domenica 3 aprile 2016

RECENSIONE || "Cabaret Biarritz" di José C. Vales

Buongiorno, lettrici e lettori!


Iniziamo la settimana con una recensione di un bellissimo libro, "Cabaret Biarritz" di José C. Vales Neri Pozza Editore, vincitore del Premio Nadal 2015. Quando l'ho richiesto all'editore, che ringrazio, mi aspettavo un romanzo differente. Invece mi sono trovata davanti agli occhi un libro sorprendete, un insieme di interviste -dettate dalla fantasia di Vales - con un obiettivo ben preciso. 

L'introduzione spiega come si è arrivati alla raccolta: agli inizi del Novecento George Miet ingaggiato da Fourac, un editore parigino mediocre, incarica il primo di scrivere un vero  e proprio romanzo sugli eventi scabrosi e misteriosi accaduti a Biarritz nell'estate del 1925. Ognuna delle interviste è mirata a svelare quegli episodi, ma in nessuna di esse possiamo leggere le domande di George Miet, solo le risposte degli intervistati.
Miet si ritrova a parlare con le persone che hanno lavorato o abitato a Biarritz in quel periodo molti anni dopo, intorno agli anni '40 del Novecento.


Le interviste non si limitano ai stretti protagonisti della storia bensì spaziano da cameriere, donne di dubbia reputazione, un lanciatore di coltelli, un gendarme, delle donne in vista che facevano le vacanze là, giornalisti, fotografi e chi più ne ha più ne metta. Il libro inizia con delle interviste che hanno come scopo di delineare l'ambiente, i personaggi e le attività tipiche dell'estate della bella, ricca e felice Biarritz. Il risultato è atomico. Ho adorato questa soluzione perché fornisce una visione differente dei fatti avvenuti, come se fossero pettegolezzi, informando chi legge della vita di chi racconta, ampliando notevolmente la storia. E così sono venuta a conoscenza delle abitudini, delle vite, delle mode e dei fatti, che devo ammettere misteriosi, dell'estate del 1925 a Biarritz. 

"In una città come Biarritz i morti stonano: qui si celebra la vita, sa?"

I personaggi principali fanno parte di un gruppetto facoltoso, piuttosto in vista nel paese, con in aggiunta un fotografo, Marcel Galet, e un giornalista che si firma Vilko. Il fotografo, Marcel, e Vilko sono a Biarritz per scrivere un articolo su tre annegamenti e un suicidio, tirandola un po' per le lunghe per avere qualcosa da raccontare durante l'estate afosa, ma finiscono per raccontare una storia molto più raccapricciante: omicidi, storie passionali, tradimenti, eventi strani, furti, bellezza, sesso, droghe e pazzia. Tutto raccontato in modo a tratti soave a tratti più diretto. 
La qualità, a mio parere, migliore del romanzo,  è appunto il cambio di registro, di stile tipico di ogni intervista, ed ecco che con la cameriera chiacchierona non troveremo un segno di punteggiatura se non dopo una pagina e mezzo, mentre con il giudice Du Pont leggeremo un monologo articolato. George Miet, si sospetta, abbia messo ogni tanto il suo zampino artistico per colorare o abbellire le interviste ma le note a piè di pagina (che l'autore ha sapientemente falsificato, rendendolo assolutamente credibile e reali) aggiornano il lettore sul motivo di alcune pause di chi è intervistato o sull'omissione di certi fatti per niente inerenti alla storia di Miet o ancora per chiarire certe espressioni tipiche dell'epoca.

"Le anime perdute ricordano solo i baci"

Il ritmo, c'è da dire, è costantemente alto a parte una o due interviste più lente perché chi racconta si dipana di più sulla sua vita piuttosto che sui fatti succosi di Biarritz. Ogni capitolo è un'intervista attribuita a qualcuno, nessuna intervista esce dalla bocca di sconosciuti, in modo che il lettore possa soppesare da sé la qualità delle informazioni che sta leggendo  e avendo così un ruolo attivo nella storia: seleziona e completa ciò che gli sembra inerente e adatto a farsi un'idea, dapprima generale e poi specifica, su cosa sia successo a Biarritz, seguendo i ragionamenti dei tre improvvisati detective: il fotografo Marcel, il giornalista Vilko e la bella e sensuale Trixie.

"Il presente non è necessario."

Il lessico non è quello dei giorni nostri ma retrò, meno scorrevole ma decisamente più di effetto rispetto ai romanzi moderni.
Miet che è primo narratore e forse anche primo protagonista, è invisibile, e instaura con i personaggi raccontati un rapporto molto particolare. Una narrazione nella narrazione nata dalla mente geniale di Vales.
I temi affrontati nel libro, pur essendo di un certo peso, sono chiacchierati più che sviscerati: sembra tipico degli anni '20 ciarlare di questioni importanti come se fossero frivolezze e al contempo farle penetrare ancora di più in chi sta leggendo.

