lunedì 15 febbraio 2016

RECENSIONE || "Armadale" di Wilkie Collins

Buongiorno e buon inizio settimana, lettrici e lettori!

Dunque, ho finito nel corso del weekend "Armadale" di WiIkie Collins.
Dello stesso autore avevo già letto due libri, "La donna in bianco" e "Senza nome", per cui lo stile di questo scrittore non era per me cosa nuova.

Un'unica avvertenza, che tengo a precisare perché mi è stato fatto notare nel corso della lettura sui social: Wilkie Collins è un autore dell'Ottocento e pur essendo molto scorrevole, in confronto ad altri autori dell'epoca, prima di prendere in mano un suo romanzo (sono, tra l'altro, letteralmente pesanti alcuni hanno quasi mille pagine) bisogna tenere ben a mente che non si sta leggendo Fabio Volo.

Collins ha uno stile tutto suo che non ritroverete in nessun autore moderno o passato. Avendo avuto un'istruzione giuridica - avvocato di professione - le sue storie ruotano attorno a cavilli e leggi, creando situazioni in cui i personaggi cercano di ingannare il governo inglese e le sue regole o di mettere giustizia laddove non riescano i giudici o chi per loro amministra la legge.

Detto questo avrete capito che stiamo parlando di "classici", diciamo che può essere considerato uno dei pionieri dei gialli moderni.

Tornando ad "Armadale": l'ho trovato davvero fantastico. Credo che T.S. Elliot avesse ragione; dei tre che ho letto questo è il libro migliore di Collins.
Il libro è diviso in sei libri e  la vicenda nasce grazie a un caso: un dissidio tra padre e figlio. Il genitore disereda il suo giovane discendente di tutto e di più: tutti i suoi possedenti e tutto il denaro verrà ereditato dal suo figlioccio alla condizione che questo giovane assuma il suo nome, Allan Armadale. Che occasione ghiotta per una famiglia non esattamente abbiente, ovviamente la madre del ragazzo non può che accettare.
Da questo punto in poi Allan Armadale non sarà solo più uno: un doppione vive sulla stessa terra e respira la sua stessa aria. Entrambi sono malintenzionati l'uno verso l'altro e come il destino vuole un Allan Armadale non sopravviverà, proprio per mano del suo omonimo.

Ed ecco che i sensi di colpa si fanno sentire sul letto di morte e Mr. Armadale si sente di mettere in guardia il proprio figlio (che ancora, lo zampino del fato vuole che si chiami come il padre) a rifuggire la famiglia "originale" degli Armadale e anche di chi li serviva come domestici. 

Esistono le coincidenze? Esiste il destino? Ovviamente i due Armadale della seconda generazione si ritroveranno e dando credito a superstizioni, segreti ed eventi inspiegabili si ordinerà una vicenda intricata, senza soluzione dove una perfida donna, rossa di capelli, occhi blu, bella da togliere il fiato, cercherà vendetta e denaro per riscattare una vita misera e malvagia. Riuscirà nel suo intento la bella Miss Gwilt oppure il destino ci rimetterà le sue zampe e salverà i due Armadale?

I protagonisti sono accompagnati da alcuni personaggi sulla sfondo ma che hanno un certo rilievo. Potrei chiamarli "aiutanti": Mr. Brock il parroco della chiesa in cui la madre di uno degli Allan Armadale trova rifugio, Mrs. Oldershaw che consiglia malevolmente la cara Miss Gwilt, Mr Perdgift Senior e Junior avvocati del giovane Armadale, che per quanto mi riguarda sono i personaggi che più mi stanno a cuore, e Mr. Bashwood vecchio decrepito, ingenuo ma soprattutto innamorato e illuso. 

In questo bell'intreccio le parti si ribaltano più volte, i punti di vista narranti si alternano molto velocemente fino al terzo libro. Il quarto libro la fa da padrone Miss Gwilt che racconta nel suo diario tutti i suoi programmi malefici, mentre nel quinto libro si aprirà uno spiraglio sul passato, finora tenuto nascosto al lettore, della bella Lydia Gwilt e sul motivo della sua crudeltà.

I due protagonisti indiscussi sono Ozias Midwinter e Allan Armadale legati da un'amicizia indissolubile e profonda che nulla può sciogliere, nemmeno il passato oscuro di uno dei due. Proprio per questo la domanda viene spontanea: le colpe dei padri ricadono per forza sui figli? Non esiste una via d'uscita?

"La sola persona che la sua superstizione temeva era la donna la cui vita si era intrecciata con quella dei due Armadale della prima generazione e con le fortune dei due Amramdale della seconda generazione, la donna che era al contempo l'esplicito oggetto dell'avvertimento di suo padre in punto di morte e la causa prima delle calamità che avevano aperto le porte a Thorpe - Ambrose ad Allan..."

La narrazione non è lineare: si alternano  più scambi epistolari che spesso spiegano anche gli eventi narrati e raccontati da un punto di vista esterno e lasciato in sospeso dall'autore alla fine di un capitolo. Il ritmo è alto, anche se devo confessare, in alcuni punti il lettore non può fare a meno di prendersi una pausa: ogni tanto ci si chiede quando si arriverà al punto, quante altre situazioni arzigogolate lo scrittore metterà in scena prima di arrivare alla verità? Ritengo che questo sia il lato positivo e il lato negativo di Collins: non esiste un autore altrettanto geniale nel creare personaggi, situazioni e narrazioni e nemmeno un altro che riesca a procrastinare in questo modo il termine del libro e della vicenda narrati.
Le descrizioni, di luoghi, persone e scene sono belle e facili da immaginare ma senza essere prolisse e pesanti. I dialoghi tra i vari personaggi sono a dir poco brillanti in cui spicca una sintassi che nel romanzo moderno è assolutamente introvabile.

Lo consiglio a chi piace il genere, per chi non conosce Collins invito a provarlo perché non si pentirà di aver letto questo autore inimitabile e di aver scoperto quali vicende pazzesche  è riuscita a partorire questa mente dell'Ottocento.

COPERTINA 7 II STILE 8 II STORIA 8





Titolo: Armadale
Autore: Wilkie Collins traduzione di Alessandra Tubertini
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 805
Prezzo: 18,50 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 15,73 Amazon

Trama:

Armadale è un nome, ma il romanzo non è la storia del personaggio che lo porta. È piuttosto la storia del nome stesso, anzi del mistero che vi si cela. Perché sono quattro gli Allan Armadale coinvolti nella vicenda, due padri e i rispettivi figli: opera del destino o del caso? Quando l’anziano Allan Armadale, in punto di morte, affida a una lettera una confessione terribile, non immagina nemmeno lontanamente le ripercussioni che ne seguiranno: il segreto che rivela coinvolge la misteriosa Lydia Gwilt, tentatrice dai capelli rosso fuoco, bigama, dipendente dal laudano e avvelenatrice di mariti. I suoi maliziosi intrighi carburano la trama di questo dramma appassionante: una storia di identità confuse, maledizioni ereditate, rivalità amorose, spionaggio, denaro… e assassinio.
Il personaggio di Lydia Gwilt orripilò i critici dell’epoca, al punto che un recensore la descrisse come «una delle donne maligne più recidive di sempre, i cui espedienti e le cui brame hanno infangato la narrativa». Resta fra le più enigmatiche e affascinanti donne del diciannovesimo secolo, il cuore nero della più sensazionale fra le sensation novel vittoriane.
Considerato tra i capolavori di Collins, Armadale, romanzo a tinte forti e pieno di suggestioni, conferma il talento magistrale dell’autore nel tessere un intreccio in maniera impeccabile.





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