giovedì 31 marzo 2016

RECENSIONE || "Il rancore non dimentica" di Luca Russo

Salve, lettrici e lettori!

Oggi vi parlerò di un romanzo di un autore del tutto italiano "Il rancore non dimentica", il primo di un scrittore bolognese, Luca Russo che a me è piaciuto anche se con qualche nota migliorabile.


Ho trovato molto originale la storia ambientata nel capoluogo emiliano nel 2011. Davide Quarto e Paolo Dora ormai vicino ai cinquant'anni, si trovano ad affrontare un serial killer veramente agghiacciante. Le sue vittime non sono apparentemente collegate tra loro, rilascia "biglietti da visita" con nome, cognome, modalità del decesso e data di morte delle sue vittime su pezzi da dieci euro. Inoltre nasconde messaggi alla polizia vicino ai cadaveri: nelle loro case, nascosti nei portafogli.

La polizia bolognese è imbarazzata non hanno nessuna pista da seguire, se non cercare di giocare in anticipo quando il pazzo criminale glielo permette. L'assassino ha il coltello dalla parte del manico, agisce indisturbato e nell'ombra. Davide e Paolo vent'anni prima si erano già ritrovati colleghi di un caso veramente scabroso, quello dell'"Orco" di Bologna, un mostro che rapiva bambini, e li segregava in casa con lui. Saranno collegati questi due casi? Gli ispettori investigheranno per scoprirlo.

I personaggi sono ben descritti come anche il lento e angoscioso decadimento di Davide Quarto che non riesce a capire come mai non riescano a trovare una strada per acciuffare il malvivente, e la meticolosità di Paolo Dora preciso e assolutamente votato al suo lavoro. 
I punti di vista narranti sono alternati tra Davide e il killer che comunica i suoi pensieri malati al lettore e stuzzicandolo sui prossimi delitti che ha in mente. Tra nottate in centrale, riunioni dell'ultimo minuto e colpi di scena la polizia cercherà al massimo delle sue forze di combattere il male che si nasconde a Bologna.

Il racconto cerca di mantenere un ritmo alto e lo manterrebbe ininterrottamente se la sintassi fosse un po' meno forzata, il lessico più semplice e meno ricercato, i periodi più sintetici. Le immagini che l'autore usa per comunicare le sensazioni dei personaggi e descrivere le situazioni oltre ad essere efficaci si rivelano piacevoli, anche se a volte un po' troppo frequenti, tendendo a far perdere il filo al lettore.

In generale lo consiglio perché è un bell'esempio di poliziesco, anzi noir, nostrano con una trama originale e uno stile ricercato, Luca Russo è all'alba di una serie di libri veramente promettenti.


COPERTINA 5 | STILE 6,5 | STORIA 8


Titolo: Il rancore non dimentica
Autore: Luca Russo
Editore: Maglio Editore
Numero di pagine: 292
Prezzo: 15,50 euro
Ebook: 8,99 euro
Prezzo on line: 13,18 euro Amazon

Trama:

Aeroporto Marconi, Bologna. Roberto Tassi, giovane e aitante promoter pubblicitario, si ritrova una banconota da 10 euro con il nome e cognome di una sua vecchia fiamma. Incuriosito dalla coincidenza prova a telefonare alla ragazza, Rebecca Arlotti, con la speranza di un appuntamento, che non avrà mai luogo. Una serie di vittime, il cui destino è profeticamente marchiato su banconote da 10 euro, lasciano intendere all'ispettore di polizia, Davide Quarto, un modus operandi di un unico killer, che nel bolognese sta causando una lunga scia di morte. Ben presto la catena di omicidi diventa anche un'aperta sfida all'intero corpo di polizia, incapace di porre un freno alla carneficina e di risalire all'identità dell'assassino. In una serrata corsa contro il tempo, Davide Quarto tenterà di salvare più vite possibili, scontrandosi con il suo passato e un rancore che non dimentica.


L'AUTORE

Luca Russo è nato a Bologna il 4 giugno 1979.
Vive tra Bologna e Roma dove attualmente svolge la professione di bancario.
Da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura. Ha già nel “cassetto” un altro romanzo inedito e un ulteriore testo è in fase di stesura.
Il rancore non dimentica è il suo thriller d’esordio.


mercoledì 30 marzo 2016

Novità Aprile 2016

Buongiorno, lettrici e lettori!

Ecco qui qualche novità che vi aspetterà in libreria a partire dal mese di Aprile :)


"La caduta di un uomo" di David LagercrantzIndagine sulla morte di Alan Turing
(19,00 euro, 468 pagine, Marsilio Editori)


Trama:


Un mattino di giugno del 1954, in piena Guerra fredda, Alan Turing viene trovato morto nel letto di casa, nell’assonnata cittadina inglese di Wilmslow. Accanto al corpo, una mela morsicata a metà porta evidenti tracce di cianuro. Gli accertamenti su quello che per tutti è un caso di suicidio sono affi dati al giovane ispettore Leonard Corell, un uomo dall’apparenza mite che un tempo coltivava sogni di scienziato, e che molto presto viene assalito dai dubbi. Perché la documentazione del grande matematico relativa alla guerra è secretata? Forse Turing era ricattato da spie al servizio dell’Unione Sovietica? La sua recente condanna per omosessualità sembra aver messo in allarme i servizi segreti: potrebbe trattarsi di un complotto che coinvolge le cerchie più alte del potere? Affascinato dal genio visionario di Turing e dal suo lavoro brillante e rivoluzionario, Corell comincia a indagare con passione nella vita di uno spirito libero e anticonformista e cerca di ricostruire una vicenda che in qualche modo sembra riguardare lui stesso, spingendolo a fare cose che non avrebbe mai dovuto fare.

