giovedì 3 marzo 2016

RECENSIONE || "La Casa Blu" di Massimiliano Governi

Buongiorno, lettrici e lettori e buon inizio di settimana!

Ho finito qualche giorno fa l'ultimo libro di Massimiliano Governi "La Casa Blu" Edizioni E/O, un libro particolare, schietto che definirei quasi onirico.

Pur non essendo un tomo di pesantezza infinita, "La Casa Blu" affronta un tema molto discusso, di difficile risoluzione, l'eutanasia. La storia è molto semplice, un padre e un figlio si recano in Svizzera, in auto, perché il padre, ex giornalista, deve fare un reportage sulla casa blu e le persone che hanno scelto il suicidio assistito.

"Perché un malato di SLA, con le poche energie rimaste, non arriva fino alla finestra e non si schianta giù?
Perché è un suicidio senza dignità"

Il figlio quindicenne è un tipetto sveglio, porta sempre con sé l'Iliade ama la serie tv "True Detective" che descrive come un vero esperto di semiotica dei media, stupendo il padre che per un largo periodo di tempo si è rinchiuso nella soffitta, smettendo di lavorare, abusando di Xanax e anti depressivi. All'interno dell'auto il padre cerca di fare conversazione con il figlio di ricreare un rapporto che forse non è mai esistito: gli chiede cosa gli piace e a sua volta cerca di aprirsi con lui come un amico.

"Ma che cos'è la depressione? Io non l'ho ancora capito.
La depressione non è una vera malattia, gli uomini se la sono inventata.
E allora perché fa stare così male?
Perché è peggio di una cosa vera, di una malattia mortale."

Dopo aver viaggiato e qualche sosta, all'appuntamento alla Casa Blu il padre entra da solo, proibendo al figlio di seguirlo e proponendogli gli svaghi che ci sono lì intorno: un campo da calcio, i sentieri in cui passeggiare o il lago da ammirare.
Il figlio capisce tutto e cerca un passaggio per tornare in Italia. Caso fortuito incontra un uomo dalla storia sfortunata, malato terminale che non è riuscito a concludere alla Casa Blu. L'uomo di origine veneta conosce bene il padre del figlio per via di un servizio che ha fatto su un evento tragico della sua vita. 
Il padre uscendo dalla Casa Blu - in cui parla con i medici perché depresso e non vuole più vivere - e non trovando il figlio si spaventa a tal punto che rinsavisce. Si vuole vivere. 

"Le prometto che faremo di tutto per aiutarla a vivere, poi in caso, a morire."

Attraverso il dialogo tra padre e figlio, un espediente che trovo davvero funzionale, Governi riesce a spiegare perché dire si all'eutanasia, perché la depressione è una malattia bestiale ma anche perché affrontare la vita che ci circonda. 
Mi piace molto che il personaggio del figlio sia così maturo, sensibile alle cose del mondo; infatti il dialogo non si incentra solo sull'eutanasia o la Casa Blu, tutt'altro, è una normale conversazione tra padre e figlio sul più e sul meno ed è forse questa normalità a rendere il libro così attuale e così attraente e incalzante pur trattando un argomento per nulla semplice.
Lo stile è fantastico. Ho letto le 140 pagine in due ore senza fermarmi mai, nessun senso di noia o di poco coinvolgimento. 

Un libro fuori dagli schemi, dallo stile unico che consiglio se volete instillarvi il tarlo del dubbio e della riflessione.


COPERTINA 9 | STILE 8 | STORIA 7,5


Titolo: La Casa Blu
Autore: Massimiliano Governi
Editore: Edizioni E/O
Numero di pagine: 140
Prezzo: 10,00 euro
Ebook: 5,99 euro
Prezzo on line: 8,50 euro Amazon













Trama:


Un uomo senza nome decide di partire per la Svizzera e vedere come si muore in un centro per suicidi assistiti. All’interno di questo viaggio, nel dramma misterioso e oscuro di un cuore che sembra spacciato, s’inserisce il dialogo col figlio che l’accompagna. Un figlio giovane, il quale all’inizio non conosce tutti i propositi paterni; un figlio fragile eppure fortissimo; un figlio per cui quella vicinanza diventa un canto di resurrezione.
Con uno stile secco e smagliante, acuminato quanto le esistenze che racconta, Massimiliano Governi stende il filo spinato della scrittura intorno a una storia delicata ma estrema, che non cerca mediazioni. Nel campo minato delle emozioni della Casa blu, infatti, le parole esplodono solitarie e senza aiuto. Simili a cartucce disperate di un’arma automatica, con dialoghi che marciano magicamente fino alla fine, i pensieri possono essere foschi presagi ma pure rinascite, sono l’ambiguo sorriso finale di un ragazzo che, come Cassandra, intuisce nel suo cuore il futuro.
Attraverso un estraniante dialogo a due voci in cui un padre rivela lentamente i propri segreti a un figlio che ascolta ma non giudica, fiorisce un rapporto inaspettato, intimo e toccante. Sulle note di David Bowie i due arriveranno a conoscersi e, forse, persino a salvarsi.

L'AUTORE
Massimiliano Governi è nato a Roma, dove vive. Ha pubblicato Il calciatore (Dalai 1995), L’uomo che brucia (Einaudi 2000), Parassiti (Einaudi 2005), Chi scrive muore (Bompiani 2011), Come vivevano i felici (Giunti 2013).

2 commenti:

  1. Un argomento davvero interessante, mi segnerò sicuramente questo titolo!!!

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    1. Ciao! Ha uno stile che non rientra nei miei soliti gusti ma è piacevole! È unico, differente... Potresti provare! ;)

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