domenica 14 febbraio 2016

RECENSIONE II "Le stanze buie" di Francesca Diotallevi

Ho terminato questo libro tra atroci sofferenze d'animo. Avevo alte aspettative nei confronti di questo romanzo - un po' tra il thriller e la saga familiare - che non sono state deluse.

Il libro (ambientato tra la metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento) parla di Vittorio Fubini un maggiordomo impeccabile che a causa del testamento dello zio - che sempre ha aiutato economicamente lui e sua madre - è costretto a lasciare il suo splendido lavoro a Torino per trasferirsi a Villa Flores, nei pressi di Neive. 
Vittorio rispetta il volere dello zio Alfredo, in fin dei conti glielo deve anche se pensa di essere sprecato in un posto del genere: lui è meticoloso, efficiente, leale e adora fare il suo lavoro al meglio. Non ammette errori o distrazioni ciò che conta è essere un maggiordomo perfetto, invisibile ma sempre pronto ad anticipare i bisogni del padrone.

Non si può vivere chiusi in stanze buie.

Al momento dell'arrivo il suo animo, quasi glaciale, gli fa interpretare la situazione in casa in modo del tutto errato: il padrone come una persona con la situazione ben salda in mano e una padrona strana, ambigua che non si adatta alle convenzioni e a ciò che sarebbe conveniente per una signora del suo rango: dà del Tu alla servitù chiamandola per nome di battessimo, cresce sua figlia senza bambinaia e corre scalza nel prato dove prepara profumi. 

Lucilla Flores non era diversa dai profumi che creava. Era un mistero imbevuto di vita. E io stesso, seppur insistessi nel volerlo negare, iniziavo a subirne il fascino.

Oltre a queste stranezze si aggiunge la visione fugace di una donna vestita di bianco che entra in porte chiuse a chiave e piange. Spesso la vede riflessa negli specchi, la sogna la sente sbattere i pugni contro una porta chiusa, che il padrone ha severamente ordinato di non aprire mai. Il campanello di quella camera suona di notte più volte e Vittorio non capisce come mai: la stanza dovrebbe essere vuota. Lui cerca di non cedere a questa follia, essendo un uomo razionale che non crede a ciò che non esiste. 

Ma i giorni in cui non mi stupivo mai di nulla avevano smesso di appartenermi


La vicenda da quel momento in poi assume i toni del giallo e porteranno il nuovo maggiordomo a preoccuparsi meno del lavoro e della sua meticolosità per scoprire cosa è avvenuto in quella casa tanti anni fa e a conoscere meglio Lucilla, la signora Flores e la sua bambina Nora, Eleonora Flores, descritta come un poi matta, vede cose che non esistono.

Quando giunsi a descrivere Morgana la fata [...] la bambina mi fermò. [...]
"Sembra la signora vestita di bianco..."
"Chi è la signora vestita di bianco?"
"La mamma non vuole che ne parli..."
Vede cose che non esistono, non si tratta di semplice immaginazione.


Tra amore, passato, menzogne e fantasmi il libro fa vivere al lettore colpi di scena che smentiscono ogni idea che ci si poteva essere fatti fino a quel momento, svelando una storia familiare ben più intricata di quanto si avesse presunto fino a quel momento. Le emozioni non mancano e devo dire che Francesca Diotallevi non si smentisce, per me rimane una delle scrittrici italiane più brave di questo momento storico.

Lo consiglio non solo agli amanti delle saghe familiari ma anche agli amanti del thriller perché devo dire che i brividi non mancano. Assolutamente un romanzo da tenere in considerazione, di sicuro uno dei miei preferiti!

Titolo: Le stanze buie 
Autore: Francesca Diotallevi
Numero di pagine: 387
Prezzo: 22 euro
Ebook:
Prezzo on line: 18,70 euro Amazon




Trama:

Torino 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale, completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell'alta società torinese, e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anti-conformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c'è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita.


8 commenti:

  1. Nella mia lista da un bel po', dopo la tua recensione credo proprio che lo acquisterò a breve! :)

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    1. Sono contenta di averti convinto! :) te lo consiglio davvero! :)

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  2. Anch'io lo corteggio da un po' :) Sembra davvero molto bello questo romanzo! :)
    Il libro che hai in lettura, invece, a me ha deluso parecchio! In parte è stata una delusione, e spero vivamente che a te possa piacere :)

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    1. Ciao! Ti dico la Allende mi sembra "particolare" e' molto schietta e tende a raccontare, letteralmente, invece che far raccontare la storia dai propri personaggi! Ci ho messo un centinaio di pagine ad abituarmi al tono schietto e diretto ma adesso diciamo che lo sto apprezzando :) hai provato qualche altro libro della Allende? :)

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    2. No, Sara! Ancora no. Non al momento. La Allende per certi versi mi ha un po' deluso, dunque ci penserò se dargli o meno un'altra possibilità :(

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    3. Capisco! Sto finendo "La casa degli spiriti" ed è profondo.... Non nei termini ma nel peso del pensiero! È un libro che mi sta lasciando un senso di stanchezza ma mi ha anche riempita! Credo che la prenderò a piccole dosi per apprezzarla al meglio! :)

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  3. E' da un po' che desideravo leggere questo libro e il tuo commento mi ha convinta del tutto :)

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    1. Mi fa piacere! Te lo consiglio davvero è un romanzo davvero bellissimo! :)

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