenza al Lincoln's Inn: nel 1851 ottiene l'abilitazione all'avvocatura, ma tale carriera non gli dà lo sperato successo. Solo iniziando a scrivere scoprirà la sua vera vocazione che si accompagnerà a quella per la pittura – Collins arriverà ad esporre le sue opere alla Royal Academy in una mostra nell'estate del 1849. Ma la sua vera passione rimarrà comunque la letteratura, passione che lo porterà ad essere riconosciuto come il padre del genere poliziesco. La sua prima opera è dedicata al padre, morto nel 1847, Memoirs of the Life of William Collins, edita l'anno successivo. Quindi pubblica due romanzi: Antonina nel 1850 e Basil nel 1852. Nell’aprile dello stesso anno incontra, grazie al suo amico Augustus Egg, Charles Dickens e scrive per la sua rivista, un settimanale, Household Words: è l'inizio di un lungo rapporto di lavoro e d'amicizia lungo dieci anni. G.K. Chesterton ebbe una volta modo di scrivere relativamente a Dickens e Collins: «Erano due uomini che nessuno può superare nello scrivere storie di fantasmi». I due amici e collaboratori decidono di fare un viaggio in Francia. Questo viaggio avrà un significato straordinario non solo per la vita artistica dei due scrittori ma soprattutto per l'intera storia della letteratura. I due tornano infatti dalla Francia recando sotto il braccio un libro che sarà destinato a cambiare l’intero corso letterario del genere mistery, la Recueil des causes célèbres di Maurice Mejean, che riportava in una raccolta tutti i principali casi giudiziari di cronaca nera compresi tra il 1807 e il 1814.



giovedì 25 agosto 2016

RECENSIONE || "Flavia de Luce e il delitto nel campo di cetrioli" di Alan Bradley

Buongiorno, lettrici e lettori!

Finalmente anche io ho affrontato uno di quei bei librini blu di Sellerio Editore che mi hanno sempre affascinata per la loro estrema bellezza e delicatezza, pur però non identificando un titolo che mi piacesse tanto da dire "Non vedo l'ora di leggerlo!". Ed ecco che nel momento di totale sconforto noto "Flavia de Luce e il delitto nel campo di cetrioli" di Alan Bradley, un giallo che ha il retrogusto delle avventure di Nancy Drew ma con una dose di scienza che fa pensare a Sherlock Holmes.

Nel 1950, Flavia Sabina de Luce è una ragazzina di undici anni, ultima delle tre sorelle de Luce: Ophelia e Daphne sono le sue sorelle maggiori. Henrietta, la loro mamma è morta che Flavia era davvero piccola. Con il padre, un filatelico, Laurence de Luce, non hanno un grande rapporto: lui esce poco di casa e preferisce la compagnia dei suoi piccoli pezzi di carta colorati. La signora Mullet, la cuoca e domestica, e il signor Dogger completano il quadro del castello di Buckshaw, nel villaggio di Bishop's Lacey, residenza antica della altrettanto antica famiglia de Luce. Flavia è una grande appassionata di chimica tanto che il padre le lascia usare il laboratorio del castello, colmo di strumenti all'avanguardia. Era la stanza preferita di un suo famoso antenato e quindi pieno di libri in cui si illustra dettagliatamente questa difficile scienza, in particolare come preparare veleni. 

La nostra protagonista si capisce da subito che ha la stoffa del genio: oltre a una profonda conoscenza dell'alchimia, Flavia si mostra intelligente, curiosa e sicura di se stessa, con le sue doti non le sarà difficile risolvere il caso che le si presenta proprio in casa sua. Un cadavere che esala come ultimo respiro la parola "Vale!" proprio nell'orto dove crescono i cetrioli. Flavia si butterà a capofitto in un'indagine di non facile soluzione e per nulla scontata tra vecchi compagni di scuola di Laurence detto "Jacko", francobolli di inestimabile valore scomparsi e morti misteriose, dovrà scavare nel passato del suo imperturbabile padre e scagionarlo seguendo gli indizi che troverà sulla sua strada, rimettendoci quasi la pelle.

