mercoledì 27 gennaio 2016

Giorno della memoria, i libri per non dimenticare

Il 27 Gennaio ricordiamo lo sterminio e la persecuzione degli ebrei, durante la seconda guerra mondiale, a causa delle leggi razziali e naziste. 

Ho sempre creduto che non esista modo migliore di far conoscere (e ricordare) che leggere le storie di chi è sopravvissuto, di chi ci è stato, di persone che sono rimaste sole al mondo dopo lo sterminio. Tutte le volte che leggo una di queste testimonianze i miei vestiti puliti mi fanno prudere la pelle, il calore della mia stanza mi riesce insopportabile, un senso di tristezza e di orrore mi pervade. E così deve essere. Tutti dovremmo ricordare la Shoah e trasmetterla ai nostri figli a chi non avrà la possibilità di sentire la dure realtà dalla voce di chi è sopravvissuto. 


La legge n. 211 del 20 luglio 2000 ha istituito il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Espressamente il fine è "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."

In tutta Italia il 27 gennaio - giorno della liberazione del campo-simbolo di Auschwitz - è il giorno dedicato al ricordo.



I libri che vi consiglio sono questi:



"La baracca dei tristi piaceri" di Helga Schneider  Salani Editore è uno dei libri che più mi ha colpita. La storia racconta di questa ragazza di Berlino che viene deportata, separata dal suo amore da ragazzina, e messa nei blocchi destinati alle prostitute. Pur essendo un mestiere terribile, lei si sente una privilegiata, da mangiare non manca, sono abbastanza pulite e spesso gli uomini che richiedono i loro servizi vogliono solo parlare o piangere.
Ma altri oltre che a usarle, le bruciano con le sigarette, le insultano e le picchiano.
Un romanzo duro, una storia difficile da leggere ma che vi consiglio caldamente.

Trama:

"Stava lì, l'aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l'uniforme impeccabile… Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: ‘Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d'ora in poi farai la puttana per cani e porci'".
Così racconta l'anziana Frau Kiesel alla giovane e ambiziosa Sveva, dando così voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all'interno stesso dei campi di concentramento, in base un'aberrante strategia per la limitazione dell'omosessualità.
Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi – spesso veri e propri relitti umani – che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso tristissimo. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall'umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciarla fecero di tutto per nascondere quella tragedia, seppellirla dentro di sé. In questo nuovo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più, e a rendere un coraggioso omaggio alle donne che in tutti i tempi e in tutti i luoghi subiscono la violenza degli uomini, delle leggi, della Storia.



"La chiave di Sara" di Tatiana de Rosnay  Mondadori l'ho letto guarda caso durante un viaggio a Parigi. Il libro, molto famoso, racconta di questa famiglia che viene deportata e la ragazzina, Sarah, cerca di proteggere il fratellino chiudendolo in un armadio a muro, praticamente invisibile per chi non conosce la casa. Il resto della famiglia viene portato al velodromo di Parigi per diversi giorni in condizioni igieniche pietose. Sarah cerca qualcuno a cui consegnare la chiave per liberare il fratello ma non trova nessuno... Intanto il loro viaggio verso i campi di concentramento prosegue e Sarah continua a cercare qualcuno che possa ritornare a casa sua e occuparsi del piccolo bimbo chiuso nell'armadio...
Il film rispecchia abbastanza bene la storia, ma il libro è impareggiabile. Da leggere!

                                                  Trama:

È una notte d'estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall'irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d'Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant'anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un'inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza.



"Il bambino con il pigiama a righe" di John Boyne  Rizzoli Questo libro non l'ho  letto, ma il film l'ho visto e secondo me nasconde un bellissimo romanzo. La storia racconta di questa famiglia tedesca impegnata a gestire un campo di concentramento. L'ufficiale tedesco e la moglie hanno un bambino che è sempre solo in questa grande casa. Giocando nel cortile e nei dintorni della residenza scopre una recinzione: al di là c'è un bambino. Questo bambino ha un pigiama a righe. I due ragazzini diventano amici e tutte le volte che possono si trovano in quel punto della rete e parlano separati dal filo spinato..

Trama:

Bruno è un bambino di nove anni, figlio di un comandante delle SS, completamente all’oscuro della realtà della guerra e di quanto avviene nella Germania nazista. Un giorno incontra un bambino ebreo, Shmuel, chiuso in un luogo circondato da un recinto. Nonostante ci sia una rete a dividerli, giorno dopo giorno tra i due bambini cresce un’amicizia segreta così forte che li porterà a condividere un uguale destino.