L'AUTORE

David Lagercrantz (1962), affermato scrittore e giornalista, vive a Stoccolma. Oltre ad alcune biografie, tra cui la celebre  Io, Ibra sulla vita di Zlatan Ibrahimovic, ha pubblicato diversi romanzi. A dieci anni dall'uscita di Uomini che odiano le donne,  Quello che non uccide continua la saga  Millennium di Stieg Larsson, uno dei più clamorosi fenomeni editoriali degli ultimi anni, con oltre 80 milioni di copie vendute nel mondo.




"La randagia" di Valeria Montaldi

(19,00 euro, 432 pagine Edizioni Piemme)

Trama:

PERCHÉ UNA DONNA CHE FA UNA SCELTA DI VITA LIBERA E INDIPENDENTE, NEL QUATTROCENTO COME OGGI, VIENE TEMUTA E SPESSO ACCUSATA DI NASCONDERE GRAVI COLPE E SEGRETI?
DUE DONNE. DUE EPOCHE. LO STESSO DESTINO.

1494. Nella vecchia casupola annidata nella boscaglia che sovrasta Machod, vive, sola, Britta da Johannes, una giovane, bellissima donna. Sebbene siano in molti a ricevere beneficio dai suoi rimedi erboristici, Britta suscita paura. La sua solitudine, in realtà, è alleviata dal legame, appassionato e furtivo, con il figlio del castellano: quando un doloroso avvenimento mette fine alla loro storia d’amore, per Britta comincia una terribile discesa all’inferno. Maldicenze e calunnie si accumulano contro di lei, fino ad arrivare alle orecchie dell’inquisitore. Il giudizio finale è inappellabile: Britta è una strega e il suo destino è il rogo.
2014. È un gelido mattino di novembre quando Barbara Pallavicini, studiosa di medievistica, raggiunge le rovine del castello di Saint Jacques aux Bois. Lì troverà l’ultimo tassello della sua ricerca, l’iscrizione lasciata da una donna condannata per stregoneria. Nella penombra del sotterraneo, gli occhi di Barbara incontrano quelli spenti di un cadavere. Atterrita, chiama i carabinieri. Giovanni Randisi, maresciallo del Comando di Aosta, identifica la vittima: è una ragazza del luogo, ossessionata da storie di demoni e malefici. Le indagini, in lotta contro il tempo, diventano ancora più affannose quando si viene a sapere che la migliore amica della vittima è misteriosamente scomparsa. Perché una ragazza dedita all’occulto è stata uccisa fra le stesse mura che cinquecento anni prima avevano imprigionato una strega? E se la soluzione dell’enigma affondasse le sue radici proprio in quel lontano passato?

L'AUTRICE

VALERIA MONTALDI, è nata a Milano, dove ha seguito gli studi classici e si è laureata in Storia della Critica d’Arte. Dopo una ventina d’anni di giornalismo dedicato a luoghi e personaggi dell’arte e del costume milanese, nel 2001 ha esordito nella narrativa con Il mercante di lana (Premio Città di Cuneo, Premio Frignano, Premio Roma), a cui sono seguiti Il signore del falcoIl monaco inglese (finalisti Premio Bancarella), Il manoscritto dell’imperatore (Premio Rhegium Julii), La ribelle(Premio Città di Penne, Premio Lamerica, Prix Fulbert de Chartres), La prigioniera del silenzioI suoi romanzi sono pubblicati in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Serbia, Ungheria, Brasile.




"Ai morti non dire addio" di Brian Freeman

(19,00 euro, 444 pagine Edizioni Piemme)

Trama:

“Dopo la morte di sua moglie Cindy, portata via da una malattia terribile, l’esistenza del detective Jonathan Stride è andata in mille pezzi. E anche se oggi, nove anni dopo, accanto a lui c’è una nuova donna, Serena, il fantasma di Cindy non ha abbandonato la sua casa, e la sua testa. Non è il solo: perché il passato è in agguato in modi ancor più tortuosi e imprevedibili per Stride. Serena, infatti, per caso ritrova una pistola che viene poi identificata come l’arma di un vecchio delitto, avvenuto tempo prima, in una strada della cittadina di Duluth. Ciò che Serena non sa è che quel crimine è strettamente connesso con gli eventi che segnarono l’ultimo anno della vita di Cindy: un omicidio di cui fu incolpata la sua migliore amica, Janine. Fu proprio Stride a condurre l’indagine e incastrare Janine, anche senza l’arma del delitto. Ora, Serena ha in mano l’oggetto che potrebbe ribaltare la sentenza di nove anni prima. E mentre Stride è alle prese con una serie di rapimenti di donne avvenuti al porto di Duluth, si trova costretto a fare i conti di nuovo con quel caso che ritorna dal passato – e con la possibilità di un terribile errore: e se avesse mandato in prigione la donna sbagliata? Con una scrittura incalzante e una trama ricchissima di suspense e colpi di scena, Ai morti non dire addio è il nuovo, apprezzatissimo romanzo di un autore ormai tra i più grandi del thriller contemporaneo. 

