giovedì 28 aprile 2016

RECENSIONE || "Agatha Raisin e la quiche letale" di M. C. Beaton

Buongiorno, lettrici e lettori!

Ho letto a tempo record il primo di una serie di gialli che mi ha colpita molto. "Agatha Raisin e la quiche letale" di M. C. Beaton Astoria Edizioni è un felicissimo inizio delle avventure della signora Raisin, cinquantatré anni, dura, sarcastica, autoritaria, tagliente e piuttosto diretta quasi sfociando nella maleducazione, PR di una certa fama e ricca londinese, decide di trasferirsi in campagna appena raggiunta la sua pensione anticipata.

"Agatha aveva cinquantatré anni, capelli di un castano scialbo, un viso squadrato e insignificante, corporatura tozza."


È così che Agatha va ad abitare in questo piccolo villaggio, Carsely, dove ha acquistato un cottage. Abituata alla folla londinese che non le rivolgeva uno sguardo, Agatha si ritrova a dover salutare ogni persona che incontra per le graziose stradine della sua nuova realtà, parlando del tempo e di cose frivole. Agatha si accorge di non avere nessun amico, nessuno che la inviti a cena o che la coinvolga nelle attività di Carsely, insomma ha perso la sua popolarità.
Per inserirsi decide di partecipare a una gara di quiche tipica del paese in quel momento dell'anno: ma lei non cucina, non lo ha mai fatto, preferisce i piatti che si preparano a microonde. Allora le viene in mente quella buonissima quicherie di Londra... Agatha si ritroverà fino al collo in un'indagine, tra minacce e ricerche, sospetti che proprio non si decidono a sfumare, concludendosi con un colpo di genio che vede Agatha come risolutrice del caso.

"Sono venuto a farle visita per metterla in guardia, Agatha Raisin,e invitarla a non andare a immischiarsi nelle vite altrui, o prima o poi un assassinio ce lo avremo davvero, e il cadavere sarà proprio il suo!"

Una storia che ha per protagonista una donna matura, ma anche nel pieno delle energie, astuta, curiosa e coraggiosa dovrà far fronte a un grande cambiamento che non la convincerà del tutto. Le manca Londra, le manca essere "qualcuno". La solitudine è dura da affrontare in un paese piccolo dove non si conosce nessuno, ma Agatha pur avendo un carattere molto difficile riuscirà ad entrare nel cuore della gente del paese, anche grazie alle ricerche del caso che la spingeranno a stringere amicizia e a porre domande scomode a un sacco di persone. 


"Andò in cucina e infilò nel microonde due fette di quiche, aprì una bottiglia di chiaretto e se ne versò un bicchiere. Mise la quiche e il vino su un vassoio e portò tutto in salotto..."

La cosa che mi è piaciuta di più è come l'autrice ha disegnato Agatha, una protagonista non convenzionale, un po' rotonda, non particolarmente bella o alta e nemmeno simpatica o di buon cuore. Un personaggio che si avvicina moltissimo alla realtà. 
Lo stile è scorrevole non scadendo nel banale, è sarcastico, divertente e leggero. Le descrizioni non sono prolisse, anche se le prime cinquanta pagine del libro sono un po' lente, si entra difficilmente nella storia, ma una volta arrivati al sodo e aver instaurato un feeling con la protagonista è difficile staccarsi dalle pagine: le avventure di Agatha sono semplici, nulla di eclatante ma è facilissimo immaginarle vividissime non gli occhi della mente. Forse la loro quotidianità dona loro quel qualcosa di reale che manca a gialli più impegnativi. Si può considerare un giallo classico, nelle fasi e nella struttura in un tempo moderno: il villaggio di Agatha sembra rimasto indietro rispetto alla Londra con le tante auto e i cellulari.
Il punto di vista è sempre quello di Agatha che ci racconta delle sue giornate, delle sue impressioni, delle sue paure e dei suoi dubbi. 

Un libro che parte in sordina per esplodere in un bellissimo giallo di cui vi innamorerete profondamente. Non vedo l'ora di leggere il secondo capitolo delle avventure di Agatha!


COPERTINA 8 | STILE 7 | STORIA 7,5



Titolo: "Agatha Raisin e la quiche letale"
Autore: M. C. Beaton
Editore: Astoria Edizioni
Numero di pagine: 268
Prezzo: 16,00 euro
Ebook: 8,99 euro
Prezzo on line: 13,60 euro Amazon




Trama:

Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, che le ha permesso di guadagnare un bel po’ di soldi, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un’area di pittoresca bellezza nel cuore dell’Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po’ di facciata. 
A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un’ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche?
Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga... 
Agatha Raisin e la quiche letale è il primo libro dedicato all’eccentrica investigatrice: una serie ironica e leggera, intelligente e sarcastica.


L'AUTRICE

Marion Chesney (1936) è nota per aver scritto più di 100 romanzi storici, pubblicati sotto numerosi pseudonimi.
M.C. Beaton (il nome usato per le serie mistery) è nata in Scozia, ha lavorato come libraia, specializzata in narrativa, ha intrapreso poi la carriera di giornalista, di moda prima di cronaca nera poi. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti – dove cominciò appunto a scrivere romanzi storici – Marion, di ritorno in Inghilterra decise di dedicarsi ai gialli. Diede vita prima a una serie con Hamish Macbeth e, a partire dal 1992, a quella che vede protagonista Agatha Raisin.




martedì 26 aprile 2016

RECENSIONE || "Fondazione Paradiso" di Liza Marklund

Buongiorno e buon inizio settimana, lettrici e lettori!