"Anche se tutto sembrava luce e allegria nella Biarritz del 1925, per me non furono bei tempi."

Consiglio questo romanzo storico non solo perché parla di fatti realmente accaduti ma anche perché è effettivamente qualcosa che non avete mai letto, di unico e particolare che vi conquisterà fin dalla prima intervista, con un colpo di scena finale che vi lascerà a bocca aperta.



Per chi volesse approfondire e "vivere" appieno questo libro, l'editore ha messo a disposizione un ebook gratuito per vedere realmente i luoghi in cui si è svolta la vicenda: la guida turistica di Cabaret Biarritz!




COPERTINA 8,5 | STILE 8 | STORIA 8,5


Titolo: Cabaret Biarritz
Autore: José C. Vales
Numero di pagine: 360
Prezzo: 18,00 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 15,30 euro Amazon


Trama:

Nella Parigi del 1938, Philippe Fourac è il direttore e proprietario de La Fortune, una casa editrice dai toni popolari che si rivolge principalmente a un pubblico di signore benestanti. Nemico degli autori avanguardistici e dei tomi arcigni «che puzzano di letteratura», Fourac è alla ricerca costante di fatti e argomenti i cui aspetti «più truculenti, sanguinari e morbosi» possano essere trasformati, da una buona penna, in un romanzo di successo. Quando conosce Georges Miet, un giovane scrittore zoppo, quasi cieco e con più pulci dei ratti di Saint-Germain, il direttore capisce immediatamente che quel ragazzo malconcio è disposto a fare qualunque cosa pur di guadagnarsi da vivere con la scrittura. E così nasce il progetto «Cabaret Biarritz».
Fourac incarica Miet di scrivere un romanzo «serio ma appetibile» sui drammatici fatti che una decina d’anni prima, precisamente nell’estate del 1925, scossero l’elegante località turistica di Biarritz, nel sud della Francia. Gli articoli di cronaca dell’epoca pubblicati su La Petite Gironde parlavano del corpo di una donna rinvenuto con una caviglia incastrata in un anello d’ormeggio del porto. Un caso rubricato dalla polizia tra i soliti tragici incidenti di «una notte di bagordi in Côte Basque».
Arrivato a Biarritz, Miet intervista gli amici e i conoscenti della vittima, dopodiché passa al setaccio le maliziose ballerine del cabaret Les Sirènes, i ricchi vacanzieri di stanza al Casinò Bellevue, e una schiera pressoché infinita di governanti, gioiellieri, lanciatori di coltelli, artisti omosessuali e becchini. Più le dichiarazioni aumentano, tuttavia, più il mistero si infittisce.
Quando scopre che i cadaveri di altre due persone erano già stati rinvenuti in circostanze molto simili alla prima vittima, la polizia inizia a pedinarlo e il suo editore gli intima di tornare a Parigi. Solo, impaurito e senza il becco di unquattrino, Miet è convinto che tre delle persone che ha intervistato – il giornalista locale conosciuto come «Vilko», il fotografo Marcel Galet e l’aristocratica e seducente Beatrix Ross – sappiano molto più di quello che gli hanno raccontato. Il problema è inventarsi un modo per convincerli a parlare.
Vincitore del Premio Nadal 2015, Cabaret Biarritz è un affresco letterario divertentissimo, polifonico e stravagante. «Una commedia che mescola magistralmente indagine criminale e parodia sociale» (El País) e che regala ai lettori l’inedito ma fedele ritratto della Francia degli anni Venti: una terra di segreti, frivolezze mondane e feste che sembrano uscite dalle pagine de Il grande Gatsby.


L'AUTORE:

José C. Vales (Zamora, 1965) si è laureato in Lettere all’Università di Salamanca e poi specializzato a Madrid in Filosofia ed Estetica della Letteratura romantica. Lavora come editor, redattore e traduttore per diverse case editrici spagnole. Nel 2015 Cabaret Biarritz ha vinto il Premio Nadal, uno dei più importanti riconoscimenti letterari di Spagna.

2 commenti:

  1. I Neri Pozza, per me, sono come gli Einaudi: li vorrei tutti, anche solo per la cover meravigliosa. Peccato per il prezzo non proprio agevole...

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    1. Ciao Cecilia! Hai proprio ragione, tra l'altro oltre alle cover stupende, incontrano quasi sempre il mio gusto letterario... E come darti torto sul prezzo! Soprattutto Einaudi anche per libri veramente brevi (non per giudicare la bellezza di un libro un peso) meno di 19 euro non li chiede!

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