giovedì 7 aprile 2016

INTERVISTA a Luca Russo "Il rancore non dimentica"

Buonasera lettrici e lettori!

Dopo aver letto "Il rancore non dimentica" di Luca Russo ho pensato di approfondire questo thriller tutto nostrano e fare una breve intervista all'autore.
Trovate la mia recensione QUI, intanto gustatevi questa bella chiacchierata :)



 - Come ti è venuta l’idea di scrivere un romanzo? In particolare un poliziesco, un thriller?

Sono fin da ragazzo un appassionato lettore. 
Leggo di tutto, fumetti (ancora oggi Dylan Dog è per me un appuntamento mensile imperdibile), romanzi ma in particolar modo amo il genere thriller-poliziesco.
Avevo la storia portante de “Il rancore non dimentica” ben chiara in mente ma l’ho tenuta a lungo chiusa nel personale cassetto colmo dei “vorrei fare” e dei “prima o poi farò”.
Inizialmente pensavo che mai sarei  stato in grado di realizzare questo sogno, ovvero di riuscire a riportare su carta l’idea che avevo partorito.
Ho trovato il coraggio e la convinzione necessaria per cimentarmi in questa nuova esperienza grazie alla fondamentale spinta motivazionale ricevuta dalle persone alle quali avevo parlato del progetto.


- Quali ricerche hai dovuto fare per rendere così credibile la storia?

ll lavoro di ricerca è stato un processo lungo ma a mio giudizio fondamentale.
La storia narrata è ambientata a Bologna e volevo che i lettori, sfogliando le pagine del libro, riuscissero a ritrovare l’atmosfera magica della mia amata città.
Oltre a quanto già di mia conoscenza mi sono documentato cercando di arricchire il testo con qualche curiosità scoperta proprio grazie al lavoro di ricerca, risultato quindi estremamente costruttivo anche a livello personale.
La fase più delicata e complessa, invece, è stata quella legata alla documentazione circa protocolli e metodologie di indagine adottate dalle forze dell’ordine.
Volevo rendere la storia credibile e il più possibile “realistica” e per ottenere questo risultato ho sfogliato e consultato molti testi specifici dedicati agli argomenti toccati.


- Quanto c’è di te in Davide Quarto? Senti più di assomigliare a Paolo Dora?

Fidanzata a parte (purtroppo ma anche per fortuna…non svelo oltre!) la filosofia di vita e i pensieri di Davide combaciano alla perfezione con i miei. 
Considero Davide come il mio alter ego leggermente più attempato e maturo. 
Se fosse reale saremmo ottimi amici.
Sul lavoro invece sono più simile a Paolo, perdo in spensieratezza diventando ligio alle regole.


- Quando citi i delitti avvenuti nel 1990 sono fatti realmente avvenuti? Dove ti sei documentato?

I delitti avvenuti nel 1990 sono completamente e totalmente frutto di mia invenzione, nulla di quanto narrato è accaduto realmente (per fortuna!).
Si tratta di crimini purtroppo comuni e l’inserimento nei flashback era congeniale alla trama del libro.


- Pensi di dare un seguite alle avventure di Davide e Paolo?

Ho già scritto un altro libro, un romanzo, quindi di genere completamente differente, che non ho ancora sottoposto alla lettura di nessun editore.
Attualmente sono invece alle prese con la stesura di un nuova indagine avente come protagonisti gli stessi de “Il rancore non dimentica”…Insomma…Work in Progress!!


Non ci resta che attendere i prossimi libri di Luca e intanto leggere il suo primo libro "Il rancore non dimentica"! :)

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