Nel weekend ho terminato "Fondazione Paradiso" di Liza Marklund editato da Marsilio Editore, che ringrazio tantissimo per la copia.

Questo è il quarto libro della Marklund con protagonista Annika Bengtzon, reporter svedese negli anni '90 del Novecento. Ogni tanto mi sono ritrovata un po' spiazzata, perché la protagonista fa riferimento al suo passato difficile, il lettore incuriosito non può fare a meno di bramare i libri precedenti. Vi avviso anche che su La Effe dal 5 Maggio, alle 21:00  ci saranno le avventure di Annika sul piccolo schermo: "Annika: Crime Reporter" Giallo Svezia.

"Mi parli dell'attività" disse.
"Viene portata avanti da una fondazione senza scopo di lucro che abbiamo scelto di chiamare Paradiso."
"Il giardino dell'Eden era un luogo protetto" disse "Era circondato da muri invisibili che il male non poteva superare. Anche noi funzioniamo così."

Questa avventura di Annika è molto particolare, dai toni cupi e gelidi: la giornalista si ritroverà a fare i conti con il suo passato, a smascherare una fondazione fraudolenta, ad aiutare una donna bosniaca e a seminare le tracce della mafia iugoslava. Ah, anche la sua vita privata cambierà radicalmente, con l'incontro di un nuovo amore.

"Per qualche strano motivo, due omicidi non erano solo il doppio di uno ma qualcosa di notevolmente più grosso."

Bella, bionda e solida Annika, si infila in ogni ricerca e avventura a capofitto provando paura e timore, ma non lasciando mai il coraggio a casa. Cerca di capire e inquadrare la situazione, facendo domande caparbiamente anche di fronte a molti no. Ed è proprio così che riuscirà a capire che cosa si nasconde dietro gli omicidi che sono avvenuti a Stoccolma nell'ultimo periodo. Cercando di barcamenarsi al meglio tra sua nonna, sua madre che non la ama, il senso di colpa e la solitudine Annika decide che vuole vivere e lottare per il suo futuro scampando dalle ombre che minacciano di inghiottirla.

"Possiamo parlare di tutto ma non di ciò di cui ci vergogniamo. È insito nella sua natura. È il nostro segreto più grande ed è di per sé un castigo."

Liza Marlund ha il potere di sollevare il lettore e trascinarlo nella spirale della trama che lei ha creato: che siano scene angosciose, elettrizzanti, drammatiche o allegre, si vive ogni singola azione della protagonista senza mai annoiarsi.

La trama è veramente ben strutturata, i livelli non sono pochi e stare dietro ai ragionamenti e agli eventi che si succedono uno dietro l'altro non è semplice. Un giallo che salta all'occhio, con una storia originale e delineata, ma molto complessa e intricata. Lo stile è scorrevole, non mancando di descrizioni, che ogni tanto mi ha fatto pensare più a un autore di sesso maschile piuttosto che di sesso femminile: pochi svolazzi, riflessioni concrete della protagonista anch'essa con tratti maschili (la casa antica, con il bagno in comune, senza mobili superflui, la vernice che in qualche punto si scrosta, niente armadi giganti o infinità di borse o scarpe, non ama molto cucinare), molto dura avvezza alla solitudine anche se non la apprezza, ha i contorni di un vero eroe del noir. Il punto di vista Annika è quello predominante nel romanzo, anche se lascia spazio un po' a tutti i personaggi, anche a quelli malevoli.

Mi sono letteralmente innamorata della Marklund e di Annika, un tono pratico e ammaliante aspetta chi vorrà leggere questo Giallo Svezia veramente spettacolare.


COPERTINA 8 | STILE 7,5 | STORIA 8


Titolo: Fondazione Paradiso
Autore: Liza Marklund traduzione di Laura Cangemi
Editore: Marsilio Editore
Numero di pagine: 468
Prezzo: 18,50 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 15,73 euro Amazon

Trama:

Al porto di Stoccolma, tra le macerie rimaste sulle banchine dopo che un violento uragano si è abbattuto sulla Svezia, vengono ritrovati i corpi di due uomini assassinati con un colpo di pistola alla testa. Sembra trattarsi di una vera e propria esecuzione, e Annika Bengtzon fiuta lo scoop che potrebbe finalmente dare slancio alla sua carriera; è da tempo che alla redazione della Stampa della sera è relegata a correggere bozze durante il turno di notte, e il posto le va stretto. Le indagini parlano di contrabbando, in particolare sigarette, un traffico che punta all'Europa dell'Est e incrocia la strada di Aida Begovic, una giovane disperata e in fuga. Alla sua richiesta di aiuto, Annika le consiglia di rivolgersi alla Fondazione Paradiso, un'istituzione - su cui medita di scrivere un articolo - che promette di cancellare il passato delle persone minacciate offrendo loro una nuova identità. Quello che ci vuole per una donna che ha visto troppo ed è braccata da una brutale organizzazione criminale. Mentre una nuova serie di omicidi scuote un'inchiesta che si fa sempre più intricata, Annika, divisa tra l'amore per la sua professione e una vita privata che è ordinata e tranquilla solo nei suoi desideri, segue il suo istinto di giovane reporter e si avvicina alla verità, rendendosi conto che né Aida né la misteriosa Fondazione Paradiso sono davvero ciò che sembrano.