L'AUTORE

BRIAN FREEMAN, è tra i maggiori autori di thriller americani e i suoi romanzi sono pubblicati in quarantasei paesi. Ha esordito con Immoral (Piemme, 2006), che ha vinto il Macavity Award come migliore opera prima. Con Il veleno nel sangue(Piemme, 2013) ha vinto gli International Thriller Awards per il miglior romanzo dell’anno. Tra i suoi più recenti thriller Io sono tornato (Piemme, 2015) e La ragazza di pietra, preceduto dalla short story Polvere alla polvere (Piemme, 2014) – questi ultimi con protagonista il suo personaggio più amato, il detective Jonathan Stride. In Italia, Freeman è stato molto apprezzato da Giorgio Faletti. Vive in Minnesota con la moglie.




"Un libraio molto speciale" di Petra Hülsmann

(17,90 euro, 372 pagine Edizioni Piemme)

Trama:

Lena e Ben sono inseparabili. Lui è quello con cui lei fa grasse risate mangiando schifezze
davanti alla tv e che la aiuta a soffiarsi il naso quando tutto va male. Come adesso, quando il suo fidanzato l’ ha mollata e, contestualmente, ha perso il lavoro. In cerca di un modo per sbarcare il lunario dopo l’improvviso licenziamento, Lena non trova di meglio che un posto di commessa in una libreria di libri usati. Peccato che in quella libreria ci sia un problema: il libraio. Il vecchio Otto non solo è bizzoso e disfattista, ma sembra odiare tutto e tutti – i libri, i clienti, e forse il negozio stesso. Al massimo, sopporta i suoi gatti, che ogni tanto si addormentano su questo o quel bestseller. Eppure, pian piano Lena conoscerà meglio il suo strano datore di lavoro, e capirà che a volte dietro le apparenze si nascondono storie che spezzano il cuore. Non solo: mentre si abitua alla nuova vita da single, si ritroverà a cambiare alcune opinioni – sui libri, sugli uomini, e anche su Ben… chi ha detto che dev’essere solo l’amico con cui soffiarsi il naso? Una storia d’amore frizzante e divertente, ma anche piena di saggezza, per tutte le lettrici che amano i libri e… l’amore.

L'AUTRICE 

Petra Hülsmann,  classe 1976, è nata in una piccola città della Bassa Sassonia. Dopo aver interrotto gli studi di germanistica, si trasferisce ad Amburgo dove comincia a lavorare presso uno studio di avvocati. Un libraio molto speciale è il suo primo romanzo, diventato un successo del passaparola in Germania, in corso di traduzione in 15 paesi e in testa alle classifiche dello Spiegel. Petra è al lavoro sul secondo romanzo, che sarà di nuovo una commedia romantica.



"La schiava bambina dell'Isis" Farida 

(16, 50 euro Edizioni Piemme)

Trama:

Farida vive in un villaggio sulle montagne irachene. C’è una bella casa con un giardino ricco di alberi da frutto, ha una famiglia amorevole e a scuola la chiamano la “calcolatrice” perché è brava in matematica. È yazida, non musulmana, ma questo per molto tempo non sembra creare problemi. Il suo mondo crolla in un giorno di agosto, del 2014, quando il villaggio viene attaccato dai guerriglieri dell’Isis. Tutti gli uomini, tra cui il padre e i fratelli di Farida, vengono uccisi e le donne fatte prigioniere e portate via. Per loro inizia un lungo incubo senza fine. I rapitori le considerano come capi di bestiame da vendere al mercato delle schiave. Non c’è limite alle atrocità a cui Farida assiste e alle violenze che le vengono inflitte, tanto da indurla a pensare al suicidio. Ma poi decide di reagire e di combattere. Di non lasciarsi sopraffare, e di rendere la vita difficile ai suoi rapitori. Morde, scalcia, si dibatte, li accusa di andare contro la loro religione, si fa la fama di osso duro. Sempre allerta, mese dopo mese, in attesa del momento giusto per mettersi in salvo. La storia di una ragazza coraggiosa che ha squarciato il velo sulla barbarie, sull’ignoranza e sulla depravazione di cui è fatto l’esercito che minaccia il mondo intero usurpando il nome di una religione.

GLI AUTORI

FARIDA, irachena yazida, era ancora una ragazza quando l’Isis ha devastato il suo villaggio e catturato le donne. Lei è rimasta diversi mesi nelle mani dell’Isis, prima di riuscire a fuggire. Oggi vive in Germania. Questa è la sua storia.

Andrea C. Hoffmann, nata nel 1973, è una scrittrice e giornalista tedesca. Ha collaborato con importanti giornali come ZeitBerliner ZeitungFocus, e realizzato reportage dai punti più caldi del mondo, come Afghanistan, Iraq, Libano, Siria. Laschiava bambina dell’Isis è stato venduto in 15 paesi.



"Cabaret Biarritz" di José Vales 

(18,00 euro, 368 pagine, Neri Pozza)

Trama:

