domenica 30 agosto 2015

RECENSIONE II "Destinazione Ignota" di Agatha Christie

Buona Domenica Lettrici e Lettori!


Per concludere questo caldo agosto oggi vi scrivo a proposito della prima spy - story che ho letto di Agatha Christie: Destinazione Ignota.

I protagonisti non sono i nostri soliti detective, Poirot o Miss Marple o ancora Tommy e Tuppence, ma bensì l'agente Jessop che è incaricato di scoprire dove sono andati a finire alcuni scienziati scomparsi nel nulla.
Per svolgere il suo compito l'agente si destreggerà furbescamente e in modo lungimirante assumerà spie che sono inimmaginabili per il nemico.

Pur essendo stato scritto nel 1955 (anno in cui davvero alcuni scienziati fuggirono dai propri stati) il racconto è quanto mai attuale e intrigante. La storia si dipana in maniera magistrale, non annoia e tiene agganciati. I personaggi pur essendo differenti, per cultura, credo e mestiere, si inseriscono nella storia naturalmente. Continui colpi di scena portano alla fine del racconto con un lieto fine mozzafiato. 
Le varie ambientazioni e i personaggi sono facilmente immaginabili per le descrizioni perfette che la Christie fa, il deserto, il Marocco, la Città Vecchia ma anche Hilary, Jessop, Betterton e Peters sono tutti luoghi e persone che vivranno col lettore mentre prosegue la lettura.

Lo consiglio per passare qualche giorno con un romanzo che diverte, rasserena, non impegna, porta leggerezza e fa dimenticare tutti i problemi. Sarò di parte ma davvero magnifico, la Christie anche stavolta non delude.

Titolo: Destinazione Ignota
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Numero di Pagine: 156
Prezzo: 8,50 euro
Ebook: 6,99 euro
Prezzo on line: 7,22 euro La Feltrinelli



Trama:

Hilary Craven ha perso tutto, il marito l'ha lasciata per un'altra donna, la figlia è morta improvvisamente per un attacco di meningite. La donna è sul punto di farla finita, quando le giunge un'insolita proposta. Dal momento che non ha più interesse per la vita sarebbe disposta a compiere una missione estremamente rischiosa, per il suo paese? Hilary accetta e di colpo si trova catapultata nel mondo dello spionaggio sulle tracce di un'organizzazione che ha a che fare con la scomparsa di numerosi scienziati. Grazie alla sua somiglianza con la moglie dell'ultimo studioso rapito, la donna ne prende il posto e parte per il cuore del Marocco, comincia così un'avventura che potrebbe dare un nuovo senso alla sua vita.

giovedì 27 agosto 2015

RECENSIONE II "La storia segreta della rivoluzione" di Hilary Mantel




Buongiorno Lettrici e Lettori!

Ieri sera ho finito di leggere la prima parte della trilogia di Hilary Mantel. Premetto che pur amando i romanzi storici con la Mantel ho un rapporto difficile, sarà che sono più avvezza a storie personali che intrighi di stato, oppure semplicemente che il suo modo di scrivere non mi è congeniale: insomma ho difficoltà ad affrontarla con l'entusiasmo con cui mi accompagno ad altri scrittori.

In generale il romanzo mi è piaciuto, per me un po' lento, alle volte mi sono persa, ma di sicuro leggerò anche gli altri due. 
La storia si incentra, com'è evidente dal titolo, sulla Rivoluzione Francese, dagli albori, i primi sussurri e i primi nasi storti nei confronti della monarchia fino ai primi scoppi d'ira della folla.
I protagonisti, visti da quando erano piccoli sono Camille Desmoulins, Maxime De Robespierre e George - Jaques in futuro chiamato D'Anton. 
Camille è il più scatenato fa muovere la storia anche se nella vista come gli dice un suo grande amico "sta sempre in orizzontale". D'Anton è forse quello che iniziando dal basso è arrivato più in alto sia nella vita familiare che nella carriera. De Robespierre è forse il personaggio con le idee politiche più costruite ed equilibrate.
I tre uomini insieme ad altre figure, come Marat che compare e scompare nel racconto, si intrecciano agli eventi e li fanno muovere verso il grande caos che sarà la Rivoluzione. La monarchia è dipinta con un ascendente negativo, Maria Antonietta occupata a scegliere i suoi diamanti incurante della fame del popolo e Luigi Filippo un po' annoiato, un po' per disinteresse e un altro po' per paura si rifiuta di prendere in mano la situazione del suo popolo, mandando lo Stato allo sfascio e mostrando il fianco alle persone che poi insorgeranno contro di lui.