L'AUTRICE

Liza Marklund (1962), celebrata come la First Lady del giallo svedese, è l'autrice della serie poliziesca della giornalista Annika Bengtzon, un successo internazionale con oltre 15 milioni di copie vendute in più di 30 paesi, da cui è stata tratta anche una fortunata serie tv.







giovedì 21 aprile 2016

RECENSIONE || "Le Grande Diable" e "Dentro soffia il vento" di Francesca Diotallevi

Buongiorno, lettrici e lettori!


So che aspettavate questa recensione con grande impazienza, il 5 Maggio uscirà il nuovo romanzo di Francesca Diotallevi "Dentro soffia il vento" per Neri Pozza Editore, di cui abbiamo avuto un piccolo assaggio nel prequel di "Le Grande Diable".

Ho letto tutti i romanzi di Francesca e da quest'ultimo avevo aspettative molto alte che non sono state deluse. 
Il prequel ci introduce in questo piccolo borgo di montagna Saint - Rhémy, sulle Alpi, poco prima della Grande Guerra. Yann e suo fratello Raphaël sono molti diversi: il primo responsabile e ligio al dovere, il secondo sempre preso dall'entusiasmo e con la testa tra le nuvole. Proprio Raphaël si trova a stringere amicizia con la figlia della donna che in paese viene additata come strega, Fiamma. Una ragazzina magrolina, con i capelli colore del fuoco. A Raphaël non sembra davvero figlia del diavolo come dicono e decide di fare amicizia con lei. Yann è scostante, la chiama strega come gli altri e apparentemente non vuole avere nulla che fare con lei, la evita e ne ha un po' timore. Ne nascerà un rapporto profondo che vedrà Fiamma finalmente non più sola, e Raph in compagnia di qualcuno che condivida i suoi pensieri e i suoi sogni.

Ho trovato "Le Grande Diable" intenso e appropriato, il lettore in questo modo ha il tempo di ambientarsi e capire i personaggi della storia che prosegue in "Dentro soffia il vento". In questo romanzo ritroviamo Yann e Raphaël ormai adulti. Raph è partito per la guerra e non ha fatto ritorno. Yann è rimasto a casa, per via della sua gamba: la montagna lo ha tradito e una profonda cicatrice sulla coscia gli impedisce di camminare come prima. Fiamma abita ancora nel bosco, anche se la sua mamma non c'è più e il suo più caro amico, quello che considera suo fratello ormai ha smesso di esistere. Raph non tornerà mai più tra i monti. 

È qui che a piccoli sorsi si viene a conoscenza del rapporto che collega Yann a Fiamma, di come abbiano condiviso un momento che li ha cambiati per sempre. Il punto di vista del nuovo parroco Agape, proveniente da Roma, in fuga da una famiglia nobile che  aveva già scritto un futuro per lui, è utile perché come noi ha bisogno di conoscere e scoprire le anime che compongono il villaggio, il suo gregge spirituale. Così il lettore apprende i diversi intrecci tra le famiglie di quel posto ostile che sembra riflettere le sue caratteristiche negli animi delle persone: fredde, chiuse e ostinate, non si aprono facilmente a nuovi arrivati ed estranei. Agape sa solo che nel bosco abita una ragazza, una strega che dicono sia ormai perduta: Fiamma è una causa persa, la pecora nera. 

"Mia madre lo diceva sempre: non basta il cuore a sconfiggere l'ignoranza e la superstizione. Per questo amavo i libri, rendevano le persone migliori. A volte le salvavano."

"...tu sei il vento che soffia dentro, sei colui che muove i miei passi."

Così ha inizio questa storia narrata da tre punti di vista Yann, Fiamma e Agape che ci porta in uno spazio e in un tempo lontani.
Lo stile della Diotallevi è ciò che più mi ha colpita: mi piace moltissimo il tono avvolgente e limpido con cui è capace di narrare la storia, il lettore si sente subito a suo agio ben predisposto a lasciarsi trasportare dal racconto. Le descrizioni coincise, dettagliate ma non parche, riescono a creare delle immagini molto nitide di ciò che si sta leggendo, come un pennello dipinge la scena con sfumature e tonalità che variano spesso, mai noiose o boriose. Il ritmo è incalzante ma non frettoloso, lascia il tempo di gustare gli avvenimenti quanto basta per poter introdurre un altro colpo di scena o un altro evento. 
Un'altra caratteristica che adoro e che ho riscontrati spesso nei suoi romanzi, sono le piccole riflessioni dei personaggi, riflessioni che inondano il lettore di domande e lo illuminano, facendolo perdere in un sorriso sornione per la felicità delle piccole cose a cui Francesca  mette davanti. 

"Dio, bambina mia, non è qui. Dio è la montagna che ci tiene al sicuro, pur esponendoci a tanti pericoli. È l'acqua e il cibo che ci permette di vivere, il fuoco che ci riscalda. Dio è la pioggia che bagna i campi e il sole che scioglie la neve. Dio è nei dettagli figlia mia."

"Paura e desiderio: non è forse questo l'amore?"

I personaggi mi sono piaciuti molto, in particolare quello di Raphaël, un fantasma che unisce le persone in nome dell'amore dalla prospettiva di un giovane che in trincea ha smesso di provare ogni sentimento ed emozione. I flashback frequenti aiutano il lettore a capire meglio il presente, di cui tuttavia viene a conoscenza sempre dopo che il fatto si è compiuto: qui ci viene in aiuto il nuovo parroco Agape, che anche lui come noi non sa nulla di quelle persone ed è quindi costretto a domandare quando è possibile o, più frequentemente, a dedurre lui stesso da ciò che vede o a supporre da ciò che sente. 