In un susseguirsi di eventi, il lettore viene incalzato dal ritmo febbricitante della narrazione e incuriosito sempre di più da questa bambina che mostra una mente brillante. Non si può far a meno di fare congetture con lei e seguire la pista più probabile per capire questa intricata situazione. Anche se sono rimasta ammaliata dalla protagonista devo ammettere che il suo personaggio non è del tutto credibile: conoscenze letterarie e scientifiche di quel livello sono impossibili da attribuire a una ragazzina di undici anni, ma ho deciso di credere all'autore e da quel momento la mia immaginazione non si è mai inceppata, infuocata dai paesaggi tipici dei paesini inglesi, con il the delle cinque del pomeriggio e i campi verdi.

Consiglio questa serie agli appassionati di gialli, di scene da brivido ma anche di avventura che porterà il lettore in una storia frizzante e movimentata che non mancherà di stupirlo!


COPERTINA 8 | STILE 8,5 | STORIA 8,5


Titolo: Flavia de Luce e il delitto nel campo di cetrioli
Autore: Alan Bradley
Editore: Sellerio Editore
Numero di pagine: 421
Prezzo: 14,00 euro

Trama:

Flavia de Luce fa un’orrida scoperta. Nell’orto dei cetrioli, proprio sotto la finestra della sua camera da letto, in mezzo agli attrezzi disordinati del bravo Dogger, il giardiniere autista tuttofare, inciampa in piena notte in un corpo semisepolto; esalando l’ultimo respiro, l’uomo sussurra una strana parola: «Vale!». Poco prima, dietro la porta di una delle infinite stanze di Buckshaw, il castello di famiglia, aveva sentito parole inquietanti pronunciate in una conversazione del padre con uno sconosciuto: «Twining? Il vecchio Tazza? È morto da trent’anni...». «E lo abbiamo ucciso noi». E ancora prima sulla soglia della cucina, il padre era quasi svenuto di fronte al freddo corpicino di un uccellino con un francobollo infilzato nel becco.
Segnali, premonizioni che stuzzicano la curiosità dell’undicenne Flavia, temeraria detective. Lei, come il segreto modello Sherlock Holmes, sa usare la chimica da esperta per i suoi misteri, che la spingono in moto perpetuo per campagne e stradine di Bishop’s Lacey, di cui i de Luce sono i signori decaduti. Sempre in lotta con le dispettose sorelle maggiori, Daffy e Feely, con loro condivide il vetusto maniero, insieme all’altrettanto annosa servitù, tutt’e tre orfane di una dama avventurosa e rimasta presente nel ricordo e non solo. Chi era Twining? E chi è quel tipo con cui papà ha urlato? Che significa quel francobollo infilzato nel becco? E come si lega tutto questo all’infausta tragedia, trent’anni prima, nel college? La «chimica» della serie di Flavia de Luce – di cui questo è il primo romanzo – è fatta di diversi elementi: l’ingegno costruttivo da giallo classico, l’ironia scabrosa e impudente, il realismo macabro, la maliziosa innocenza di ragazzina, la carrellata di caricature da vecchia Inghilterra dickensianamente verosimili e originali. Una miscela che si imprime in chi l’apprezza come quasi un sottogenere giallo a sé stante, di grande successo in tutto il mondo, e combina il sorriso, la risata, un sottofondo di brivido e la sorpresa.






martedì 23 agosto 2016

RECENSIONE || "Sete" di Kerry Hudson

Buongiorno, lettrici e lettori!


Durante le vacanze ho avuto tempo per gustare e riflettere su "Sete" di Kerry Hudson Minimum Fax. Questo libro mi ha lasciata con un grande senso di speranza e durante la lettura mi sono accorta che lo posso annoverare tra quei volumi mi hanno scostato il velo dagli occhi, come se un muro si fosse sgretolato nella mia mente: storie che mai avevo percorso, vite così lontane da me che se non avessi letto la storia di Alena non sarei riuscita immaginarmi appieno la sua condizione.