La scrittrice inizia la storia dal loro concepimento, passando per l'infanzia, l'istruzione e agli eventi che hanno influenzato il loro pensiero politico fino a come si sono fatti manovrare dalle grandi figure per ottenere il ribaltamento della monarchia.

La storia si basa su fatti realmente accaduti e su personaggi che sono esistiti davvero, non solo gli eventi, l'istruzione e la vita personali non sono inventati, la Mantel ha cercato di rimanere il più fedele possibile alla Storia e si nota molto bene dal racconto. A mio parere ci sono dialoghi alle volte un po' enigmatici che credo facciano parte del suo stile, proprio i pezzi a me poco congeniali e descrivendo non molto l'ambiente circostante l'immaginazione è limitata. 

Consiglio questo libro alle persona che amano il modo particolare di scrivere di Hilary Mantel e per chi ama gli intrighi politici, le strategie, anticipare il pensiero del personaggio.

Titolo: La Storia Segreta della Rivoluzione, prima parte
Autore: Hilary Mantel
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 312
Prezzo: 17,50 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 14,87 La Feltrinelli





Trama:

La storia della rivoluzione francese attraverso la vita di tre personaggi giganteschi, Robespierre, Danton e Desmoulins, tre giovani uomini provenienti da una classe media istruita in lotta contro le proprie famiglie, contro le proprie origini, contro le regole sociali entro cui agiscono e contro la loro stessa natura. Hilary Mantel costruisce l'affresco possente e avventuroso della parabola esistenziale dei più grandi rivoluzionari. Per questi uomini e per le loro famiglie la rivoluzione è un rito sanguinoso: le forze che loro stessi hanno contribuito a liberare cambieranno il mondo, ma distruggeranno le loro vite.


lunedì 17 agosto 2015

RECENSIONE II "La sposa dell'inquisitore" di Jeanne Kalogridis


Ho finito di leggere in pochissimo tempo questo libro che definirei una lettura leggera, attraente ma non all'altezza dei precedenti romanzi della Kalogridis.

A parte la brevità della storia: appena 308 pagine. La storia parla di una giovane di nome Marisol che abita nella città di Siviglia in una famiglia cristiana... ma non del tutto. Nel 1400 l'inquisizione traccia la sua lunga ombra sulla Spagna capitanata da Isabella di Castiglia con l'approvazione di Sisto V. La trama è interessante: amore, religione, decoro, pudore sono gli argomenti che troverete in questo romanzo anche se non ampliati a dovere: molto superficialmente tocca ogni punto fondamentale, ma non sento la Kalogridis nelle righe che leggo. La lettura è meravigliosa mi attrae ma mi lascia in conclusione insoddisfatta, spero in un seguito, un finale del genere non può essere chiamata conclusione.

Sembra che la storia sia affrettata non del tutto curata nei dettagli. Rispetto a "La Regina Maledetta" che tratta la storia di Caterina De Medici e agli altri romanzi "L'enigma della Gioconda" e "Alla corte dei Borgia" sembra quasi che sia scritto con fretta, senza i soliti dettagli che fanno immaginare la scena nel completo, manca quell'atmosfera avvolgente che ti estrae dalla realtà, lascia in un limbo, una sorta di anticamera di queste emozioni. 

Un vero peccato poiché l'argomento, anche se largamente usato, è raccontato in maniera più che interessante solo non approfondito, tirato via. Sono un po' delusa perché aspetto i suoi romanzi con impazienza! Spero nel prossimo libro!