"Il parrucchiere di Auschwitz" di Eric Paradisi    Longanesi trovate la recensione sul blog. L'ho letto pochissimo tempo fa e anche questo mi è sembrato un buon romanzo per non dimenticare. Un altro punto a suo favore è che parla di un giovane romano, Maurizio, cresciuto nel quartiere ebreo e viene deportato lasciando la sua ragazza impiegata nella resistenza nelle grinfie dei soldati fascisti. Il racconto prosegue descrivendo Auschwitz, i trattamenti che riservavano ai deportati e ai lavoratori. 

                                                  Trama:

In una gelida notte d'inverno, la voce di Flor si leva sulla città innevata per raccontare, in un canto intimo e toccante, una storia all'uomo che ama: la storia di suo nonno Maurizio, barbiere del ghetto in una Roma occupata dai nazisti, e di Alba, la ragazza dai capelli biondo cenere che crede in un futuro diverso e che per questo ha abbracciato la Resistenza. Fortunosamente scampato alla retata che gli ha portato via l'intera famiglia, Maurizio trova rifugio nell'appartamento di Alba, dove, giorno dopo giorno, fra speranza e trepidazione, attende che lei faccia ritorno dalle sue missioni clandestine. Finché non arriva la domenica: allora, come in un rituale tutto loro, le spunta i capelli rinnovandole la sua promessa di una vita insieme dopo la guerra. Il sogno, però, si infrange in una mattina di primavera, quando i fascisti li sorprendono nel sonno: lei finisce in carcere, lui su un treno diretto ad Auschwitz. Lì, nel più funesto dei campi, Maurizio riuscirà a sopravvivere proprio grazie alla sua destrezza con forbici e rasoio e all'inestinguibile ricordo di quel volto, di quei capelli. Ma la neve continua a cadere, intanto, e il racconto di Flor, intrecciandosi con quello della propria vicenda amorosa, si fa struggente messaggio per l'amato, invito accorato a trovare, a sua volta, la forza e le motivazioni con cui far fronte al distacco e agli eventi di una storia che sembra perennemente riecheggiare se stessa.

In occasione del Giorno della Memoria troverete diverse nuove uscite, come "La pianista di Auschwitz" di Suzy Zail (trovate la trama seguendo il link), "La ragazza con la bicicletta rossa" di Monica Hesse, "Il bambino in cima alla Montagna" di John Boyne e "La sarta di Dachau" di Chamberlain Mary. 
In quanto a saggi invece potrete trovare Racconti dal ghetto di Lodz di Abram Cytryn e da una prospettiva diametralmente opposta "I caduti di pietra" di Giuseppe Russo.








Passiamo ai classici "Se questo è un uomo" di Primo Levi . Non sono riuscita a leggerlo per intero. Un libro unico e profondo, che lascia poche parole e poca immaginazione al lettore. "Diario"di Anna Frank  un altro libro in cui la piccola Anna Frank descrive la sua vita prima che venissero scoperti. Nascosti, immobili, fermi, senza poter parlare o fare un rumore Anna scrive la sua vita di tutti i giorni come una reclusa, ancora viva ma già imprigionata. "La lista di Schlinder" di Thomas Keneally  non l'ho ancora letto ma come molti di voi ho visto il film. Credo che sia uno dei film per antonomasia insieme a "La vita è bella" da guardare per ricordare. 





Cerchiamo di ricordarci del nostro passato per un futuro migliore. Secondo me le storie sono forse uno dei metodi migliori per non dimenticare e sentire il più vicino possibile cosa hanno passato i nostri nonni e le persone dell'epoca.




2 commenti:

  1. Ottimi consigli! I libri che hai scelto raccontano la Storia attraverso esperienze dolorose, tutti noi abbiamo il dovere di "ricordare". L'uomo spesso non impara dai suoi errori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! Guarda qualcuno mi ha scritto che anche attraverso i libri, non potremo mai rivivere ciò che hanno passato le persone che davvero sono vissute in quel periodo. Sono d'accordo ma credo che se non insegnamo nulla ai nostri figli, attraverso i libri, di sicuro si dimenticheranno. Non ricorderanno l'orrore di quel periodo.

      Elimina