"L'amore non si insegna, è l'unica cosa che non posso spiegarti. Non posso dirti quali battaglie combattere, dovrai capirlo da sola e non sarà facile. L'amore non lo è mai richiede coraggio e tenacia. Non si sceglie è sempre lui a scegliere te."

Ed ecco che da questo libro chi legge si ritrova immerso in un mare di sentimenti, narrati con un'empatia tale che la commozione prende facilmente il sopravvento. Tra amori a fior di labbra, pregiudizi, l'incredibile ingiustizia - giustizia della vita e tra tante domande su cosa sia giusto, sbagliato o Divino, Francesca Diotallevi ci porta nel suo ultimo libro che davvero si dimostra assolutamente all'altezza delle previsioni.

Brava Francesca!


COPERTINA 8 | STORIA 7 | STILE 8


Titolo: Dentro soffia il vento
Autore: Francesca Diotallevi
Numero di pagine: 180
Prezzo: 16,00 euro
Ebook: /
Prezzo on line: /

Trama:

In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.



L'AUTRICE

Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali e lavora in uno studio legale. Tra le sue opere Le stanze buieAmedeo, je t’aime e il racconto pubblicato in e-book Le Grand Diable, prequel di Dentro soffia il vento.






mercoledì 20 aprile 2016

Novità di Maggio Serling & Kupfer

Salve, lettrici e lettori!

Tra poco sarà Maggio e porterà tantissime nuove novità! 
Ecco quelle che a me ispirano di più..

"I segreti della casa sul lago" di Kate Morton, (528 pagine, 19,90 euro, uscita 3 Maggio)


Giugno 1933. La casa di campagna della famiglia Edevane è pronta per la festa del Solstizio e Alice, sedicenne scrittrice in erba, è particolarmente emozionata.
Non solo ha trovato il finale perfetto per il suo romanzo, ma ha anche un amore segreto e proibito. Tuttavia quando arriva mezzanotte, una tragedia colpisce la famiglia Edevane.
Passano settant’anni e Sadie Sparrow raggiunge il nonno in Cornovaglia, dove scopre una casa abbandonata e la storia di un bambino scomparso senza lasciare tracce.
Per risolvere il mistero dovrà incontrare l’unica testimone rimasta, una delle più famose scrittrici inglesi: proprio Alice Elevane.

L'AUTRICE
Kate Morton, australiana, è considerata l’erede del romanzo gotico alla "Daphne du Maurier". È autrice di bestseller internazionali pubblicati in 38 paesi, tra i quali L’ombra del silenzio Il giardino dei segreti


"Il libro dei sogni" di Nina George, (384 pagine, 18,90 euro, uscita 18 Maggio)
Sam ha tredici anni, un dono che a volte gli sembra una maledizione e un migliore amico che gli sembra sempre una bizzarra e geniale benedizione. Quello che gli manca è un padre: il suo, Henri, è un reporter di guerra che lui non ha mai visto. Così lo invita alla giornata padri-figli organizzata dalla scuola per poterlo finalmente conoscere. Quel giorno, per lui e il suo papà tutto cambia. Quel giorno, Henri salva la vita di una bambina e perde la sua. Per otto minuti. Tanti quanti bastano per lasciarlo in coma, sospeso nella dimensione dei sogni, dal quale però può comunicare la cosa più importante che abbia mai avuto, l’amore, e una nuova grandissima speranza: la vita stessa.
Il libro dei sogni è la più intima e delicata delle storie d’amore e ci dice una cosa che avremmo voluto sentire almeno una volta nel corso della nostra esistenza: «tra la vita e la morte c’è molto più di quello che riusciamo a vedere da qui».

L'AUTRICE
Nina George è nata in Germania nel 1973 e ha iniziato la sua attività di scrittrice e giornalista nel 1992. Autrice di romanzi e racconti, ha vinto numerosi premi per il suo lavoro. Vive tra Berlino e la Bretagna con il marito Jens Kremer. 


"Gangsterland" di Tod Goldberg, (360 pagine, 18,90 euro, uscita 31 Maggio)

Sal Cupertine è un killer leggendario al soldo della mafia di Chicago, famoso per la sua prodigiosa memoria e l’abilità di non lasciare tracce. Almeno fino a quando commette il suo primo errore: ammazzare tre agenti FBI. Un errore fatale per chiunque, ma a lui è offerta una via d’uscita. Dopo diversi interventi chirurgici, Sal è catapultato a Las Vegas, con una faccia sorprendentemente nuova (e presumibilmente insospettabile), quella del giovane rabbino David Cohen. Impara la Torah ed elargisce perle di saggezza, mentre gestisce quello che sta diventando il più affollato cimitero del Nevada. Per restare impunito davvero, però, Sal deve fare i conti con un mastino del FBI, uno che non molla fino a quando giustizia non trionfa. 






L'AUTORE

Tod Goldberg è autore di thriller e racconti gialli che sono stati premiati dalla critica americana. Scrive regolarmente per le più importanti testate, dal Los Angeles Times al Wall Street Journal.


Che ne dite? :)

martedì 19 aprile 2016

La Randagia: Q&A con Valeria Montaldi

Buonasera, lettrici e lettori!

