giovedì 8 ottobre 2015

RECENSIONE II "Gli anni della leggerezza" - La saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard

Cari lettori, non vedevo l'ora di parlarvi di questo incredibile libro. Sono stata adottata dalla famiglia Cazalet per una settimana circa e messa al corrente di ogni loro più intima idea e pensiero.

La vicenda si svolge a Londra e nel Sussex, i Cazalet sono una famiglia molto unita (e benestante) composta dal Generale e la Duchessa con i figli Edward, Hugh, Rupert e Rachel con relative mogli, figli e figlie. Villy, Sybil e Zoë, le mogli, hanno ognuna una vita e una visione diversa della loro quotidianità e della famiglia allargata che spesso le ospita in campagna a Home Place e a Mill Farm. 

Chiassosi, rumorosi e per lo più innocenti i figli sono quelli che per la maggior parte portano avanti il racconto: Louise, Clary, Polly, Christopher, Teddy, Simon, il piccolo Wills e Lydia la fanno da padroni e attraverso i dialoghi si dipana la situazione non sono famigliare ma anche dell'epoca in cui vivono.

1937. Le famiglie si incontrano in estate nel Sussex per passare le vacanze insieme, con i ragazzi che sono tornati dal collegio è una bella rimpatriata. Edward con la sua vita lussuosa insieme a Villy costruisce una famigliarità fasulla, ama sua moglie ma si concede distrazioni, che alle volte si spingono sin oltre il consentito. Villy dal canto suo è completamente insoddisfatta di quello che ha e per lo più si annoia. Per me Hugh e Sybil sono la coppia migliore: entrambi non capiscono cosa vorrebbe realmente l'altro ma si danno senza riserve al partner in una continua rinuncia per compiacersi. Loro si amano, non si capiscono, ma si amano. Rupert e Zoë a mio avviso non sono fatti per stare insieme: Rupert è un'anima buona ancora ferito dalla scomparsa di sua moglie. Zoë la definirei egoista e arrivista. Non si sforza minimamente di rendere oro ciò che ha: i bambini non gli piacciono (e a loro non piace lei) e pensa che Rupert debba guadagnare di più per provvedere ai suoi "bisogni" e che quindi debba accantonare il sogno di diventare pittore. Rachel impossibilitata a vivere la sua storia d'amore si prostra per chiunque abbia bisogno e cerca di essere il più possibile di aiuto, ferendo l'amore della sua vita. 

«Se era discutibile che una persona potesse cambiare grazie all'amore, di sicuro nessuno cambiava senza di esso.»

La tradizione e le aspettative della società imprigionano per lo più le donne, ma anche gli uomini della famiglia sentono le pressioni di ciò che ci si aspetta da loro e tutto prende forma come assolutamente credibile per quell'epoca. Anche i bambini sono descritti come piccoli adulti, proprio come venivano cresciuti, a cui non era sempre concesso di essere piccoli e quindi fare piccole marachelle ma piuttosto erano gestiti dalle tate. 

Sybil osservò:" di certo Zoë vorrà presto una famiglia sua."
"Dio ce ne scampi! Scommetto che non vuole bambini."
Sybil commentò:" come ben sappiamo non è questione di volerli."
Villy le lanciò un'occhiata allarmata:"Cara! Stai dicendo che.. tu non.."
"Non proprio. Naturalmente adesso sono contenta."
"Naturalmente"


Il mio personaggio preferito è Polly, la figlia di Hugh. Polly è onesta, dolce, paziente ed emotiva è l'unica che fiuta la reale possibilità di una guerra. E poi adora i gatti. Lei è la bambina che io vorrei essere stata. Louise è evidentemente la scrittrice, la Howard (non vi dirò perché! Non posso rovinarvi la sorpresa). 

La storia viene portata avanti dalla piccola quotidianità che avviene nel Sussex e a Londra di tutti i componenti della famiglia e dei domestici. Dai giochi dei ragazzi al grande pranzo in preparazione in cucina. A questo si lega la possibilità di un'altra guerra: molti la vedono come certa altri la vedono come una così remota possibilità da prenderla davvero poco sul serio. Credo che il racconto mi abbia per lo più impressionata per come la scrittrice riesca ad essere realistica nei dialoghi dei bambini, nelle loro idee, nei loro trabocchetti tra di loro e  del loro lessico. Stupefacente, assolutamente realistico tanto da farmi sorridere come un ebete per la maggior parte della lettura. 

Edward disse:" E io? Non vuoi che anche io viva per sempre?"

"Non tanto quanto mamma. Però si, anche tu".

Lo consiglio ai lettori a cui piacciono le saghe famigliari: non credete che sia il solito malloppo faticoso da leggere, con chissà quante digressione. Al contrario, molto scorrevole lo definirei uno di quei libri in cui mentre leggi non ti accorgi di quante pagine hai già divorato e in poche sere si è all'ultima con il desiderio di un altro libro. 

Titolo: Gli anni della leggerezza
Autore: Elizabeth Jane Howard
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 604
Prezzo: 18,50 euro
Ebook: 12,99 euro
Prezzo on line: 13,88 





Trama:

È l’estate del 1937 e la famiglia Cazalet si appresta a riunirsi nella dimora di campagna per trascorrervi le vacanze. È un mondo dalle atmosfere d’altri tempi, quello dei Cazalet, dove tutto avviene secondo rituali precisi e codici che il tempo ha reso immutabili, dove i domestici servono il tè a letto al mattino, e a cena si va in abito da sera. Ma sotto la rigida morale vittoriana, incarnata appieno dai due capostipiti affettuosamente soprannominati il Generale e la Duchessa, si avverte che qualcosa sta cominciando a cambiare.
Ed ecco svelata, come attraverso un microscopio, la verità sulle dinamiche di coppia fra i figli e le relative consorti. L’affascinante Edward si concede svariate amanti mentre la moglie Villy si lacera nel sospetto e nella noia; Hugh, che porta ancora i segni della grande guerra, forma con la moglie Sybil una coppia perfetta, salvo il fatto che non abbiano idea l’uno dei desideri dell’altra; Rupert, pittore mancato e vedovo, si è risposato con Zoë, un’attrice bellissima e frivola che fatica a calarsi nei panni della madre di famiglia; infine Rachel, devota alla cura dei genitori, che non si è mai sposata per un motivo ben preciso. E poi ci sono i nipoti, descritti mirabilmente nei loro giochi, nelle loro gelosie e nei loro sogni, in modo sottile e mai condiscendente, dalle ingenuità infantili alle inquietudini adolescenziali.
Ma c’è anche il mondo fuori, e la vita domestica dei Cazalet s’intreccia inevitabilmente con la vita di un paese sull’orlo di una crisi epocale. Mentre le vicissitudini private dei personaggi vengono messe a nudo e vicende grandi e piccole intervengono a ingarbugliare le loro esistenze, si comincia a mormorare di una minaccia che viene dal continente, e che assume sempre più spessore nelle consapevolezze dei protagonisti, fino a diventare tangibile: la seconda guerra mondiale è alle porte.

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