Nella Parigi del 1938, Philippe Fourac è il direttore e proprietario de La Fortune, una casa editrice dai toni popolari che si rivolge principalmente a un pubblico di signore benestanti. Nemico degli autori avanguardistici e dei tomi arcigni «che puzzano di letteratura», Fourac è alla ricerca costante di fatti e argomenti i cui aspetti «più truculenti, sanguinari e morbosi» possano essere trasformati, da una buona penna, in un romanzo di successo. Quando conosce Georges Miet, un giovane scrittore zoppo, quasi cieco e con più pulci dei ratti di Saint-Germain, il direttore capisce immediatamente che quel ragazzo malconcio è disposto a fare qualunque cosa pur di guadagnarsi da vivere con la scrittura. E così nasce il progetto «Cabaret Biarritz».
Fourac incarica Miet di scrivere un romanzo «serio ma appetibile» sui drammatici fatti che una decina d’anni prima, precisamente nell’estate del 1925, scossero l’elegante località turistica di Biarritz, nel sud della Francia. Gli articoli di cronaca dell’epoca pubblicati su La Petite Gironde parlavano del corpo di una donna rinvenuto con una caviglia incastrata in un anello d’ormeggio del porto. Un caso rubricato dalla polizia tra i soliti tragici incidenti di «una notte di bagordi in Côte Basque».
Arrivato a Biarritz, Miet intervista gli amici e i conoscenti della vittima, dopodiché passa al setaccio le maliziose ballerine del cabaret Les Sirènes, i ricchi vacanzieri di stanza al Casinò Bellevue, e una schiera pressoché infinita di governanti, gioiellieri, lanciatori di coltelli, artisti omosessuali e becchini. Più le dichiarazioni aumentano, tuttavia, più il mistero si infittisce.
Quando scopre che i cadaveri di altre due persone erano già stati rinvenuti in circostanze molto simili alla prima vittima, la polizia inizia a pedinarlo e il suo editore gli intima di tornare a Parigi. Solo, impaurito e senza il becco di unquattrino, Miet è convinto che tre delle persone che ha intervistato – il giornalista locale conosciuto come «Vilko», il fotografo Marcel Galet e l’aristocratica e seducente Beatrix Ross – sappiano molto più di quello che gli hanno raccontato. Il problema è inventarsi un modo per convincerli a parlare.
Vincitore del Premio Nadal 2015, Cabaret Biarritz è un affresco letterario divertentissimo, polifonico e stravagante. «Una commedia che mescola magistralmente indagine criminale e parodia sociale» (El País) e che regala ai lettori l’inedito ma fedele ritratto della Francia degli anni Venti: una terra di segreti, frivolezze mondane e feste che sembrano uscite dalle pagine de Il grande Gatsby.


L'AUTORE

José C. Vales (Zamora, 1965) si è laureato in Lettere all’Università di Salamanca e poi specializzato a Madrid in Filosofia ed Estetica della Letteratura romantica. Lavora come editor, redattore e traduttore per diverse case editrici spagnole. Nel 2015 Cabaret Biarritz ha vinto il Premio Nadal, uno dei più importanti riconoscimenti letterari di Spagna.




"Niente di nuovo sul fronte occidentale" di Erich Maria Remarque

(12,00 euro, 208 pagine, Neri Pozza)

Trama:

Kantorek è il professore di Bäumer, Kropp, Müller e Leer, diciottenni tedeschi quando la voce dei cannoni della Grande Guerra tuona già da un capo all’altro dell’Europa. Ometto severo, vestito di grigio, con un muso da topo, dovrebbe essere una guida all’età virile, al mondo del lavoro, alla cultura e al progresso. Nelle ore di ginnastica, invece, fulmina i ragazzi con lo sguardo e tiene così tanti discorsi sulla patria in pericolo e sulla grandezza del servire lo Stato che l’intera classe, sotto la sua guida, si reca compatta al comando di presidio ad arruolarsi come volontari.
Una volta al fronte, gli allievi di Kantorek – da Albert Kropp, il più intelligente della scuola a Paul Bäumer, il poeta che vorrebbe scrivere drammi – non tardano a capire di non essere affatto «la gioventù di ferro» chiamata a difendere la Germania in pericolo.
La scoperta che il terrore della morte è più forte della grandezza del servire lo Stato li sorprende il giorno in cui, durante un assalto, Josef Behm – un ragazzotto grasso e tranquillo della scuola, arruolatosi per non rendersi ridicolo –, viene colpito agli occhi e, impazzito dal dolore, vaga tra le trincee prima di essere abbattuto a fucilate.
Nel breve volgere di qualche mese, i ragazzi di Kantorek si sentiranno «gente vecchia», spettri, privati non soltanto della gioventù ma di ogni radice, sogno, speranza.
Pubblicato per la prima volta nel 1929, e da allora oggetto di innumerevoli edizioni, Niente di nuovo sul fronte occidentale viene considerato uno dei più grandi libri mai scritti sulla carneficina della Prima guerra mondiale, il tentativo, perfettamente riuscito, di «raccontare una generazione che – anche se sfuggì alle granate – venne distrutta dalla guerra» (E. M. Remarque).

L'AUTORE

Erich Maria Remarque nacque a Osnabrück nel 1898. Nel 1916, in piena Grande Guerra, fu spinto ad arruolarsi volontariamente e nel 1917 fu spedito sul fronte occidentale, dove rimase gravemente ferito. Il suo primo romanzo pacifista, Niente di nuovo sul fronte occidentale, fu pubblicato nel 1929. Nel 1933 i nazisti bruciarono e misero al bando le sue opere. Riparato in Svizzera, vi risiedette fino al 1939, anno in cui si trasferì negli Stati Uniti. Nel 1948 tornò in Svizzera, dove visse e continuò a scrivere fino alla morte, nel 1970. Nel 1938 Tre camerati divenne un celebre film diretto da Frank Borzage e sceneggiato con successo da Francis Scott Fitzgerald, con Robert Taylor e Margaret Sullavan nei ruoli principali.


Da quali libri vi siete lasciati conquistare? :)

martedì 29 marzo 2016

Novità Fazi Editore Aprile 2016

Buongiorno, lettrici e lettori!