Titolo: La sposa dell'inquisitore
Autore: Jeanne Kalogridis
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 308
Prezzo: 18,90 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 15,81 euro Giunti al punto



Trama:

Siviglia, 1481. L'Inquisizione sta terrorizzando la Spagna e un nome corre sulle bocche spaventate: Torquemada. L'obiettivo da colpire: i cristiani di origine ebraica, i "conversos". In particolare coloro che nel segreto delle loro case praticano il giudaismo. La pena per chi viene scoperto: il rogo. Marisol García è una giovane conversa, la cui madre si nasconde per praticare il suo vero credo religioso. Quando la donna si suicida, il padre di Marisol decide, per salvare la figlia ed eliminare ogni sospetto sulla propria famiglia, di darla in sposa a Gabriel, influente membro dell'Inquisizione. Il cuore di Marisol, però, batte per un altro uomo, Antonio, e la ragazza è sconvolta quando questi si presenta al suo matrimonio. Ma la cosa ancora più incredibile è scoprire che Antonio lavora per l'Inquisizione. Quando il padre di Marisol viene arrestato e torturato, la ragazza decide di abbracciare la sua vera fede: sola, incapace di capire di chi fidarsi, dovrà combattere la battaglia più dura per il suo popolo, il suo credo, il suo cuore... 

giovedì 13 agosto 2015

RECENSIONE II "American Tabloid" di James Ellroy


Ho terminato "American Tabloid" di Ellroy... Devo dire che mi è piaciuto molto, non quanto "Perfidia", ma sta iniziando a rientrare nei miei #autoripreferiti.

Parola d'ordine del libro: compartimentazione, tenete bene a mente questo concetto prima di iniziare a leggere il romanzo!

I protagonisti sono due uomini massicci già belli e cresciuti, quarant'anni passati a scavalcare la labile linea di ciò che è legale di ciò che non lo è: come direbbe qualcuno, sono punti di vista. Siamo negli anni Sessanta del Novecento, Los Angeles, Florida, Cuba e ovviamente i Kennedy: affascinanti, intriganti, pericolosi e hanno dei bei capelli in particolare Jack. 
Pete e Kemper sono ragazzoni che ne hanno viste di tutti i colori, assassini? forse. Uomini di legge? Un tempo. Diciamo che a entrambi piace rischiare, a entrambi piacciono le donne ma nulla può essere paragonato al Dio Dollaro. Seguono la scia del profumo che il denaro lascia sulla strada macchiata di sangue e droga, non importa se a sinistra o a destra, al centro contro tutti o contro nessuno, il verde dollaro vince sempre.

Mentre leggete ascoltate un bel 45 giri di Sinatra, vi farete di sicuro due risate!
 Come al solito Ellroy è sfacciato, volgare e veritiero, sensibile mai, i personaggi sono opportunisti, non c'è un lato buono in questi gangster, gente! Se volete emozioni forti ve lo consiglio ma non è uno di quei libri da leggere sotto l'ombrellone, dovrete usare una buona dose di cervello per capire gli intrighi e stare dietro ai protagonisti che saranno sempre 50 passi davanti a voi perché il loro olfatto, in quanto affari, non mente. 
Sarete obbligati a usare la vostra sagacia, perspicacia e il vostro lato oscuro per capire e affrontare le azioni di questi bei malviventi. Chi non ha un bel pelo sullo stomaco non legga una pagina! Scene pazzesche, crudeli, eccitanti e sensuali, di sicuro non per i deboli di cuore.

Scoprirete che i cattivi non sono sempre come ce li immaginiamo, che la mafia fa comodo, che l'assolutamente buono non esiste, che tutti dobbiamo arrivare a compromessi che i nemici passano dalla nostra parte se c'è del denaro da far fruttare e attenti che chi la fa l'aspetti parola dell'agente Littel!

Per chi ama leggere noir e gialli direi che questo è il massimo che si può desiderare. 