Alena è la nostra protagonista, vent'anni nata in un paesino a nord della Russia, in Siberia. Non è abbiente e vive con sua madre racimolando quel poco che riesce, sperando in un futuro migliore, una ragazza pulita che cerca di migliorare la propria condizione. Tramite un'amica della madre pensa di poter andare a Londra un anno un po' per svagarsi e magari trovare qualche lavoro umile per mandare qualche soldo a casa e, chissà, che le permetta anche di rimanere in Inghilterra. Questa amica le assicura che appena arrivata all'aeroporto ci sarà qualcuno che si prenderà cura di lei e che la indirizzerà verso le persone giuste.

Ed effettivamente all'aeroporto qualcuno c'era, di sicuro non le persone che si aspettava Alena. Il giro della tratta delle ragazze dell'est a Londra è prolifico. Tantissime in cerca di fortuna per mancanza di denaro, paura, o come per Alena per crudeltà vengono inglobate in un mondo terribilmente sporco fatto di botte, insulti, violenze fisiche e psicologiche facendo ben capire alle giovani che la loro vita, la loro esistenza, insomma "loro" non valgono assolutamente nulla. Alena viene usata per reclutare altre ragazze, viene violentata tenuta sotto scacco dalla paura; ma un certo punto le si apre uno spiraglio, riesce a scappare. Incontra un giovane, bravo e buono e decide di provare a chiedere a lui ospitalità: David. 

<< Ora invece, ora sto pagando per riaffrancarmi, libbra di carne dopo libbra di carne: chi avrebbe mai immaginato che una persona così priva di valore potesse essere tanto costosa?>>

Anche David ha un passato travagliato, nella periferia povera di Londra, senza papà e con una mamma che nulla gli ha fatto mancare anche se alzava parecchio il gomito. Si innamora a prima vista di Alena, non le fa domande anche se nota dei lati molto oscuri della sua persona, e mano a mano che iniziano a vivere insieme imparano ad amarsi platonicamente, ciò di cui Alena ha bisogno. Dave non la forza, ha paura che se ne vada dalla sua vita, terribilmente triste prima del suo arrivo. Riuscirà l'amore a sistemare tutto? Ad andare contro una realtà faticosa e orribile?

<<Aveva la sensazione di doverla imparare, Alena, come s'imparano gli orari dell'autobus o una astrusa serie di regole ortografiche, che continuano a sfuggirti finché non t'inventi un qualche stratagemma che ti aiuta a memorizzarle. >>

La Hudson con le sue descrizioni che altro non posso definire se non "fisiche", infila sotto la pelle del lettore i protagonisti e le loro vite, gli spezza il cuore e lo rimette insieme pezzo per pezzo. Ho sentito la paura di Alena, il suo panico, il vomito che le bruciava la gola, la speranza di Dave, la sua voglia di sapere e il suo desiderio per lei. Tra loro c'è un magnetismo quasi animale, il piacere di svegliarsi insieme sentire uno l'odore dell'altro, un amore fatto di cose semplici di chi vive in ristrettezze ma riesce a essere felice. Alena conosce la verità e vive sul filo del rasoio con il terrore che la cerchino e la trovino e la riportino indietro. A un ritmo a tratti rapidissimo e in altri momenti lento e sofferente, l'autrice comunica tutta la brutalità e tuttavia la speranza che racchiude la storia di Alena e David. 

Il racconto si apre sul presente che mano a mano che corre avanti, compie parecchi passi indietro tramite flashback che ci chiariscono il presente e ci fanno conoscere tutte le sfumature dei due protagonisti. Una storia che non si vuole leggere ma non si può non leggere, un libro che parla di sofferenza, di lotta, di amore e di crudeltà, di vita vera, emozioni sapientemente amalgamate dalla magistrale mano di Kerry Hudson.