Con il mese di Aprile alle porte e la primavera nell'aria, vi propongo qualche interessante nuova uscita della case editrice Fazi Editore. Sapete che di solito trovo riscontro nelle loro proposte e mi fa piacere condividere con voi i libri che mi ispirano di più! :)




Iniziamo con il seguito di un romanzo che ho trovato strepitoso: il secondo romanzo della saga dei Cazalet, di Elizabeth Jane Howard, sta arrivando! "Il tempo dell'attesa" (500 pagine, 18,50 euro) è la parte successiva a "Gli anni della leggerezza", ecco la trama:



È il settembre del 1939, le calde giornate scandite da scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l’ombra della guerra è sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, mentre una nuova generazione prende le fila del racconto. Louise realizza il sogno della recitazione e nel frattempo incontra colui che diventerà suo marito, Polly non fa che pensare a se stessa, e Clary si guadagna tutta la nostra comprensione quando rifiuta di credere alla morte dell’amato padre e attende il suo ritorno. Mentre le ragazze aspettano di poter proseguire le proprie vite per diventare finalmente adulte, l’intera famiglia Cazalet è in attesa, in quegli anni difficili dell’inizio della guerra, in cui nessuno sa quando la vita tornerà quella di prima. 


Il secondo libro che vi propongo è di un'autrice che mi piace da morire: Charlotte Brontë. Si intitola "Il Professore" (300 pagine, 18 euro) ed è il primo libro scritto dalla Brontë, un romanzo che cerco da tempo perché la trama mi ha sempre incuriosita. 
In occasione del bicentenario della sua nascita, Fazi Editore, pubblicherà oltre a questo libro, anche "Charlotte Brontë, una vita appassionata" di Tyndall Gordon (500 pagine, 18 euro), la biografia di Charlotte vincitrice del Cheltenham Prize for Literature ecco qui le trame:


Il Professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Inizialmente rifiutato dagli editori perché giudicato troppo realistico, fu pubblicato solo due anni dopo la sua morte. Come Villette, Il professore è basato sull’esperienza personale dell’autrice, che nel 1842 studiava il francese a Bruxelles. Raccontato dal punto di vista di William Crimsworth, l’unico narratore uomo da lei utilizzato, il libro formula un’estetica nuova, che mette in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana. Il protagonista fugge da un lavoro pesante nella zona industriale dello Yorkshire per trovare lavoro come insegnante in Belgio, dove si innamora si una studentessa indigente, la quale è forse l’eroina femminista più realistica dell’autrice. Lettura trascinante, Il professore costituisce oggi un precursore degli ultimi lavori della Brontë. 








In questa biografia Lyndall Gordon introduce una prospettiva nuova, sostenendo che, dietro la facciata di donna vittoriana ligia al dovere, la Brontë (1816 - 1855) nascondesse una natura passionale. Attingendo alla sua corrispondenza personale e analizzando le opere di natura autobiografica (Shirley, Villette) Gordon delinea il ritratto di una scrittrice talentuosa con un umorismo pungente, in collera con i limiti imposti alle donne dalla società, e al tempo stesso il ritratto di una donna che, dopo due passioni non corrisposte, intraprende un breve ma felice matrimonio. Scritti precedenti che la descrivono come una figura tragica e solitaria, afferma Gordon, erano distorti dalla morale vigente all’epoca e dal lutto di Charlotte per le due sorelle e il fratello. 







Ultimo ma non ultimo, "Il segreto di Lady Audley" di Mary Elizabeth Braddon (500 pagine, 19 euro). Un romanzo che, all'epoca, aveva suscitato l'ammirazione di Henry James e del mio beniamino Wilkie Collins, che per me è già una buona assicurazione!


Sir Michael Audley, vedovo da anni, sposa la giovane e bellissima Lucy Graham, una istitutrice dall’oscuro passato i cui capricci scatenano la gelosia di Alicia, la figlia poco più che adolescente di primo letto. Un giorno, però, Robert Audley, lo sfaccendato nipote, avvocato a tempo perso, conduce con sé in visita George Talboys, un caro amico appena tornato dall’Australia e prostrato da una recente vedovanza, che d’un tratto scompare misteriosamente. Facendo i conti con le menzogne, l’inganno, e anche un tentativo di ucciderlo, sarà proprio Robert, le cui doti di tenacia e intelligenza erano state finora celate da un carattere indolente, a intraprendere un’indagine dai risvolti inattesi che condurrà allo scioccante e imprevedibile colpo di scena finale. La struttura del racconto, fondata sul meccanismo dell’indagine a ritroso, rende Il segreto di Lady Audley uno di quegli ingranaggi a orologeria perfetti, in cui sparizioni, delitti, identità multiple e altri ingredienti tradizionali del genere sono dosati con una maestria artigianale che non concede tregua alla tensione narrativa. 


Quale romanzo vi ispira di più di cui proprio non potrete fare a meno? :)

lunedì 28 marzo 2016

RECENSIONE || "La verità su di noi" di Kristan Higgins

Buon inizio settimana, lettrici e lettori!


Iniziamo con una recensione al femminile, colma di estrogeni, emozioni e amore.
Chi mi segue sui social è a conoscenza dei miei gusti letterari: i gialli, i thriller e gli storici sono i miei preferiti. I romance meno, tranne Kristan Higgins. Lei ha uno stile che ti trascina nella storia, un'empatia che devo riconoscere come unica. I suoi romanzi non durano sotto ai miei occhi più di due giorni e una notte. 