Titolo: American Tabloid
Autore: james Ellroy
Editore: Mondadori
Numero di pagine: 660
Prezzo: 12 euro
Ebook: 6,99 euro
Prezzo On line: 10,20 euro Mondadori Store







mercoledì 5 agosto 2015

RECENSIONE II "Mistero a Villa del Lieto Tramonto" Minna Lindgren

Buongiorno, lettrici e lettori!

Vi siete mai chiesti come invecchierete e a che età arriverete da anziani? Se sarete quei nonnini che cercano di avere sempre figli e nipoti attorno, oppure se vorrete stare un pochino in solitudine e ritirarvi per fare quello che più vi piace senza nessuno intorno a disturbarvi?
Si sa, spesso gli anziani vengono trascurati e con l'avanzare dell'età si hanno più acciacchi, i figli hanno i loro impegni i nipoti più che i figli, e tra lavoro, scuola, sport e vacanze ci si dimentica di andare a trovare la nonna, si rimanda fino a quando si pensa che oramai la loro vita l'hanno vissuta e tanti saluti!

Una parte di queste sensazioni le suggerisce più che l'esperienza personale, Mistero a Villa del Lieto Tramonto. Le protagoniste sono 3 ultranovantenni, Anna - Liisa, Siiri e Irma che si ritroveranno coinvolte in qualche faccenda poco chiara dell'ospizio in cui i figli le hanno gentilmente relegate perché non si possono più occupare di loro. La vicenda si svolge a Helsinki, città ampiamente descritta dalle protagoniste: i palazzi, le linee del tram, i caffè, i quartieri e anche gli ospedali! 
Le indagini iniziano con la sospetta morte dell'aiuto cuoco un trentenne di nome Tero, poi la faccenda poco chiara di Olavi, un residente della casa di cura, i troppi medicinali prescritti alle nostre tre eroine e i conti salati addebitati sui loro conti correnti. Le nostre nonnine cercheranno di scoprire la verità sulla loro residenza della vecchiaia. 

Il giallo è singolare poiché non coinvolge detective nel pieno della loro gioventù o all'inizio della pensione, ma persone che giocano e scherzano sulla morte come se fosse una vecchia compagna che le verrà a prendere da un momento all'altro. Proprio per questo il giallo come le nostre protagoniste, si muove lentamente (anche se la lettura è piuttosto scorrevole e molto piacevole), nel senso che non si ha fretta di indagare non c'è una corsa contro il tempo. Pur entrando in prima persona nelle ricerche, nelle indagini e anche come vittime, le vecchiette fanno, tipico degli anziani, come se avessero tutto il tempo del mondo e nessun impegno sull'agenda.
Girano in tram per uscire a fare una passeggiata, Anna - Liisa partecipa al bricolage, al coro e gioca a carte, mentre Siiri si ritira spesso nel suo appartamento per leggere e chiacchierare allegramente con Irma su ogni argomento, fantasticare, e scherzare sulla Morte <tic tac, tic tac, tic tac, tic tac>. Spesso fanno dei pisolini, qualche volta la memoria fa dei brutti scherzi e per risparmiare mangiano fegato e riso o frittelle al sanguinaccio, ma non si dimenticano mai del whisky della buonanotte prescritto dal dottore.

"guardò una puntata di Hercule Poirot e si distese nel letto a riposare. Immaginò di abitare in una casa londinese negli anni Trenta, bella come quella di Poirot, circondata da lucidi oggetti di design modernista..."

Proprio per questa caratteristica il romanzo risulta realistico e avvincente; la curiosità prende il sopravvento: come fanno tre ultranovantenni a indagare??? 
Oltre ad essere interessante come giallo propone temi di riflessione come la vecchiaia, la solitudine, l'amicizia e addirittura l'amore. Ho trovato molto divertente e istruttivo come Siiri e Irma si rapportano alla Morte. Noi giovani non ci facciamo mai caso.

Come primo romanzo di una trilogia, si propone in modo eccezionale, è impossibile non desiderare di avere nella propria libreria di casa il seguito!
In attesa trepidante, mi godo il ricordo del mistero oramai risolto! Buona lettura!