Grazie a Edizioni Piemme per avermi dato la possibilità di approfondire il tema del libro "La randagia" di Valeria Montaldi facendole questa domanda:

D: "Il romanzo tratta un tema poco usuale sullo scenario italiano, forse perché nelle nostre tradizioni il concetto di strega non è molto utilizzato. Quindi mi sono chiesta, mentre leggevo il libro, se avesse preso spunto da fatti realmente accaduti in Valle d'Aosta a fine del 1400 o se fosse, tutta la storia avvincente e misteriosa di Britta, frutto della sua fantasia."

R: Nel corso di tutto il Quattrocento, in Valle d’Aosta hanno avuto luogo parecchi processi per stregoneria: molti documenti relativi a questi atti processuali sono tuttora conservati e dimostrano che, anche qui come nel resto d’Italia e d’Europa, le cosiddette streghe sono state perseguitate senza pietà. Alcune di queste condannate sono state mandate al rogo, altre sono state bandite dai loro luoghi d’origine e private dei beni: costrette, quindi ad “andare randagie per il mondo”, come Britta, la protagonista del mio romanzo. Generalmente contadine o levatrici, queste donne possedevano l’antica sapienza di erbe e rimedi naturali che permettevano loro di prendersi cura dei malati: cure che, in assenza di risultati tangibili o, ancora peggio, in caso di aggravamento della malattia, le rendevano inevitabile bersaglio di maldicenze che spesso sfociavano in accusa di stregoneria. Detto ciò, per rispondere alla domanda iniziale: sì, questo è un romanzo di fiction, in cui protagonisti e comprimari sono frutto di fantasia, ma è anche una storia suffragata dai fatti. Fatti che, nella loro essenza drammatica e insensata, avrei preferito non ritrovare nei documenti d’archivio. 

Trovate la mia recensione de "La Randagia" QUI, un romanzo che mi è piaciuto e mi ha incuriosita soprattutto per il tema  della stregoneria!


RECENSIONE || "La bottega dello speziale" di Roberto Tiraboschi

Buongiorno, lettrici e lettori!


Finalmente vi riesco a parlare di questo noir che ho trovato fantastico. "La bottega dello speziale" di Roberto Traboschi, Edizioni E/O mi ha lasciata piacevolmente sorpresa, da tempo non leggevo un noir italiano così ben fatto.

Prima di raccontarvelo, vi consiglio di leggere "Gli occhi di pietra" che è il primo volume e che in qualche modo si collega profondamente a "La bottega dello speziale": il crimine, come l'indagine è a se stante ma alcuni personaggi sono legati da relazioni molto strette che ricompaiono in questo secondo libro.

Siamo a Venezia nel 1118 d.C., Edgardo ex scriba a Bobbio ha lasciato la tonaca e ora lavora nella casa di uno dei più grandi mercanti veneziani Tommaso Grimani. L'indagine nasce quando Alvise, il tutto fare e barcaiolo di Cà Grimani, si imbatte in un cadavere completamente composto e in perfette condizioni di una giovane, in laguna. Com'è possibile che il corpo della ragazza si sia così ben tenuto in acqua? La giovane viene subito rinominata la giovane delle margarite ed Edgardo viene posto così davanti al suo passato: la ragazza è forse l'amore della sua vita perduto due lustri or sono? Misteriosamente anche un'altra ragazza sparisce, la sorella della moglie di Tommaso Grimani. Riuscirà Edgardo a scoprire di che cosa ne è stato di Costanza? Che ruolo ha lo speziale Sabbatai del Lupo Coronato, la bottega più fornita di venezia, in tutta la vicenda?

Ecco che la storia si svolge grazie alle intuizioni di Edgardo, che aiutato da Magister Abella, una donna medico di grande fama e bravura, li porterà a investigare come uno Sherlock e uno Watson antichi ma non meno arguti e intelligenti. Insieme tra scienza e pedinamenti riusciranno a scoprire che cosa si nasconde sotto queste misteriose sparizioni e fare i conti con un passato che proprio non vuole saperne di lasciarli in pace. 

Il romanzo mi è piaciuto moltissimo, lo stile di Tiraboschi è scorrevole ma non manca di descrizioni o di particolarità. Il racconto non solo intriga il lettore ma lo rende dotto di tantissime curiosità storiche ed eventi che hanno segnato quell'epoca, mischiandoli e dosandoli adeguatamente alla storia. Edgardo non è il solito protagonista, bello e audace, ma è storto, deforme e anche un po' cieco: l'intelletto e l'intuito sono ciò che lo distinguono dal resto del popolo. Il ritmo narrativo è alto anche se il lessico non è dei più attuali: spesso oltre all'italiano corrente, troviamo qualche parola latineggiante e a tratti le frasi dei servi in dialetto veneto. Alcune scene sono un po' raccapriccianti ma rendono bene lo spirito dell'epoca rimanendo comunque aderenti alle scene che si svolgono.
La suspense e il mistero tipici del filone noir non sono sottovalutati anche se io ho capito prima della fine chi era il colpevole togliendomi un po' il gusto della sorpresa. L'inserimento del personaggio di Magister Abella è stato un colpo di genio dell'autore: il protagonista ha proprio bisogno di un'ottica femminile dotta e di buon senso nelle sue ricerche, rendendo il libro simpatico anche a un pubblico femminile.

Lo consiglio agli amanti del giallo e del noir, ma anche agli inguaribili del romanzo storico, proprio come me.