Per me lei è il massimo quando voglio leggere un romanzo che mi piaccia, su cui non debba riflettere, su cui posso scorrere e vivere. So benissimo che non è Umberto Eco, Charles Dickens o Jules Verne (che, tra l'altro, adoro) ma facendo la bookblogger ho imparato che non bisogna etichettare ogni singolo genere. Ci sono libri che ti possono piacere anche se non sono di un impegno mentale totalizzante. 

Ed ecco che "La verità su di noi" l'ho letto e divorato. 
Avevo notato delle recensioni poco positive su questo libro che è stato definito meno all'altezza dei suoi precedenti. Ora, io ho letto solo un altro libro della Higgins però a me è sembrato all'altezza.

La storia parla di due sorelle Jenny e Rachel Tate con due vite diverse, nella New York (e sobborghi) dei nostri giorni. 

Jenny vicina ai quaranta, famosa stilista di abiti da sposa e oramai affermata, ha appena divorziato da suo marito, Owen, un chirurgo estetico che aiuta i bambini, perfetto, sempre calmo, ottimo cuoco e sensibile verso sua moglie. Ma sente che Jenny non è la sua metà e così chiede di divorziare, per sposarsi e avere una bimba appena un anno e mezzo dopo con un'altra donna Ana - Sofia, impegnata nello dirigere gli scavi di pozzi d'acqua in Africa. Ma loro rimangono amici, e  Owen e Ana - Sofia invitano spesso a casa loro Jenny per cena o per fare due chiacchiere. Per lei è difficile ma è impossibile odiare quella coppia sempre serena, felice e così gentile, sembrano perfetti.
Rachel, la sorella maggiore di Jenny, ha una vita perfetta con tre gemelle avute dopo tante cure ormonali, adora fare la mamma e la casalinga e ama alla follia suo marito Adam, un avvocato che lavora in un prestigioso ufficio nei sobborghi di New York. Il suo scopo è mantenere la sua vita agiata, piena di amore con le sue tre bimbe Rose, Grace e Charlotte belle e perfette, insieme all'amore della sua vita, suo marito.

Le loro vite verranno ribaltate da.. beh dalla vita. Non tutto va sempre come ci si immagina, o come si potrebbe sperare. Non esiste la vita perfetta, la moglie o il marito perfetti, esiste l'amore, che può finire. Esiste la crudeltà, esiste la falsità ma la semplicità di essere felici per le piccole cose rimane sempre la scelta migliore. La famiglia, l'amore per i propri bambini, le giornate in cui sono pestiferi e non stanno mai fermi, in cui non si conclude nulla, quando tutto sembra andare a rotoli... è la vita e bisogna apprezzarne ogni singolo momento.
Jenny è smaliziata, sicura di sé, ha lavorato tanto per ottenere ciò che si meritava. Rachel si illude in una vita perfetta, senza pieghe con tanto amore, una vita tranquilla come crede abbiano vissuto i suoi genitori.

Io mi ritrovo molto in Rachel come vita quotidiana: anche io ho un bimbo e sì è l'amore della mia vita e senza di lui non potrei vivere. Ma quanta fatica! Come carattere invece mi ritrovo molto di più in Jenny: forte, decisa. Per lei o è tutto bianco o è tutto nero. Mi piace la sua carica e la sua positività.

Il libro ha un ritmo alto, la qualità migliore dei personaggi della Higgins è, come ho già detto, l'empatia: ti ammiccano, ti fanno sentire una persona normale, con dei problemi normali, con una vita che anche quando non è al "top" è comunque bella e da apprezzare.
I punti di vista narranti sono quelli delle sorelle Tate che raccontano gli eventi dividendosi la storia, continuando dove la prima aveva lasciato. Spesso nelle parti in cui è Jenny a narrare veniamo interpellati in prima persona e anche questo aiuta nel creare un rapporto speciale con i lettori.
Pur essendo un romanzo spensierato tocca degli argomenti importanti come la stima di se stessi, il matrimonio, la fiducia nel partner e la forza di affrontare delle disgrazie veramente strazianti. Le situazioni in cui si trovano Jenny e Rachel sono tanto normali da poter essere nostre ma anche lontane tanto basta da trovare questo romanzo non angosciante ma carino, qualcosa su cui riflettere che però non capiterà ai lettori. La Higgins ci regala una visone di insieme, da spettatori a tratti interattivi. 

Io ho adorato questo romanzo e lo consiglio soprattutto a un pubblico femminile: mamme, fidanzate, figlie, sorelle non ve lo lasciate scappare, c'è da ridere, da piangere ma soprattutto da condividere :)


COPERTINA 6,5 | STILE 9 | STORIA 8,5




Titolo: La verità su di noi
Autore: Kristan Higgins
Numero di pagine: 428
Prezzo: 14,90 euro
Ebook: 6,99 euro
Prezzo on line: 12,67 euro

Trama:



Jenny Tate disegna abiti da sposa e dovrebbe quindi essere un'esperta di storie a lieto fine. Forse è per questo che dopo il divorzio ha continuato ostinatamente a essere amica dell'ex marito. E della sua nuova moglie. Forse la migliore amica che abbia mai avuto. No, non può andare bene, non è normale. No? Per questo Jenny decide di lasciarsi Manhattan e il suo ex alle spalle e di trasferirsi nella propria città natale, Cambry-on-Hudson, poco distante da New York, dove si crogiolerà nella perfetta felicità di sua sorella Rachel e della sua splendida famiglia. Un piano niente male per ricominciare. Peccato che al suo arrivo, Jenny si trovi davanti l'apice di una crisi coniugale coi fiocchi: il marito perfetto ha una storia con una collega. Rachel non è certo il tipo da concedere seconde occasioni, ma ora che si trova in mezzo alla bufera, i casi sono due: rimanere single a quarant'anni o intrappolata in un matrimonio che evidentemente non è felice come si era immaginata. Il suo punto di riferimento è l'idilliaca vita coniugale dei genitori, ed è quella felicità che Rachel vuole nella propria vita. Jenny dovrà quindi aiutarla e sostenerla in questo momento non facile. Sarà il caso di svelarle una certa cosetta riguardo al matrimonio di mamma e papà, rischiando di rovinare tutto per sempre? Senza dubbio sarà un'estate di segreti, bugie, tentazioni e rivelazioni, durante la quale le due sorelle potranno contare l'una sull'altra, tra ironia e momenti di gioia.

