giovedì 19 maggio 2016

Blog Tour "Una specie di felicità" di Francesco Carofiglio - Le 5 parole chiave

Buongiorno, lettrici e lettori!

Oggi è il turno del mio blog per ospitare il Blog Tour del libro "Una specie di felicità" di Francesco Carofiglio, uscito il 10 Maggio nelle librerie. Ringrazio Edizioni Piemme per la possibilità di approfondire questo libro pieno di significato e normalità.

Ecco qui l'intervista all'autore che ci spiega quali sono le cinque parole chiave che ha scelto per descrivere il suo libro 

Se dovessi indicare cinque parole chiave per questo romanzo, quali sarebbero?

È una domanda divertente, e impegnativa. Provo a rispondere senza riflettere troppo.

1)    Alberi
Dico alberi per dire natura, cielo, pioggia, odore di terra, puzza di smog, mare, vento e notte. Ci sono tutti nella storia. Ma ci sono in particolare gli alberi. Quelli che il vecchio professore vede dalla finestra dell’Istituto che lo ospita. Sono platani, altissimi, così vicini alle case da esserne parte. 
C’è una bellissima poesia di Mariangela Gualtieri che recita:
Certi alberi vicini alle case / sostano in una pace inclinata / come indicando come chiamando / noi, gli inquieti, i distratti / abitatori del mondo.
Ecco, una cosa del genere.

2)    Ridere
Chi l’ha detto che in una vicenda drammatica non si possa anche ridere? Quando penso a certi passaggi di questa storia, mi sembra che, a dispetto di tutto, si possa (e forse si debba) tranquillamente, inevitabilmente, spietatamente ridere.

3)    Padri e Figli
Non è il romanzo di Turgenev, anche se in questo romanzo la letteratura russa, in qualche modo, c’entra.
Questa è anche una storia di padri e di figli, in effetti. Di cose dette e taciute, di tempi giusti e sbagliati per le domande e per le risposte. Giulio, ha poco più di quarant’anni,  è un figlio che non è riuscito a fare le domande che servivano, a suo padre, e un padre che non riesce a dare le risposte che servono, ai suoi figli. Ma questo forse tornerà utile, per rimettere tutto in gioco. 

4)    Storia d’amore
Volevo scrivere una storia d’amore. Questa è la verità. Una storia senza sconti e senza finzioni. Volevo persino intitolarlo così, questo romanzo: una storia d’amore.
Poi ci sono entrate dentro altre cose, molte altre cose. Ma quella storia resta, come un sogno ricorrente, intrecciata alla vita sghemba del protagonista.

          5)    Gatto
Da tredici anni ormai quando scrivo c’è un gatto, accanto a me. Una gatta. La mia gatta. E in questa storia c’è Shere Khan, un gatto tigre randagio che diventa amico di Giulio. Diventa amico come sanno essere amici i gatti. Silenziosamente.



Avete letto questo libro? Vi ritrovate nelle parole scelte dall'autore?

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