martedì 20 ottobre 2015

RECENSIONE II "L'ufficiale dei matrimoni" di Anthony Capella

Salve lettrici e lettori,

Ho finito di leggere "L'ufficiale dei matrimoni" di Anthony Capella da qualche giorno e non vedo l'ora di parlarvene!

La storia è ambientata nel pieno della seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1945, a Napoli e in un secondo momento a Roma. Il clima è strano: gli Alleati che si aspettavano che la popolazione li acclamasse in realtà non li vede di buon occhio. La gente di Napoli non sa da che parte stare: prima i tedeschi e adesso gli inglesi e gli americani, si sentono conquistati e sfruttati. I ristoranti, i bar e i cinema sono chiusi, le case bombardate e le donne non sanno più che mestiere fare, se non quello più vecchio del mondo.

"Qui non è come essere a casa. Qui non esistono regole, solo ordini. Rispetta gli ordini e andrà tutto bene. Ma se cerchi di capirci qualcosa, impazzirai."

Inevitabile che soldati e ragazze napoletane - che per necessità hanno dovuto arrangiarsi a fare le prostitute - si incontrino e si innamorino. L'ufficiale dei matrimoni inglese, James Gould, arriva a Napoli proprio in questa situazione. Il suo compito? Fare un esame alle fidanzate dei suoi colleghi, un colloquio, perché per sposarsi con un militare inglese non possono essere prostitute o corrotte, ma brave donne con un lavoro onesto. Ma quante ragazze esistono che possono mantenersi con un lavoro onesto in tempi di guerra? Nessuna. Allora bisogna impedire l'amore a decine di coppie solo perché il destino e la situazione storica sono avversi?

Da quando sono arrivati gli Alleati, molti soldati si sono messi intesta di sposare ragazze del posto. La situazione stava sfuggendo di mano. Naturalmente, qualunque militare in servizio che desideri sposarsi deve ottenere il permesso dal suo superiore. Quindi, nel tentativo di rallentare il flusso, l'ufficiale comandante ha deciso che ogni fidanzata potenziale deve superare un esame per verificare che fosse idonea e di buon carattere.
"Che diavolo significa "di buon carattere"?
"Che non è un puttana, in poche parole."


Gould troverà diverse difficoltà (come capire i gesti della gente del posto e cercare di tenere per sé i bollenti spiriti per non ammalarsi di sifilide) e quando incontrerà Livia Pertini il suo mondo, il suo modo di pensare e di vivere cambieranno drasticamente.


 L'amore che nasce tra i due è tenero e sincero, caratterizzato dalla cucina che in maniera sensuale si trasforma in qualcosa da discutere in camera da letto. Livia dal canto suo è una donna forte, gestisce un'osteria con il padre e la sorella vicino alla bocca del Vesuvio. Il lavoro non la spaventa e mai e poi mai farebbe la prostituta per riuscire a sopravvivere. Il caso ha voluto che la sua vita prendesse svolte inaspettate. 

I confetti con le mandorle stavano a indicare che nella loro vita ci sarebbero stati momenti di amarezza ma anche di dolcezza.


Le avversità della guerra riescono ad accendere e a sottolineare tutte le piccole cose della vita, anche quotidiana, che si danno per scontate in tempo di pace, facendo diventare anche rituali normali - come pranzare insieme o ritagliarsi del tempo per la coppia nel pomeriggio - eventi importanti, di cui tenere ricordi preziosi.

"Ma al cuore non si comanda. Non sempre, almeno. A volte decide come gli pare, e non ti resta che decidere se seguirlo oppure no."


La differenza culturale tra Livia e James - italiana e inglese - viene affrontata e poi riequilibrata tramite la cucina e il linguaggio del corpo: le barriere razziali cadono e crollano sotto gli effetti della guerra, della cucina e dell'amore.

"Ti consiglio di bere molto tè. Non ridurrà i tuoi desideri, ma secondo la mia esperienza è difficile immaginare di cedere a istinti animaleschi mentre si sorseggia una tazza di tè."

La storia scorre via veloce, lascia il tempo di coccolarsi tra i baci dei protagonisti per poi far cadere il lettore in un burrone di ansie e paure per loro. Le svolte e i colpi di scena non mancano, la profondità con cui viene descritta la loro vita, i piatti che cucinano, i loro gesti più intimi è tale da lasciare il lettore sedotto e assetato del racconto di Capella: una volta iniziato il libro è impossibile staccarsi, ci rimani appiccicato come se fosse la storia della tua vita.
L'argomento storico è abilmente intrecciato con quello sociale, soprattutto per quanto riguarda l'ambito femminile, e con le vicende pratiche dei personaggi e dei protagonisti: Capella rivela scene profondamente reali dell'epoca dalle disgrazie al temperamento gioviale e insensato italiano.

Lo consiglio a chiunque ami le storie vere, di persone che non ci sono più, di persone che hanno fatto la loro storia e la Storia, che hanno vissuto una vita piena con mille difficoltà e mille gioie. Un romanzo stupendo, imperdibile, ancora una volta Anthony Capella non delude (autore de "Il profumo del caffè" e de "Il pasticciere del re").

Titolo: L'ufficiale dei matrimoni
Autore: Anthony Capella
Editore: Neri Pozza
Numero di pagine: 340
Prezzo: 18,00 euro
Ebook: 
Prezzo on line: 13,50 euro



Trama:

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po’ di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall’aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l’intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di «ufficiale dei matrimoni», di soldato, cioè, incaricato di verificare che le «fidanzate» dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in «mogli» siano «idonee» e di «buon carattere», vale a dire che non siano prostitute.
Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l’ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava.
Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del ’43, la prima città italiana importante a essere liberata dagli Alleati, il luogo apocalittico in cui i tedeschi in fuga hanno fatto saltare le fogne; dove nella penombra dei vicoli si aggirano belle ragazze coi capelli e gli occhi scuri che, infagottate in giacche militari americane, si offrono in cambio di «tre scatolette» di cibo; dove bambini molto piccoli si avventurano nel pandemonio delle strade per vendere rossetti e portafortuna; e su bancarelle improvvisate, ricavate da un paio di valigie e una tavola di legno, si smerciano montagne di prodotti e dotazioni militari di ogni tipo: razioni, coperte trasformate in abiti e cappotti, stivali, sigarette, fialette di penicillina, carta igienica, perfino gomitoli di cavi telefonici; dove, infine, gli scugnizzi sono in grado di alleggerire chiunque di ogni ben di dio senza che il malcapitato se ne accorga.
Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould, ufficiale dei matrimoni dell’esercito di Re Giorgio, accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un’affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d’occupazione.
La ragazza si chiama Livia Pertini, è una vedova di guerra ed è talmente nota nel circondario per la sua avvenenza e le sue capacità culinarie – la trattoria dei Pertini è rinomata persino in città – da attrarre le malsane mire di Alberto Spenza, ex venditore di nastri arricchitosi col mercato nero.


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