Titolo: Mistero a Villa del Lieto Tramonto
Autore: Minna Lindgren
Editore: Sonzogno
Numero di pagine: 284 
Prezzo: 16,50 euro
Ebook: 4,99 euro
Prezzo on line:16,50 euro Sonzogno


Trama:

«Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che fi gli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.




sabato 1 agosto 2015

RECENSIONE II "La donna in bianco" di Wilkie Collins


Buongiorno Lettori!

Ho finito il romanzo di Wilkie Collins, "La Donna in Bianco", un giallo classico molto affascinante. Devo dire che mi sono trovata davanti al più grande intreccio che abbia mai letto. I personaggi oltre ad essere numerosi, sono descritti in modo superbo, ognuno con le sue debolezze e i suoi punti di forza, le sfumature non mancano. Sembrano persone "vere", che davvero hanno vissuto queste complicate avventure, che hanno subito e architettato questi inganni.

Bisogna anche osservare l'eccellente lavoro di Wilkie Collins: non avrei mai pensato che un uomo - dell'Ottocento tra l'altro - potesse analizzare così in profondità la sensibilità femminile, ordire delle trame così ingegnose ed esporle in un modo molto chiaro senza mancare di finezza retorica; pur scrivendo in un linguaggio forbito, così come lo era quello dell'epoca, la lettura scorrere veloce e senza difficoltà.

Miss Halcombe è ovviamente il mio personaggio preferito, una donna forte, intelligente, generosa e con una devozione verso la sua sorellastra unica nel suo genere. 
Mr. Hartright è un uomo tenace, intelligente, innamorato, inizialmente forse un po' immaturo ma che alla fine del libro sa il fatto suo e non manca di farlo notare a chi deve pagare il conto.
Miss Fairlie, la bella e cagionevole Laura, sorellastra di Miss Halcombe, protetta dalle persone che la amano incondizionatamente, è il punto per cui questa storia viene ordita e insieme ad Anne Catherwick saranno l'espediente su cui i "cattivi" della situazione faranno affidamento e sfrutteranno.
Questi sono i quattro personaggi principali a cui si aggiungeranno Mr. Gilmore, Sir Percivale Glyde, Il Conte Fosco e sua moglie, Mr. Kyrle, Mr. Farlie, il professor Pesca e tanti altri, tutti sapientemente descritti e intrecciati gli uni agli altri in modo davvero magistrale.

Non vi starò a raccontare la trama, poiché essendo così ingegnosamente costruita, potrei creare solo della confusione, ma vi consiglio di leggere il libro perché è davvero raccontato limpidamente. 
La storia si dipana attraverso la forme di testimonianza e di diario, i fatti sono raccontati solo da chi li ha vissuti e non raccontati come terze parti. La motivazione per cui la storia viene raccontata in questo modo si viene a chiarire con l'andare del racconto, anche se l'autore non lascia mai all'oscuro il lettore ma piuttosto chiede di pazientare perché poi tutto sarà spiegato, e così infatti sarà alla fine del libro.

Mi ha colpita particolarmente un pezzo di questo racconto, detto da Miss Halcombe,  che ha acceso lo spirito femminista che è in me:

"Nessun uomo al mondo merita un tale sacrificio da una donna! Gli uomini! Sono loro i nemici della nostra innocenza, della nostra serenità - ci rubano all'amore dei nostri genitori, all'amicizia delle nostre sorelle - ci rubano l'anima e il corpo, e incateno le nostre vite alle loro, come incatenano un cane alla cuccia!"

Titolo: La Donna in Bianco
Autore: Wilkie Collins
Editore: Fazi Editore
Numero di pagine: 745
Prezzo: 18,50 euro
Ebook: 9,99 euro
Prezzo on line: 15,72 euro La Feltrinelli





Trama:

Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama de La donna in bianco, tessuta con magistrale sapienza da Wilkie Collins. Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista «All the Year Round», suscitando uno straordinario interesse nel pubblico che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l’impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l’affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa straordinaria macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l’attributo di “padre del poliziesco moderno”. La donna in bianco è ora anche un musical di grande successo realizzato da Andrew Lloyd Webber.