mercoledì 23 marzo 2016

BLOGTOUR #LaVitaPerfetta di Renèe Knight

Buongiorno a tutti!

Eccoci con l'ultima tappa del BlogTour con al centro "La vita perfetta" della Knight (potete trovare la mia recensione QUI), un thriller molto intrigante e seducente che il lettore difficilmente dimenticherà.




Catherine Ravenscroft non sa cosa sia il sonno. Da quando in casa sua è comparso quel libro, l’edizione scalcagnata di un romanzo intitolato Un perfetto sconosciuto, non riesce più a fare sonni tranquilli, né a vivere la vita di ogni giorno, la sua vita di film-maker di successo, con la sua bella famiglia composta da un marito innamorato e un figlio ormai grande. Non ci riesce perché quel libro – anche se Catherine non sa chi l’abbia scritto, o come possa essere finito nella nuova casa dove lei e il marito hanno appena traslocato – racconta qualcosa che la riguarda molto da vicino. Qualcosa che soltanto lei sa, e che ha nascosto a tutti, anche a suo marito.
Chi è l’autore di quel libro, e come fa a conoscere Catherine e a sapere cosa ha fatto un giorno di tanti anni fa, durante una vacanza al sole della Spagna? E che cosa vuole adesso da lei? Catherine dovrà fare i conti con la paura, e – forse per la prima volta – con la verità. Perché anche le vite che ci sembrano più perfette nascondono dei segreti che possono distruggerle.

Ed ecco una domanda rivolta all'autrice a proposito del suo libro che va a completare una bella intervista in esclusiva per voi da Piemme.

D: C’è qualcosa di personale, della tua vita, dietro l’idea del romanzo?

R: No, non c’è nulla di personale ne "La Vita Perfetta". L’idea però mi è venuta scrivendo un romanzo precedente in cui c’era un personaggio simile ad uno dei miei amici. Le ho mandato  il manoscritto da leggere e,mentre aspettavo il suo parere, ho pensato a come sarebbe terribile scoprire se stessi in un libro senza che nessuno ci abbia avvisati.



Voi come vi sentireste se leggeste un libro che parla di voi, magari di un argomento che avete sempre tenuto solo per voi? Ne sareste spaventati? Arrabbiati o magari solo stupiti?

E qui finisce il BlogTour #LaVitaPerfetta. Voi avete trovato il coraggio per leggere la storia di Catherine? :)



martedì 22 marzo 2016

RECENSIONE || "Al di là del nero" di Hilary Mantel

Buongiorno a tutti!

Stamattina vi parlo di "Al di là del nero" di Hilary Mantel edito da Fazi Editore.
Confesso che la Mantel non mi ha mai fatta impazzire, pur essendo un'amante del romanzo storico, il suo stile all'interno di questo genere non mi convinceva.

In questo caso, invece, mi è piaciuta parecchio con i suoi toni cupi, con le visioni confusionarie della protagonista che contribuiscono a creare un'atmosfera al tempo stesso inquietante e affascinante, che tiene il lettore sempre sul chi va là.


Andiamo per gradi. Dalla cover capiamo subito che il tema trattato nel libro ha a che fare con l'occulto: la carta dell'impiccato fa parte del mazzo dei tarocchi, usato spesso dalle sensitive per predire il futuro. Allison è una sensitiva, non una ciarlatana, una persona che è predisposta a sentire, ad ascoltare e a percepire le persone che passano dall'altra parte, per dirla con le sue parole che passano "dal lato terra al lato aria". 

Anni Novanta, Inghilterra periferia di Londra. Il libro inizia con lei in scena, un evento in cui sceglie delle persone dalle file delle poltrone della sala e comunica dei messaggi dei loro cari o di persone che hanno conosciuto quando erano in vita, aiutata dalla sua socia Colette: lei fa da manager ad Al, le tiene la contabilità e l'aiuta quando il mondo dei morti la manda in crisi. La massa corporea di Al, la costringe spesso a cucinare, a massaggiarla e a sostenerla.
Il loro incontro era forse segnato dal destino; Colette si sta separando dal marito, vorrebbe qualcosa di più dalla sua vita e da sempre è affascinata dal mondo delle medium, delle sensitive. Propio ad una fiera incontra Allison che le propone di lavorare per lei scorgendo dentro la sua aura che in quel periodo qualcosa non andava. Colette accetta e insieme riescono a guadagnare dei bei soldi, comprano una casa e vanno a vivere insieme. Nel frattempo Allison riesce a espandere la sua attività sempre tramortita dal mondo dei morti e dal suo spirito guida Morris, uno zotico, un poco di buono, un uomo che faceva parte della sua infanzia di sicuro non brillante.