COPERTINA 7,5 | STILE 8,5 | STORIA 7,5



Titolo: La bottega dello speziale
Autore: Roberto Tiraboschi
Editore: Edizioni E/O
Numero di pagine: 327
Prezzo: 18,00 euro
Ebook: 9,99 euro 
Prezzo on line: 15,30 euro Amazon

Trama:

In una Venezia medievale sconvolta da una carestia devastante e dai festeggiamenti di un carnevale dominato da istinti primordiali ed eccessi di ogni genere, i protagonisti della Bottega dello spezialeinseguono un sogno di rinascita, l’illusione millenaria di sconfiggere la morte.
La giovane Costanza, della nobile famiglia Grimani, scompare nel nulla. Lo scriba, Edgardo, promette che la riporterà alla sua famiglia e si mette alla ricerca della fanciulla. Medici, speziali, becchini, mercanti orientali, fiolari, molti sembrano coinvolti nel mistero della sparizione.
Magister Abella, ambigua alleata di Edgardo, unica donna che svolge la professione di medico nella Venezia del 1118, ci accompagna alla scoperta dei segreti e delle pratiche mediche di quell’epoca. Insieme a lei entreremo nella bottega dello speziale Sabbatai, dove si preparano rimedi e intrugli di ogni sorta.
Edgardo vive nel ricordo di un amore perduto, la schiava Kallis, scomparsa nelle acque della laguna durante una terribile tempesta. In seguito al ritrovamento di un corpo perfettamente conservato sotto i fanghi di un’isola sommersa, Edgardo farnetica di una rinascita della sua amata e accarezza l’illusione di aver sconfitto la morte. 

L'AUTORE

Roberto Tiraboschi è nato a Bergamo e vive tra Roma e Venezia. Drammaturgo e sceneggiatore, ha scritto per diversi registi italiani, tra cui Liliana Cavani, Marco Pontecorvo, Silvio Soldini. Le Edizioni E/O hanno pubblicato anche i romanzi Sguardo 11 e Sonno, vincitore del Premio nazionale di narrativa Bergamo e del Premio Stresa di narrativa, nonché La pietra per gli occhi, primo volume della serie sulla nascita di Venezia.




venerdì 15 aprile 2016

RECENSIONE || "La Randagia" di Valeria Montaldi

Buongiorno, lettrici e lettori!

 In vista del weekend (e di acquisti librosi!) vi voglio parlare de "La Randagia" di Valeria Montaldi, uscito per Edizioni Piemme proprio questa settimana.

Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice italiana ma devo dire che "La Randagia", pur non convincendomi appieno, mi è piaciuto molto.
La storia si dipana in due direzioni parallele ma collegate tra loro: la storia di Britta da Johannes, condannata per stregoneria nel 1494 e la storia di Barbara Pallavicini, nel 2014, studiosa che si interessa di ciò che accade alle donne etichettate come streghe proprio in quel periodo.

Nel 2014 Barbara, mentre svolge le sue ricerche su Britta, si imbatte nel cadavere di una giovane ragazza. Spaventata chiama subito i soccorsi. I carabinieri Giovanni Randisi e Claudia Lucchese si lanciano subito in perigliose indagini, in interrogatori poco convincenti, ricerche e intrighi tra le famiglie del piccolo paesino Valdostano; qui la gente fa fatica a rivelare i segreti propri e altrui e aleggia un'atmosfera omertosa, venata di tradizioni e superstizioni tipiche di quei posti: le streghe son tornate. 

"Andrò randagia per il mondo, nessuno mi troverà."

Tra apparizioni paranormali, Storia, e ricerche Barbara, Claudia e Giovanni scopriranno chi e perché ha assassinato la giovane Francesca Ravet. 
In parallelo la storia di Britta, la cui unica colpa era amare chi non era della sua stessa condizione sociale viene  additata come strega, incarcerata, torturata e condannata ad ardere sul rogo. Le due storie si collegano in più punti e anche grazie allo spirito di Britta e del suo lupo, Argo, che aiuteranno i tre a scoprire i segreti più terribili.

Nel romanzo si è spinti a riflettere sulle superstizioni che avvolgevano la società nel passato e come basti poco per farle rivivere nel presente. Le persone non in linea con le usanze e i ruoli tipici dei piccoli villaggi del Quattrocento erano non solo emarginati ed isolati, ma spesso eliminati. Ed ecco che si apre uno scenario simile (anche se con motivazioni completamente diverse) nel 2014. Subito ho pensato che il tema abientato nella nostra epoca fosse inverosimile, invece come ha dimostrato Valeria Montaldi è molto facile trovarsi ancora faccia a faccia con queste credenze.
Il rovescio della medaglia, che fa continuare a credere nella "magia", è quel pizzico di paranormale positivo che a mio parere si riesce ad amalgamare bene all'interno della storia: gli spiriti come "guide" benevole delle nostre azioni servono al lettore a non dimenticare che non solo ciò che si vede è reale.

"Prima o poi la verità affiora dallo stagno della menzogna: l'importante è coglierne i primi accenni, come fossero cerchi oleosi sulla superficie dell'acqua."


In generale la storia di questo romanzo mi è piaciuta molto. Non ho letto molti libri italiani con questo tema che ha un gusto più americano, per cui tanto di cappello all'autrice.
Il racconto è ben sviluppato e anche i personaggi sono costruiti a regola d'arte, ognuno con un preciso ruolo all'interno della storia, a tratti fin troppo. Non mi sono affezionata o impersonata in nessuno dei protagonisti, forse Claudia Lucchese mi ha impressionata di più rispetto agli altri.
 Il ritmo è costante ma non incalzante, anche se parti noiose nel libro non ne troverete; lo stile di questa scrittrice è avvolgente e molto scorrevole, riesce a far immaginare bene al lettore sia l'ambientazione che i personaggi senza essere prolissa o dilungarsi troppo sulle descrizioni, per me la Montaldi è una scrittrice di fatti, diretta ed efficace. 
Un bel romanzo in cui perdersi e in cui vivere qualche giorno, colmo di suspense che lascia il lettore in sospeso fino alla fine, con un tema fuori dal comune sullo scenario italiano, ma che non definirei indimenticabile. 