COPERTINA 7 | STILE 9 | STORIA 9


Titolo: Sete
Autore: Kerry Hudson, traduzione di Federica Aceto
Editore: Minimum Fax
Numero di pagine: 322
Prezzo: 13,90 euro


Trama:

alla Siberia, Alena parte per Londra con il sogno di trovare un lavoro, un amore e nuove avventure da vivere. Ciò che l’aspetta appena atterrata nel Regno Unito è però molto diverso da quello che aveva in mente. Dave, cresciuto a Londra in un quartiere di case popolari, sognava di girare il mondo, e invece si ritrova imprigionato nella sua città, reduce da un matrimonio naufragato e schiavo di un lavoro che gli permette di sbarcare il lunario ma non gli dà nessuna soddisfazione. Alena e Dave si incontrano per caso, in circostanze che avrebbero dovuto fare di loro due nemici. E invece, contro ogni logica, si cercano, si trovano, e costruiscono una vita insieme in un precario equilibrio di silenzi. Nel breve periodo di un’estate insolitamente calda riescono a trovare conforto nell’illusione di poter dimenticare le proprie origini e il peso di scelte sbagliate. Ma scopriranno a proprie spese che la loro sete di avventura e libertà deve fare i conti con un passato troppo difficile da raccontare. Kerry Hudson tesse una narrazione equilibrata e sapiente fatta di flashback e introspezione che dà al lettore l’illusione di conoscere a fondo i personaggi, riservandogli invece, pagina dopo pagina, inaspettati colpi di scena. Un romanzo d’amore delicato e feroce, un incontro tra due persone, due mondi lontanissimi, due solitudini che si riconoscono e cercano di proteggersi vicendevolmente, in un mondo che li vorrebbe più cinici e spietati.


L'AUTRICE

Kerry Hudson (1980) è nata ad Aberdeen, in Scozia. Cresciuta in un susseguirsi di case popolari, b&b e roulotte, ha sviluppato un occhio attento per le persone e un amore per i viaggi. Il suo primo romanzo, Tony Hogan Bought Me an Ice-Cream Float Before He Stole My Ma, di prossima pubblicazione per minimum fax, ha vinto lo Scottish First Book Award. Sete, la sua seconda opera, è stata finalista al Green Carnation Prize. I suoi libri sono pubblicati anche negli Stati Uniti e in Francia. Attualmente Kerry Hudson vive a Londra, dove insegna all’Accademia nazionale di scrittura e segue il suo WoMentoring Project.

lunedì 1 agosto 2016

RECENSIONE || "La ladra di ricordi" di Barbara Bellomo

Buongiorno, lettrici e lettori!


Tempo di vacanze e andiamo alla ricerca di libri da leggere tutto d'un fiato, che ci rapiscano e ci portino in luoghi e tempi lontani. "La ladra di ricordi" di Barbara Bellomo Adriano Salani Editore è il romanzo giusto per viaggiare dai nostri tempi all'epoca dell'antica Roma, attraverso un preziosissimo cammeo passato dalle mani di Giulio Cesare e della piccola Clodia fino a quella di Luisa Velio e quelle di Isabella De Clio, la giovane e affascinante archeologa e studiosa protagonista di questa storia.

Isabella concorre per diventare direttrice di uno dei musei del mondo più in voga con altri due rivali. Nella facoltà di storia e di antichità di Todi diversi professori sono importanti ma tre decideranno chi fra loro ha la stoffa giusta: Giacomo Nardi, Micone con il suo secondo Giorgio Ceccarelli e Pannacci.
Tutti i pretendenti al posto devono consegnare un libro sul tema da loro scelto, Isabella ha optato per i cammei antichi e proprio per questo viene convocata dal professor Nardi per una questione piuttosto particolare. Qualche giorno prima una signora, Luisa Velio, nonna di uno dei suoi studenti, Carlo Velio, lo ha chiamato chiedendogli aiuto a proposito di un preziosissimo cammeo, dicendo che qualcuno lo voleva e interrompendo bruscamente la chiamata. Qualche giorno dopo la donna è stata brutalmente assassinata e Carlo, studente mediocre e giovane un po' sballato anche se buono, viene accolto in casa del professor Giacomo Nardi che da poco ha perso la moglie. Il suo caro amico Mauro Caccia ispettore di polizia a capo della omicidi di Todi gli chiede aiuto per questa indagine: ed ecco che entra in scena Isabella De Clio.

