domenica 14 febbraio 2016

RECENSIONE II "La casa di Parigi" di Elizabeth Bowen

Finalmente trovo un momento per scrivervi del libro che ho appena concluso "La casa di Parigi" di Elizabeth Bowen. Inizio già a dirvi che è un romanzo scritto nel 1935 e che Sonzogno editore ha rieditato in una versione nuova e integrale. La Bowen faceva parte del Bloomsbury club di Londra e tra le sue conoscenza annoverava anche Virginia Woolf.

Passiamo al romanzo: più che evidente è che sia stato scritto in un'altra epoca, i bambini  (Leopold e Henrietta) cresciuti come piccoli adulti, con un linguaggio forbito e maniere ineccepibili. 
La storia inizia dal presente per poi spostarsi al passato e ritornare al presente. All'inizio siamo in compagnia di questi due bambini che non sono collegati in nessun modo a parte il fatto che si trovano nella stessa casa di Parigi per un tempo veramente limitato, anche se per motivi diversi. È  strano come la Bowen inserisca Henrietta, la bambina, una sorta di mediatore tra il mondo dei grandi e quello dei bambini, un'estranea a cui raccontare le cose intime della propria famiglia e dei propri cari, perché si sa che alle volte è più facile parlare ad un estraneo di certe cose. Mi direte se anche voi avete provato la stessa sensazione alla fine del libro.


"Da quanto ne sapeva Henrietta, il cuore era un organo: se lo immaginava foderato di peluche rosso ed era sicura che non potesse rompersi, anche se forse si poteva lacerare."


Nel presente si inizia, tramite il racconto della padrona di casa, a stagliarsi il passato. Ecco io questa parte l'ho vissuta (sì, vissuta) come il racconto di un momento; o forse di una vita. La  scrittrice, non so come, è riuscita a raccontare un momento che determina una vita e una vita che determina un momento. La storia ha diversi punti focali che si conseguono l'un l'altro tramite le scelte dei protagonisti e degli eventi della vita.


"Non potevi diventare qualcuno se non disapprovando qualcosa."


I personaggi vivono sentimenti profondi che la Bowen racconta con delle metafore e paradossi veramente unici. L'amore vissuto poco ma anche pienamente e forse posteriori troppo poco. La scrittura si adatta perfettamente agli eventi: sa essere lenta e pesante nei momenti morti tra i due bambini, coinvolgente e dinamica nei momenti tra gli amanti e tesa nel momento della verità. 


"Da lei si aspettava un passato semplice come il presente, una specie di presente vissuto da un'altra parte."


Definirei questo romanzo come un ottovolante di emozioni e di ritmo: si passa dal pesantezza di certe situazioni, alla lentezza di certe altre e alla dinamicità della storia. 


"Quell'amore incipiente, quella voglia di nuove mani, nuove labbra, nuovi occhi, li teneva pazientemente a distanza.."


I personaggi che mi sono piaciuti di più sono Max e Karen (non vi posso dire perché, non voglio spoilerare nulla!) e probabilmente il personaggio che mi ha fatto l'impressione più ambigua e peggiore è Madame Fisher. 
La famiglia di Karen  viveva in un laghetto di felicità, nessuna tristezza li aveva mai toccati. Londra li teneva in grande considerazione e tutti li ammiravano e li invidiavano. Karen esce da questo torpore, dal suo mondo di zucchero filato e scopre che esiste anche il dolore, le difficoltà e l'oppressione misto a dolore dell'amore. Naomi è sensibile, silenziosa, insipida. "Naomi è come la mobilia, come il buio", non ci si accorge di lei. Madame Fisher invece è ovunque, vede qualsiasi cosa e sa tutto, non importa cosa o dove sia accaduto lei ne è conoscenza e forse lo aveva già previsto. 

Consiglio questo romanzo non solo a chi piacciono le saghe famigliari, ma anche a chi piacciono le storie d'amore intrecciate, la vita vissuta e i segreti imposti dalla società, di quelli che sanno sgretolare le famiglie e gli individui.

Titolo: La casa di Parigi
Autore: Elizabeth Bowen
Editore: Sonzogno
Numero di pagine: 280
Prezzo: 16,00 euro
Ebook: 
Prezzo on line: 13,60 euro Amazon






Trama:

Siamo a Parigi, in inverno, la Grande guerra è finita da poco, aleggia sulla città un’atmosfera cupa e vischiosa. Alla Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la sua scimmietta di pezza. Viene a prenderla la signorina Fisher, un’amica di famiglia che la ospiterà per una intera giornata in un elegante appartamento, in attesa di farla ripartire per il Sud della Francia. In quella casa borghese, dal confortevole odore di pulito, Henrietta si imbatte in una gradita sorpresa: c’è un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto. Tra i due bambini, estremamente sensibili e inquieti, dopo l’iniziale diffidenza, si accende la curiosità: di ciascuno nei confronti dell’altro, e di entrambi verso il misterioso mondo degli adulti. I due fanciulli, grazie agli indizi disseminati attorno a loro, rivivono, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d’amore dei grandi, in particolare quella scandalosa tra la madre di Leopold e il suo padre naturale. Acclamato come un classico al momento della pubblicazione (1935), La casa di Parigi, oltre a mettere in scena una rovente passione sentimentale, è un acuto studio psicologico e un esercizio di finezza letteraria sulla prima irruzione del dolore, sulla scoperta del sesso e sulla perdita dell’innocenza.    

6 commenti:

  1. Ciao Sara,
    devo dire che tra le novità in uscita questa era una di quelle che mi avevano molto attirata. Tra l'altro avevo notato, tramite i post in pagina, che era uno dei libri che stavi leggendo e aspettavo con ansia di sapere qualcosina in più. Devo dire che quanto hai evidenziato nella tua analisi post lettura non fa altro che confermare la mia volontà di volerlo leggere al più presto. Tra l'altro mi piacciono molto quelle storie che dal presente si spostano al passato e viceversa. In più mi ha incuriosito il tuo punto di vista sui personaggi, soprattutto i due che ti sono più piaciuti per cui spero di leggerlo quanto prima!!!
    Buona serata e buone letture! :)

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  2. Ciao!!! Io dalla trama me lo aspettavo diverso! Quando ho iniziato a leggerlo sono rimasta subito perplessa... Dopo le prime 60 pagine non riuscivo più a staccarmi ma sentivo il peso delle emozioni dei personaggi e pensavo di non finirlo più! Nello stesso momento ho notato che mi mancavano 10 pagine alla fine! Veramente un romanzo pazzesco, prende così tanto il lettore che sei scosso da come ti trascina! L'ho apprezzato a pieno qualche giorno dopo che l'ho finito! Te lo consiglio! Aspetto che tu lo legga così vengo a sbirciare cosa ne pensi! Non vedo l'ora! :)

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  3. Ciao Sara! Il tuo commento qui sopra riportato ha dissipato ogni dubbio. Lo leggerò....dopo aver smaltito qualche altra lettura XD

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    1. :) le letture da smaltire sono tante come al solito! Ti capisco! :)

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  4. Anche io devo dire che mi immaginavo una storia diversa dopo averne letto la trama ma non ne sono rimasta delusa, anzi. Ho trovato molto più di quanto pensassi e sono d'accordo con tutti ciò che hai scritto!

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    1. Ciao!!!! Eh sì, la storia è differente dalle aspettative del lettore, ma non le delude! Fantastico :)

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