COPERTINA 8 | STILE 7,5 | STORIA 7,5




Titolo: La Randagia
Autore: Valeria Montaldi
Editore: Edizioni Piemme
Numero di pagine: 430
Prezzo: 19,00 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 16,15 euro Amazon

Trama:

1494. Nella vecchia casupola annidata fra i boschi di Machod, vive, sola, Britta da Johannes, una giovane, bellissima donna. Sebbene siano in molti a ricevere beneficio dai suoi rimedi erboristici, Britta suscita paura.
La sua solitudine è alleviata dal legame, appassionato e furtivo, con il figlio del castellano. Quando un doloroso avvenimento mette fine alla loro storia d’amore, per Britta comincia una terribile discesa all’inferno. Maldicenze e calunnie si accumulano contro di lei, fino ad arrivare alle orecchie dell’inquisitore. Il giudizio finale è inappellabile: Britta è una strega e il suo destino è il rogo.
2014. È un gelido mattino di novembre quando Barbara Pallavicini, studiosa di medievistica, raggiunge le rovine del castello di Saint Jacques aux Bois. Lì troverà l’ultimo tassello della sua ricerca, l’iscrizione lasciata da una donna condannata per stregoneria. Nella penombra del sotterraneo, gli occhi di Barbara incontrano quelli spenti di un cadavere. Atterrita, chiama i carabinieri. Giovanni Randisi, maresciallo del Comando di Aosta, identifica la vittima: è una ragazza del luogo, ossessionata da storie di demoni e malefici. Le indagini, in lotta contro il tempo, diventano ancora più affannose quando si viene a sapere che la migliore amica della vittima è misteriosamente scomparsa. Perché una ragazza dedita all’occulto è stata uccisa fra le stesse mura che cinquecento anni prima avevano imprigionato una strega? E se la soluzione dell’enigma affondasse le radici proprio in quel lontano passato?

L'AUTRICE
Valeria Montaldi È nata a Milano, dove ha seguito gli studi classici e si è laureata in Storia della Critica d’Arte. Dopo una ventina d’anni di giornalismo dedicato a luoghi e personaggi dell’arte e del costume milanese, nel 2001 ha esordito nella narrativa con Il mercante di lana (Premio Città di Cuneo, Premio Frignano, Premio Roma), a cui sono seguiti Il signore del falco, Il monaco inglese (finalisti Premio Bancarella), Il manoscritto dell’imperatore (Premio Rhegium Julii), La ribelle (Premio Città di Penne, Premio Lamerica, Prix Fulbert de Chartres), La prigioniera del silenzio.
I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Serbia, Ungheria, Brasile.








giovedì 14 aprile 2016

RECENSIONE || "Il tempo dell'attesa" la Saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard

Buongiorno, lettrici e lettori!

Oggi in libreria uscirà il secondo volume della Saga dei Cazalet, "il tempo dell'attesa" di Elizabeth Jane Howard per Fazi Editore, che ringrazio per l'anteprima e per avermi dato la possibilità di parlarvene oggi. 

A me questo secondo libro è parso addirittura migliore del primo, "Il tempo della leggerezza", uscito l'anno scorso. 
La storia continua, attraverso i primi anni '40 del Novecento, con i personaggi della generazione adulta un po' più anziani e i personaggi della generazione più giovane un po'
 più grandi, ed è proprio su di loro, in particolare sulle donne, che la Howard si concentra. 
La guerra ha trasformato le vite di ogni singolo membro della famiglia Cazalet soprattutto quella degli uomini di casa ma anche dei teenager che sono ancora più confusi riguardo al conflitto mondiale  e riguardo alla loro età definita "né carne né pesce". 

Il racconto è sommariamente dipanato da tutti i punti di vista, anche se predominano quelli Clary, Polly e Louise. 
Stanno crescendo: Louise quasi diciottenne segue i suoi sogni spaventata dalla noia mortale che un incarico di guerra potrebbe portarle. Clary e Polly, ancora adolescenti seguono le lezioni di Miss Milliment pensando con incertezza verso il futuro e verso la guerra che si sta svolgendo. Si sentono messe da parte, in attesa che l'età adulta doni a loro la considerazione dei  genitori, di parlare e pensare ciò che vogliono e di essere informate su tutti i fatti senza più doversi assentare quando gli "adulti" parlano delle loro cose. La loro educazione e il loro futuro lavoro è visto in un'ottica lontana e vaporosa, che se possibile le mette ancora più in difficoltà. I primi sentimenti amorosi iniziano a nascere e tutte e tre si ritrovano a fare i conti con delle emozioni nuove e difficili da ammettere e da affrontare.


"Io per esempio una volta desideravo che tu morissi. Va tutto bene, adesso non lo desidero più. È stato brutto da parte mia fare certi pensieri, solo qualche volta 
certo, ma sarebbe stato peggio se tu ne fossi venuta a conoscenza. Ti odiavo perché non eri mia madre, capisci? Ora invece sono contenta che tu non ci abbia nemmeno provato. Così almeno posso considerarti mia amica."


