martedì 22 settembre 2015

RECENSIONE II "La Bastarda di Istanbul" di Elif Shafak

Ho finito "La Bstarda di Istanbul" di Elif Shafak, una delle mie autrici preferite. 
Come avevo già detto qualche tempo fa, questa autrice mi è capitata tra le mani mentre cercavo qualcosa di simile a Khaled Hosseini: volevo dei racconti orientali, in questo caso medio orientali. Infatti questa autrice (piuttosto prolifica) ha scritto diversi romanzi su questo argomento. 

Ho letto due sue storie entrambe ambientate tra la Turchia e l'America, "La casa dei quattro venti" e quest'ultimo - che in realtà cronologicamente è il primo - "La Bastarda di Istanbul". I due romanzi, ci tengo a sottolineare, non sono collegati, narrano due storie differenti con personaggi differenti (anche se quasi totalmente femminili).

In questo romanzo Asya e Armanoush fanno parte delle protagoniste insieme a Zelinha e  Banu. Le prime due, giovani ragazze diciannovenni, un po' ribelli un po' ancora in cerca della loro direzione, passato e identità fanno esplodere la narrazione e la Storia. Involontariamente - e non - attivano dei processi e delle reazioni che riportano alla luce il passato che viene svelato tramite arti magiche dalla zia veggente.

Armanoush è americana - armena in cerca delle sue origini mentre Asya è turca. Nel romanzo si nota benissimo la differenza tra le due culture, di come interpretano il passato - continuità vs. frammentazione - di come le giovani ne siano investite e di come non riescano a capire e controllare questo elemento implicito nella loro cultura. Asya scollegata dal passato, non sa neppure chi è suo padre ed è basilarmente consapevole del passato del suo popolo prima della Repubblica: il genocidio degli armeni non tocca la sua coscienza, non crede di essere responsabile delle azioni dei suoi antenati. Armanoush invece erede del dolore del genocidio - il passato visto come continuità - corre a Istanbul per capire a fondo cosa sia successo e per conoscere il passato di sua nonna Shushan. 

"In fondo Armanoush sapeva, forse più per istinto che razionalmente, che quest'avversione ai libri aveva radici ben più oscure e segrete della semplice speranza di vederla comportarsi come qualunque ragazza della sua età.
Semplicemente la sua famiglia non voleva che Armanoush brillasse troppo, distinguendosi dal gregge. Scrittori, poeti, artisti. intellettuali erano stati i primi ad essere eliminati dal governo ottomano."

Il tema storico viene affrontato in modo moderno, superficiale ad un primo acchito, profondamente nei gesti della quotidianità. Il filo conduttore è la cucina, simile tra le due culture, fondamentale per la famiglia di Asya che intorno alla tavola tratta delle cose più disparate e importanti. Anche Armanoush sarà influenzata dagli odori, dai sapori e dalle abitudini culinarie dei suoi ospiti. Zeliha ha un segreto è una donna ribelle e prima era stata una ragazza ribelle: il su cruccio più grande è quello di essere "fuori dal coro" soprattutto in relazione  alla sua famiglia tradizionalista turca. Il suo naturale cinismo percorre tutta la storia fino ad arrivare a sua figlia e radicalizzarsi in lei. 

Zia Banu è l'onniscente del racconto. Lei è consapevole di tutto - passato e presente - grazie al suo jinn malvagio che l'aiuta nel percorso faticoso e doloroso della conoscenza.
Le altre zie di Asya sono come estrogeni allo stato puro, ognuna diversa ma tutte con la carica energetica che solo una donna può avere. 

La famiglia di Armanoush è spezzettata ma lei ama entrambi i lati proprio per la grande diversità che trova in tutti e due.

Un romanzo avvincente, pieno di svolte ma soprattutto un romanzo conciliante, cerca di far capire come la Storia ricada sul presente, sulla quotidianità e i giovani e su come quest'ultimi rimangano perplessi sul come gestirla, su cosa pensare e credere e su come reagire in relazione a colpe che non hanno commesso in prima persona e di cui non si sentono responsabili.

Ogni capitolo è segnato da un ingrediente - pistacchi, acqua, mandorle, albicocche secche - tipiche della cucina turca che ritroviamo nel corso del racconto di quella parte di storia.

Per me è stata un'emozione leggere questo romanzo, mi piacciono queste storie lontane dalle  mie abitudini occidentali, lontane dalla televisione e dai documentari. Lo consiglio a tutti coloro a cui piacciono gli intrecci e la cucina, la storia passata e moderna. 

Titolo: La Bastarda di Istanbul
Autore: Elif Shafak
Editore: Rizzoli
Numero di pagine: 385
Prezzo: 10 euro
Ebook: 6,99 euro
Prezzo on line: 8,50 euro Rizzoli

Trama:

Istanbul è il crocevia dove da secoli si incontrano culture e religioni differenti. Proprio in questa città multiforme e piena di colori si conoscono Armanoush, americana in cerca delle proprie radici armene, e Asya, diciannove anni, che vive a Istanbul con la madre, tre zie, la nonna e la bisnonna. Due giovani donne che si legano l’una all’altra, figlie di due mondi che la Storia ha visto scontrarsi: a dispetto di tutto, la ragazza armena e la ragazza turca diventano amiche, scoprono insieme il segreto che lega le loro famiglie e fanno i conti con il passato comune dei loro popoli. Divenuta ormai il simbolo di una Turchia che ha il coraggio di guardarsi indietro e raccontare le proprie contraddizioni, Elif Shafak intreccia con luminosa maestria le mille e una storia che fanno pulsare il cuore della sua terra.

8 commenti:

  1. Uno studio accurato della Storia per trovare i punti d'incontro tra le diverse etnie.
    Ciao.

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  2. Ciao! Sono completamente d'accordo! Fin troppo spesso tendiamo a pensare e ad agire in maniera estrema perché conosciamo i concetti generalmente e etichettiamo cose, persone e paesi. Non sempre consideriamo che il tempo passa come le persone e le cose cambiano. In questo libro ho trovato amore, ho trovato predisposizione ad un confronto moderato e razionale. Ma soprattutto rispetto per le idee altrui! :)

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  3. Lo desidero leggere anch'io, già da un bel po' :) Grazie al tuo blog sto scoprendo un sacco di nuovi libri, e per questo ti ringrazio ;)

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    1. Oh grazie mille a te! Mi sciolgo quando i miei lettori mi dicono queste cose :) :) :) questo te lo consiglio vivamente! ;)

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    2. Grazie! Vorrà dire che lo comprerò ;)

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  4. Ciao Sara, mi sono segnata subito questo titolo! Anche io amo i romanzi arabi, e Istanbul è una città che spero di poter visitare, prima o poi...

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  5. Ciao! guarda a me intrigano tantissimo questi romanzi! Anche io un giorno spero di poter visitare questa bellissima città... Intanto sogno leggendo la Shafak che per me è veramente bravissima! Ti consiglio anche "la casa dei quattro venti" che racconta non solo di Istanbul ma anche di come affrontano la "migrazione" verso i paesi occidentali (in questo caso Londra) le persone che provengono dal medio oriente! Poi facci sapere se ti sono piaciuti!!! ;)

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