Chi ha ucciso Luisa Velio? Come è entrata in possesso di un cammeo di inestimabile valore datato al primo secolo a.C.?
Isabella, Caccia e il professor Nardi cercheranno da Todi alla Sicilia di recuperare la storia del prezioso manufatto imbattendosi in magazzini polverosi e famiglie ormai dimenticate, frugando nelle vite altrui e scoprendo segreti e intrighi di famiglia fino a portarli alla soluzione.

Come ha spiegato l'autrice alla presentazione del suo libro nella calda e afosa quanto bella Modena, questo viene etichettato come giallo anche se lo è solo in parte. Le ricerche effettivamente mirano a scovare l'assassino, senza affrettare il ritmo narrativo, ma con un occhio si tengono ben presenti le relazioni che intercorrono tra i personaggi, il loro passato e i loro piani futuri, concentrandosi particolarmente su Isabella.
Insegnante alle superiori e precedentemente all'università di Catania presso la facoltà di Storia romana, Barbara Bellomo si presenta dolcissima e delicata, felice che la storia della sua ladra di ricordi venga letta e apprezzata. La storia antica che viene nominata nel romanzo è basata su fonti realistiche: l'avida e crudele Fulvia, i tre triumviri, la piccola Clodio data in giovanissima età in sposa a Ottaviano per alleanze politiche sono esisti davvero e purtroppo o per fortuna i fatti si sono svolti in questo modo.
La Bellomo ha costruito un romanzo scorrevole, con uno stile pulito e avvolgente che non può che ammaliare il lettore e attirarlo all'interno della storia. Particolare riguardo viene dedicato al pezzo sulla Sicilia, evidenziando sia il lato meraviglioso del suo panorama ma anche le ingiustizie tipiche di quella regione e più ampiamente dell'Italia, quasi fosse una sorta di denuncia. 

In una spirale di eventi e di riflessioni, l'autrice trasporterà il lettore in un racconto ricco di suspense e di emozioni, ottimo per una bella e appassionante lettura sotto all'ombrellone. Intanto io attendo un possibile seguito!



COPERTINA 8 | STILE 8 | STORIA 8



Titolo: La ladra di ricordi
Autore: Barbara Bellomo
Numero di pagine: 305
Prezzo: 15,90 euro

Trama:

Cosa accomuna l’omicidio, ai giorni nostri, di una dolce, vecchia signora dalla vita irreprensibile e i grandi protagonisti dell’età repubblicana – Cesare, Lepido, Cicerone, Marco Antonio, la crudele moglie Fulvia e la piccola Clodia? È quello che dovrà scoprire un terzetto stranamente assortito, chiamato in causa per l’occasione. Isabella De Clio, giovane archeologa siciliana specializzata in arte antica, è bella, volitiva, preparatissima, ma ha un motivo particolare per temere la polizia. E il fatto che l’affascinante Mauro Caccia, l’uomo che la affianca nelle indagini, sia un commissario non l’aiuta più di tanto. Con loro c’è anche Giacomo Nardi, depresso professore di museologia e beni culturali… È l’inizio di una storia che intreccia la Roma del I secolo a.C. e l’Italia contemporanea, gli antichi intrighi politici e i mediocri baroni universitari dei nostri tempi,la violenza che si nasconde tra le mura di casa e la precarietà in cui i ragazzi di oggi, anchei migliori, sono costretti a crescere e a diventare adulti. Un romanzo fresco e ricco d’atmosfera, che si muove con agilità tra passato e presente, per un esordio che non passa inosservato.


L'AUTRICE

Barbara Bellomo, laureata in Lettere, ha conseguito il dottorato in Storia antica e ha svolto lavoro di ricerca come assegnista presso la cattedra di Storia romana dell’Università di Catania. Attualmente insegna in una scuola superiore. All’attivo ha diverse pubblicazioni di storia romana.