I Cazalet, a causa dei bombardamenti su Londra, si sono tutti rifugiati nella casa in campagna della Duchessa e del Generale, stanno stretti ma Edward, Rupert e Hugh sono impegnati nelle mansioni di guerra o a portare avanti l'azienda di famiglia e quindi spesso nella City o all'estero. Le donne sono occupate con i bambini e a mandare avanti alla casa, a far fronte al razionamento e ad aiutare i feriti di guerra. 
Neville e Teddy sono in collegio e per loro il conflitto mondiale è più di quanto ci sia di eccitante nella loro vita attuale, mordendo il freno per non poter partecipare attivamente ai combattimenti perché troppo giovani.

I segreti e gli intrighi con la guerra invece che indebolirsi e farsi più discreti, all'opposto, si intensificano e iniziano a diventare grandi e concreti minacciando nel prossimo volume di scatenarsi e creare delle rotture più che mai profonde e irrimediabili. Molti colpi di scena attendono il lettore che entra nel vorticoso mondo del clan dei Cazalet.

Ciò che ho letteralmente adorato di questo romanzo è come la Howard porti avanti in modo realistico la crescita di tutti i membri della famiglia. In particolare le ragazze provano dei sentimenti che tutti noi abbiamo provato e a cui spesso non siamo riusciti a dare voce. Crea dialoghi ed espressioni talmente schietti e appropriati che sembrano usciti dalla bocca di persone veramente esistite. Un esempio pratico è la schiettezza e l'innocenza delle parole dei bambini o i dubbi e riflessioni di Clary e Polly per quanto riguarda il mondo degli adulti. 


"Il fatto è che se una madre perde un bambino può sempre averne un altro, ma di madre invece ognuno ne ha una soltanto" 

"È strano: per tanto tempo ho aspettato una sua chiamata o una sua lettera, e adesso che l’ho avuta mi sento terribilmente triste: e mi fa anche un po’ paura. Mi sono venute in mente cento cose che non gli ho detto e che prese una per una sono delle sciocchezze, ma io avrei voluto dirgliele lo stesso, tutte, perché le settimane passano e le cose si accumulano e in capo a un anno è possibile che lui non sappia più chi sono. "




In questo volume mi sono sentita molto affine a Clary, tagliente e a volte iper critica, grande lettrice e aspirante scrittrice, è maturata e sta cercando di creare un rapporto con Zoë, la sua matrigna da poco diventata mamma a sua volta di Juliet. A volte si infiamma con poco e si confida con la sua migliore amica e cugina Polly che invece cerca sempre il meglio nelle persone ed è leggermente più ingenua rispetto a Clary.


"In generale, ormai preferisco i libri alle persone, o meglio le persone che sono nei libri a quelle che sono nella realtà... In linea di massima... "


La lettura è più che mai scorrevole, non ho notato parti lente, o descrizioni prolisse, la Howard guida attraverso differenti sfumature di emozioni chi legge, in un saliscendi sempre avvincente e intrigante. Lo stile e il lessico pur essendo semplice e rispecchiando l'epoca in cui è ambientato il romanzo, rapisce il lettore con un'empatia assai rara. Una caratteristica particolare della Howard è il suo metodo di raccontare molto fotografico e visivo: chi legge vede, sente e annusa ciò che i personaggi vivono, può perfettamente immaginarsi le scene che l'autrice ha costruito.
A me è piaciuto moltissimo e ve lo consiglio caldamente, una lettura di cui rimarrete incantati. Io, intanto, attendo con impazienza i vostri commenti e il terzo volume della serie! :)


COPERTINA 7,5 | STILE 8 | STORIA 8,5



Titolo: "Il tempo dell'attesa" la saga dei Cazalet
Autore: Elizabeth Jane Howard - traduzione di Manuela Francescon
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 641
Prezzo: 18,50 euro
Ebook: 7,99 euro
Prezzo on line: 15,73 euro Amazon

Trama:

È il settembre del 1939, le calde giornate scandite da scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l'ombra della guerra è sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, in lontananza si sentono gli spari e il cielo non è mai vuoto, nemmeno quando c'è il sole. Ognuno cerca di allontanare i cattivi pensieri, ma quando cala il silenzio è difficile non farsi sopraffare dalle proprie paure. A riprendere le fila del racconto sono le tre ragazze: Louise insegue il sogno della recitazione a Londra, dove sperimenta uno stile di vita tutto nuovo, in cui le rigide regole dei Cazalet lasciano spazio al primo paio di pantaloni, alle prime esperienze amorose, a incontri interessanti ma anche a una spiacevole sorpresa. Clary sogna qualcuno di cui innamorarsi e si cimenta nella scrittura con una serie di toccanti lettere al padre partito per la guerra, fino all'arrivo di una telefonata che la lascerà sconvolta. E infine Polly, ancora in cerca della sua vocazione, risente dell'inevitabile conflitto adolescenziale con la madre e, più di tutti, soffre la reclusione domestica e teme il futuro, troppo giovane e troppo vecchia per qualsiasi cosa. Tutte e tre aspettano con ansia di poter diventare grandi e fremono per la conquista della propria libertà. Insieme a loro, fra tradimenti, segreti, nascite e lutti inaspettati, l'intera famiglia vive in un clima sospeso mentre attende che la vita torni a essere quella di prima.



L'AUTRICE
Elizabeth Jane Howard Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite dal padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo, con un milione di copie vendute. Nel 2014 Fazi Editore ha pubblicato il suo romanzo Il lungo sguardo. Di prossima pubblicazione anche i cinque volumi della saga dei Cazalet.