giovedì 21 aprile 2016

RECENSIONE || "Le Grande Diable" e "Dentro soffia il vento" di Francesca Diotallevi

Buongiorno, lettrici e lettori!


So che aspettavate questa recensione con grande impazienza, il 5 Maggio uscirà il nuovo romanzo di Francesca Diotallevi "Dentro soffia il vento" per Neri Pozza Editore, di cui abbiamo avuto un piccolo assaggio nel prequel di "Le Grande Diable".

Ho letto tutti i romanzi di Francesca e da quest'ultimo avevo aspettative molto alte che non sono state deluse. 
Il prequel ci introduce in questo piccolo borgo di montagna Saint - Rhémy, sulle Alpi, poco prima della Grande Guerra. Yann e suo fratello Raphaël sono molti diversi: il primo responsabile e ligio al dovere, il secondo sempre preso dall'entusiasmo e con la testa tra le nuvole. Proprio Raphaël si trova a stringere amicizia con la figlia della donna che in paese viene additata come strega, Fiamma. Una ragazzina magrolina, con i capelli colore del fuoco. A Raphaël non sembra davvero figlia del diavolo come dicono e decide di fare amicizia con lei. Yann è scostante, la chiama strega come gli altri e apparentemente non vuole avere nulla che fare con lei, la evita e ne ha un po' timore. Ne nascerà un rapporto profondo che vedrà Fiamma finalmente non più sola, e Raph in compagnia di qualcuno che condivida i suoi pensieri e i suoi sogni.

Ho trovato "Le Grande Diable" intenso e appropriato, il lettore in questo modo ha il tempo di ambientarsi e capire i personaggi della storia che prosegue in "Dentro soffia il vento". In questo romanzo ritroviamo Yann e Raphaël ormai adulti. Raph è partito per la guerra e non ha fatto ritorno. Yann è rimasto a casa, per via della sua gamba: la montagna lo ha tradito e una profonda cicatrice sulla coscia gli impedisce di camminare come prima. Fiamma abita ancora nel bosco, anche se la sua mamma non c'è più e il suo più caro amico, quello che considera suo fratello ormai ha smesso di esistere. Raph non tornerà mai più tra i monti. 

È qui che a piccoli sorsi si viene a conoscenza del rapporto che collega Yann a Fiamma, di come abbiano condiviso un momento che li ha cambiati per sempre. Il punto di vista del nuovo parroco Agape, proveniente da Roma, in fuga da una famiglia nobile che  aveva già scritto un futuro per lui, è utile perché come noi ha bisogno di conoscere e scoprire le anime che compongono il villaggio, il suo gregge spirituale. Così il lettore apprende i diversi intrecci tra le famiglie di quel posto ostile che sembra riflettere le sue caratteristiche negli animi delle persone: fredde, chiuse e ostinate, non si aprono facilmente a nuovi arrivati ed estranei. Agape sa solo che nel bosco abita una ragazza, una strega che dicono sia ormai perduta: Fiamma è una causa persa, la pecora nera. 

"Mia madre lo diceva sempre: non basta il cuore a sconfiggere l'ignoranza e la superstizione. Per questo amavo i libri, rendevano le persone migliori. A volte le salvavano."

"...tu sei il vento che soffia dentro, sei colui che muove i miei passi."

Così ha inizio questa storia narrata da tre punti di vista Yann, Fiamma e Agape che ci porta in uno spazio e in un tempo lontani.
Lo stile della Diotallevi è ciò che più mi ha colpita: mi piace moltissimo il tono avvolgente e limpido con cui è capace di narrare la storia, il lettore si sente subito a suo agio ben predisposto a lasciarsi trasportare dal racconto. Le descrizioni coincise, dettagliate ma non parche, riescono a creare delle immagini molto nitide di ciò che si sta leggendo, come un pennello dipinge la scena con sfumature e tonalità che variano spesso, mai noiose o boriose. Il ritmo è incalzante ma non frettoloso, lascia il tempo di gustare gli avvenimenti quanto basta per poter introdurre un altro colpo di scena o un altro evento. 
Un'altra caratteristica che adoro e che ho riscontrati spesso nei suoi romanzi, sono le piccole riflessioni dei personaggi, riflessioni che inondano il lettore di domande e lo illuminano, facendolo perdere in un sorriso sornione per la felicità delle piccole cose a cui Francesca  mette davanti. 

"Dio, bambina mia, non è qui. Dio è la montagna che ci tiene al sicuro, pur esponendoci a tanti pericoli. È l'acqua e il cibo che ci permette di vivere, il fuoco che ci riscalda. Dio è la pioggia che bagna i campi e il sole che scioglie la neve. Dio è nei dettagli figlia mia."

"Paura e desiderio: non è forse questo l'amore?"

I personaggi mi sono piaciuti molto, in particolare quello di Raphaël, un fantasma che unisce le persone in nome dell'amore dalla prospettiva di un giovane che in trincea ha smesso di provare ogni sentimento ed emozione. I flashback frequenti aiutano il lettore a capire meglio il presente, di cui tuttavia viene a conoscenza sempre dopo che il fatto si è compiuto: qui ci viene in aiuto il nuovo parroco Agape, che anche lui come noi non sa nulla di quelle persone ed è quindi costretto a domandare quando è possibile o, più frequentemente, a dedurre lui stesso da ciò che vede o a supporre da ciò che sente. 

"L'amore non si insegna, è l'unica cosa che non posso spiegarti. Non posso dirti quali battaglie combattere, dovrai capirlo da sola e non sarà facile. L'amore non lo è mai richiede coraggio e tenacia. Non si sceglie è sempre lui a scegliere te."

Ed ecco che da questo libro chi legge si ritrova immerso in un mare di sentimenti, narrati con un'empatia tale che la commozione prende facilmente il sopravvento. Tra amori a fior di labbra, pregiudizi, l'incredibile ingiustizia - giustizia della vita e tra tante domande su cosa sia giusto, sbagliato o Divino, Francesca Diotallevi ci porta nel suo ultimo libro che davvero si dimostra assolutamente all'altezza delle previsioni.

Brava Francesca!


COPERTINA 8 | STORIA 7 | STILE 8


Titolo: Dentro soffia il vento
Autore: Francesca Diotallevi
Numero di pagine: 180
Prezzo: 16,00 euro
Ebook: /
Prezzo on line: /

Trama:

In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.



L'AUTRICE

Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali e lavora in uno studio legale. Tra le sue opere Le stanze buieAmedeo, je t’aime e il racconto pubblicato in e-book Le Grand Diable, prequel di Dentro soffia il vento.






6 commenti:

  1. Che dire, amo Francesca, autrice doc, leggerò il prequel mentre ansiosa aspetto il 5 maggio. Brava anche tu, le tue parole mi hanno condotta sulla via giusta per inquadrare il romanzo. Ciao Cuore

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    1. Ciao! È bello poter parlare con qualche altra fan di Francesca :)
      mi piace tantissimo il suo stile, il suo modo di scrivere... veramente bravissima!!!

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  2. E' già in WL, dopo Le stanze buie non me lo perdo. :)

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    1. Ciao Cecilia! Hai provato anche Amedeo, Je t'aime? Bellissimo!

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  3. Io letti entrambi e amati tanto tanto! Vittorio vive nei miei sogni <3

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    1. Si!! Bellissima storia! Sono racconti che non si dimenticano!!! :)

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