Proprio l'infanzia di Allison torna a galla ripetutamente nella storia e molti degli eventi che si verificano nel presente sono collegati a quel periodo. Vittima di una madre che pratica il mestiere più vecchio del mondo, la piccola Al si ritrova a crescere in una banda di criminali che abusa di lei. I suoi ricordi sono confusi, i nomi si sovrappongono, le voci non la lasciano in pace. Solo alla fine del racconto uno striminzito raggio di sole illuminerà la realtà.

La storia è molto originale, anche se, in quanto a eventi non si può dire che segua una cronologia intrisa di significato: ognuno di noi avrà visto film e letto libri con questo argomento curioso, attraente e allo stesso tempo un po' inquietante. La visione che la Mantel dà in questo libro, del "lato aria", non è rassicurante. I morti non diventano più buoni, migliori, più dolci. Nell'al di là non ci si rincontra, si può patire una grande solitudine e rimanere sulla terra moltissimo tempo finché non si trova la luce. Se si riesce a trovare la luce.
Il racconto è una storia cupa, fatta di sussurri, fatti orribili, una buona dose di maleducazione, opportunismo il tutto amalgamato ad una cospicua manciata di cruda e nuda verità. La storia percorre la vita di Allison e Colette, della loro vita insieme, delle loro vite prima di incontrarsi. Il tono inquietante su di me ha avuto un doppio effetto: la paura della visione piuttosto triste del mondo dei morti mi ha fatta riflettere e la stessa ragione mi ha incuriosita tantissimo. Ho letto il libro tutto d'un fiato incapace di lasciarlo all'inizio di un nuovo capitolo.

Il personaggio di Allison mi piace molto, ben costruito, è empatico nei confronti del lettore e comunica una sorta di disagio continuo. Alle volte Al pensa che le sue potenzialità siano un dono, anche se molto più spesso le considera una disgrazia. Non è mai sola, il suo spirito guida la spaventa, la minaccia, è cattivo e non sono amici. Il suo problema con il cibo lo attribuisce allo scompenso che gli spiriti le creano, come se sotto la sua pelle si nascondessero una moltitudine di anime. Giustifica ogni suo pasto con la stanchezza dovuta alle comunicazioni con l'al di là.
Non vuole e non riesce a liberarsi di Morris che spesso è motivo di litigio con Colette che dal canto suo vede più il lato economico della situazione che quello umano. Colette inizialmente mi era piaciuta abbastanza, col tempo diventa rancida, come se si levasse una maschera, smaliziata e stufa di una vita di agi, troppo sicura di se stessa. Allison al suo cospetto sembra un pulcino bagnato, cerca di andarle in contro perché spesso le tocca di parlare con persona (o pezzi di persone) che Colette non vede. 
Il punto di vista narrante è quasi sempre quello di Allison che spiega, ricorda e comunica con i morti; qualche volta prende la parola Colette mostrandoci una realtà che lei non vede e che sente oltremodo strana.

Ho rivalutato moltissimo questa scrittrice capace di attirare il lettore in una bella spirale di curiosità pur non raccontando fatti o eventi particolari, ma solo con l'atmosfera che riesce a trasmettere a chi legge di una storia, di un'infanzia e di una vita dura e difficile che non sembra poi tanto surreale rispetto a come l'avevamo immaginata fino a prima di leggere "Al di là del nero".


COPERTINA 8,5 | STILE 7,5 | STORIA 7



Titolo: Al di là del nero
Autore: Hilary Mantel traduzione di Giuseppina Oneto
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 493
Prezzo: 19,00 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 16,15 euro Amazon


Trama:

Nella grigia periferia inglese, dove il cibo è insapore e la vita è offuscata dalla nebbia del disincanto, la corpulenta Alison si guadagna da vivere come medium, interpellando i morti durante affollate sedute. La sua assistente è Colette, donna scheletrica dal cuore di pietra, cinica quasi quanto lei e reduce dalla rottura con l’inetto marito. A completare il quadro c’è Morris, fantasma volgare, lascivo e dispettoso, sempre tra i piedi. In un bizzarro viaggio on the road lungo le desolate tangenziali del Sudest, i tre si spostano di spettacolo in spettacolo, di motel in motel, dando vita a una serie di performance architettate ad hoc per soddisfare i clienti. Alison sa bene come coniugare le sue doti di deduzione psicologica con la credulità del pubblico, eppure non è una ciarlatana: sa leggere davvero nella mente delle persone ed è davvero in contatto con il mondo degli spiriti, il luogo «al di là del nero». Lei stessa è perseguitata dai suoi demoni: inquietanti figure maschili, spauracchi di un passato di cui porta ancora le cicatrici, che s’impadroniscono della sua casa, del suo corpo e della sua anima, e più cerca di liberarsene, più loro acquistano forza e cattiveria…
La sapiente penna di Hilary Mantel confeziona un romanzo unico, che scorre lungo quella linea sottile tra paradiso e inferno, veglia e sonno, vita e morte.



L'AUTRICE

Nata nel Derbyshire nel 1952, Hilary Mantel ha scritto tredici romanzi, fra cui spiccano Wolf Hall (2011) e Anna Bolena, una questione di famiglia (2013), i primi due libri della fortunata trilogia sulla dinastia Tudor, entrambi insigniti del Man Booker Prize, e La storia segreta della Rivoluzione, imponente opera sulla Rivoluzione francese pubblicata da Fazi Editore in tre volumi. Da Wolf Hall e Anna Bolena, una questione di famiglia la BBC ha tratto l’apprezzata serie TV Wolf Hall, che ha vinto il Golden Globe 2016 come miglior miniserie.