mercoledì 8 giugno 2016

RECENSIONE || "Il professore" di Charlotte Brontë

Buongiorno, lettrici e lettori!


Ho finito proprio ieri "Il professore" di Charlotte Brontë Fazi Editore, un romanzo che mi ha colpita e riconfermato la mia opinione su questa fantastica scrittrice. Il libro mostra un lessico e un ritmo del suo tempo, per cui il lettore si deve adattare a un andamento lento della storia anche se sempre avvincente e dai temi molto realistici.




"Il mio racconto non è esaltante e, soprattutto, non è straordinario; ma potrebbe interessare alcune persone che, avendo conosciuto le fatiche della mia stessa vocazione, troveranno nella mia esperienza molti riflessi della loro."


La storia è incentrata su William Cromsworth, giovane che si trova a dover affrontare una scelta che prima o poi tutti abbiamo la necessità di affrontare: cosa fare dopo gli studi. Essendo stato affidato fin da piccolo agli zii materni, orfano di madre e padre, e allontanato da suo fratello maggiore, William può scegliere la via della Chiesa e continuare a stare sotto l'ala protettiva dei suoi parenti che però avevano voltato le spalle a sua madre nel momento del bisogno, oppure cercare fortuna altrove, magari nel commercio e quindi seguire le orme del padre e dal fratello. Proprio da quest'ultimo si reca trovando un'accoglienza non glaciale ma ben peggio avversa e arrogante, un despota che lo assume nella sua azienda in cui viene trattato peggio di uno schiavo, poco pagato e umiliato. 




"Al tempo mi sentivo come un viaggiatore mattutino, sicuro che dalla collina che sta risalendo potrà vedere una gloriosa alba. Che importa se il cammino è ripido, stretto e pietroso?"


Il fato lo mette in contatto con una personalità particolare e schietta Monsieur Hundsen, ricco scapolo che lo sprona a lasciare il lavoro da suo fratello e spingersi sul continente, precisamente a Bruxelles dove grazie a una lettera di presentazione riesce ad ottenere un posto come professore in un collegio maschile. Le sue doti di insegnante gli valgono il posto anche nel collegio femminile accanto e qui William passerà una piccola parte della sua vita dove imparerà e insegnerà. Proprio grazie al contatto con l'ambiente femminile, William si riuscirà a fare un'idea più precisa del loro comportamento, portandolo a giudicare le caratteristiche intellettuali molto più importanti di quelle esteriori, scegliendo in questi termini la donna della sua vita. Il tema dell'intelletto visto con valore maggiore rispetto alle caratteristiche esteriori è importante per l'autrice che anche in "Jane Eyre" sottolinea più volte; infatti entrambi i protagonisti non godono di particolare bellezza, non hanno tratti che li portano in primo piano, il loro valore si gioca nella parte interna della loro persona.



"Nutrivo rispetto per lei, e porgendole il braccio per accompagnarla fuori dal cimitero sentii nascere un altro sentimento, forte come la fiducia, saldo come il rispetto, più fervidi di entrambi: quello dell'amore."


Il racconto ha delle caratteristiche particolari a cui il lettore è messo al corrente attraverso i pensieri del protagonista: William è un giovane pacato, tranquillo, riflessivo, onorevole e determinato tanto che all'inizio può risultare molto freddo e calcolatore e solo il perseguimento della lettura potrà far cambiare opinione al lettore. Lui è un osservatore attento al viso delle persone che lo circondano le cui qualità (o difetti) lo mettono al corrente del loro carattere e delle loro inclinazioni, avendo così il vantaggio di aggirare le trappole che gli tendono. A partire da ciò che vede, William, da bravo stratega, anticipa gesti e condanna pensieri e azioni, non sbagliando mai nelle sue previsioni.  Le descrizioni della Brontë sono più che accurate, piccole pennellate precise che dipingono perfettamente ogni volto, ogni ambiente e situazione. I pensieri di William sono lungimiranti ed equilibrati facendo di lui un protagonista particolare e allo stesso tempo molto normale. 

Come ho anticipato prima il ritmo è tutt'altro che incalzante, l'autrice prende il suo tempo per osservazioni, impressioni e ragionamenti, in un bell'insieme di pensieri che pur scorrendo piano non hanno il difetto di essere esasperanti: ogni passaggio ha la sua misura che la Brontë ha sapientemente modellato per non risultare prolissa e pedante. 

Spesso si cerca di paragonare ogni opera di Charlotte Brontë al suo più famoso libro "Jane Eyre" che per me rimane il migliore: "Il professore" pur essendo un bel romanzo non può essere paragonato come ritmo e come tema al racconto di questa grande eroina.

Lo consiglio agli amanti dei classici, della riflessione e della descrizione, ma anche a chi come me, ogni tanto ha bisogno di un libro che non abbia fretta, che ci faccia soffermare un attimo su ciò che ci circonda e sui nostri pensieri.




COPERTINA 8 | STILE 7,5 | STORIA 7


Titolo: Il professore
Autore: Charlotte Brontë 
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 304
Prezzo: 18,00 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 15,30 euro Amazon


Trama:

Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Inizialmente rifiutato dagli editori perché giudicato troppo realistico, fu pubblicato solo nel 1857, due anni dopo la morte dell’autrice. Il protagonista è William Crimsworth, primo e unico narratore maschile da lei utilizzato, il quale racconta in prima persona la sua storia: uomo sensibile e colto, fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire e si trasferisce in Belgio per insegnare presso un istituto femminile. Qui conosce Frances Henri, studentessa indigente e particolarmente dotata della quale poco alla volta si innamora, corrisposto. Ma la coppia non avrà vita facile: saranno infatti molte le avversità che i due dovranno affrontare – a cominciare dall’aperta ostilità dell’astuta direttrice della scuola – prima di riuscire a coronare il loro amore.
Come VilletteIl professore prende spunto dall’esperienza personale della Brontë, che nel 1842, quando studiava il francese a Bruxelles, si innamorò del suo insegnante, Monsieur Héger (una relazione che non ebbe però un lieto fine). Lettura trascinante, il romanzo formula un’estetica nuova, mettendo in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana e rivelandosi come precursore dei lavori più maturi dell’autrice: l’approfondimento psicologico dei personaggi e la vivacità descrittiva degli ambienti in cui si muovono sono chiaramente riconducibili al genio di Charlotte Brontë.



L'AUTRICE


Charlotte Brontë (Thornton, Yorkshire, 1816 - Haworth, Yorkshire, 1855) è una delle personalità maggiori della letteratura inglese dell’Ottocento. Sorella delle scrittrici Anne ed Emily Brontë, compì studi irregolari e si dedicò all’insegnamento. I suoi romanzi, dal celebre Jane Eyre al più tardo Villette, ottennero un clamoroso successo che dura tuttora.




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