giovedì 12 novembre 2015

RECENSIONE II "La leggenda del trombettista bianco" di Dorothy Baker

Sta per finire un'altra settimana e io vi racconto di un bel romanzo che potrete leggere tranquillamente in questo weekend!

"La leggenda del trombettista bianco" è la storia di Richard Martin un ragazzo con la musica nelle vene. Rick scopre il suo talento solo quando inizia le superiori. Non è mai stato brillante negli studi: disinteressato e apatico. Quando per caso trova un pianoforte in una sala adibita ad aula di ritrovo di una setta comincerà a scoprire la sua passione per il pianoforte e la musica. Decide che vuole avere uno strumento tutto suo con cui esercitarsi per cui lavora come raccogli birilli dove incontrerà Smoke, quello che sarà il suo più grande amico nella vita.

"E dal quel momento poi, tutto fu possibile: il ragazzo era condannato, e maturò una dipendenza dal ritmo sincopato per il resto dei suoi giorni."


Smoke è portato per il ritmo, è un batterista e come lui non riesce  a concentrarsi e tenersi   un lavoro. Rick e Smoke inizieranno ad andare ad ascoltare Jeff Williams e la sua band e da lì inizierà un sodalizio e un'amicizia che durerà per tutta la vita di Rick. 

"Aveva il viso duro e nervoso di un uomo che sa il fatto suo, quel genere di viso che tradisce sempre una passione speciale."

Per loro la musica è tutto, non dormono, non mangiano, non lavorano ma suonano. Suonano il jazz, ma il jazz dei negri e Rick è bianco. Per una volta è un bianco fuori posto, in un locale, in una band, in una compagnia di negri. Gli spartiti delle canzoni servono solo a a dare loro un'idea di come suona il pezzo, ma la vera musica è quella che viene dal cuore, come riempi gli spazi vuoti e come suoni le note. I pezzi alla fine sono sempre diversi: una musica nuova una volta dopo l'altra. E proprio la musica totalizza il suo mondo e durante la sua vita diventerà uno dei più bravi trombettisti in circolazione: ricco, bravo, acclamato e famoso. 

"È una formula semplice: fai del tuo meglio, e forse piacerà a qualcuno."

Dorothy Baker è una scrittrice con un grande senso della descrizione: nel racconto ci si immagina benissimo la sala in cui Rick prendeva lezioni da Jeff o da Art Hazard, il trombettista; l'atmosfera dei locali di New York, la casa dell'infanzia di Rick e il Rendez - vous il locale dove Rick aveva suonato l'estate che cambiò la sua vita. Descrive molto bene anche i personaggi, sono reali e trasmettono l'amore e la passione per la musica: sono empatici attraverso la carta stampata. 

A me è piaciuto molto, sarà perché l'argomento non è spesso trattato, ma la Baker ha un modo di scrivere coinvolgente che non lascia scampo al lettore: vieni preso e tirato dentro la storia. La musica diventerà il mondo di chi sta leggendo per tutte le 234 pagine del libro. 

Titolo: La leggenda del trombettista bianco
Autore: Dorothy Baker (traduzione di Stefano Tummolini)
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 234
Prezzo: 16,00 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 13,60 euro




Trama:
New York, anni Venti. Tra i club dalle insegne luminose e gli ampere degli studi di registrazione, quello di Rick Martin è un nome che viene pronunciato con rispetto, quasi sottovoce. Degli altri musicisti si dice che sì, sono bravi, ma non sono certo lui, come se il suo talento fosse il metro di paragone per quello degli altri. Sul suo conto girano tante storie: fin da giovanissimo ha sempre frequentato i neri, anche se è bianco, per questo è così indisciplinato; per imparare a suonare marinava la scuola e andava a esercitarsi in una chiesa abbandonata; è stato nientemeno che il grande Art Hazard a insegnargli i segreti della tromba. Voci, dicerie, leggende. Ma chi è davvero Rick Martin?
In quest’affascinante romanzo dalle atmosfere notturne e fumose, ambientato nell’epoca del proibizionismo e dei jazz club e ispirato alla leggendaria figura di Bix Beiderbecke, Dorothy Baker – qui al suo fulminante esordio – accompagna il lettore nel cuore e nella mente di un ragazzino nato nei bassifondi della provincia americana, tra le case fatiscenti di periferia e le backroad che portano verso il nulla, con un dono che è anche un fardello: quello di un talento soverchiante, che ti spinge a non dormire la notte pur di inseguire la perfezione, così schiacciante da lasciarti fuori dalle fila di quelli che la società ha educato, che sanno controllarsi e recitare la loro parte. Una routine in cui rintanarsi, un lavoro regolare, una vita tranquilla – niente di tutto questo interessa Rick, solo la musica. Ma c’è un’altra qualità che sempre dovrebbe accompagnare un’anima con un dono simile, e che Rick non possiede: la capacità di tenere il corpo sotto controllo, mentre lo spirito segue la sua ossessione e le notti passano insonni alla ricerca della melodia definitiva, lanciati verso quell’ultima nota che non può essere raggiunta, soli, affamati, alla deriva, in attesa dell’inevitabile schianto finale.




2 commenti:

  1. Anche questo in lista! :)
    Già dalla trama sembra molto bello :)

    RispondiElimina